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letteratura
per ragazzi
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LETTERATURA PER RAGAZZI: AUTORI (D-L) |
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| DAUDET,
ALPHONSE (1840 - 1897) Nasce a Nîmes il 13 maggio 1840 da una famiglia borghese; ha due fratelli maschi: Henri (n.1832) ed Ernest (n.1837). Il padre è commerciante di sete, ma un rovescio di fortuna obbliga Alphonse ad abbandonare gli studi per lavorare come sorvegliante nel liceo di Alès, cosa che non gli piace affatto. Nel 1857 si rifugia a Parigi, presso il fratello Ernest che cercava di sbarcare il lunario come giornalista. Inizia così a scrivere; la prima pubblicazione è una raccolta di poesie, Les Amoureuses (1858); collabora con delle novelle, sotto lo pseudonimo di Piccolo, a Paris-Journal e in seguito anche a Le Figaro; diviene uno dei segretari privati del duca di Morny, alla corte di di Napoleone III, fino al 1865. Frequenta gli ambienti letterari e si lega di amicizia con Frédéric Mistral, Edmond de Goncourt , Gustave Flaubert, Emile Zola. Dopo un viaggio in Provenza, compone i primi testi che faranno parte delle Lettres de mon Moulin (1866), che in seguito pubblica a puntate su L'Evénement per tutto l'anno 1866 con il titolo di Chroniques provençales. Sono racconti che presto diverranno i più popolari di Francia. Nel 1867 sposa Julia Allard dalla quale avrà tre figli: Léon, Lucien ed Edmée (nel 1868 Léon Daudet sposerà Jeanne Hugo, nipote di Victor Hugo). La famiglia abita a Champrosay, nei dintorni di Parigi, in una casa acquistata dal padre di lei. Qui Daudet può tenere il proprio cenacolo letterario con gli amici di sempre, ai quali si aggiungono Sully Prud'homme, Anatole France, Joseph de Hérédia e alcuni pittori impressionisti, di cui Daudet è uno dei primi estimatori (Auguste Renoir fa un ritratto di Julia Daudet). Nel 1870 Daudet parte in guerra come volontario e riceverà la Legion d'Onore. Nel 1872 inizia la saga di Tartarino, mitico personaggio che colpisce la fantasia di adulti e piccini (in tre libri: Tartarin de Tarascon, Tartarin sur les Alpes, Port-Tarascon). Daudet ha un suo stile, anche se viene accusato di imitazione nei confronti di Dickens, e presto raggiunge la fama. Pubblica molto, romanzi, racconti, opere teatrali (17), ma il suo punto di forza sono i racconti. Muore a Champrosay, a soli 57 anni, dopo una breve malattia, il 16 dicembre 1897. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Le Petit Chose (1868) L'Arlésienne (1872, pièce teatrale) Les contes du Lundi (1873, racconti sulla guerra franco-prussiana) Jack (1876) Le Nabab (1877, ispirato al duca di Morny) Les Rois en exil (1879) Numa Roumestan (1881) Sappho (1884) La Belle Nivernaise (1886) L'Immortel (1888) Trente ans de Paris (1887) e Souvenirs d'un homme de lettres (1888) sono autobiografici.
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![]() Alphonse Daudet |
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| DE
AMICIS, EDMONDO (1846 - 1908) Nasce a Oneglia il 31 ottobre 1846. La famiglia si trasferisce presto a Cuneo e dal 1863 frequenta il liceo presso il Collegio Candellero di Torino. Nel 1860 tenta inutilmente di raggiungere i Mille di Garibaldi; l'anno dopo, morto il padre, interrompe gli studi ed entra all'Accademia militare di Modena, che lascia nel 1866 per prender parte alla battaglia di Custoza come sottotenente. E' in Sicilia durante l'epidemia di colera, nel 1867 si trova a Firenze come direttore de L'Italia Militare, e il 20 settembre 1970 entra in Roma. Dall' esperienza modenese ricava un Bozzetti di vita militare che riscuote immediato successo, e si dedica alla carriera letteraria e al giornalismo, collaborando a testate come Il Fanfulla, Antologia, Le Cronache Bizantine, L'Illustrazione Italiana, La Tribuna. Dal 1871 al 1870 pubblica ben sei libri di racconti di viaggi. Stabilita la sua base a Torino, viaggia molto, anche come inviato de La Nazione di Firenze; il decennio degli anni Ottanta è il più fecondo, e sviluppa il suo interesse per l'aspetto sociale, tanto che nel 1891 aderisce al Partito Socialista, anche grazie all'amicizia con Filippo Turati. In seguito subisce anni di travagli familiari: nel luglio 1898 muore la madre Teresa, a cui era legatissimo, e nel novembre dello stesso anno il figlio Furio, di soli 21 anni; l'altro figlio, Ugo, in seguito si separerà dalla moglie. De Amicis muore improvvisamente in un albergo di Bordighera l'11 marzo 1908, mentre si trovava di passaggio.
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Sin: ill. int. di Vespasiano Bignami, ds: ill. int. di Dario Paolocci datata 1883
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| DE
FOE, DANIEL (1660? - 1731) Nasce a Londra come Daniel Foe, in data incerta, da un macellaio. Più tardi aggiunge l'aristocratico "de" al nome affermando di discendere dalla famiglia De Beau Faux. Nel 1684 sposa Mary Tuffley, da cui avrà otto figli. Nel 1685 si aggrega al movimento del Duca di Monmouth contro Giacomo II, per cui è forzato a tre anni di esilio. La famiglia è sommersa dai debiti, tanto che De Foe viene arrestato, ma i continui arresti si devono soprattutto all'attività politica e di libellista: nel 1701 pubblica The True-Born Englishman a favore di Guglielmo III, e nel 1703 a causa di un pamphlet intitolato The Shortest Way with the Dissenters, in cui mette alla berlina i Tories, viene rinchiuso a Newgate e condannato alla gogna, ma riesce a far pubblicare un Hymn to the Pillory per cui ottiene un gran successo e la libertà. Nel 1703 assiste al Great Storm ("il grande uragano") che imperversa il 26-27 novembre, l'unico uragano della storia ad aver superato l'Atlantico e aver raggiunto le isole britanniche causando la morte di 8.000 persone. E' il soggetto per il primo titolo di De Foe, The Storm (1704), così come il racconto della Grande Peste di Londra del 1665 è il soggetto di A Journal of the Plague Year, romanzo storico che viene pubblicato solo nel 1722. Robinson Crusoe (1719) è il racconto di un naufragio su un'isola deserta e del seguente sforzo per la sopravvivenza basato sulla reale avventura dello scozzese Alexander Selkirk. A tour thro' the Whole Island of Great Britain, prodotto tra il 1724 e il 1727, è un resoconto dei suoi viaggi, mentre The Political History of the Devil (1726), che sembra una satira, viene ritenuto dai critici il vero pensiero di De Foe, cioè che il diavolo sia uno dei protagonisti della storia del mondo. De Foe è uno dei pionieri del romanzo inglese come del giornalismo, e raggiunge in vita, alternando fortune e disastri, una notevole fama. Muore misteriosamente nel 1731. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE A True Relation of the Apparition of one Mrs Veal, the next day after her death (1705) The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe (1719) The Life Adventures and Pyracies of the Famous Captain Singleton (1720) The Fortunes and Misfortunes of the Famous Moll Flanders (1722) The Fortunate Mistress, or a History of the Life of Mademoiselle de Beleau Known by the Name of the Lady Roxana (1724) Il
titolo è pubblicato da tutti gli editori
sotto varie forme editoriali, ancora oggi,
e non mancano le imitazioni, come questo Martino Crusoè:
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collana "Biblioteca dei Ragazzi", n.d. Ill. interne di Riccardo Salvadori
Alcune
edizioni straniere del Robinson Crusoe.
Da sin: Francia, 1883; Germania, 1890; Olanda, 1940 |
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| de
SEGUR, COMTESSE SOPHIE (1799-1874) Il Conte Rostopchine è Primo Ministro dello Zar. La piccola Sophie nasce a Pietroburgo; fin da piccola diverte la famiglia facendo buffonerie e inventando storielle; bionda, occhi verdi, è furba e faceta. Sposa il Comte de Ségur e si trasferisce a Nouettes, in Normandia, dove trascorrerà tutta la sua vita, una vita ricca e benefica. Inventa per i propri numerosi figli storie e fiabe, ma ancor giovane viene costretta a letto da una terribile malattia che la rende inferma per ben 13 anni. La sua bontà e il suo buonumore non vengono meno, anzi da questa vita forzatamente sedentaria nascono le storie più belle per i figli che passano ore accanto alla sua poltrona, e dopo i figli vengono i nipotini. Nonna da leggenda, solo verso la sessantina Sophie comincia a trascrivere e pubblicare i suoi racconti. Comtesse de Ségur ottiene una notevole popolarità in Francia e altrove per una lunga serie di fiabe e racconti che pubblica quando ormai è alle soglie della vecchiaia. Ma non sono le fiabe a darle la popolarità: vi si riaffacciano inutilmente i medesimi motivi delle fiabe classiche, rinfrescati appena da qualche espediente; sono piuttosto i racconti architettati coi nuovi ingredienti realistici. Ne Les mémoires d'un âne, ad esempio, il dialogo aggiunge arguzia ad arguzia, e il fine pedagogico agisce per suo conto. Comtesse de Ségur lascia che la morale nasca dalla simpatia naturale e spontanea del lettore per l'eroe virtuoso; la bontà, l'onestà e la virtù sono così attraenti che i bambini vanno verso il bene non per ragionamento, ma per amore. Prima di allora, si rappresentavano dei ragazzi cattivi e dei genitori ottimi, che facevano di tutto per correggere ed educare, ma nei romanzi di Comtesse de Ségur le persone grandi spesso lasciano a desiderare, e i ragazzi, al contrario, sono generalmente buoni, e quando sono cattivi, ciò dipende dalle persone grandi che non li sanno dirigere. Altre potrebbero essere le ragioni della popolarità della scrittrice franco-russa: fatto curioso e difficilmente spiegabile a prima vista, Comtesse de Ségur ha conquistato non solo i fanciulli ricchi, ma anche quelli poveri, che vi trovano la rivelazione di un mondo che non avevano mai immaginato, tanto esso differisce da ciò che li circonda: grandi dame, signori titolati, beneducate fanciulle dal linguaggio gentile, salotti illuminati, feste sul prato, passeggiate, pranzi, merende, ombrellini e crinoline, soprabiti e favoriti: tutto un insieme aristocratico che continua a piacere ai fanciulli d'oggi, perchè a loro sembra appena meno strano e meno bello di ciò che circonda i principi e le principesse nelle novelle delle fate. Comtesse de Ségur ci mostra "come si viveva prima": ecco forse uno dei segreti di questo fascino persistente. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Contes des Fées et Nouveaux Contes des Fées (1857) Les petites filles modèles Les vacances Les mémoires d'un âne François le Bossu L'Auberge de l'Ange Gardien Le Général Durakin Les malheurs de Sophie (autobiografia)
De
Ségur, Jean-qui-grogne et Jean-qui-rit, 1931
Illustrazioni di F. Lorioux Il libro come sempre è dedicato a una nipote, "ma petite fille Marie-Thérèse de Ségur"
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Bibliothèque Rose Illustrée Hachette, cover e front
de
Ségur, Nouveaux
C ontes de Fées
Bibliothèque Rose Illustrée, Hachette, 1910 front e ill. interna Il volume contiene 46 illustrazioni di Gustave Doré e Jules Didier
Bibliothèque Rose Illustrée, Hachette, 1922 front. e ill. in antiporta di H. Castelli |
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| DEL
SOLDATO, CAMILLA (1862 - 1940) Camilla Poggi nasce a Reggio Emilia il 23 settembre 1862, figlia dello scrittore Ulisse Poggi, noto pedagogo, autore di opere dedicate ai giovani e alla scuola, di famiglia toscana di nobili origini. E' il padre che la istruisce in casa, a Belluno dove la famiglia si trasferisce. Ulisse Poggi è Provveditore agli Studi di Piacenza quando Camilla è adolescente, e insieme con le sorelle attende alle faccende di casa sotto il vigile sguardo dell'inflessibile madre; Camilla però mostra una grande disposizione per la pittura, tanto che le viene assegnato un maestro privato, che la dichiara pronta ad accedere all'Accademia di Brera dopo poco tempo. Ma il padre viene trasferito a Prato, alla direzione del collegio Cicognini, e del progetto non se ne fa più nulla. Sposata con Oreste Del Soldato, agli inizi del secolo si trasferisce a Milano per un dissesto finanziario; qui intraprende un'intensa attività di traduttrice e in seguito di scrittrice. Negli Anni Trenta dirige la collana romantica Biblioteca delle Giovani Italiane di Le Monnier. Traduce dall'inglese (tra gli altri, Appassionata, storia di una musicista di Elsa D'Esterre-Keeling nel 1919, in seguito publicato da Salani, ved. LA BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE); pubblica testi per le scuole e racconti per l'infanzia. Storia di quattordici ragazzi ottiene il 1° premio al concorso indetto per un libro di ragazzi dal Gruppo d'Azione per le scuole del popolo di Milano. Il testo verrà revisionato e riproposto dalla figlia Maria e ristampato negli anni Sessanta. Camilla Del Soldato Muore a Milano il 19 marzo 1940. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Coscienza (racconti, 1910), Mattina di vita (bozzetti, 1914), La casa (1916), Tempo di guerra: note di una mamma (1917), Due manine (1926), La storia di Cecina (1922), Anime (1923), La casa di cristallo (1926), Il focolare (1929), Santa Elisabetta d'Ungheria (1931), Storia di Anita Garibaldi (1932), L' unica via (1932), Oggi e domani (1935), Mamma (1936). Per ragazzi: Staffetta: due anni di vita d'un ragazzo (1915), Le memorie del Merlo zoppo (1920), Le esperienze di Rosetta (1924), La novella delle novelle ed altre fiabe (1926), Allegria (1932), La casa del cuccù (1935), Come Neri diventa Ranieri (1936), Da ragazzi ad uomini (1938), Giovinezza in marcia (1938), Le idee di Serenella (1938), La casa di cristallo (1939).
Camilla
Poggi Del Soldato
A ds. in un ritratto di Marina Battigelli (courtesy Lia Madorsky) |
le splendide ill. interne in b/n e grigio di Marina Battigelli |
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| DICKENS,
CHARLES (1812 - 1870) Nasce a Portsea presso Portsmouth il 7 febbraio 1812; il padre peregrina da un posto all'altro, a Clatham, poi a Londra nella zona allora più povera e malfamata, Camden Town, tanto lontana dal centro da venir considerato un nucleo abitativo a parte. Il padre viene arrestato per debiti e il giovane Charles si impiega in una fabbrica di lucido da scarpe, poi riesce a terminare gli studi, a quindici anni, e si impiega come scrivano in uno studio legale. E' un autodidatta sia per la letteratura, sia per la stenografia, che gli permette di farsi assumere dai giornali e divenire il più veloce stenografo parlamentare d'Inghilterra. Viene preso da passione per Maria Beadnell ma il padre banchiere si guarda bene dal darla in moglie allo spiantato Dickens; egli si consola pubblicando i primi racconti su vari giornali, The Monthly Magazine, Morning Chronicle, Evening Chronicle, e facendo la corte alla figlia maggiore del redattore capo di quest'ultimo, Kate Hogarth, che sposa il 2 aprile 1836, anche se il suo vero amore era la sorella minore, Mary: questa muore ad appena diciassette anni, sul letto di morte Dickens le sfila un anello e se lo mette al dito, portandolo per tutta la vita. Pubblica a puntate The Pickwick Papers che hanno subito un enorme successo. E' un successo di pubblico e non di critica, poiché gli intellettuali del tempo, quei terribili vittoriani, lo snobbano accusandolo di mancanza di cultura ed eccesso di sentimentalismo. Il fatto è che i suoi romanzi sono tutti, più o meno, e più o meno nascostamente, autobiografici. E' il 1838; nel 1842 compie il suo primo viaggio negli Stati Uniti e successivamente gira un po' l'Europa; nel 1844 visita l'Italia e ne riporta le impressioni in Pictures from Italy (1846). Tornato a Londra, fonda la rivista Household Words, che dopo qualche tempo diventa All the Year Around. Nel 1853 dà voce alle sue ambizioni drammatiche (voleva fare l'attore) e inizia a leggere in pubblico stralci dei suoi scritti, cosa che diviene una prassi dal 1858 in poi. La moglie lo lascia, anche perchè Dickens si fa vedere in pubblico più che con lei, con un'altra cognata, Georgina. Muore improvvisamente per un'emorragia cerebrale a Rochester il 9 giugno 1870. E' sepolto nell'Abbazia di Westminster, sacrario dei maggiori poeti inglesi. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Il circolo Pickwick (1837) Oliver Twist (1838) Nicholas Nickleby (1839) David Copperfield (1850) Hard Times (1954) Little Dorrit (1857) Great Expectations (1861)
Charles
Dickens
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![]() Charles Dickens, Il grillo del focolare, La Nuova Italia, 1932. Ill. n.d. La dedica è per Lord Jeffrey e porta la data del 1845 ![]() Charles Dickens, Una canzone di Natale, Il romanzo per tutti Salani, 1924 |
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| DONNA
PAOLA (1866 - 1954) Paola Grosson de Guentry nasce a Bergamo nel 1866 ed esordisce su Scena Illustrata con la sola firma Donna Paola con un primo articolo che fa scalpore, tutti cercano chi si celi dietro allo pseudonimo e chissà perchè si pensa sia lo scrittore Giarelli. Forse perchè Donna Paola si esprime in maniera diretta e 'mascolina'; tuttavia professa un sincero femminismo e presto tutti si accorgono della vera personalità di Donna Paola. Su Scena Illustrata le viene assegnata una rubrica fissa, "Calende ed Idi" dove passa in rassegna tutti i fatti accaduti nella quindicina. In seguito diviene redattrice capo della rivista, a Firenze. Sposa Luigi Baronchelli. Dal 1911 al 1928 intrattiene una fitta corrispondenza con lo scrittore e giornalista Valentino Soldani (1873-1935) al quale la lega una profonda amicizia. Muore a Quarto (Genova) il 13 maggio 1954. TITOLI Confessioni di una figlia del secolo, L'amico (raccolta di novelle), I giovani della pianura (sul Caffaro), Io e il mio lettore (1910). Per ragazzi: Pippetto difende la patria (Bemporad 1920)
Sin.
Donna Paola
in gioventù, ds. nel 1937
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Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1920 frontespizio Ill. di Corrado Sarri |
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| DUMAS,
ALEXANDRE (1802 - 1870) Alexandre Davy de la Pailleterie nasce il 24 luglio 1802 a Villers-Cotterets, non lontano da Parigi, figlio di un'ostessa e del generale Thomas-Alexandre Dumas, figlio del marchese Alexandre-Antoine Davy de la Pailleterie. Il generale muore nel 1806 lasciando l'ostessa e il figliolo in cattive acque. Con l'avvento della restaurazione, Alexandre si reca a Parigi dove ottiene un posto presso il duca d'Orléans. Scrive articoli e si cimenta con il teatro. Nel 1830 partecipa al movimento per detronizzare Carlo X e porre sul trono il suo ex principale, il duca d'Orléans, come Luigi Filippo, il "re cittadino". Dal 1839 al 1841 Dumas insieme a diversi collaboratori, compila una raccolta di saggi in otto volumi su crimini e criminali famosi della storia (inclusi saggi su Beatrice Cenci e Lucrezia Borgia). Nel 1840 sposa un'attrice, Ida Ferrier, il che non gli impedisce di avere numerose storie con una quantità di donne diverse che gli daranno anche dei figli, uno dei quali sarà Alexandre Dumas fils, anch'egli celebre scrittore. Dumas scrive a più non posso, e per tener dietro a tutto si avvale di numerosi ghost-writers, il più celebre dei quali è Auguste Maquet, che propone l'intreccio e scrive il brogliaccio, al quale Dumas aggiunge i dettagli, i dialoghi, e le note finali. Si devono a Maquet le illuminazioni che fanno del Conte di Montecristo e de I tre moschettieri dei capolavori, ma sono di Dumas i dialoghi frizzanti, le finezze della narrazione, il taglio molto veloce dell'andamento narrativo: in effetti, lavora appunto su brogliacci. Guadagna molto ma spende anche molto, più di quello che si può permettere, con le donne, i divertimenti, e con tante persone che si approfittano della sua generosità. Quando il re Luigi Filippo viene detronizzato a sua volta, Dumas non viene ben visto da Luigi Napoleone, e nel 1851 deve emigrare a Bruxelles e da qui si reca in Russia, dove si ferma per due anni. Nel 1860 Dumas si reca al seguito di Garibaldi in Sicilia, e viene nominato da questi direttore onorario delle Belle Arti di Napoli. Entusiasmato dalle lotte per l'unità d'Italia, fonda un giornale, L'indipendente, e ritorna a Parigi solo nel 1864. Muore il 5 dicembre 1870 a Puys. In occasione del bicentenario della nascita delle sue ceneri sono state trasferite al Pantheon. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Storia di uno schiaccianoci (1844), una rielaborazione della novella di Hoffmann, adattata in balletto da Tchaikovsky La pappa della Contessa Berta Robin Hood Palla di neve Storia delle mie bestie I titoli di Alexandre Dumas sono più di un centinaio. Sono definiti romanzi "di cappa e spada" quelli più noti che hanno a tema vicende di fantasia legate alla storia del Regno di Francia, destinati dall'Autore ad un pubblico eterogeneo; oggi sono letti soprattutto dai ragazzi, spesso in forma ridotta.
Alexandre
Dumas, Storia di uno Schiaccianoci, Bemporad, 1920
cover e ill. interna di Attilio Mussino |
cover e ill. interna di Bertall
![]() Alexandre Dumas v. anche in AUTORI D-F nella Biblioteca delle Signorine con un ritratto inedito dell'Autore in giovane età |
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| FANCIULLI,
GIUSEPPE (1881 - 1951) Nasce a Firenze l'8 marzo 1881 da Giovanni ed Enrichetta Guidotti. Per lo stile e l'ispirazione ricorda la tradizione del Thouar e della Baccini, ma unisce allo spirito prettamente educativo anche una certa freschezza. Maestro e pedagogo, Fanciulli non solo scrive racconti e romanzetti per ragazzi, ma anche una letteratura per l'infanzia e diverse antologie per la scuola, libri di storia e biografie di uomini illustri per i ragazzi. Collabora al Giornalino della Domenica dal 1906; ne è redattore dal 1907 al 1911, e lo riprende dal 1918. Dal 1920, alla morte di Vamba, ne assume la direzione fino al 1924. Con l'avvento del Ventennio, e come accade a tanti altri (citiamo Antonio Bertarelli, Guido Fabiani, Salvator Gotta, Ugo Scotti Berni, Arnaldo Micheli) produce anche letteratura di regime e certi titoli oggi non sono più pubblicati. Secondo le direttive fasciste, si adopera per diffondere all'estero, tra gli emigrati, romanzi per ragazzi dove si esaltano i concetti di fede e amor patrio. E' autore di una pregevole Storia della Letteratura per Ragazzi. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Per i più piccini (19009) Pippo Sizza aviatore (1910) L'omino turchino (1912) Il più bel fiore (1913) Gente nostra (1918) Alla sorgente (1919) Lascio ai miei figli (1929) Il libro dei perchè (1924, piccola enciclopedia) Il sole di occhiverdi (1926, fiaba scenica) Il libro di Natale (poesie, novelle, dialoghi, in collaborazione con Milly Dandolo) Fiore, romanzo per ragazzi, vincitore del "Concorso Bemporad", 1927 Il Duce del popolo italiano (1929) Lisa-Betta (1932) Storie di questo mondo (1933) Alza Bandiera!, romanzo per ragazzi vincitore del Concorso indetto dal Partito Nazionale Fascista in occasione della IIa Mostra Nazionale del Libro per il Fanciullo, 1934 Nota: Le opere di Giuseppe Fanciulli contano oltre 150 titoli
cover, frontespizio e ill. in antiporta. (courtesy
Libreria Giorni, Firenze)
Il titolo vinse un concorso indetto dal PNF. Per la collana "I libri dell'Ardimento" cfr. la pagina BEMPORAD - BREVE STORIA |
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| FAVA,
ONORATO (1859 - 1941) Piemontese di nascita e napoletano di adozione, giornalista, Onorato Fava collabora alla Gazzetta Letteraria di Torino e in seguito al Corriere del Mattino di Napoli. Insieme con Salvatore Di Giacomo fonda il giornale letterario Fantasio. Onorato Fava dedica gran parte delle sue opere ai fanciulli, riuscendo spesso assai efficacemente a coniugare una fondamentale educazione veristica con elementi di favola e di collodiano umorismo. Riproduce efficacemente Napoli nel pastelli descrittivi, e la sua prosa è caratterizzata da quella ingenuità di visione che la rende particolarmente vicina alla psicologia infantile. La produzione letteraria è vasta: 18 tra novelle e romanzi, 30 titoli per l'infanzia. Muore a Napoli nel 1941. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Vita napoletana, preceduta da una lettera di Giovanni Verga (1885) Il teatro dei pupi: racconto napoletano (1885) Al paese delle stelle (1889) G ranellin di pepe (1890) La discesa di Annibale (romanzo, 1891) Trezzadoro (1893) Serate invernali: racconti per bimbi (1893) Francolino (1895) Blitz e Fritz (1897) Le pantofole del re e altri racconti (1898) Il libro di Natale, con acquerelli di P. Scoppetta (1901) I racconti dell'anno (1900) illustrati da Fortunino Matania Il libro di Natale (1901) Il libro delle piccole cose (1902) Per le vie (1916) Torna la primavera (novelle, 1920) L'isola del silenzio (1921) Il libro delle piccole cose (1922) Caduto dal nido (novelle, 1925) La bambina dei perchè (1926) Teatro color di rosa (5 commedie, 1927) Cip Cip e Glu Glu (1927) L'isola del silenzio (raccolta di fiabe, 1929) Bambini e burattini (1930) Anime allegre (raccolta di novelle, 1930) Il fanciullo nella letteratura (saggio critico, 1931)
Onorato
Fava, Francolino, Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1939
ill. di Sto |
(courtesy Libreria Onofri, Roma) BIOGRAFIA Onorato Fava e la società letteraria napoletana di fine Ottocento |
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| FLEURIOT,
ZENAIDE (1829 - 1890) Zénaïde Marie Anne Fleuriot nasce a Saint-Brieuc in Bretagna il 28 ottobre 1829 da una famiglia illustre ma impoverita. Dal 1849 al 1860 è costretta a guadagnarsi la vita come istitutrice della famiglia Guillotou de Kerever. A Roma conosce la principessa Sayn-Wittgenstein, nota dama del gotha internazionale e scrittrice per diletto, che le dà validi consigli e l'aiuta a farsi conoscere. Dapprima collaboratrice di giornali femminili (Journal des demoiselles e La Mode illustrée), scrive con lo pseudonimo di Anna Edianez dei racconti per l'infanzia, che vengono molto apprezzati. Ha inizio così una carriera letteraria di tutto rispetto (oltre 80 titoli, quasi tutti pubblicati da Hachette nelle collane per giovani fanciulle). Nel 1870 compie un soggiorno a Roma, alloggiata nei pressi del Corso, da cui ritrae delle impressioni che pubblica due anni dopo sotto forma di lettere alla sorella. Pur pubblicando diversi titoli all'anno, nel 1871 organizza una scuola professionale per le giovani operaie, e dal 1874 al 1879 dirige il settimanale La Semaine des familles. Nel 1872 Zénaïde Fleuriot conosce la località marina di Locmariaquer, sul Golfo di Morbihan, dove si stabilisce, facendosi costruire una casa che chiama "Kermoareb" che in bretone significa "la maison de ma tante". Per la delicatezza di sentimento, grazia e leggerezza unite al dono di "saper raccontare", viene accostata dalla critica alla Comtesse de Ségur, pre quanto quest'ultima scriva fiabe più che romanzi. Muore il 19 dicembre 1890 a Parigi, ma le sue spoglie riposano a Locmariaquer. Salani pubblica alcuni romanzi, tra i quali il più noto è Brizzolina. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Marquise et pêcheur (1860) Eve (1861) L'oncle trésor (1867) Deux bijoux (1868) Mes héritages (1872) Notre capitale Rome (1872) Aigle et colombe (1873, premiato dall'Académie Française) Les pieds d'argile (1873) Petit Chef de Famille + Plus Tard ou le Jeune Chef de Famille (1874) La Petite Duchesse (1876) Raoul Daubry (suite du Petit Chef et Jeune Chef de Famille, 1878) Tranquille et Tourbillon (1880) Mandarine (1880) Tombée du nid (suite de Mandarine, 1881) Alberte (suite de Petite Duchesse, 1881) Bouche en coeur (1882) Le clan des têtes chaudes + Au Galadoc (1887) Le Coeur et le Tête (suite de Tranquille et Tourbillon, 1887) L'exilée du Val Argand (suite de Le Coeur et la Tête, 1888) Bengale (suite de Galadoc, 1890) Rayon de soleil (postumo, 1891)
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incipit e ill. interna di A. Ferdinandus
frontespizio e ill. interna di H. Castelli |
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| FLODEN,
HALVOR (1884 - 1956) Nasce il 22 luglio 1884 a Trysil in Norvegia, nella contea di Hedmark, località turistica famosa per lo sci; insegnante, scrive poesie che descrivono la natura e la vita quotidiana del suo paese, e numerosi romanzi per ragazzi che indagano sulla psicologia dei personaggi, in genere appartenenti alla comunità della Norvegia dell'Est. L'autobiografico Ein fjellgard (a mountain farm) è un'importante fonte storico-culturale per conoscere la vita e le abitudini di questa parte della Norvegia nel secolo XIX. Trascorre la maggior parte dell'esisistenza a Hernes in Elverum; tramite il matrimonio con Tora Haugen, anche lei di Trysil, diviene cognato di un altro scrittore per ragazzi, Ole Haugen-Flermoe. Insieme con Sven Moren, Halldis Moren Vesaas ed Einar Skjæraasen, Halvor Floden rappresenta l'intellighenzia letteraria di Trysil. E' Chairman del Norsk Bokmannlag (a Norwegian union for writers) dal 1930 al 1956, anno della sua morte. Nel 1950 è il primo scrittore per ragazzi ad ottenere una Artist Grant dal Governo. Il romanzo più noto è Gjenta fra lands vegen (in inglese The Girl from the Road, che racconta di una zingarella); Harald und Ingrid è l'unico dei suoi titoli tradotto in italiano da Salani. Nel 1923 N.N. Rønning inizia a pubblicare un giornale per le comunità norvegesi degli Stati Uniti (prevalentemente al nord), The Friend, che gode di larga diffusione fino a tutto il 1938; Halvor Floden vi pubblica alcuni racconti e viene in seguito tradotto anche in inglese negli Anni Venti. E' tradotto in tedesco e pubblicato in Germania negli Anni Quaranta e Cinquanta. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Frik med Fela (Frik with the fiddle, 1917) Harald und Ingrid, al n° 12 della Biblioteca delle Giovinette Salani Bibliografia in tedesco: Drei wackere Jungen (1944, trad. Georg Bachmann) Der grosse Bjönn und der kleine Ola (1947, trad. Georg Bachmann) Harald und Ingrid (1947, trad. Käthe Miethe) Wir halten Fagerlia (1947, trad. Georg Bachmann) Ungleiche Freunde (1951, trad. Käthe Miethe) Das Mädchen von der Landstrasse (1952, trad. Käthe Miethe) Der Heimat treu (1953, trad. Georg Bachmann) Frik und seine Freunde (1954, trad. Georg Bachmann) Die "Wölfe" und die Nachbarskinder (1955, trad. Marie Morgenstern) Niels und seine Freunde (1956, trad. Marie Morgenstern) Jugend überspringt Grenzen (1957, trad. Marie Morgenstern)
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| FRANCHI,
ANNA (1867 - 1954) BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Dulcia Tristia, Rocca S. Casciano (1898) Decadente (novella, 1901) Cirillo a reggimento (901) I viaggi di un soldatino di piombo, ill. di C. Chiostri (1901) Avanti il divorzio (1902) Mafia e Giustizia (1904) Un eletto del popolo (1909) Dalle memorie di un sacerdote (1910) Maremma (1911) Mamma (romanzo, 1912) Le fate piccine (1912) A voi, soldati futuri, dico la nostra Guerra (1916) Per colui che verrà (romanzo, 1921) Alla catena (romanzo, 1922) Il viaggio di Tardo Pie' attorno alla sua casa, ill. di Carlo Chiostri (1927) Fate e geni padroni del mondo, ill. di Maria de Matteis (1926) Nei giardini delle fate: dodici avventure, ill. interne di T. Ragni (1928) Pinocchio dalla fata dai capelli turchini, ill. di Ezio Anichini (1929) Pinocchio tra i selvaggi, ill. di Carlo Chiostri (1930) Caterina de' Medici, Regina di Francia (1933) Maria Teresa d'Austria (1934) Livingstone attraverso l'Africa, ill. di Gustavino (1938) La mia vita (autobiografia, 1940) Scopri l'Oriente meraviglioso, ill. di Ugolini (Ristampa, 1955) |
Corbaccio dall'Oglio, 1941; ill. interne monocrome di Bruno Angoletta (courtesy Alberto P.) |
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| GRANATA,
MARIO (1895 - n.d.) Nasce ad Alessandria il 22 agosto 1895 da Antonio ed Ermelinda Rampini. Laureato in filosofia, insegna lingua francese; in seguito è anche pubblicista. Dirige il Giornale dei Fanciulli nel 1931, e come altri autori che spesso ritroviamo nelle edizioni Salani degli anni Venti-Trenta (ad es. U. Scotti Berni, G. Chelazzi, M. Rossi Gentile, M.P. Sorrentino), Granata appartiene al regime. Autore di testi scolastici, sceglie di divulgare le materie in cui è più versato attraverso racconti e romanzi destinati ai ragazzi. Per i suoi romanzi storici nel 1937 riceve un Premio dell'Accademia d'Italia di Lire Mille (erogato dal Ministero della Cultura Popolare). Purtroppo di lui, come di altri, non è rimasta traccia né nelle antologie (tranne quelle dell'epoca, che però si limitano a citarlo come autore contemporaneo) né tantomeno nelle letterature. Non essendo ristampato da nessuna casa editrice, non rimane che cercare tracce biografiche nelle opere, reperibili esclusivamente sulle bancarelle dei libri di antiquariato. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Nella prima collana Libri della Gioventù: Da lui ebbe nome il Nuovo Mondo Dai ghiacci del Polo alla Terra del Fuoco Nella seconda a collana Libri della Gioventù: Il grande ammiraglio, al n° 10 Altro: Balilla (sulle cinque giornate di Genova) Terra d'Africa (1937) Nella collana di romanzi storici I CONDOTTIERI, G.B. Paravia, diretta da Vittorio Emanuele Bravetta: Emanuele Filiberto (1928) Guglielmo Lungaspada (1934) Facino Cane (1936) Marcantonio Colonna (1940)
M.
Granata, Guglielmo
Lungaspada, Paravia, 1934,
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Da lui ebbe nome il Nuovo Mondo nella prima collana Libri della Gioventù Salani
M. Granata, il volume Il grande ammiraglio nella seconda collana Libri della Gioventù Salani |
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| GRIMM,
I FRATELLI: GIACOBBE (1785-1863) GUGLIELMO (1786-1859) Nascono ad Hannover dove compiono studi di storia e filologia, e vivono sempre insieme. Studiosissimo, severo e metodico Giacobbe; sognatore, dolce e fantasioso Guglielmo. Il primo è anche autore di una Grammatica tedesca e di una Mitologia tedesca, dove raccoglie gli antichi miti pagani dei popoli germanici. I due fratelli ricercano l'anima della vecchia Germania attraverso il racconto e la lingua del popolo; viaggiano per tutto il Paese prendendo appunti e scegliendo, per le loro raccolte, le fiabe ancora tramandate a veglia: quelle con lontane origini orientali, le beffe e le arguzie, le fiabe con gli animali per protagonisti, le filastrocche ("la bella Caterina"). Molte sono le fiabe di provenienza nordica, come Pollicino. L'aria indigena viene assunta dall'ambientazione, in genere la foresta, popolata da elfi e folletti. E' sempre presente la morale, anche un po' alla buona, come quella dei proverbi. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Kinder und Hausmarchen (1812) a cui seguono un secondo volume nel 1815 e un terzo nel 1818.
Le fiabe dei Fratelli Grimm, universalmente note e divenute classici per bambini, vengono pubblicate da tutti gli editori e continuamente ristampate. Salani pubblica le fiabe dei Fratelli Grimm in forma ridotta per i più piccini in viarie collane, ma anche in raccolte complete per adulti (ad es. Le Novelle per le famiglie, nella Biblioteca Salani Illustrata). Bemporad le pubblica nella collana Capolavori Stranieri per la Gioventù.
Guglielmo e Giacobbe Grimm |
![]() German Popular Stories collected by M.M. Grimm, London, 1823 (frontespizio) |
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KIPLING,
RUDYARD K. (1865 - 1936)
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| HAYDEE
(1867 - 1946) Ida Finzi nasce a Trieste da Giuseppe e Chiara Clerles il 1° settembre 1867 e qui vive per tutta la vita; l'ambiente letterario lo frequenta tramite le riviste letterarie alle quali collabora. Ha due sorelle e tre fratelli, la famiglia è agiata e dotata, soprattutto per la musica. L'ambiente è quello dell'intellighenzia borghese della Trieste fin-de-siècle che si ritrova in tanta letteratura (Ida è compagna di scuola di una delle ragazze Wieselberger, e come non pensare alle tre sorelle amate da Zeno Cosini?). Nel 1885 Ida esordisce quindicenne sull'Indipendente di Trieste con lo pesudonimo Haydée, derivato da Il conte di Montecristo di Dumas, con brevi articoli di attualità rivolti al pubblico femminile. L'anno successivo pubblica con Treves due racconti per bambini, Paolo Landi e Gli amici di Lucia, l'anno dopo si rappresenta al Teatro Carignano di Torino un suo dramma in cinque atti, Il Girasole. Purtroppo il giorno dopo la prima rappresentazione l'attrice principale Maria Rosa Guidantoni, che Eleonora Duse chiamava "la più grande matta dell'arte", fugge in Russia con Emanuel e Haydée ci rimane molto male. Entra al Piccolo, al quale collabora per 27 anni, e all'Illustrazione Popolare, il che le dà una notorietà immensa. Anche sull'Illustrazione Italiana si occupa di critica teatrale e letteraria, e cura una rubrica femminile in cui si firma come "la signora in grigio" fino al 1933; altre testate alle quali collabora sono Il Caffaro, Roma letteraria, e quel Fanfulla della domenica che raccoglie le più prestigiose firme del periodo: D'Annunzio, Verga, Gnoli, Scarfolgio, Neera, Serao, Contessa Lara. Inizia a scrivere novelle e romanzi, commedie e libretti d'opera, e ottiene una gran quantità di premi (15), compresa una "penna d'oro e brillanti" per una novella in un concorso offerto dalla Regina Margherita. Nel 1912 viene indetto il premio Rovetta dalla Società degli Autori di Roma e lei vince con Faustina Bon. La Prima Guerra Mondiale la costringe a lasciare Trieste per trasferirsi a Bologna e poi a Milano; il conflitto lascia impressioni vivissime su di lei, che ama la propria città e ne scrive sempre volentieri; nel 1916 pubblica con Bemporad Bimbi di Trieste, sorta di reportage sui piccoli profughi. Tornata nella città natale a fine conflitto, trova la situazione assai cambiata e pervasa di dolore (il martirio di Cesare Battisti ha riportato alla memoria quello di Guglielmo Oberdan, sempre amato dai triestini): eppure lei stessa era stata fortemente interventista, esaltata dalla ricerca dell'identità nazionale. Pubblica insieme con Bruno Astori (1922) La passione di Trieste: diario di vita triestina: luglio 1914-novembre 1918. Nel dopoguerra riprende comunque le sue cronache mondane e frivole; si fa un nome anche perchè nei suoi romanzi le protagoniste non esitano a condursi liberamente, tanto che viene perfino censurata. Nel 1933 Vita di Doretta Cisano viene acclamato dalla stampa nazionale come "il romanzo di Trieste". Si riafferma in lei il sentimento nazionale, che la porta a credere in Mussolini, fino ad omaggiare nei suoi scritti lui e la 'forza della latinità' e a tesserne le lodi ne Il libro della Madre e del Bambino (che nel 1933 vince il premio Fusinato). Nel 1938 Ida Finzi cade vittima delle leggi razziali: non può più pubblicare, e presto deve anche lasciare la propria abitazione (una delle sorelle morirà in un lager tedesco) e intraprendere un triste esilio che la porta fino in un ospizio di Portogruaro, dove muore il 23 gennaio 1946. Nell'ambito letterario triestino è necessario ricordare il "premio Haydée", istituito nel 1950 da Mario Finzi "in ricordo della sorella Ida Finzi, scrittrice e giornalista di grande merito, con un concorso annuale a premio per una prosa d'arte fra le alunne dell'ultima classe delle scuole medie superiori". TITOLI Il cuore delle bambine (1922), al n° 44 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi Bimbi di Trieste (scene dal vero, 1916), al n° 93 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi Narrativa: Gli amici di Lucia (1892), Novelle e poemetti (1895), Dalla vita: novelle (1898), Racconti di Natale (1908), Il ritorno (1909), La risorta: dramma in un atto (1913), Faustina Bon: Romanzo teatrale, fantastico (1913), Vita triestina avanti e durante la guerra (1916), Ricordi triestini (1919), Le quasi artiste (novelle, 1925), Sorelle (1926), Vita di Doretta Cisano (1933), Il libro della mamma e del bambino: volume dedicato alle madri d'Italia (1934, illustrato da Moscheni), Rime di Trieste e di una vita (1935) Per il teatro: Barba Romolo, Pantalon Spiritista, Per te!, Aura (libretto per il melodramma musicato dal M° A. Zanella) |
![]() Haydée negli Anni Dieci (sin) e negli Anni Venti (ds) |
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| HAWTHORNE,
NATHANIEL (1804 - 1864) Nasce a Salem, Massachusetts, il 4 luglio 1804; il padre, capitano di Marina discendente di uno dei giudici del famoso processo alle streghe di Salem del 1692, muore lasciando il figlio piccolo, che per tutta la vita resta legatissimo alla madre. Scriverà all'amico Longfellow: "I have locked myself in a dungeon and I can't find the key to get out." E' amico di Franklin Pierce, che diventerà il 14° Presidente degli Stati Uniti, ma conosce anche Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau. Il suo primo romanzo, Fanshawe, è basato sulle sue esperienze e viene pubblicato anonimo nel 1828, senza molto successo. Nel 1837 inizia a pubblicare una serie di racconti per bambini (Twice Told Tales viene apprezzato anche da Poe). Hawthorne non guadagna abbastanza con la letteratura ed è costretto ad impiegarsi con scarso successo. Nel 1853 l'amico Pierce diventa Presidente e Hawthorne, che aveva scritto per lui una biografia, viene nominato console a Liverpool, dove risiede per 4 anni e successivamente passa un anno e mezzo in Italia; a Roma, dove si reca con tutta la famiglia, moglie e figlie, abita in un grande appartamento in via Pinciana da dove gode di un fantastico panorama e dove scrive il suo ultimo romanzo, The Marble Faun (1860), dove l'elemento di mistero e di peccato giunge al suo massimo grado. Muore il 19 maggio 1864 a Plymouth, New Haven, durante una scalata con l'amico Pierce. Sebbene il suo romanzo più famoso sia The Scarlet Letter Hawthorne ha complessivamente prodotto più per l'infanzia che per gli adulti. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Twice-told Tales (1837 e 1842) Famous old People (1841) Liberty Tree (1841) Grandfather's Chair (1841) Biographical Stories for Children (1842) The Scarlet Letter (1850) The Snow Image, and Other Stories (1851) The House of the Seven Gables (1851) A Wonder Book for Girls and Boys (1851) The Blithdale Romance (1852) Tanglewood Tales for Girls and Boys (1853) Racconti e leggende dell'antica Grecia Il libro degli eroi Racconti del Far West The Marble Faun (1860)
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a sin: frontespizio; a ds: la bellissima guardia in seconda e terza di copertina
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| LA
FONTAINE, JEAN de (1621 - 1695) Nasce a Château-Thierry nel 1621; di origini borghesi, compie qualche studio di diritto, poi subentra al padre nella carica di ispettore delle acque e delle foreste. Nel 1647 sposa la giovanissima Marie Héricart, ma nel 1658 si trasferisce a Parigi e lascia la moglie a casa. Parigi all'epoca gravita attorno alla corte di Luigi XIV e per fare qualcosa occorre un protettore: quello del giovane La Fontaine è il ministro delle finanze Fouquet, e una volta caduto questi in disgrazia, per La Fontaine le cose si mettono male. Sopravvive poichè i suoi versi delicati, che reinterpretano le novelle di Boccaccio, di Ariosto, di Esopo e di Fedro, erano piaciuti alle dame salottiere, la duchessa di Orléans, la duchessa di Bouillon, madame de Sévigné. Frequenta naturalmente i letterati dell'epoca: Racine, Molière, Boileau, madame de La Fayette, e infine riesce a farsi apprezzare anche dal Re Sole in persona. Muore a Parigi nel 1695. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Les amours de Psyche et de Cupidon Adonis (1669) Contes et nouvelles en vers (1664-1671) Fables (1668 libri 1-6, 1679 libri 7-11, 1694 libro 12). Le favole di La Fontaine sono pubblicate da tutte le case editrici, anche nelle riduzioni per bambini, e a tutt'oggi ristampate. |
![]() La Fontaine, Fables, Flammarion, n.d. |
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| LARY,
CIA (n. 1920) BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Il serpente di giada, nella collana I Grandi Romanzi Salani (1942) I sette paladini, nella collana I Romanzi della Rosa (1944) Tre sulla traccia, nella collana Biblioteca delle Giovinette (1953) Il settimo aquilone, nella collana I Romanzi della Rosa (1954) E c'eran tre donzelle ..., nella collana I Romanzi della Rosa (1956) |
![]() Cia Lary, Tre sulla traccia, Salani, 1953 cover di Remo Squillantini |
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LOMBROSO,
PAOLA (ZIA MARIU', 1878 - 1954)
Nasce a Pavia il 14 marzo 1878, figlia dello psichiatra e antropologo Cesare Lombroso (Verona 1835 - Torino 1909) e Nina De Benedetti, ma cresce a Torino. E' sorella di Ugo e di Gina (1875 -1944, sociologa, antropologa e scrittrice). La forte personalità paterna e la sua fama portano tutti e tre i figli ad occuparsi dei medesimi studi e a continuare l'opera paterna (Paola e Gina cureranno anche una biografia del padre). Paola inizia a studiare i bambini e pubblica nel 1895 Saggio sulla psicologia dei bambini al quale seguiranno altri saggi consimili, tra i quali Nella penombra della civiltà insieme con il marito Enrico Carrara (1866-1937), allievo di Cesare Lombroso, sposato nel 1900 e dal quale ha due figli. A fine secolo è molto vicina ad Anna Kuliscioff. Nel 1896 fonda insieme con la sorella un'istituzione di assistenza pubblica, "Scuola e famiglia" per alunni delle scuole elementari. Collabora a Per l'Idea, supplemento de Il grido del popolo, organo ufficiale del PSI torinese e, in seguito alla crisi politica del 1898, viene arrestata. Per lei il socialismo è una scelta umanitaria e un'occasione per relizzare delle indagini sociologiche. Collabora con Il Giornalino della domenica e a lei si deve l'idea di un supplemento del Corriere della Sera, che nel 1908 diventerà il Corriere dei piccoli, ma per la direzione della nuova testata le si preferisce Silvio Spaventa-Filippi. Ciò nonostante rimane come collaboratrice e titolare della rubrica Piccola Posta, che firma come Zia Maria. Presto tuttavia lascia la testata e inizia a pubblicare fiabe e racconti per bambini, firmandosi come Zia Mariù. Durante la Grande Guerra crea le "Ville per i figli dei soldati", che trasforma in seguito nelle "Case del sole" per bambini tubercolotici figli di soldati; sua anche è la costituzione delle "Bibliotechine rurali di Zia Mariù" che distribuiscono gratuitamente i volumi nelle più sperdute piccole scuole italiane. Nel 1925 la Paravia & C. vara le prime due serie di 6 volumetti illustrati della "Collana Zia Mariù". Poichè è antifascista, viene controllata; nel 1936 viene arrestato il marito, che poi l'anno dopo muore, e dal 1938 è costretta all'isolamento dalle leggi razziali. Nel 1942 muore anche la figlia Maria Gina e nel 1943 Paola Lombroso deve lasciare l'Italia e si rifugia in Svizzera presso la sorella, la quale muore poco dopo. Rientrata in Italia dopo la guerra, si stabilisce a Torino, dove viene eletta Presidente del Centro di Letteratura Infantile e nel 1950 le viene assegnata la medaglia d'oro dei benemeriti della Pubblica Istruzione. Muore nel 1954. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Briciolina e Musoduro (Bibliotechina de "La lampada", ill. di Angoletta, nd) Zia Mariù (fiabe, 1912; ristampa 1921, Bemporad, ill. di Mussino) Storia di una bambina e di una bambola (1914; ristampa "Collana Zia Mariù", 1925) Un reporter nel mondo degli uccelli (Bemporad, 1917; ristampa 1921, ill. di Finozzi) Storie vere di Zia Mariù (Bemporad, 1916, ill. di Bona Gigliucci; ristampa 1921) La vita è buona ("Biblioteca delle Giovani Italiane", Le Monnier, Firenze, 1910 Storie di bambini che conosco ("Collana Zia Mariù", Paravia, 1924, ill. di Edina e Ninon) ![]() Paola Lombroso |
cover e ill. int. di Attilio Mussino
Un reporter nel mondo degli uccelli, sin: Bemporad, 1921, ill. di Ugo Finozzi ds: al n° 75 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, ill. di Attilio Mussino ![]() |
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