letteratura per ragazzi

LETTERATURA PER RAGAZZI:
AUTORI (A-C)

   
ALCOTT, LOUISA MAY (1832 - 1888)

Nasce il 29 novembre 1832 a Germantown, un piccolo paese vicino a Philadelphia, ma a sei anni la famiglia si trasferisce a Boston, dove il padre Amos Bronson Alcott gestisce una scuola, Little Paradise, cercando di mettere in pratica gli insegnamenti pedagogici innovativi di Jefferson e di Pestalozzi. La scuola paterna ha una grande influenza sulla Alcott , anche per le frequentazioni eccellenti: Ralph Waldo Emerson, Henry Thoreau e Nathaniel Hawthorne. Ancora giovanissima si dedica alla letteratura, soprattutto a quella per la gioventù, innovando quello che era il panorama del periodo, ancora legato agli schemi tradizionali dickensiani. Fin dall'infanzia mostra passione per la letteratura: a otto anni scrive una poesia, "A una robinia", che la madre straccia dicendole ironicamente: "se seguiti così farai impallidire la gloria di Shakespeare". Louisa nondimeno legge tutta la letteratura inglese e tedesca, e a 16 anni si dilpoma maestra e comincia ad insegnare ai bambini, occupoazione che dura 15 anni. La prima pubblicazione è Flower fables, scritto per le sorelle e per gli amici, che passa inosservato. Compie per un periodo di un anno un viaggio in Europa, come dama di compagnia di una signora benestante, ed è un viaggio assimilabile al Grand Tour che compivano i giovani americani della classe superiore al termine dei loro studi. Nel 1868 pubblica Little Women, concepito inizialmente come una serie di racconti, che da un giorno all'altro la rende celebre. Il successo enorme raggiunto da Little Women si deve ricercare in diversi fattori: in parte per la nuova formula del "realismo educativo", in parte perchè ispira sentimenti nazionali e sociali, dopo la raggiunta unione degli Stati Uniti d'America. Il motivo pedagogico è più o meno dichiarato, e sta nell'ottimistica fiducia nelle risorse morali del prossimo, potenziate dalla libertà e condotte alla conquista della tolleranza e dell'amore. Nel 1862 Louisa lavora come infermiera volontaria in un ospedale di Boston per l'accoglienza ai feriti della Guerra di Secessione, e qui contrae il tifo, che all'epoca si curava con il mercurio: la probabile causa dell'avvelenamento che la porta alla tomba a soli 56 anni nel marzo 1888, a Boston.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Flower Fables (1855)

Hospital Sketches (1863)
Little Women (1868)
Good Wives (1869)
An Old Fashioned Girl (1870)
Little Men (1871)
York: a Story of Experience (1872)
Eight Cousins or the Aunt-hill (1875)
Rose in Bloom (1876)
Under the Lilacs (1877)
Jack and Jill, a Village Story (1880)
Jo's Boys (1886)


Louisa May Alcott

L. Alcott,
Flower Fables
L. Alcott,
Piccole Donne,
al n. 12 dei
Libri della Gioventù

Salani
L. Alcott,
Piccole Donne,
Fiorini, 1945
(courtesy D. Legnani)

L. Alcott, la serie della saga familiare delle piccole donne nella collana dei
Capolavori Stranieri per la Gioventù Bemporad.
Da sin: Piccole donne, Le buone mogli, I figli di Jo


Little Women: alcune edizioni inglesi

L. Alcott, Goos Wives,
London, Everett & Co. n.d.
(courtesy D. Legnani)
L. Alcott, Under the Lilacs,
Brown & Co. Boston, 1917
(courtesy
L'angolo del collezionista
di Pileri,
Roma)



LITTLE WOMEN - ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:
1917, 1919, 1933, 1949, 1958, 1978, 1994

La versione migliore è quella del 1933 con Katharine Hepburn e Joan Bennet di George Cukor; non male quella del 1949 con Elizabeth Taylor e Janet Leigh di Mervyn LeRoy.

ANDERSEN, HANS CHRISTIAN (1805 - 1875)

Nasce ad Odensee il 2 aprile 1805 da famiglia umile, rimane orfano a undici anni, a quattordici fugge dalla madre alcolizzata e si reca a Copenaghen attirato dal teatro, dove ha l'opportunità di studiare grazie all'aiuto di Jonas Collin, direttore del Teatro reale. Fin dal 1822 comincia a pubblicare volumi di prosa e poesia e a comporre opere teatrali, ma il successo gli arride soltanto con il romanzo L'improvvisatore (1835), composto durante un suo soggiorno a Roma, in via Sistina, durato sei mesi; a Roma torna più volte, affermando di sentirsi a casa propria. Compie lunghi viaggi in Europa, Asia e Africa ed è autore fecondo, anche di resoconti di viaggio, come Il bazar di un poeta (1842). La sua fama si fonda però sugli oltre 150 racconti per l'infanzia, che appartengono ormai ai classici della letteratura mondiale. Muore a Rolighed il 4 agosto 1875.
Ben lontano dall'imitare i suoi immediati predecessori nel genere del racconto, quali Charles Perrault, o i fratelli Grimm, Andersen sa esprimere mirabilmente le emozioni più sottili e le idee più fini attraverso un uso equilibrato del linguaggio corrente e delle espressioni popolari, passando senza difficoltà dalla poesia all'ironia, dalla farsa alla tragedia, dal quotidiano al meraviglioso. La sua opera appare innovativa non solo nello stile ma anche nei contenuti: Andersen usa infatti un linguaggio quotidiano ed esprime nelle fiabe pensieri e sentimenti fino ad allora ritenuti estranei alla comprensione di un bambino, attraverso le vicende di re e regine storici o leggendari, ma anche di animali, piante, creature magiche e persino di oggetti. Alcuni fra i suoi titoli più noti sono: Il brutto anatroccolo, Il vestito nuovo dell'Imperatore, La regina delle nevi, Scarpette rosse e La sirenetta, con il quale assurge a fama mondiale. A Copenhagen, su uno scoglio prospiciente la passeggiata del lungomare, v'è una statua della sirenetta, simbolo della città. Le fiabe di Andersen sono state tradotte in tutte le lingue e hanno ispirato innumerevoli opere teatrali, balletti, film, nonché opere d'arte figurativa.
Le novelle sono continuamente pubblicate da tutti gli editori; Bemporad pubblica quattro volumi nella collana Capolavori Stranieri per la Gioventù (n° 3, 4, 20, 21).

La statua della Sirenetta a Copenhagen

H.C. Andersen,
Tesoro dorato e altri racconti
,
Bemporad, 1911
ill. di Antonio Rubino
H.C. Andersen, Novelle,
Nuova Collezione Economica
Bemporad, 1926
ill. di Antonio Rubino

H.C. Andersen,
Il giardino del Paradiso
,
Bemporad,
Capolavori Stranieri per la
Gioventù
n° 20, 1930,
cover di Ezio Anichini
H.C. Andersen,
Le fiabe,
Bietti, 1951
cover di Roberto Sgrilli,
ill. int. di A. Magrini

H.C. Andersen,
Novelle,
Salani, 1946
Andersen & Bechstein,
Novelle,
Salani, 1936

H.C. Andersen, Fiabe, Istituto Editoriale Italiano n°1, n.d., Tavv. II e IX
ill. di Attilio Mussino



Una bella edizione inglese delle
Fiabe di H.C. Andersen
illustrata da Margaret Tarrant

(courtesy Ferraguti)

H.C. Andersen,
Quaranta novelle
,
Hoepli, 1955,
ill. di Vittorio Accornero

Si tratta di una ristampa (18a edizione) della prima traduzione originale dal danese ad opera di Maria Pezzé Pascolato
che riporta la lettera che Giosuè Carducci inviò alla scrittrice
per ringraziarla (1904)
ANGUISSOLA, GIANA (1906 - 1966)

Giannina Anguissola nasce a Travo (Piacenza) il 14 gennaio 1906, da Angelo (6/1/1868-15/7/1944) e Clementina Perazzoli (2/9/1870-22/10/1951). La famiglia è antica, dislocata fra Cremona e il piacentino, e conta fra gli antenati anche la nota pittrice Sofonisba Anguissola (1532-1625 ca.). Ottiene il diploma magistrale e inizia la collaborazione con giornali e riviste: Il Corriere dei piccoli (all'epoca diretto da Silvio Spaventa Filippi), e in seguito anche La vispa Teresa, Enciclopedia del ragazzo italiano, La domenica del Corriere, La lettura, Amica di cui è titolare di una rubrica di corrispondenza con i lettori. Esordisce nella narrativa con Gli animali (per ragazzi) e l'autobiografico Il romanzo di molta gente, ambientato a Piacenza, che vince nel 1931 la medaglia d'oro al Premio Viareggio (gestito dal MinCulPop). Inizia a pubblicare consistentemente a partire dal nel 1933. Comprende la vocazione alla scrittura per ragazzi, soprattutto per le ragazzine. Nel 1935 scrive un testo teatrale per ragazzi, Tino e Tina nel paese delle bugie, fiaba in due atti e un epilogo musicata dal M° Cesare Brero. Nel 1937 ottiene ancora la medaglia d'oro al Premio dell'Accademia d'Italia a Viareggio, e nel 1950 il secondo Premio a Venezia.
Il 3 aprile 1933 sposa lo scrittore Rinaldo Kufferle, russo da parte materna, traduttore e critico letterario, figlio dello scultore Pietro Kufferle, famiglia rientrata in Italia dopo la rivoluzione d'ottobre. La coppia ha un figlio, Riccardo, nato nel marzo 1943, e vive a Milano, in via Melzi d'Eril. Qui Giana Anguissola frequenta Ada Negri e Olga Visentini, Virgilio Borcchi e Annie Vivanti; amica intima diviene Lina Schwarz, con la quale condivide la passione per racconti e novelle dedicate all'infanzia. Per la TV vengono ridotti due suoi sceneggiati tratti da: Farai un viaggio (1951) e Il diario di Giulietta (1954). Rinaldo Kufferle muore nel 1955, Giana Anguissola il 13 febbraio 1966, dopo una malattia.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il romanzo di molta gente (1931)
Trovar marito ! (1933)
Una ragazza (1935)
La moglie e le altre (1935)
Per ragazzi:
Gli animali (1930)
Gli eredi del Circo Alicante (1933)
I tre (1934)
Chi sarà il nuovo re dei leprotti? (Bibliotechina de "La Lampada", 1935)
Nel bosco (1935)
La polizia indaga (1936)
Pensione Flora (1937)
Il carretto del mercante (1942)
L'età acerba (1953)
Una ragazza (1953)
Seguendo una lira (1953)
Giulietta se ne va (1958)
Priscilla (1958)
La ragazza vestita d'oro (1959)
Marilù (1960)
Violetta la timida (1962)
Il diario di Giulietta (1962)
Gli animali al principio del mondo (1963)
Le straordinarie vacanze di Violetta (1964)



Giana Anguissola

Giana Anguissola
La polizia indaga, UPA, 1936
Il testo è corredato da tavole a colori e vignette (capilettera) dell'Autrice,
che risentono dell'influenza dei cartoons del Corriere dei Piccoli


La firma di Giana Anguissola: una G e una faccetta espressiva a commento della vignetta


Giana Anguissola, Un uomo non ama più, Cino Del Duca, 1956
(courtesy Anna Rigoni)

ANNESI KLITSCHE DE LA GRANGE, DANIELLA (1880 - 1972)

Fa parte di una bella e colta famiglia residente ad Allumiere (Roma), paese ai piedi dei monti della Tolfa, dove l'arte e la letteratura si tramandano di generazione in generazione.
La più nota delle scrittrici di casa Klitsche forse è Antonietta Klitsche de la Grange,
mentre la nipote Daniella Annesi Klitsche de la Grange è l'autrice di racconti, romanzi e saggi storici, che pubblica tuttavia con una certa discontinuità.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

NARRATIVA:
Moesti Flores (1898)
Vinegia: romanzo (1906)
Vita (ego sum vita): romanzo storico (1907) pubblicato anche come Io son la vita (1925)
Eliacim: romanzo (1907)
Nell'errore: romanzo (1907)
Rovine: romanzo (1909)
L'avventura di Gioietta (1943)
Non c'era più la mamma (1952)
Una storia di tanti anni fa: romanzo (n.d.)
Il barcaiolo del Tevere: racconto storico (1958)

SAGGISTICA:
Un ministro di Pio IX: il Cardinal Mertel (1941?)
Una mistica dell'Ottocento: la venerabile Elisabetta Canori Mora, Terziaria Trinitaria (1953)

Allumiere delle sante crociate (1957?)
In Arcadia tra Ottocento e Novecento (1973)

"Ai cari nipotini GIORGIO e RITA PEREZ
La Nonna, che immagina per voi tante fiabe, oggi vuol dedicarvi un racconto che fu tessuto sopra una trama di vita in parte vera e sofferta da una bimba che ella conobbe in anni lontani. ..."

così inizia la dedica de
L'avventura di Gioietta,
al N° 1 della Biblioteca delle Giovinette Salani





Daniella Annesi Klitsche de la Grange
in un ritratto eseguito dalla figlia
Emanuela Annesi Cassinis
Eliacim,
ed. Soc. San Paolo,
ristampa del 1958


Daniella Annesi Klitsche de la Grange,
Non c'era più la mamma,
Ed. Paoline, 1952
(courtesy Donatella L.)


ANTONA TRAVERSI, CAMILLO (1857 - 1934)

Nasce a Milano il 27 novembre 1857, si laurea nel 1880 in lettere all'Università di Napoli. Qui si innamora di una napoletana ma il padre, ricco latifondista lombardo, è contrario al matrimonio e lo lascia privo di mezzi. E' dunque costretto a provvedere da sé al sostentamento e si mette ad insegnare letteratura italiana al collegio militare di Roma. Nel 1881 inizia l'attività di commediografo con Il matrimonio di Alberto, atto unico che incontra il favore del pubblico, per cui si dà alla scrittura teatrale. E' vittima di una truffa ed è costretto ad emigrare per evitare un mandato di cattura, vicenda che racconterà egli stesso in: Per l'onore e la verità, memoria defensionale innanzi alla Corte s'Assise di Bologna, pubblicato a Londra nel 1899. Nel 1907 si stabilisce a Parigi, dove è segretario del teatro di Gabrielle Réjane fino al 1918. Entra poi al Thé
tre du Grand Guignol dove fa rappresentare parecchi suoi atti unici con successo, unico italiano a far questo. Ha un'intensa attività di critico teatrale, è redattore di memorie e biografia di attrici sue contemporanee. Da Parigi è anche corrispondente per diverse testate italiane. Muore il 30 agosto 1934 a Saint Briac (Ile et Vilaine) dove è sepolto.
Come alcuni altri letterati di cui rendiamo conto nel nostro sito, nulla ha a che vedere con la letteratura per l'infanzia, eppure - come un gioco forse - scrive quattro commediole per i più piccoli insieme con Rina Maria Pierazzi.

ANTONA TRAVERSI, GIANNINO (1860-1939)

Fratello di Camillo, nasce a Meda in Bianza l'8 marzo 1860; anche lui studia a Napoli dove si lega di amicizia con Salvatore Di Giacomo. Si laurea in Giurisprudenza nel 1882 ma non essendo venuto in contrasto con il padre gode della di lui generosità e si permette di non far nulla. Frequenta l'ambiente mondano milanese finché segue l'esempio del fratello e si mette a scrivere commedie. L'esordio è nel 1892 con La mattina dopo, atto unico rappresentato al Teatro dei Filodrammatici. L'attività da quel momento è intensa. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruola, nonostante l'età, guadagnandosi una medaglia d'argento. Cessato il conflitto si dedica all'organizzazione dei cimiteri di guerra, attività per cui nel 1929 viene nominato senatore. Muore a Verona il 27 dicembre 1939. Le sue opere complete vengono pubblicate in sette volumi.


Nella Bibliotechina de La Lampada Mondadori Camillo Antona Traversi
pubblica con il suo solo nome in copertina La guerra, e
insieme con Rina Maria Pierazzi Prima del concerto.



Altre due commediole per bambini scritte insieme con Rina Maria Pierazzi:
Per la patria (Vallardi, 1915)
Gli ultimi giorni di Goffredo Mameli (Brugnoli, 1919)

ANTONELLI CALFUS LUCILLA (1886 - 1975)

Nasce a Milano il 10 ottobre 1886 da Luigi Calfus, garibaldino e patrota, tuttavia di origine straniera e Ada Oldini, aristocratica. Ha diversi fratelli e sorelle. Studia in collegio a Venezia e poi alla Guastalla di Monza, celebre convitto. Frequenta corsi di pedagogia e filosofia a Pavia. Ha viva attitudine alla musica e alla recitazione. Giovanissima sposa il commediografo e letterato Luigi Antonelli (1882-1942), artista inizialmente senza soldi, il che la spinge verso l'impegno letterario. Il marito otterrà il giusto successo solo più avanti, caratterizzato dal gusto della commedia grottesca: il primo vero successo è L'uomo che incontrò se stesso, dato a Milano nel 1918, che segna l'inizio di quella storia del teatro di prosa del gruppo che fu detto degli "innovatori" (M. Bontempelli, E. Cavacchioli, L. Chiarelli, P. M. Rosso di San Secondo). E' buon amico di Pirandello, che cura la regia di una trasposizione cinematografia della commedia Il maestro, e di cui Antonelli scrive la biografia Maschera nuda di Pirandello nel 1935.
Lucilla esordisce sulla rivista La Donna, pubblica poi sulla rivista de La Tribuna ed altre testate. Nel 1920 la raccolta di novelle Il metro, le forbici e l'amore suscita consensi di critica, comprso l'encomio di Ada Negri, poetessa dal canto suo poco incline alle lodi gratuite, e con Il prezzo della gioia su La Domenica del Corriere si fa definitivamente notare. Amica di Grazia Deledda, pubblica sulle riviste della Vallardi e su La Lettura, rivista del Corriere della Sera. Scrive anche commedie (una ventina) alcune delle quali vengono rappresentate sia in Italia sia in Amercia, dalle compagnie di Dario Niccodemi e Luigi Carini. Le più note sono La via cieca, che viene rappresentata all'Odeon di Buenos Ayres e a Montevideo e in Italia dalla compagnia Carini-Gleck-Falconi-Pilotto, Il figlio di carta, nata dal romanzo Le vedove, Savi in manicomio.
Dal 1930 trasmette alla radio la rubrica intitolata "cantuccio dei bambini" , trasformata nel 1938 in "Camerata dei Balilla e delle Piccole Italiane". Scrive romanzi, tra i quali Tuo marito per il quale ha l'onore di essere ricevuta a corte da S.M. la Regina, Paradiso delle rose, L'uomo senza nome. Scrive anche racconti per bambini, e per la casa editrice Corbaccio dirige una collana per l'infanzia, chiamata in suo onore "Lucilla". Per l'Istituto Editoriale Italiano traduce dal francese Gil Blas di Santillane (1927). Inoltre compone piccole commedie per bambini. Fa parte dell'"Academia Latinitatis Excolendae" e dell'Accademia Filologica Italiana; è consigliera O.N.A.S., socia per chiara fama della S.I.A.E., conferenziera; medaglia d'oro della città di Milano, medaglia d'oro del giornalismo, vincitrice di due premi di cultura della Presidenza del Consiglio. Autrice di 23 romanzi per adulti, 16 romanzi per ragazzi, e poi di novelle, libri di saggistica, e perfino di alcune commedie.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Asina di Galilea - racconti per ragazzi (Sonzogno, 1922, ill. Baldo)
Vita e miracoli di una vecchia madia, al n°1 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, scritta in 26 notti (sono infatti 26 capitoli) durante una malattia del figlioletto, che essa vegliava (Bemporad, 1921, ill. Gino Baldo)
Bebe Bobino e il Sillabario : racconti : letture per la seconda classe (Bemporad, 1920)
L'organetto di Piero (Paravia, 1924 rist. 1935)
I bimbi dell'onda, Santagostino, (1930, ill. Domenico Natoli)
Belzebu e la bella (Hodierna, 1931)
Fluffy peso piuma (Corbaccio, 1931, ristampa Ceschina stesso anno)
Due bimbi nella luna, romanzo fantastico (Lattes, 1932, ill. Mussino)
I racconti della ranocchia turchina (Bibliotechina de La Lampada Mondadori, 1933, ill. Angoletta)
Come fu che Bricliolino tornò (Paravia, 1934)
Chiacchiere con le bestie (Barion, 1935, illustrazioni del pittore De Lucchi Crosa)
Scrivo per voi, bambini (Apuana, 1935)
I romanzi dell'ardimento (Ceschina,): Sylva 1936, Il barbaro fanciullo 1937
Cuore e fuoco (Santagostino, 1937, ill. Domenico Natoli)
Un ragazzo ha veduto (Ceschina, 1937)
Zingaro bianco (Corbaccio, 1941, ill Arturo Bonfanti)
Bebé, Bobino e il sillabario (volume aatto per le classi prima e seconda, Marzocco, 1950)

Lucilla Antonelli Calfus



Lucilla Antonelli Calfus,
Sylva
Corbaccio, 1936
Lucilla Antonelli Calfus,
Chiacchiere con le bestie
Ceschina, 1956




Lucilla Antonelli Calfus, Vita e miracoli di una vecchia madia, Bemporad, s.d.

BACCINI, IDA (1850 - 1911)


CORDELIA

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Memorie di un pulcino (1875)

I piccoli viaggiatori (1878)
Passeggiando coi miei bambini (1884, ill. di Enrico Mazzanti)
Perfida Mignon (racconti, 1886)
Come andò a finire il pulcino (1898)
Una famiglia di gatti (1894)
Tonino in calzon lunghi (racconti, 1896)
Angeli del cielo e angeli della terra (trad. di La sorellina smarrita di Hesba Stretton, 1900)
Una famiglia di saltimbanchi (1901)
Vorrei fare il signore (racconti, 1901)
Romanzi:
Storia di una donna (1888, dedicata alla nipote Ebe)
Con l'oro e con l'amore (1899)
Tra suocera e nuora (1900)
Il romanzo di una maestra (1901)
Manuali:
La fanciulla massaia (1880)
Come vorrei una fanciulla (1884)
Impariamo a vivere (1886)

Autobiografici:

Amor figliale: lettere
La mia vita: ricordi autobiografici (1904)

Nota: Le opere di Ida Baccini contano oltre 100 titoli



Anna Sewell, Bel Morello,
Tip. Od Jalla, Firenze, 1896
traduzione curata da Ida Baccini,
ill. originali.
courtesy Lia Madorsky

Il titolo fu ripreso da Salani
negli anni Cinquanta per i
Grandi Piccoli Libri,
con cover di F. Faorzi


BACCINI, MANFREDO (1879 - 1921)

Il genere iniziato da Ida Baccini ebbe un buon numero di imitatori,
che tuttavia prendono a spunto la retorica di Cuore. Anche il figlio della Baccini è da considerarsi un mero epigono che nulla apporta di nuovo alla letteratura infantile; è infatti noto per un racconto non suo, che traduce dall'inglese: Capino d'oro viene pubblicato da Salani nel 1898 con successive e continue ristampe.

BIBLIOGRAFIA

Saggi in La letteratura italiana nella storia della cultura (con Emma Longinotti Baccini)
La neurastenia e Torquato Tasso (1898)
Fido: storia di un cane troppo buono (1904)
Il pesce abitato: avventure di un viaggio (1906)
Vita onesta: nozioni di diritti e doveri ad uso delle scuole tecniche (1911)
Alla corte d'un gorilla (n.d.)
I dodici monelli, trad. dal francese (autore: Marthe Bertin)
Ida Baccini intima: pagine di ricordi (1912)


Manfredo Baccini, Capino d'oro, Salani, 1931
cover e frontespizio


Ida Baccini, Memorie di un pulcino, Bemporad, in due diverse edizioni
della Biblioteca Bemporad per i Ragzzzi: sin. 1920, ds. 1932 (cover di Dario Betti).
Alla pagina Biblioteca Bemporad per i Ragazzi è riportata la sovracoperta
dell'edizione del 1920.
Il titolo ha avuto numerosissime ristampe in varie edizioni.

Sin.: l'edizione Marzocco del 1947, con ill. di Fiorenzo Faorzi;
ds: l'edizione Marzocco del 1949, con ill. di O. Gasperini



Ida Baccini,
Una famiglia
di saltimbanchi
,
Biblioteca Economica per i Ragazzi Bemporad, 1933
cover di Mario Pompei


Ida Baccini,
Una famiglia
di saltimbanchi
,
Biblioteca Economica per i Ragazzi Bemporad, 1933
ill. int. di Dario Betti

Ida Baccini,
Angeli del cielo e
angeli della terra
,
Salani
, 1900
Ida Baccini,
Un'ora di svago
,
Le Monnier
, 1885
ill. int. Enrico Mazzanti

BARRIE, Sir MATTHEW JAMES (1860 - 1937)

Nasce il 9 maggio 1860 a Kirrie Muir, Forfarshire, terzo maschio dei nove figli di David Barrie e Margaret Ogilvy. Frequenta l'Accademia di Glasgow, dove insegna il fratello maggiore Alexander, e si laurea all'Università di Edinburgo nel 1882. Nel 1883 è redattore del Nottingham Journal; due anni dopo si trasferisce a Londra dove collabora a diverse testate; il suo primo libro, Better Dead, è del 1887, pubblicato a proprie spese. When a Man's single, a Tale of Literary Life esce sul British Weekly con lo pseudonimo di Gavin Ogilvy; nel 1890 My Lady Nicotine suscita molti commenti sul tipo di umorismo impiegato. Si interessa al teatro, tnato che sul British Weekly esce un supplemento illustrato di ben 16 pagine dal titolo "J.M. Barrie, a Literary and Biographical Portrait". La notorietà è già arrivata. Nel 1891 esce il suo primo vero romanzo, The Little Minister, un successo immediato, che viene trasposto per il teatro. Per una compagnia operistica collabora con Sir Arthur Conan Doyle. Nel 1894 Barrie sposa Mary Ansell, una giovane attrice che aveva interpretato una sua pièce teatrale. La coppia si stabilisce in Gloucester Road in South Kensington. I famosi giardini sono poco lontani. Nel 1901 la commedia Quality Street viene rappresentata a New York e interpretata da Maud Adams, e poi tradotta in tedesco. Barrie si trasferisce in una casa stile Reggenza nei pressi di Bayswater Road, di faccia ai giardini di Kensigton, di cui ottiene la chiave. La commedia The Admirable Crichton (1902) viene rappresentata per ben 328 volte (nel cast anche Gerald Du Maurier) e finalmente vede la luce il testo di Peter Pan, rappresentato per la prima volta il 27 dicembre 1904. Tuttavia è un po' troppo fantasioso, e viene criticato: Sir H. Beerbohm Tree ritiene che Barrie sia pazzo e lo dice pubblicamente; l'impresario vuole sospendere le rappresentazioni; lo stesso Barrie pensa che sia adatto solo durante il periodo natalizio. Finchè, misteriosamente, il teatro si riempie ogni sera sempre di più, fino a tutto Aprile del 1905. Barrie continua a scrivere satire e commedie, tra cui ha grande successo What Every Woman Knows. Nell'ottobre 1909 Barrie ottiene il divorzio e si trasferisce in un appartamento con vista sul fiume, in Adelphi Terrace. Nel 1912 fa eseguire da Sir George Frampton una statua di Peter Pan, che fa mettere, sempre a sue spese, nei giardini di Kensington. Nel 1913 viene nominato baronetto. Diverse pièces vengono rappresentate (Rosalind, The Adored One, Seven Women, Rosy Rapture, A Kiss for Cinderella, Dear brutus, Mary Rose, Shall We Join the Ladies? quest'ultima un atto unico, 1921). Nel 1936 scrive l'ultima pièce, un dramma biblico, The Boy David, che tuttavia non ha grande successo. Barrie muore a Londra il 19 giugno 1937, lasciando erede universale la sua segretaria, l'americana Cynthia Ozick, in seguito divenuta scrittrice.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Margaret Ogilvy (1896)
Sentimental Tommy (1896)
Tommy and Grisel (1900)
The Little White Bird (1902)
Peter Pan in Kensington Garden (1906)
Peter Pan and Wendy (1911)


J. M. Barrie, i due racconti Peter Pan e Peter Pan e Wendy
Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù n° 6 e 7, 1929
Ill. di Ezio Anichini e Attilio Mussino

BARZINI, LUIGI (1874 - 1947)

Nasce a Orvieto il 7 febbraio 1847; giornalista e scrittore, esordisce collaborando al Capitan Fracassa, al Fanfulla, e infine al Corriere della Sera, per il quale inizia le sue famose corrispondenze di guerra e dall'estero. Nel 1900 è in Cina per la ribellione dei Boxer; nel 1906 è a Tokyo per la guerra russo-giapponese. Nel 1907 insieme con il principe Scipione Borghese compie la traversata automobilistica Pechino-Parigi e arrivano primi: ne scrive un resoconto, corredato di fotografie, che diviene famoso in tutto il mondo. Dal 1923 al 1931 si trasferisce negli Stati Uniti per dirigere il quotidiano italo-americano Corriere d'America. Tornato in Italia, dirige Il Mattino dal 1932 al 1933. Nel 1934 viene nominato senatore del Regime (nel 1925 aveva già firmato il Manifesto degli intellettuali fascisti). Attivo anche nella Repubblica di Salò, dopo la guerra viene emarginato. Muore a Milano il 6 settembre 1947. Il figlio Luigi Barzini jr. (1908-1984), anch'egli famoso giornalista e corrispondente da New York del Corriere della Sera, pubblica nel 1964 il suo libro più famoso, The Italians, disincantata rappresentazione della realtà nazionale. La figlia Benedetta è stata negli Anni Sessanta una famosa top-model. Nel 1990 viene istituito a Orvieto il premio giornalistico "Luigi Barzini", che vede tra gli assegnatari Demetrio Volcic, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Arrigo Levi, Tiziano Terzani.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

L'Argentina vista com'è (1902)
Dall'impero del Mikado all'impero dello zar (1904)
Nell'Estremo Oriente (1904)
Dai campi della strage: la guerra russo-giapponese (1905)
La battaglia di Mukden (1907)
Nel mondo dei misteri con Eusapia Paladino; preceduto da uno studio di C. Lombroso e seguito da molte illustrazioni medianiche (1907)
Sotto la tenda: impressioni d'un giornalista al Marocco (1907)
La metà del mondo vista da un'automobile: da Pechino a Parigi in sessanta giorni; con 126 illustrazioni originali, 13 tavole, una carta itineraria ed introduzione del Principe Scipione Borghese (1908)
Le avventure di Fiammiferino (Bemporad, 1909; ristampe 1913, 1918, 1924,1930, 1935)
Il libro dei viaggi (Istituto Editoriale Italiano, 1914)
Scene dalla Grande Guerra viste da Luigi Barzini (1915)
La Guerra d'Italia (gennaio-giugno 1916): sui monti, nel cielo e nel mare (1916)
Qua e la per il mondo: racconti e ricordi; con 40 incisioni e 33 tavole (1916)
I delitti dei tedeschi a Lilla (1918)
Impressiomi boreali (1921)
Quello che non t'aspetti: commedia in tre atti di Luigi Barzini e Arnaldo Fraccaroli (1922)


Luigi Barzini, Il libro dei viaggi, Istituto Editoriale Italiano, 1914
Grafica di Duilio Cambellotti


Luigi Barzini,
Fiammiferino
,
Nuova Collezione Economica Bemporad
cover di Attilio Mussino
(courtesy Libreria Ponti, Roma)
Luigi Barzini,
Fiammiferino
,
Bemporad, 1930
cover di Roberto Sgrilli


Luigi Barzini, Fiammiferino, Bemporad, 1935
cover di Mario Pompei
(courtesy Lia Madorsky)

BEECHER STOWE, HARRIET (1811 - 1886)

Harriet Elizabeth Beecher nasce il 14 giugno 1811. Figlia di un pastore protestante, scrive quello che nelle sue intenzioni era solo un grido di rivolta contro lo schiavismo, ma che per il suo contenuto emotivo e avventuroso, diventa un testo che ebbe un immediato e straordinario successo sia negli USA sia in Europa. Nel 1832 la famiglia da Lichtfield si trasferisce a Cincinnati, una città fortemente abolizionista, dove il padre diviene il primo presidente del Lane Theological Seminary. Sposa nel 1836 Calvin Stowe, un pastore vedovo che le dà ben sette figli, insegnante di Letteratura Biblica. Trasferiti a Boston, la Beecher Stowe scrive a puntate su un giornale locale Uncle Tom's Cabin, che attira l'attenzione di tutti a causa della Fugitive Slave Law (1850); un editore pubblica il racconto in volume e subito le vendite salgono alle stelle: mezzo milione di copie entro il 1857. Scrive circa un libro all'anno dal 1862 al 1884, ma rimane nota sostanzialmente solo per il primo. Muore il 1° luglio 1886.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

The Mayflower, or Sketche
s of Scenes and Characters among the Descendants of the Puritans (short-story collection, 1843)
Uncle Tom's Cabin (1852)
A Key to Uncle Tom's Cabin (1853)
Sunny Meroirs of Foreign Lands (1854)
Dred: A Tale of the Great Dismal Swamp (1856)
The Minister's Wooing (1859)
The Pearl of Orr's Island (1862)
Little Foxes (1866)
Religious poems (1867)
The Chimney Corner (1868)
Oldtown Folks (1869 )
Woman in Sacred History (1873)
Palmetto Leaves (1873)
We and Our Neighbours (1875)
Captain kidd's Money and Other Stories (1876)
Poqanuc people (1878)
A Dog's Mission (1881)
The Writings of Harriet Beecher Stowe: With Biographical Introductions, Portraits and Other Illustrations (Cambridge, Printed at the Riverside Press, 1896, ed. limitata in 250 copie firmate dall'autrice)


Harriet Beecher Stowe in un ritratto giovanile

E. Beecher Stowe, La capanna dello zio Tom, Salani 1903
front e ill. in antiporta, con la figurazione di un ipotetico zio Tom

Il titolo è stato pubblicato da tutti gli editori ed è ancor oggi ristampato

Bemporad,
al n° 9 dei
Capolavori stranieri

trad. per la gioventù italiana
Paravia,
1959
Salani,
per la serie
I Libri meravigliosi
1942


E. Beecher Stowe,
La capanna dello zio Tom
Salani 1903
cover
E. Beecher Stowe,
Uncle Tom's Cabin
Routledge, n.d.

E. Beecher-Stowe,
Racconti Americani, 1889,
in una rara edizione
della Tipografia Claudiana
E. Beecher-Stowe,
Racconti Americani
, 1889

frontespizio

E. Beecher Stowe,
Uncle Tom's Cabin
1880
E. Beecher Stowe,
Uncle Tom's Cabin
1886
E. Beecher Stowe,
Uncle Tom's Cabin
1904


UNCLE TOM'S CABIN - ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:

1903, dir. by Edwin S. Porter; 1913, dir. by Harry Pollard;
1914, dir. by William Robert Daly;
1918, dir. by J. Searle Dawley; 1927, dir. by Harry Pollard;
Onkel Tom's Hutte
, a German production in 1965, dir. by Geza von Radvany;
1987, dir. by Stan Lathan.


forse non tutti sanno che .... il primo titolo italiano è stato


BELTRAMELLI, ANTONIO (1879 - 1930)

Nasce a Forlì l'11 gennaio 1879 (alcuni: 1874); inizia a scrivere come giornalista (dal 1907 al 1910 è corrispondente estero del Corriere della Sera), ma è più noto come autore di poesie, libri per ragazzi, commedie, novelle, romanzi; è dotato di grande senso umoristico: si firma Il Cavalier Mostardo per la sua rubrica su Il Popolo d'Italia, e si firma Belt per i raccontini e le filastrocche per i più piccini. Il Cavalier Mostardo (1921) è anche un romanzo dove rappresenta il romagnolo tipico, eroe di cappa e spada, pittoresco e manesco. Beltramelli infatti non abbandona mai completamente la sua terra, tornandovi spesso, buon amico dei letterati suoi conterranei; è Corrado Ricci, all'epoca Direttore dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo, che pubblica i suoi resoconti di viaggi tra il 1905 e il 1907; è Domenico Baccarini, pittore e scultore faentino, che illustra alcuni suoi volumi.
Collabora ai giornali per bambini Girotondo e Il Romanzo dei Piccoli, periodici pubblicati tra il 1912 e il 1915 a Forlì e illustrati da Francesco Nonni. Trasferitosi a Roma, frequenta i salotti letterari della capitale; conosce Ezio Maria Gray per il quale scrive la prefazione a Lo smeraldo di Nerone, firmato come Niuska (1911). E' interventista durante la Grande Guerra, in seguito aderisce al fascismo e assume grande notorietà per la biografia di Mussolini L'uomo nuovo (Mondadori, 1923); nel 1925 è tra i firmatari del "Manifesto degli intellettuali fascisti" redatto da Giovanni Gentile; ottiene in seguito il grado di console della milizia e nel 1929 è nominato all'Accademia d'Italia. Ma il suo esprit trova il suo picco più alto nell'incontro con Marinetti e le sue bizzarrie futuriste, facendo parte dei Dieci. Muore a Roma il 15 marzo 1930. La sua biblioteca e tutto l'archivio privato fanno ora parte del Fondo Beltramelli conservato nella Biblioteca di Forlì.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

L' antica madre (Cappelli, 1900)
Gli uomini rossi (1904)
Anna Perenna (Treves, 1904)
L'albero delle fiabe (con 17 illustrazioni di U. Brunelleschi, Bemporad & figlio, n.d.)
Ravenna la taciturna (Alinari, 1907)
Bambini e reginelle: girotondo (ill. di B. Angoletta, Mondadori, n.d.)
Il gufo che mangiava a ufo: filastrocche (firmato BELT, ill. di B. Angoletta, Mondadori, n.d.)
Il Natale che si smarri: filastrocche (firmato BELT, ill. di B. Angoletta, Mondadori, n.d.)
La signorina Zesi (ill. di A. Rubino, Mondadori, n.d.)
Le gaie farandole (ill. di C. Simonetti, Bemporad, 1908), al n° 5 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi
Le novelle del bosco e della palude (ill. di Francesco Nonni, Sandron, 1910)
Le novelle di Ceppo (A. Quattrini, 1911)
Le novelle della guerra (Treves, 1913)
Il piccolo Pomi: romanzo per la gioventù (Bemporad, 1915; ristampa 1921 ill. da Gustavino),
al n° 4 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi
Le novelle del bosco e della palude (Sandron, 1916)
La sementa: Novelle, bozzetti e aneddoti (Sandron, 1916)
Tre bimbe a vendere (Vitagliano, 1920)
La Gaia Cachipoli (Mondadori, 1920). Una successiva edizione (Mondadori, 1933) ill. da Angoletta, è nella collana Il romanzo dei ragazzi diretta da Olga Visentini.
La grande Diana (Libreria del Littorio, 1930)


Antonio Beltramelli,
La Gaia Cachipoli
,
Mondadori, 1920
ill. di Francesco Nonni
(courtesy Massimo Rainò)
A. Beltramelli,
Il re dei leoni
,
Il Romanzo per i Ragazzi Mondadori
Anno II, 5 maggio 1921

Due versioni in diverse colorazioni di: Antonio, Beltramelli, La signorina Zesi
Bibliotechina de "La lampada", Mondadori, n.d., ill. di Antonio Rubino
(courtesy Alberto P.)
Ds: La signorina Zesi rieditata nella Bibliotechina della G.I.L.
(ed. fuori commercio, 1942), ill. di Pinochi


(con altri Autori di questa pagina)

A. Beltramelli,
Le gaie farandole
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1921
A. Beltramelli,
Novelle di Romagna
,
Sandron, 1941

Antonio Beltramelli, Tutti i romanzi, Omnibus Mondadori, 1940
ill. di Giorgo Tabet


Antonio Beltramelli
Ritratto di Antonio Beltramelli
eseguito in gesso
da Domenico Baccarini (1882-1907),
ca. 1905
(courtesy Pinacoteca Comunale di Faenza)


Antonio Beltramelli,
Il piccolo Pomi
,
uscito a puntate su
Il Corriere dei Piccoli, 1913
ill. di Gustavino

La firma A.Belt di Antonio Beltramelli come appare nel colophon del volume
Il piccolo Pomi nell'edizione Biblioteca Bemporad per i Ragazzi (1915);
a ds la dedica dell'Autore alla figlia dell'amico Ugo Ojetti, all'epoca una bambina.

BENCIVENNI, ILDEBRANDO (1852 - 1923)

Nasce a Mondolfo (Pesaro) nel 1852. Professore di italiano, esercita a
Firenze, poi a Urbino, Pisa, Palermo, a Torino nelle Regie Scuole Elementari. Collabora a vari giornali delle città dove risiede: a Firenze con Il Corriere e La Nazione, a Palermo con Il Giornale di Sicilia, dove cura la rubrica "Giorno per giorno" con lo pseudonimo di Geb. Nel 1880 a Torino fonda il periodioco Il maestro elementare. E' anche pedagogista e storico, autore di testi scolastici e sillabari, e scrittore per ragazzi. Per questi ultimi utilizza uno pseudonimo, IOBI, costituito dalla prima ed ultima lettera del suo nome e cognome. Per la sua attività gli viene conferito il titolo di Cavaliere. Muore a casa sua, a Mondolfo, nel 1923.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Vita di Giuseppe Mazzini apostolo e profeta della liberta italiana narrata al popolo dal prof. Ildebrando Bencivenni (1872)
Cento proverbi del nonno, illustrati con favolette, dialoghi e racconti morali offerti ai fanciulli (1874)
Dita di fata: romanzo (1875)
Non mi riesce!: commedia in un atto per soli bambini (1876)
Rita: memorie di una donna (1878)
Bianca Cappello: racconto storico (1878)
Arnaldo da Brescia
Ad un giovane normalista: norme e consigli pratici di un vecchio maestro (1882)
Francesca da Rimini: racconto storico (1883)
Pietro Micca, ovvero l'assedio di Torino (1888)
Vita e viaggi di Cristoforo Colombo (1892)
Cristoforo Colombo: Racconto storico ed altri raccontini (1892)
Eugenio lo spazzacamino
Pia de' Tolomei: racconto storico (1894)
Piccoli drammi (Iobi, 1900)
Piccoli amici e piccole amiche
Il viaggio di Trottolino: Libro di Lettura per i ragazzi (1902)
Novellino (1904)
Quando Berta filava (fiabe, 1892)
Bagolino e Bagolone: storia di due burattini (Iobi, ill. di driano Minardi, 1912)
Il libro delle scoperte (1914)
Duccio e Gughi: Storia di due ragazzi (1915) nella
COLLEZIONE SALANI PER I RAGAZZI
Pappafredda nel mondo della Luna: Racconto inverosimile per ragazzi (1916)
Le avventure di Compare Grillo


La firma Iobi che appare
in testa ai titoli










Ds: Ildebrando Bencivenni


BENCIVENNI, JOLANDA (1880? - 1965)

Figlia di Ildebrando, nasce a Torino nel periodo in cui il padre insegnava
in questa città, poi si sposta seguendo la famiglia di origine: la troviamo iscritta e poi laureata alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, vive a Firenze, a Roma. Sposata Monaci, ha ben cinque figlie, per le quali scrive fiabe e novelle. Ma l'attività della penna le era congenita sin da bambina: a soli nove anni vince un concorso col racconto "L'uomo di ferro" e la novella "Qui le trovi", ne vince un altro a quindici, ed inizia prestissimo la collaborazione a riviste e giornali, tra cui Cordelia. Per Bemporad pubblica una fiaba sul Giornalino della domenica nel 1908. E' anche conferenziera, e nel 1907 e segg. stampa a Modena diversi testi di conferenze da lei tenute anche precedentemente, sull'educazione della donna, sul lavoro femminile, etc. ma anche discorsi tenuti in ricorrenze, per i militari, per le scuole medie, etc., discorsi che tiene un po' qua e un po' là in tutta Italia. Scrive diversi testi per le scuole, infatti è insegnante ella stessa alla Scuola Normale Femminile di Modena: compila antologie, scrive riassunti storici, e traduce Honoré de Balzac.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Duemila anni fa... romanzo fantastico, Palermo, Sandron, 1906
Canzoniere, Poesie educative, Palermo, Sandron, 1908
Una fiammella, Ascoli Piceno, Tip. G. Cesari, 1915
Ombra di un fiore, Cappelli, 1919
Lontani dal nido, Ferrara, Taddei, 1920, ill. di A.M. Nardi
L'ometto del lago, serie 1 e 2,
Taddei, 1921
L' Erede dell'ombra, Salani, 1930
Patria e amore, Salani, 1930
L'albero al cancello, Milano, Gastaldi, 1959

Jolanda Bencivenni


Jolanda Bencivenni, L'ometto del lago, Taddei, 1921
illustrazioni di Vespasiano Bignami
Si tratta di una serie di favole e novelle composte dalla giovane Jolanda che non videro la luce se non dopo la Grande Guerra, quando ella le pubblicò presso la casa editrice Taddei di Ferrara, di proprietà di Alberto Neppi, in una Biblioteca del Girotondo che comprese pochi titoli; i volumi tuttavia sono molto curati, illustrati da V. Bignami, A.M. Nardi, M. De Paoli Bellusi.

Iobi (Ildebrando Bencivenni),
Il folletto dello specchio
,
Salani, 1913
Iobi (Ildebrando Bencivenni),
Le strepitose avventure
di Pistacchio alla guerra
di Libia
,
Salani, 1914

Ildebrando Bencivenni,
Il viaggio di Trottolino
,
libro di lettura per i ragazzi
Salani, 1902
ill. di Carlo Chiostri
Iobi (Ildebrando Bencivenni),
Bagolino e Bagolone
,
Salani, 1912
(front)

Iobi (Ildebrando Bencivenni),
Bagolino e Bagolone
,
Salani, 1912
ill. interne di Adriano Minardi
.
Il libro è dedicato "alla mia piccola Teresina", detta "Pupetta Pupì", figlia dell'Autore.



Ildebrando Bencivenni, Le avventure di Compare Grillo, Salani, 1914
Cover e ill. interna di Giovanni Crotta


BIASOTTI, GIOVANNA (1907 - 1993)

Scrive opere di divulgazione storica, come molti altri scrittori del periodo (Anni Trenta-Cinquanta, come Valori, Gozzano, Orsini, Ugolini, Cassone, Pini Vecchietti, per citarne solo alcuni); e di stampo religioso (citiamo solo Bargellini, Battigelli, Colombo, Fumagalli). Non tralascia comunque romanzi per ragazzi, dove vive l'avventura, sempre improntati agli insegnamenti morali.
Traduce per i F.lli Fabbri Ed. La capanna dello zio Tom nel 1955.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il tempo delle vio
le (1929)
Arabeschi (1934)
Scandeberg: l'aquila di Albania (1940)
Il romanzo di due mari (1942)
Opilio il grande (1943), nella
Biblioteca dei Miei Ragazzi Salani
S. Ambrogio (1945)
Gli altri (1945)
Il cofano d'argento (1946)
Resta con noi (1949)
La collana del faraone (1950)
Carlo Magno (1951)
Il testamento introvabile (1951), nella
Biblioteca delle Giovinette Salani
Marinai di acqua dolce
Il Dio ignoto
La legge della steppa: romanzo tibetano
Il dominatore degli spazi (1960)
Il figlio del lupo rosso




Giovanna Biasotti, Il cofano d'argento, Valsecchi, bl
(courtesy Libreria Millennium, Milano)

Giovanna Biasotti, Il testamento introvabile e Opilio il grande
nelle collezioni Salani

BINDI SENESI, LEA

Livornese, figlia di Ugo e Ida Ramacciotti, è sorella del più famoso Ivo Senesi (Livorno, 4/8/1893); c'è anche una sorella minore, Ada. Nel 1919 Lea sposa a Livorno Galileo Bindi. In occasione del matrimonio, Ivo dedica agli sposi una sua monografia di sette pagine "Figure dimenticate dell'Ottocento musicale: i Tartini", una compilazione di notizie aneddotiche su Vincenzo Sbrana, tenore e maestro di canto. Ivo Senesi è scrittore, giornalista, critico, poeta e autore drammatico. Scrive anche con lo pseudonimo di ISIS, ed è professore di lingua e letteratura italiana per stranieri. Già prima del matrimonio Lea Senesi pubblica alcuni testi, e in seguito si firmerà con il doppio cognome. Scrive saggistica ma anche narrativa, soprattutto per l'infanzia, romanzi, racconti e scene teatrali scritte appositamente per le giovanette: ciò fa pensare che fosse legata al mondo dell'istruzione, anche se non risulta tra il corpo insegnante. Traduce da francese Sans Famille di H. Malot (1955).

TITOLI


Ragazzi del porto (1940) nella Biblioteca dei Miei Ragazzi
Avventura con Alì (Roma, Società Apostolato Stampa, 1946)
La fortuna del terzetto, commedia in due quadri per burattini (Milano, Serafino Majocchi, 1947)
Lo strano tesoro dei Ma-Gi (1947) nella
Biblioteca dei Miei Ragazzi
Il cavaliere di S. Stefano (1948) nei
Libri della Festa
Vita di Leonardo (Milano, Ed. Dell'aquilone, 1952, Disegni e tavole di zat)
Villino streghe: commedia comica in tre atti per sole attrici : scena fissa. La nonna d'America : farsa in un atto per bambine e giovanette / di Mario Scotti Milano : S. Majocchi, 1952
Sono di scena i ragazzi: tre commedie in uno e due tempi (Milano, Ancora, 1952)
Le segretarie di Milady: tre atti (Milano, Àncora, 1952)
Ragazzi in palcoscenico: quattro commedie in uno e due tempi (Milano, Ancora, 1952)
Cuore di bimbi: Raccolta di poesie, racconti e lavori per l'infanzia. Guida alle maestre d'asilo (Milano, Majocchi, 1952)
Arlecchino servitore ghiottone: commedia in due quadri per burattini (Milano, Majocchi, 1952)
Piccole Donne: Dramma in tre atti e sei quadri per sole attrici, dal celebre romanzo omonimo di Louisa May Alcott. Scena fissa (Milano, Majocchi, 1953)
Il tesoro di Leprotto (Milano, F.lli Fabbri, 1954)
Piumadicigno e il principe (Milano, F.lli Fabbri, 1954)
Il pesciolino d'oro (Milano, F.lli Fabbri, 1954)
L a farfalla aladiseta (Milano, F.lli Fabbri, 1954)
Neroccio della tartuca (EI, 1955, ill. Dario Gobbi)
Il legno ( Milano, Editrice "Le Stelle", 1958)
Le galere del Gran Diavolo (Vicenza, Paoline, 1958)
Casa del vento (SEI, 1958, ill. Gastone Regosa)
Mistero sul campeggio (Milano, Piccoli, 1959, ill. M. Castellani)
Santa Agnese da Montepulciano (Roma, Presbyterium, 1960)
Le galere del gran diavolo (Vicenza, Paoline, 1963)
Giulio II: un papa con l'archibugio (Milano, De Vecchi, 1967)
Sempre con noi Maria: la Madonna di Montenero nel culto e nella storia del suo Santuario (Premio Mariano Montenero 1965, ed. n.d., 1968)

Romanzi:


Cappuccetto azzurro (1941)
Sorridi (1947)
Madrigale a fresca fonte (Milano, Paoline, 1958)
Due capinere (Bietti, 1966)


Lea Bindi Senesi,
Cappuccetto Azzurro
,
ill. di Alberto Micheli

Biblioteca delle Signorine Salani
nella seconda versione
(I Romazi della Rosa)
1941
Lea Senesi,
un testo teatrale per burattini,
La fortuna del terzetto,
1947
BISI ALBINI, SOFIA (1856 - 1919)

Nasce il 26 febbraio 1856 a Milano da Antonio, proprietario terriero della Brianza, che raccoglie nella sua villa di Robbiate una ricca biblioteca di classici. Sofia ha dunque tutto l'agio di istruirsi in casa, ma è anche allieva di Giovanni Rizzi e di Luigi Rossari, amico del Manzoni. E' terza di dieci tra fratelli e sorelle. Letterata e pedagogista, a soli 17 anni pubblica la novella Nel vano di una finestra per i tipi del Brigola, seguita da La scacchiera della rosa; con lo pseudonimo di Donna Conny invece pubblica Donnina forte, che ha un grande successo. Collabora a L'Illustrazione Italiana, La Nuova Antologia, Perseveranza, Il Corriere della Sera, Natura ed Arte, Vita Italiana. Su Cordelia (di cui è collaboratrice fin dal primo numero) pubblica Una nidiata, in seguito edita da Treves e poi da Bemporad. E' sua la prefazione al primo libro di Ada Negri. Nel 1883 sposa lo scultore e pittore Emilio Bisi, dal quale avrà quattro figli: Gigino e Masino, i quali andranno al fronte durante la Prima Guerra Mondiale; Antonietta, che diventerà una pittrice; e Camilla, che diventerà giornalista. Fonda nel 1891 un giornale per ragazzi, Il Corriere dei Bambini, durato pochi numeri, mentre invece lunga vita ottengono la Rivista delle Signorine (1894-1911), periodico mensile che ottiene la Medaglia d'Oro, e Vita femminile italiana (1907-1913), riccamente illustrata dal marito; nel 1914 le due testate si fondono nella Nostra Rivista (che dirige fino alla morte nel 1919). Donnina forte "confidenze di Donna Conny", esce nel 1879; le ed. successive godono della prefazione di Antonio Fogazzaro. Donna Conny è lo pseudonimo che usa di preferenza nelle rubriche dei giornali. Tiene conferenze e traduce libri per l'infanzia per diverse case editrici, come Misanderstood della Montgomery. Nel 1907 organizza a Como il primo Congresso di educazione femminile, e il secondo a Venezia due anni dopo. Fonda a Milano il Circolo Rossari, dove mette le signorine di buona famiglia al 'servizio' delle fanciulle del popolo, dove le prime insegnano alle seconde ciò che sanno senza dubbio far bene: ricamare, dipingere, sonare, cantare, conversare ... La Regina Margherita la tiene in gran conto (nella biblioteca del Quirinale è tuttora conservata la prima edizione del volumetto Aprile (1897) con dedica autografa alla Regina). La Regina Elena, invece, le concederà l'unica intervista italiana: accadde nel 1909, parlarono di bambini e di puericoltura (La Regina Elena concederà nella sua vita soltanto una seconda intervista, nel 1947 durante l'esilio in Egitto, ad un giornalista inglese). Ha anche l'idea di fondare a Milano i primi "nidi dei bambini", subito imitati anche in altre città: ancora oggi gli asili per bambini piccoli si chiamano "asili nido". E' ispettrice degli asili e delle scuole elementare milanesi. Nel 1898 consegue il "Premio Giannina Milli" destinato alla miglior scrittrice della regione lombarda. E' ammirata da tutti; Grazia Deledda la definisce "colei che fu a tutte noi donne d'Italia maestra di fede e di bontà". Muore a S. Michele di Pagano, vicino a Rapallo, il 17 luglio 1919. Ada Negri detta l'epigrafe per la lapide che viene apposta sull'esterno della casa da lei abitata in via Guastalla, a Milano.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Una nidiata (1890)
Voci di campanili (ill. di Emilio Bisi, 1896)
Il figlio di Grazia (1898)
Il libro dell'avvenire, al n. 40 della Biblioteca dei Ragazzi (Istituto Editoriale Italiano, s.d.)
Le nozze d'argento
La scacchiera della rosa
Omini e donnine
Nel vano di una finesra
Impressioni di Venezia
L'amico Camillo



Lo scultore Emilio Bisi al lavoro

Sofia Bisi Albini nella foto
in antiporta al volume
Una nidiata
,
Bemporad, 1902
collana Biblioteca Azzurra


Sofia Bisi Albini
in una foto giovanile


Sofia Bisi Albini,
Il figlio di Grazia
Vallardi, 1931, ill. P. Chiesa


Rivista per le Signorine, diretta da Sofia Bisi Albini
Anno XI, N° 11, Novembre 1904, Milano, Editore A. Solmi

Sin: cover; ds: frontespizio



Sofia Bisi Albini nel suo studio

Sofia Bisi Albini,
Il libro dell'avvenire
(front)
Istituto Editoriale
Italiano

BISI, MASO (1887 - 1945)

Figlio dello scultore Emilio Bisi e della scrittrice Sofia Albini, Maso (nato l'11 novembre 1887) e il fratello si arruolano volontari nella Grande Guerra, e combattono nel battaglione degli Alpini. Ciò lo segna per la vita, non solo perchè ritorna dal fronte con il grado di Capitano, ma è gravemente ammalato, tanto che lo sistemano nella camera della madre, in pena per lui, e molto sofferente (morirà nel luglio 1919), ma anche perchè con gli Alpini instaura un rapporto indelebile. Scriverà accorate parole sulla morte degli Alpini, che per essere morti in alto sulle vette sono più vicini al Paradiso che li attende. Comanda la sezione che si costituisce nel 1920 a Torino (Bisi ha il grado di Maggiore); assumerà poi la presidenza della sezione romana dell'Associazione Nazionale Alpini. Nel dopoguerra aderisce al Fascismo di cui diviene un gerarca; è deputato per il collegio del Pavese, sottosegretario all'Economia Nazionale dal 1926 al 1928, Presidente dell'Ente Nazionale per la Cinematografia nel 1928, Presidente della sezione romana del CAI. Non è uno scrittore di vocazione, anche se ha la tessera di giornalista. Fa parte di un folto gruppo di autori che scrivono i profili biografici degli "Artefici della Vittoria", collana ideata dall'editore Porta di Piacenza, insieme con Tomaso Monicelli ed altri nomi noti: suoi i profili di Cesare Battisti e del Comandante Cantore (pubblicato nel 1922). Pubblica dei racconti su varie riviste, come La Lettura (1908) e scrive due libri per bambini: il delizioso Libro delle oche, illustrato da Gugù, al quale inviò timidamente (aveva 22 anni) il primo racconto che si vide restituire pienamente illustrato, e un testo di racconti a tema guerra/pace (non una novità), pubblicato da Bemporad nel 1918 e mai più ristampato. Occasionalmente collabora a vari giornalini per l'infanzia; al Corriere dei Piccoli collabora con regolari contributi tra il 1910 e il 1916 con diverse novelle; si firma Mabi o anche Mario Bisi. Muore a Milano il 20 marzo 1945.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il libro delle oche (1910)
Il violino di zio Bruno (su Il Giornalino della Domenica, n° 20, 4 /11/1906)
I ceri d'argento, (su La Lettura, 1908)
Racconti di guerra e di pace (Biblioteca per i Ragazzi Bemporad, 1918)


Maso Bisi in una fotografia scattata in occasione della nomina al
Ministero dell'Economia Nazionale (fonte: L'Illustrazione Italiana)


Maso Bisi,
Racconti di guerra e di pace,
Biblioteca per i Ragazzi Bemporad, 1918
Maso Bisi,
Antonio Cantore,
Collezione "Gli Artefici della Vittoria" Gli Eroi
Porta, 1922



Maso Bisi, le tre pagine di prefazione a
Il libro delle oche, Bmeporad, 1910, illustrazioni di Gugù


BISTOLFI, GIAN (1886 - 1962)

Figlio dello scultore e medaglista Leonardo Bistolfi (1859-1933) e Maria Gusberti, porta il nome del nonno paterno, Giovanni. Nasce a Torino il 16 agosto 1886, è giornalista e redattore della Tribuna e della Tribuna illustrata, autore di libri per ragazzi, novelle, filastrocche. Compone il libretto (in versi) per la favola in tre atti La bella addormentata musicata da Ottorino Respighi, che viene rappresentata a Roma al teatro Odescalchi il 13 aprile 1922 e l'anno successivo alla Scala con una rappresentazione in aprile e due in maggio. La particolarità è che i personaggi sono marionette e i cantanti lirici eseguono le cantate nascosti alla vista del pubblico. Dal 1919 si occupa di cinema sia come regista sia come soggettista (collabora alle sceneggiature - tra gli altri - per Gallone, Campogalliani e Blasetti). La fine dell'amore è forse il suo titolo migliore, diretto nel 1921 per la D'Ambra-film, con Lia Formia (attrice di punta della casa di Lucio D'Ambra), Riccardo Bertacchini, Achille Vitti e Maurice de Grunewald. Risiede a Roma ma muore a Scansano (Grosseto) per un malore improvviso, dopo un periodo di vacanza trascorso nella Maremma, il 13 settembre 1962.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il piccolo Faust (un atto, Noi e il mondo, 1912)
Luna piena e viceversa (Ostiglia, La Scolastica, 1914, ill. B. Angoletta) nella Bibliotechina de La Lampada
Fiabe, commedie, eccetera eccetera
(Ostiglia, La Scolastica, 1915, con illustrazioni di N. Bertoletti) nella Bibliotechina de La Lampada
Fiabette bislacche
(Ostiglia, Mondadori, con illustrazioni di E. Toddi, 1919) nella Bibliotechina de La Lampada
Storielle di lucciole e di stelle
(Treves, 1914, ill. B. Angoletta)
La cronaca impossibile di Caterino Tutù (Ostiglia, La scolastica, 1917,
ill. G. Giani)
L'avventurissima e altre storie quasi straordinarie per fanciulli (
Treves, 1919, ill. E. Toddi)
Zio Mondo racconta... : fiabe, racconti e novelle popolari di tanti paesi del mondo
(Bemporad, 1922, insieme con E. Toddi)
Racconti così
(Treves, 1923, con 20 disegni di Beppe Porcheddu)
Un po' di destino
(Giani, 1927, il. Beppe Porcheddu)

Gian Bistolfi,
L'avventurissima
,
Treves, 1919
ill. di E. Toddi
(courtesy Tesori di carta, Bologna)
Gian Bistolfi,
Racconti così
,
Treves, 1923
ill. di Beppe Porcheddu
(courtesy Tesori di carta, Bologna)


Leonardo Bistolfi,
gruppo marmoreo Il Sacrificio
per il monumento a
Vittorio Emanuele II (Roma)
Gian Bistolfi,
La cronaca impossibile
di Caterino Tutù
,
Mondadori, 1917
ill. di G. Giani
(courtesy Michele Nocera)

BONTEMPELLI, MASSIMO (1878 - 1960)

Nasce a Como il 12 maggio 1878 da Alfonso e Maria Cislaghi. Al liceo di Milano è allievo di Alfredo Panzini; all'Università di Torino di Arturo Graf e Giuseppe Fraccaroli (qui si laurea in Lettere e Filosofia nel 1903); si trasferisce dapprima a Firenze, poi a Milano, infine a Roma; esordisce come giornalista sul Marzocco, La Nazione e La Nuova Antologia (dove è titolare della rubrica di narrativa) e collabora alla rivista La Voce sotto lo pseudonimo di Minimo Maltempelli. Nel 1915 si stabilisce a Milano, dove Umberto Notari gli affida l'attività culturale dell'Istituto Editoriale Italiano. Durante la Grande Guerra, a cui partecipa anche come corrispondente di guerra de Il Messaggero, è ufficiale d'artiglieria al fronte, e si guadagna due medaglie e tre croci di guerra. Al ritorno scrive articoli sull'esperienza passata sul Secolo ed inizia un'intensa attività letteraria; scrive su Ardita, supplemento de Il Popolo d'Italia, e partecipa alla fondazione del Fascio Politico Futurista di Milano, collaborando alle riviste futuriste. Nel 1921 cessa la collaborazione al Secolo per iniziare quella al Tempo e tra il 1921 e il 1922 è a Parigi. Notari gli commissiona un servizio per La Fiera del Navigante nei porti del Mediterraneo; al ritorno si stabilisce a Roma. Nel 1924 entra a far parte del Teatro degli Undici, con Orio Vergani e Stefano Landi (il figlio di Pirandello). Nel 1925 compone Nostra Dea, interpretata dal una giovanissima Marta Abba. Conosce Curzio Malaparte con il quale fonda nel 1926 la rivista 900, ma già l'anno seguente quest'ultimo se ne dissocia (la rivista chiuderà nel 1929). Nel 1928 inizia la collaborazione con la Gazzetta del Popolo di Torino, che durerà sino al 1943. Sempre nel 1928 diviene segretario nazionale del Sindacato Fascista Autori e Scrittori (era già entrato nel 1924 nel PNF, vedendo nel Fascismo il mezzo politico più adatto a sostenere la nascita di una società moderna in Italia), e nel 1930 è nominato all'Accademia d'Italia. Si trasferisce a Frascati (Roma) e dal 1933 dirige con Pier Maria Bardi la rivista di architettura razionalista Quadrante. Nel 1909 aveva sposato la scrittrice Amelia Della Pergola (detta Meletta, 1886-1977) che collaborava a 900 con lo pseudonimo di Diotima, dalla quale aveva avuto una figlia morta in fasce e nel 1911 il figlio Massimo (detto Mino, al quale dedica nel 1922 La scacchiera davanti allo specchio), ma dalla quale si separa presto. Bontempelli conosce nel 1927 la scrittrice Paola Masino (1908-1989), che sarà la sua compagna fino alla morte, ed inizia con lei una collaborazione per scrivere insieme il dramma Il naufragio del Titanic (rimasto inedito), come scusa per potersi frequentare (Paola è ancora minorenne). I due viaggiano insieme, abitano a Parigi, Firenze, Roma (Paola scrive romanzi che vincono a Viareggio il primo premio nel 1931 e il secondo nel 1933). Gradatamente si allontana dal Regime; rifiuta la cattedra del Momigliano, perseguitato dalle leggi razziali, e durante la commemorazione di D'Annunzio a Pescara nel 1938 pronuncia un discorso chiaramente contrario alla dittatura. Nel 1939 viene espulso dal PNF e mandato al confino, a Venezia, dove negli anni della Seconda Guerra Mondiale ribalterà la propria ideologia fino ad iscriversi nel 1948 nelle liste del Fronte Popolare. E' autore fecondo di romanzi, novelle, racconti e testi teatrali, nonchè opinionista affermato. La critica gli riconosce una sua formula di scrittura denominata "realismo magico", i cui principi estetici egli stesso aveva teorizzato nei cahiers di 900. Nel 1953 vince il Premio Strega con il suo ultimo libro, L'amante fedele. Una grave malattia gli impedisce di proseguire il lavoro negli ultimi anni, lasciandolo isolato. Muore a Roma il 21 luglio 1960.



M. Bontempelli, La scacchiera davanti allo specchio,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi,
1922

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Socrate moderno (racconti, 1908)
I sette savi (1912)
La guardia alla luna (1920)
La vita operosa (1921)
Viaggi e scoperte (1922)
La scacchiera davanti allo specchio (1922)
Eva ultima (1923)
La donna dei miei sogni e altre avventure moderne (1925)
L'eden della tartaruga (1926)
Donna nel sole e altri idilli (1928)
Minnie la candida (1928)
Il figlio di due madri (1929)
Il neosofista (1929)
Vita e morte di Adria e dei suoi figli (1930)
La famiglia del fabbro (1932)
Valoria (1932)
Galleria degli schiavi (1934)
Gente nel tempo (1937)
Giro del sole (1941)
Le notti (1945)
L'acqua (1945)
L'ottuagenaria (1946)
L'amante fedele (1953)

BORDIGA AMADEI, AMALIA (1890 - n.d.)

Nasce a Portici il 26 ottobre 1890. Storiografa, inizia la collaborazione giornalistica nel 1932. Pubblica su Il Mattino illustrato biografie di personaggi notevoli e avventurosi della storia italiana, ma scrive anche di critica teatrale, cinematografica, e di argomenti pedagogici. Pubblica novelle sui maggiori periodici, alcuni romanzi brevi su una rivista di mode. Al concorso per un saggio storico bandito dalla Nuova Antologia nel 1933 presenta uno studio su Maria Carolina d'Austria Regina delle Due Sicilie, che ottiene una "segnalazione con lode".


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Io, Lorenzo, nella collana I Libri della Gioventù Salani

Romanzi:

Miele e assenzio
Galatea



Amalia Bordiga Amadei



Amalia Bordiga Amadei,
Maria Carolina d'Austria
e il Regno delle due Sicilie
,
Napoli,
S. A. Coop. Ed. Libraria,
1913
Amalia Bordiga Amadei, Io, Lorenzo

BORSI, GIOSUE' (1888 - 1915)


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Salvo le raccolte di versi e i Colloqui, le opere di Giosuè Borsi sono tutte postume.
Lettere dal fronte agosto-novembre 1915 (Libreria Editrice Internazionale, 1915)
Testamento spirituale (1915)
La vita di San Cristoforo (1916)
Il capitano Spaventa: romanzo cavalleresco illustrato con 10 disegni dell'autore e prefazione di Luigi Bertelli (
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1917)
Il mitragliatore: inno di guerra, per canto e pianoforte (parole e musica di Giosue' Borsi, Milano, G. Ricordi e C., 1918)
Fiorrancino (novella, ill. di Maria De Matteis,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1921)
Novelle (Le Monnier, 1921)
Lettere scelte: 1902-1915 (a cura di Fernando Palazzi, Treves, 1931; successiva ristampa Garzanti,
con 7 illustrazioni, 1940)
Confessioni a Giulia
Lettere ad Umberto Fioravanti





Giosuè Borsi,
Il capitano Spaventa
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi,
cover di Marina Battigelli
Giosuè Borsi,
Il capitano Spaventa
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi,

ill. interne dell'Autore

BOSSI, ELDA (1901 - 1996)

Nasce a Firenze il 2 dicembre 1901, trascorre la fanciullezza a Ferrara e la giovinezza a Bologna, dove si laurea in lettere. Ha una sorella, Bona, con la quale non va d'accordo. E' socia dell'Ateneo Veneto. Vive a Milano, Venezia, Perugia e infine a Firenze. Dopo la guerra viaggia per l'Europa come corrispondente di quotidiani. Scrive le sue prime poesie nel 1910 ma la prima raccolta di versi La gioia viene pubblicata nel 1923. Scrive racconti per l'infanzia, traduce la Chanson de Roland e dal tedesco le fiabe dei fratelli Grimm, ma traduce da numerose lingue. Volge in metrica italiana Ifigenia in Tauride (Vallecchi, 1925), e per le traduzioni riceve il Premio dell'Accademia d'Italia nel 1938. Sposa Giuseppe Maranini dal quale ha due figli; nel 1951pubblica I poveri, una raccolta di novelle che vince il premio Venezia, e sempre nel 1951 vince il premio Carducci con Poesia nuda. Per la casa editrice Bietti dirige la collana per l'infanzia "La bibliotechina" e fonda ben tre case editrici, Novissima, La Nuova Italia, e Ofiria, per le quali dirige tutte le collane. Tra le più note, "Il libro del ragazzo" e "Lucciole" per la Nuova Italia, unica a sopravvivere come editrice scolastica per la legge Codignola. Tuttavia la più bella e la più curata tra le sue case editrici è senz'altro Ofiria, dove pubblica le sue traduzioni dei classici per l'infanzia. Muore a Firenze il 24 luglio 1996.

TITOLI:

La Gioia (volume di versi, 1923)
Giglietta e Fiordilino (novelle per ragazzi, 1926)
L'anellino comandovoglio (fiabe, 1929)
Maluli e le rondini (racconti, 1929)
L'Ora Bianca (raccolta di poesie, 1935)
Bimba con fiore (1943)
Il giardino (racconti in cinque volumi per le classi elementari, 1947)
I poveri (racconti, 1951)
Vietato agli uomini (1965)
Dalla parte dei magri (1967)

C.A. Musaus,
La ninfa del fonte,
ill. di Colossi,
collana Il libro dei Ragazzi,
La Nuova Italia, 1929
Elda Bossi,
Giglietta e Fiordilino,
ill. di Carlo Coppedè,
collana Il libro dei Ragazzi,
La Nuova Italia, 1929

La guardia dei volumi della
collana "Il libro dei ragazzi",
La Nuova Italia
W. M. Thackeray,
La rosa e l'anello,
traduzione di Elda Bossi,
Ofiria, 1947

Elda Bossi traduce l'Alice di Lewis Carroll e ne pubblica diverse versioni
per la Casa Editrice Ofiria.
Da sin: Alice nel Paese delle Meraviglie (1945) e Alice nello Specchio (1951)
entrambe le cover sono di Piero Bernardini
(courtesy Piero Pacini)






La Bibliotechina della casa ed. Bietti curata da Elda Bossi.
Sotto, l'elenco dei titoli.

I titoli della Bibliotechina

Novelline per le feste
La fatina della casa rossa
Il libro dei folletti
La principessina nel bosco
Storielline divertenti
Ai tempi che Berta filava
La luna racconta
Fiocchi di neve
Novelline piccine picciò
Avventure di Topolinia
La furba volpe e il lupo cattivo
C'era una volta in Persia...
Le fate


Quando le bestie parlavano
Le più belle
Chiarodiluna si sposa
Il folletto Serralocchi
La lepre di Pasqua
Il piccolo re
Nella giungla
Creature dell'aria
Meraviglie del mondo alato
Animali d'eccezione
Avventure di Robinson
Storia della noce dura
Il piffero incantato


Elda Bossi, Cirip, nell'ediz. Marzocco (1947 ) e Giunti Marzocco (1984)


Elda Bossi

E. Bossi, L'Ora Bianca,
Ofiria, 1935
E. Bossi, Il giardino,
Ofiria, 1947

BROCCHI, VIRGILIO (1876 - 1961)

Nasce a Orvinio (Rieti) il 19 gennaio 1876 da Ippolito ed Emilia Lanza, una nobile famiglia originaria di Bassano del Grappa. Studia al liceo di Cremona, poi si laurea in lettere a Padova. Vinti alcuni concorsi diviene professore di storia a Vicenza, e per lungo tempo passa da un incarico all'altro, in Sicilia, nelle Marche, a Bologna, e infine a Milano, dove trova per collega Alfredo Panzini. Assume contemporaneamente l'assessorato della Istruzione superiore e delle Belle Arti, e, per tutta la durata della Grande Guerra, la presidenza dell'Ufficio di assistenza morale ai soldati malati e feriti.
Ma è la narrativa la forma d'arte che più gli si attaglia. Inizia giovanissimo con Il fascino (Catania 1899), e nel corso della lunga esistenza arriva a pubblicare una cinquantina di romanzi; tuttavia la sua carriera prende avvio solo a partire dal 1912, a Milano, ad opera di Emilio Treves, ma sarà in seguito Mondadori il suo editore di riferimento. Abbandona l'insegnamento nel 1924 quando si ritira con la moglie e la figlia nella sua villa detta "La Serenetta", a Nervi, da dove si sposta saltuariamente per viaggi all'estero. E' qui che Brocchi scrive quasi tutti i suoi libri: romanzi, novelle, ricordi, ed è qui che muore il 7 aprile 1961. Oltre alla narrativa, Brocchi si dedica anche alla compilazione di antologie, testi scolastici, libri di lettura per bambini e ragazzi. come queste letture scolastiche, che fanno parte della novelle di Allegretto e Serenella, elaborate insieme con Andrea Gustarelli.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Le aquile (Treves, 1906)
I romanzi dell'isola sonante (Treves, 1911)
I sentieri della vita: novelle (reves, 1913)
Il labirinto (Treves, 1914)
Il lastrico dell'inferno ossia Le buone intenzioni (Mondadori, 1920)
Il destino in pugn : romanzo, (Mondadori, 1923)
Il poco lume ed il gran cerchio d'ombra (Mondadori, 1925)
La bottega degli scandali: romanzo comico (Treves, 1926)
Il destino in pugno: romanzo (Mondadori, 1928)
La giostra delle illusioni (Mondadori, 1929)

Per ragazzi:

La trilogia di Allegretto e Serenella, con vari titoli e varie edizioni
L'alba (Mondadori, 1920, ill. di Duilio Cambellotti, musiche di Renzo Bianchi)
I piccoli amici (Mondadori, 1921, ill. di Duilio Cambellotti)
Santa natura (Mondadori, 1921,
ill. di Vsevolod Nicouline)
L'alba (Mondadori, 1929, ill. di
Vsevolod Nicouline)
I piccoli amici (Mondadori, 1929
, ill. di Vsevolod Nicouline)
Il posto nel mondo (Mondadori, 1921)


Virgilio Brocchi, da sin: La bottega degli scandali, Treves (1917);
L'amore beffardo, Treves (1919); La rocca sull'onda, Mondadori (1926)




Sin: Virgilio Brocchi. Dx: Cartolina pubblicitaria Mondadori per il lancio del romanzo
Il volo nuziale
(1932) che rappresenta Virgilio Brocchi nel giardino
della sua villa "La Serenetta" a Nervi
(courtesy Edizioni MILLECARTOLINE di Roma)

Sin: Virgilio Brocchi, Il posto nel mondo, Mondadori, 1921, cover di Nicouline.
Dx: Virgilio Brocchi, I Piccoli Amici, letture scolastiche per la IV classe,
per la serie Allegretto e Serenella, Mondadori, 1921
cover e disegni interni di Duilio Cambellotti

Virgilio Brocchi, I Piccoli Amici, illustrazioni interne
sin: Duilio Cambellotti (p. 14); dx: una tavola fuori testo di Domenico Natoli (p. 33)

La pagina pubblicitaria delle opere di Virgilio Brocchi di un catalogo Mondadori.
Il trafiletto recita: "Si può dire di Brocchi quel che fu detto per Balzac: ha fatto concorrenza allo Stato Civile, ha creato un mondo di persone vive. Terminata la lettura di un suo libro le vediamo e le ricordiamo come se le avessimo conosciute nella realtà".
(courtesy Tesori di carta, Bologna)


BURNETT, FRANCES ELIZA HODGSON (1849 - 1924)

Nasce in Gran Bretagna ma nel 1865 si trasferisce negli U.S.A., di cui assimila la natura e i problemi sociali, che in alcune opere si contrappongono alla rigida tradizione britannica. Pubblica i primi racconti su riviste femminili (Godey's Lady's Book, Scribner's Monthly, Peterson's Ladies' Magazine). Il primo vero successo è That Lass o' Lowrie's: a Lancaster Story (in it. Giovanna Lowrie, trad. 1945), seguito da varie raccolte di racconti, di stampo popolare. Il suo romanzo più famoso, Little Lord Fauntleroy, appare dapprima a puntate, e solo l'anno seguente in volume (prima edizione illustrata da Reginald Birch). Nel 1893 dà alle stampe una sua autobiografia: The One I Kneew the best of all: a Memory of my Mind of a Child, dove racconta la sua vita privata, inclusa la storia del suo secondo fallito matrimonio.
Scrive anche per gli adulti, ma la notorietà le giunge soprattutto per i romanzi per l'infanzia, dove tuttavia non apporta nulla di nuovo alla leziosaggine dell'epoca. E' una letteratura di intimismo pedagogico, di intimità domestica, di tenerezze romanticheggianti e borghesi, in una parola convenzionale; essa gode del consenso del pubblico, tanto che diverse opere vengono ridotte con successo per il teatro (Sarah Crewe come Little Princess, lo stesso titolo che avrà anche nella riduzione cinematografica con Shirley Temple).

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Surly Tim's Trouble (1872)

That Lass o' Lowrie's: a Lancaster Story (1877)
Pretty Polly Pemberton: a Love Story
Kathleen: a Love Sotry (1878)
Lousiana (1880)
A Fair Barbarian (1880)
Little Lord Fauntleroy (1886) al N° 6 della collana I libri della Festa, Salani
S
arah Crewe (1888)
Little Elisabeth and Other Stories (1890)
The Captain's Youngest and Other Stories (1894)
A Lady of Quality (1896)
The Shuttle (1907)
The Secret Garden (1909)

Frances Burnett,
Two Little Pilgrim's Progress
,
Frederick Warne, London, 1895
cover
Frances Burnett,
The Secret Garden
,
Heinemann, London, 1912
ill. in antiporta
di Charles Robinson



LITTLE LORD - ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:

1921, 1936; 1980 con Ricky Schroeder e Alec Guinness, dir. Jack Gold


F. Burnett, Little Lord Fauntleroy
in due edizioni inglesi del primo Novecento
Un piccolo Lord
è pubblicato
da tutti gli editori

F. Burnett, Little Saint Elizabeth,
London, Frederich Warne & Co., 1891
cover e ill. in antiporta


Frances Burnett, The One I Knew the Best of All
Frederick Warne, London, n.d., immagine in antiporta e frontespizio

CANTU', CESARE (1804 - 1895)


Cesare Cantù

Cesare Cantù, Margherita Pusterla, F.lli Capaccini, 1905
cover e ill. interna di S. Guastalla

CAPPELLI, ELISA

Pedagoga e insegnante nelle scuole medie di Firenze, compila per le scuole diversi manuali, tra i quali abbecedari e raccolte di letture:
500 temi di componimenti italiani ad uso delle scuole elementari maschili, (Torino, 1889) e l'equivalente per le scuole femminili (Torino, 1893)
Letture graduate ad uso delle alunne della seconda classe elementare, edizione riveduta dalla Sig.ra Elisa Cappelli conforme i vigenti programmi governativi, Torino, 1891
La serie Il primo libro del buon fanciullo, Torino, 1890-98
La serie Il primo libro del bambino, Firenze, ca. 1901
Traduce dal francese e dall'inglese testi di pedagogia (Storia universale della pedagogia di G. Paroz, prima trad. it. di Elisa Cappelli, Milano, 1884). Un libro di letture viene premiato con medaglia d'argento all'Esposizione Beatriciana di Firenze nel 1890. Cura una revisione del Giannetto di A. Parravicini secondo i programmi governativi del 1894, Milano, 1898, ma soprattutto testi di narrativa per l'infanzia:
Raccontini e favole di Gotthold Ephraim Lessing, Torino, 1912
Vita e avventure di Pulcinella di O. Feuillet, Firenze, 1895
Storia di un gatto di Emile de La Bedollière, Firenze, 1896; il volume viene ristampato da Salani nel 1908 e 1925 con illustrazioni di A. Bongini
Trottolino, trad. dall'inglese di Elisa Cappelli, Firenze, 1897
Gli occhiali della Nonna, trad. dal francese di Elisa Cappelli, Firenze, 1897,
raccolta di racconti di M.me Pierre Perrault, ma come usava all'epoca, dopo la prima edizione la Cappelli appare come autrice invece di traduttrice. Pierre Perrault è lo pseudonimo di Sophie-Victorine Perrault, sposata Fornel (1842-1929). Les lunettes de Grand-maman è il suo primo testo, tradotto da Salani fin dal 1897; seguono poi romanzi e racconti per l'infanzia, tra i quali due inseriti nella Biblioteca dei Miei Ragazzi Salani: La stella di Semplicina (1919) e Tempesta e Mollica (1920).

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Una gemma (1885)
Il libro d'oro (novellette e racconti meravigliosi (1896)
In Svezia: impressioni di viaggio (19
02)
Trottolino (1902)
Una graziosa principessina e altre novelle (1907)
Cento racconti per bimbi (1914)
Il libro d'oro: novellette e racconti meravigliosi per i piccoli fanciulli (1920)

Elisa Cappelli


Elisa Cappelli, Cento racconti per bimbi, Paravia, rist. 1938
(courtesy Tesori di carta, Bologna)

Elisa Cappelli, Gli occhiali della nonna, Salani 1903
Ill. di J. Geoffroy -
cover e frontespizio



E. de La Bédollière, Storia di un gatto,
riduz. di Elisa Cappelli, Salani, 1908
ill. di Adolfo Bongini
Sin: cover, sopra: ill. dell'incipit

Elisa Cappelli,
Trottolino

Salani, 1930
Elisa Cappelli,
Gli occhiali della nonna,

I Libri dei Ragazzi, Salani

CAPUANA, LUIGI (1839 - 1915)

Nasce a Mineo in provincia di Catania il 28 maggio 1839 da una famiglia di proprietari terrieri; da giovane si infiamma per Garibaldi e l'unità d'Italia ma è comunque un moderato. Tra il 1864 e il 1868 è a Firenze come attività di critico teatrale per La Nazione, poi a Milano (1877-1882) per Il Corriere della Sera e infine a Roma (1882-1884) dove dirige Il Fanfulla della domenica. Frequenta la scapigliatura a Milano, insieme con Giuseppe Verga; ma decisivo è il suo incontro con Pirandello a Roma: è quest'ultimo che ne scopre la vena e lo spinge a darsi alla letteratura. E' in contatto epistolare con diversi letterati italiani. Rimane a Roma come professore di letteratura italiana sino al 1884, in seguito si trasferisce all'Università di Catania, città nella quale si stabilisce definitivamente e dove muore il 29 novembre 1915. Seguace del verismo verghiano e del naturalismo francese, lascia racconti e novelle, ed un capolavoro, Il marchese di Roccaverdina, ma anche racconti per l'infanzia ed importanti studi di critica letteraria, ed inoltre un'opera teatrale, Malìa (1891), musicata da Francesco Paolo Fortini e rappresentata con successo nei maggiori teatri italiani. Sposato nel 1908 con Adelaide Bernardini (vedi), Luigi Capuana è un autore di letteratura alta, un classico studiato a scuola, e pertanto la biografia è reperibile in qualunque testo e/o sito internet. Consigliamo quella sul Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Giacinta (1879)
Profumo (1890)
Le appassionate (novelle, 1893)
La sfinge (1897)
Il Marchese di Roccaverdina (1901)
Rassegnazione (1906)

Per i ragazzi:

Le paesane (raccolta di novelle)
C'era una volta...Fiabe (1882)
Il regno delle fate (1883)
Il Raccontafiabe (1894)
Re Tuono (seguito del Raccontafiabe)
Le nozze di Primpellino
Re Bracalone (1895)
Schiaccianoci ed altre novelle
Chi vuol fiabe, chi vuole? (sei novelle, 1908)
Luigi Capuana


CAPUANA BERNARDINI, ADELAIDE (1876-1946)

Nasce a Narni il 12 maggio 1876. Pubblicista, poetessa, arrampicatrice. Cura l'edizione postuma di due raccolte di novelle per ragazzi, che lo scrittore elaborò in tarda età, basandosi su appunti lasciati dal marito, e apponendovi anche il proprio nome.

Tralasciamo la biografia della Bernardini, facilmente reperibile in internet. Illuminante della figura di questa donna è l'articolo a cura di Annamaria Andreoli sul Corriere della Sera del 12/5/1999.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

La bambola rubata/Guerra in tempo di...uva/Pittore in erba/Regalucci a Betty (novelle, n.d.)
Rivelazioni (un atto) n.d.
Fulvia Tei: dramma in un atto in prosa (Catania, Niccolò Giannotta, 1898)
Nuove intime: Versi (Catania, Niccolò Giannotta, 1898)
Flos animae: versi (Trieste, Ferretti, 1900)
Prime novelle (Catania, Niccolò Giannotta, 1900)
Le spine delle Rose: novelle (Torino/Roma, Casa Edit. Nazionale Roux e Viarengo, 1905)
La vita urge: novelle (Napoli, F. Bideri, 1907)
Marionette da salotto: novelle (Milano, Vitagliano, c.1920)
La Signora Vita e la Signora Morte ... : novelle (Milano, Treves, 1920)
Contessina: novella (con acquerello di Pietro Scoppetta, Palermo/Roma, R. Sandron, 1926)
Tottòra: novella per bambini (con acquerello di Lazzaro Pasini, Palermo/Roma: R. Sandron, 1926)
E, allora, che babbo sei?: novelle e fiabe (Torino, Paravia, 1931)

Il figlio di Scurpiddu - di Luigi Capuana e Adelaide Bernardini (Milano, Mondadori, 1933)
Quattordici novelle - di Luigi Capuana scelte da A. Bernardini Capuana (prefazione di Lucio D'Ambra,
Torino, SEI, 1938)

Luigi Capuana,
C'era una volta...
Biblioteca Bemporad per i ragazzi,
1932.
Cover di Dario Betti;
ill. int. di Enrico Mazzanti
Luigi Capuana,
Re Tuono
Biblioteca Bemporad per i ragazzi,
1932
.
Cover di Dario Betti;
ill. int. di E. Mazzanti e E. Cecconi



Luigi Capuana,
Schiaccianoci e altre novelle,
Marzocco, 1940
Ill. di Carlo Chiostri
(courtesy Lia Madorsky)




FILMOGRAFIA

Il Marchese di Roccaverdina ha avuto due trasposizioni cinematografiche
con lo stesso titolo, Gelosia
1943 Dir. Ferdinando Maria Poggioli, con Luisa Ferida e Roldano Lupi
1953 Dir. Pietro Germi, con Marisa Belli, Erno Crisa e Paola Borboni


1946 Malia Dir. Giuseppe Amato, con Anna Proclemer , Maria Denis, Roldano Lupi

CARROLL, LEWIS (1832 - 1898)

Charles Lutwidge Dogson, figlio di un arcidiacono, è pastore anglicano. Vive ad Oxford, dove insegna matematica conducendo vita da eremita. Il direttore del college dove insegna ha tre figlie in età scolare, le tre sorelle Liddel, di cui la seconda si chiamava Alice. Pare che a lei Dogson raccontasse una favola che fu il nucleo da cui in seguito sortì il testo della più celebre fiaba inglese. La prima versione portava come titolo Alice's Adventures in Undergrood ed era illustrata dallo stesso Dogson, che, rielaborando il testo, ne cambiò il titolo in
Alice's Adventures in Wonderland, che uscì con le splendide illustrazioni di Sir John Tenniel, e per la prima volta usò lo pseudonimo di Lewis Carroll. Dato il grande successo del testo, fece seguire una seconda parte chiamata Alice through the Lookinglass, che non è accattivante come la prima; i testi seguenti poi non ebbero alcun successo. Sembra dunque che l'exploit del reverendo Dogson sia stato un unicum letterario dovuto sostanzialmente alla bambina Alice; sembra anche che al reverendo Dogson Alice piacesse un po' troppo, ma su questo aspetto della questione rimandiamo ad altri siti.
Il testo di Alice appartiene sicuramente al fantastico, ma non è legato ad un filo conduttore, come avviene in altri testi per bambini dove si descrive un mondo immaginario popolato di
animali o cose parlanti, anzi è disomogeneo e infarcito di divagazioni e soprattutto di filastrocche, che rimandano alle vecchie e care nursery rhymes della tradizione inglese. Forse è proprio questa caratteristica a farne un libro per bambini unico e inimitabile. Con il suo vero nome, il reverendo Dogson pubblicò anche diversi trattati scientifici e matematici.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Alice's Adventures in Wonderland (1865)
Phantasmagoria and other Poems (1869)
Alice through the Lookinglass (1872)
The Hunting of the Snark (1876)
A Tangled Tale (1885)
Sylvia and Bruno (1889)
Sylvia and Bruno Concluded (1893)
Three Sunsets and other Poems (1898)


Sin: Lewis Carroll nel ritratto di Herkomer.
Dx: Humpty Dumpty in un disegno di John Tenniel per la prima edizione di
Alice through the Lookinglass

Lewis Carroll,
Alice nel Paese delle Meraviglie
Istituto Editoriale Italiano, n.d.
ill. int. di Riccardo Salavadori
Lewis Carroll,
Alice nel Paese delle Meraviglie
Istituto Editoriale Italiano, n.d.
ill. int. di Riccardo Salavadori
Questa edizione è la prima in Italia a portare entrambi i testi.
Il frontespizio reca come titolo Le avventure di Alice, che sono suddivise
nella prima parte "Nel paese dello specchio "
e nella seconda parte "Nel paese delle meraviglie"


Lewis Carroll, Alice's Adventures in Wonderland, 1908,
ill. int. di Arthur Rackham



FILMOGRAFIA DI ALICE

CATANI, TOMMASO (1858 - 1925)

Appartenente all'Ordine degli Scolopi, nel panorma della letteratura di tardo Ottocento, popolata di epigoni o del Collodi o del De Amicis, e che rimangono scrittori mancati, Catani si colloca diversamente, svincolandosi da qualsiasi tradizione e incurante di ammaestramenti. Scrive libri di divulgazione scientifica (scienze zoologiche e botaniche) e romanzi per ragazzi, ma anche libriccini per bambini. Per l'originalità dell'impostazione merita una collocazione di maggior rilievo nel panorama della letteratura infantile.
Le sue opere sono illustrate da Ducci, Mazzanti, Chiostri. Le opere di Tommaso Catani contano 73 titoli, più alcune opere rimaste inedite. Pubblica inoltre diversi racconti sul quindicinale Il granello di pepe, da lui fondato e diretto, il romanzo a puntate Il padre Ortensio, ed una serie di articoli che compongono l'inedito Il signor T, fucilate d'acqua di rose. Si cimenta anche con due pinocchiate: Pinocchio nella luna, ill. di C. Sarri (1924) e Pinocchio nel sole (inedito).

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Ugo: i primi passi (1885)
Ugo e Paolino (1888)

Ugo e Beppino (1890)
Al paese verde (passeggiate alpine), ill. G. Ducci, Bemporad (1897)
Un amico dei ragazzi, ill. di C. Chiostri (1897)
Al paese dei canarini: libro per ragazzi, vignette di G. Ducci (1897)
Le isole dell'arcipelago toscano. Viaggio di Pirro Colpodivento, ill. C. Chiostri, Bemporad (1898)

Lucia (1905)
Grandi italiani (1906)
Ugo e Paolino, vignette di C. Chiostri, E. Mazzanti, G. Ducci (1906)
Il canneto, memorie di un prete (1912)
La signorina S. (1913)
Piccola guida della Badia Fiesolana (1918)
A spasso per il cielo (1922)
I santi dell'Italia: racconti per le scuole elementari (1924)
Casa mia ... casa mia: storia di un piccolo emigrato (1926)


Nella BIBLIOTECA AZZURRA Bemporad
Tommaso Catani pubblica la trilogia di Barabbino e dei racconti di viaggi:

Barabbino: le avventure di due scarabei
Il Cavaliere Mirtillo seguito di Barabbino
Come fu trovato Barabbino

Al paese dei canarini
Al paese verde
Le isole dell'Arcipelago toscano
Viaggio di Pirro Colpodivento
Aquile e cervi
Nella COLLEZIONE SALANI PER I RAGAZZI Tommaso Catani pubblica 12 i titoli:

n° 1 Marchino
- Avventure d'un Asino
n° 3 Uno sciopero nel pollaio
n° 5 La congiura delle galline
n° 7 Avventura di due canini
n° 9 Pazzerellina
n° 11 La caccia al gatto rosso
n° 13 Il girasole azzurro
n° 15 Vandolino
n° 17 Il Capitano Cacino
n° 19 La signorina Pantofola
n° 21 Cappuccio
n° 23 La Formica Nera



Tommaso Catani,
Casa mia ! Casa mia!
Salani, 1926
ill. di Corrado Sarri
Tommaso Catani,
Casa mia ! Casa mia!
nella collana I Libri dei Ragazzi Salani
ill. di Fiorenzo Faorzi


Tommaso Catani,
L'omino di ferro
, nella collana I Libri dei Ragazzi Salani,
n.d.

CAUSA, CESARE (1836 - 1890)

Nasce a Livorno da Cesare e Penelope Reali, da una famiglia di negozianti che lo fa studiare. Collabora a qualche giornale, poi si impiega da Salani fin dai tempi in cui questi pubblicava quasi solamente fogli volanti con i fatti di cronaca nera, o librettini di testi popolari, commedie, tra le quali tutta la serie legata al personaggio popolare di Stenterello; di queste commedie Causa ne riduce (o riscrive, non sappiamo) un buon numero (ne riproduciamo due a lato); si tratta di un lavoro più che altro di correzione bozze, e pare che questo sia il compito principale di Causa, al quale Salani affida anche la "riscrittura" delle innumerevoli raccolte di fiabe che egli stesso andava mettendo insieme, così come la compilazione dei tanti libretti di nozioni di galanterie, o come scrivere lettere ad hoc per ogni occasione. Poichè in OPAC i titoli a nome di Cesare Causa sono tantissimi, tanto che pare impossibile che un autore tanto prolifico sia caduto nel dimenticatoio più assoluto (non è elencato in nessuna bibliografia e nemmeno citato nei chi è), è più logico pensare che egli avesse trovato il modo di inserirsi come autore nei tanti testi rimaneggiati da Salani in quel primo periodo. E' anche traduttore dal francese. Dopo che Salani si trasferisce in viale Militare e inizia a pubblicare letteratura invece di cose semplicistiche, il nome di Cesare Causa non compare più, se non in qualche ristampa dei testi storici e nella riedizione delle fiabe nella "Collezione Salani per ragazzi".
E' comunque un buon estensore di narrazioni storiche, anche perchè di tutto il Risorgimento è testimone, e si intende di guerre e battaglie, essendo stato ufficiale garibaldino, facente parte dei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e avendo combattuto alla II guerra di Indipendenza. Muore a Firenze il 4 ottobre 1890.

Cesare Causa, I racconti delle fate,
al n° 2 della Collezione Salani per ragazzi
ill. di Carlo Chiostri (1914)

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

I preti al concilio di Roma e la confessione di Vittorio Emanuele (Salani, 1869)
La donna reale e la donna ideale: studi e riflessione (Milano, Tip. Dante Alighieri, 1873)
Gino Capponi: ricordi storico-biografici, raccolti e ordinati per cura di Cesare Causa (Ortolani Raffaello, 1876)
Giuseppe Garibaldi: Storia della sua vita narrata al popolo (Salani, 1882)
I racconti delle fate, 1884
Vita di Ciro Menotti, impiccato a Modena il 26 Maggio 1831: Narrazione storica (Salani, 1888)
Il mondo nuovo: Strenna illustrata per l'anno 1889, contenente bozzetti, novelle, amenità, poesie varie, curiosità, ecc. , pubblicata per cura di Cesare Causa (Tip. Giuseppe Passeri Edit., 1888)
Giordano Bruno, bruciato vivo in Roma il 16 febbraio 1600 (Salani, 1889)
Storia della rivoluzione francese narrata al popolo (Salani, 1890)
Vita dei fratelli Bandiera fucilati a Cosenza il 25 luglio 1844: narrazione storica (Salani, 1895)
Il segretario degli amanti per imparare a scrivere lettere e biglietti amorosi nonchè lettere di discordia e di accomodamento, aggiuntovi la scuola d'amore e molti segreti infallibili per gli innamorati (Salani, 1895)
Vita e viaggi di Cristoforo Colombo: narrazione storica (Salani, 1898)
Magia, prestigio e giuochi di famiglia: raccolta universale dei giuochi di magia e prestidigitazione eseguiti dai celebri professori cav. Bosco, Pinetti, Alberti, Destefani, Frizzo, Poletti, Donato, Mercipinetti, a cura di C. Causa (Salani, 1902)
La fata risplendente: racconto fantastico (Salani, 1905)
La guerra italo-turca e la conquista della Tripolitania e della Cirenaica (Salani, 1912)


Cesare Causa, Vita e viaggi di Cristoforo Colombo: narrazione storica,
Salani, 1898. In antiporta: una china rappresentante Cristoforo Colombo

Stenterello lupinaio, commedia popolare in 5 atti
nuovamente ridotta da Cesare Causa
Stamperia Adriano Salani, 1880

La bigotta e il diavolo confessore, commedia in tre atti
nuovamente ridotta da Cesare Causa
Stamperia Adriano Salani, 1881


Cesare Causa, Giuseppe Garibaldi: Storia della sua vita narrata al popolo,
Salani, 1884. In antiporta: una china rappresentante Garibaldi e la firma autografa



CERVANTES SAAVEDRA, MIGUEL de (1547 - 1616)

Nasce nel 1547 nel paese di Alcalà de Henares, dal padre Rodrigo, cerusico, e Leonor de Cortinas; in seguito la famiglia si trasferisce a Valladolid, poi a Siviglia, infine a Madrid, nel 1566. Nel 1568 Miguel si pone al servizio del nunzio apostolico Aquaviva, e l'anno seguente, sempre al servizio del Papa, entra nell'armata contro i Turchi e partecipa alla battaglia di Lepanto nel 1570, dove perde la mano sinistra. Di ritorno in patria, la nave sulla quale viaggia insieme col fratello Rodrigo viene catturata dai pirati algerini e tradotta in Africa. Nel 1577 la madre riesce a riscattare il figlio minore, e successivamente anche Miguel, grazie all'intervento di un monaco; ma il riscatto è di ben 300 ducati. Ritorna così in Spagna nel 1580 e subito si arruola in un reggimento che combatte in Portogallo, ma nel 1583 è costretto ad abbandonarlo a causa della sua mutilazione. E' miope e balbuziente, con corte gambe arcuate, ma nel 1584 prende moglie: Catalina de Salazar y Palacios de Esquivias, assai più giovane. Trova impiego nella pubblica amministrazione, ma viene accusato di malversazione e si trova senza un lavoro; si metta allora a fare l'autore drammatico. E' di ques'epoca la prima stesura del Don Quixote. Porta il manoscritto a corte, nella speranza di un segno di benevolenza da parte di Filippo III, ma il suo mecenate è invece il duca di Bejar. Nonostante il successo dell'opera, Miguel si trova sempre oberato dai debiti, tanto che deve cambiar casa ben sette volte. Però continua a scrivere: novelle, poesie, drammi. Uno sconosciuto gli pubblica la seconda parte del Don Quixote e lui si affretta a concludere il testo, dedicando il rimanente al conte di Lemos. Ma soffre di idropisia e sente avvicinarsi la fine. Muore a Madrid il 23 aprile 1616.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Galatea (1584)
Don Chisciotte della Mancia (1605)








Miguel de Cervantes


Un'illustrazione
di Gustave Doré
per l'edizione del
Don Chisciotte del 1920
Don Chisciotte della Mancia
ridotto per fanciulli nell'edizione Capolavori stranieri tradotti
per la gioventù
Bemporad.
Ill. di Filiberto Scarpelli

Don Chisciotte della Mancia
ridotto per fanciulli nell'edizione Collezione Salani per i ragazzi.
Ill. di Cipriano Mannucci
Don Chisciotte della Mancia
ridotto per fanciulli nell'edizione
della Scala d'Oro, 1938
Ill. di Piero Bernardini

CIOCI, ALBERTO (1867 - 1925)

Nasce a Prato nel 1867, allievo del poeta livornese Giovanni Marradi (1852-1922, del quale esegue un ritratto nel 1886 e al quale dedica uno studio poetico affiancandolo a Carducci e Pascoli), poeta egli stesso, diviene insegnante elementare e pubblica testi scolastici e libri di lettura per ragazzi. Definito uno dei tanti collodiani di fine Ottocento, va ben oltre la "pinocchiata" poichè prende a proprio personaggio principale un personaggio minore del Collodi, Lucignolo, e ne fa il proprio eroe, affiancandolo ad altre due figure di "monellacci" con cui compone la trilogia di Lucignolo, Moccolo e Fioretto, per la quale è passato alla storia nelle letterature per l'infanzia, tuttavia rimanendo un autore minore, legato all'eloquio toscano, e profondendo nei racconti anche satira di costume e ironie di non facile comprensione da parte di un pubblico infantile. Dalla moglie Ida ha solo una figlia. Muore nel 1925.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il frutto delle veglie: Letture pei giovinetti, con prefazione di Paolo Mantegazza (Paravia, 1893)
Myosotis: piccolo canzoniere (1895)
Lucignolo, l'amico di Pinocchio (con 63 incisioni di C. Chiostri, Bemporad, 1896)
Moccolo, l'amico di Lucignolo (con 16 figure, Bemporad, 1897)
Fioretto, l'amico di Lucignolo e di Moccolo (incisioni di C. Chiostri, Bemporad, 1898)
Birichinate: novelle per ragazzi (Sandron, 1900)
Odi sabaude: Ai Reali d'Italia per la morte di Umberto il buono (1900)
I tamburini (incisioni di C. Sarri, Bemporad, 1900)
Canzone a Giuseppe Verdi (1901)
Fiaccolino (ill. di Gerty, Bemporad, 1901)
Befanino, Paoluccio e Asciuttino: Trilogia per i ragazzi (Bemporad, 1904)
Menelicche: Avventure d'un Moretto. Libro per I ragazzi che vogliono ridere (Bemporad, 1907)
Bambola: racconto per la gioventù (con 56 illustrazioni di Carlo Chiostri, Bemporad, 1909)
Frottolino (novella, Biondo, 1909)
Dal solaio al soffitto e viceversa (novella, con acquerello di P. Scoppetta, Sandron, 1914)
Cipollaccio e Zampettina (Zoppelli, 1921)


Alberto Cioci, M occolo, l'amico di Lucignolo
Biblioteca Azzurra, brossura, cover e frontespizio
Bemporad, 1912
ill. di Attilio Mussino

COLLODI (CARLO LORENZINI, 1826 - 1890)

Nasce a Firenze la sera del 24 novembre 1826 da Domenico e Angiola Orzali in via Taddea (via centrale di Firenze); la famiglia è modesta, i genitori lavorano come domestici per i marchesi Ginori; la madre è di Collodi, dove Carlo vive i primi anni di vita presso una zia e dove trascorrerà poi le vacanze estive. Di dieci figli, sopravviveranno solo in quattro. Dopo gli studi dai Padri Scolopi, all'età di vent'anni viene assunto da una libreria, e inizia con le prime prove di giornalismo sulla Rivista di Firenze, di tendenze liberali. Nel '48 parte come volontario per la Lombardia, e torna mazziniano convinto. Fonda Il Lampione, con dichiarati scopi politici, ed ottiene la carica di segretario del Senato Toscano. Ritorna alle armi, e dopo l'armistizio di Villafranca torna alle battaglie giornalistiche. Nel 1860 trova lo pseudonimo che lo rende famoso, nella lettera di risposta a colui che dalla Francia chiedeva agli Italiani "di contentarsi della raggiunta libertà " senza intromettersi in politica: si trova in quel momento a Collodi, il paese della madre, e così si firma. Così si firmerà d'ora in avanti. Scrive per i maggiori quotidiani nazionali, e nel 1860 riprende il Lampione. Nel 1875 per l'editore Felice Paggi traduce le fiabe di Perrault, e infine inizia a scrivere per i ragazzi. La prima prova è commissionata: lo incaricano di ricreare il Giannetto del Parravicini, e nasce così Giannettino, che, a differenza del "fratello", ispira una sottile comicità, viva e moderna, che riscuote il successo dei piccoli lettori. Seguono l'Abaco, la Grammatica, la Geografia, il Viaggio per l'Italia e la Lanterna magica di Giannettino, operette chairamente educative. La Storia di un burattino appare a puntate sul Giornale per i bambini nel 1881, ed è una rivoluzione, eppure solo due anni dopo, sollecitato dall'editore Paggi, la raccoglie a stento nel volume Le avventure di Pinocchio, con incongruenze e contraddizioni, dato che la storia in sè era stata più volte interotta e ripresa sul Giornale. Nessuno all'epoca immagina il grande successo che il libro avrà negli anni futuri, e infatti nessuno si preoccupa di tutelare il copyright, il che darà origine al fenomeno delle Pinocchiate. Nel 1886 muore la madre, alla quale è assai legato; nella sera del 26 ottobre 1890 muore anche Collodi, di un colpo, in via dei Rondinelli, sua ultima dimora.
Su Collodi sono stati scritti fiumi di inchiostro. Qui riportiamo due commenti dei contemporanei, uno di P. Ermenegildo Pistelli, frequentatore della libreria dei Paggi, e l'altro un necrologio apparso su L'illustrazione Italiana, senza firma, dove fa specie l'appellativo dato allo scrittore: insegna di libri di scuola.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Giannettino (1877)

Minuzzolo (1878)
Macchiette (1879)
Serie di operette a tema Giannettino: L'abbaco di G., La Geografia di G., La Grammatica di G., Il viaggio per l'Italia di G., La lanterna magica di G. (1880-1886)
Occhi e nasi (1881)
Le avventure di Pinocchio (1883)
Storie allegre (1887)
Note gaie (1892)
Divagazioni critico-umoristiche (1892)
La lanterna magica


C. Collodi, Occhi e nasi,
Bemporad, 1925
ill. di Attilio Mussino

C. Collodi, Macchiette,
Bemporad, 1925
ill. di Attilio Mussino


Il francobollo da Lire 25 emesso dalle Poste Italiane il 26/10/1954 in occasione delle onoranze che Pescia e Collodi tributaronoa Carlo Lorenzini,
su disegno di Attilio Mussino.

La madre del Collodi,
Angiola Orzali Lorenzini




PINOCCHIO
e pinocchiate


La prima edizione di Pinocchio, Paggi, 1883
A sin: cover; a ds: illustrazione interna di E. Mazzanti

Collodi in una caricatura
di Angiolo Tricca (1817-1884)
Collodi nella fotografia
in antiporta alle edizioni Salani


C. Collodi, Pinocchietto politico della Terza Italia
Biblioteca dell'Antiquario, Roma 1946


C. Collodi,
Il viaggio per l'italia di Giannettino
, Bemporad, 1923

front

C. Collodi, Giannettino,
Salani, 1932,
copertina
di M. A. Cavalieri

Giannettino e Minuzzolo
more pics

COLLODI NIPOTE (PAOLO LORENZINI, 1876 - 1958)


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Sussi e Biribissi (1902), al quale segue
Le nuove avventure di Sussi e Biribi
ssi (1951)

Trilogia:
Le avventure di Chifellino, (1902) al quale segue
Il testamento di Berlingaccio, storia di un piccolo emigrato (1906) al quale segue
Chitarrino e Tirindello, storia quasi vera di due birichini in America (1909)


Altri titoli:
Dieci secoli dopo: mirabilante storia di te uomini di pietra: libro per ragazzi (1905)
Il Cavalier pellicola: storia quasi vera di un piccolo Don Chisciotte moderno: libro per ragazzi (1907)
Sulla via della gloria: romanzetto umoristico per i ragazzi (1909)
I famosi tre: piccola storia (1924)
Piccoli vagabondi: romanzo per ragazzi (1926)
Novelline gioconde (1928)
Re Meneimpipo (1929)
I due sergenti: romanzo dell'epoca napoleonica, sulla trama del dramma di D'Aubigny (1936)
La buccola d'oro: romanzo (1943)
Il principe Chicchiricchi ed altre novelle (1947)
Nel regno degli Incas (1957)

Pinocchiate:
Le novelle di Pinocchio (comprende: Il cuoco del re, Il conte Nero, Viva l'Italia!)
Le avventure di Pipetto: storia di un burattino (1908)
Il cuore di Pinocchio: nuove avventure del celebre burattino (1917)
Pinocchio dalle Fate (1926)
Quando Pinocchio divenne un ragazzino perbene: memorie scritte da lui (1930)
Pinocchio, Pinucchio e Pinicchio, ovverossia una compagnia di burattini per davvero (1937)



Paolo Lorenzini
La buccola d'oro
Nerbini, 1943


Collodi Nipote, Sussi e Biribissi, Salani.
Il titolo viene rieditato nel dopoguerra nella Biblioteca dei Miei Ragazzi
al N° 39, copertina di Fiorenzo Faorzi.

Collodi Nipote, Sussi e Biribissi, Salani, 1935 (versione hard cover),
copertina di M.A. Cavalieri.
Sul dorso appare il numero 229 della collana a cui il titolo appartiene.

Collodi Nipote,
Chitarrino e Tirindello
,
Marzocco, n.d.
Collodi Nipote,
Le avventure di Chifellino, Bemporad, 1902, frontespizio,
ill. di Carlo Chiostri

CONTESSA LARA (1849 - 1896)

Evelina Cattermole nasce a Firenze nel 1849 da Guglielmo Cattermole ed Elisa Sandusch. Sposa Francesco Saverio Eugenio Mancini, ufficiale, figlio di quel Pasquale Stanislao Mancini di cui si parla poco ma di un'importanza, per l'unità d'Italia, pari a quella di Garibaldi e di Mazzini: grande giurista, diede le basi dottrinali all'idea di "nazione", e fu il fondatore degli studi di diritto internazionale.
Pubblica una prima raccolta di poesie nel 1883, Versi, che rivela una voce sincera capace di rendere le emozioni senza retorica. Pubblicherà molte altre raccolte di versi, e alcune liriche verranno anche musicate. I contemporanei la osannano ma Carducci la stronca e Croce addirittura la dileggia. I posteri possono rendersi conto che la poesia per lei è solo un gioco elegante, l'occupazione di una donna di mondo che teneva salotto. Nei romanzi, dove traspare la propria autobiografia, trasfonde le violente passioni della sua vita intima, ma non scrive capolavori.
Ben presto la sua fama decade e la poetessa è oggi totalmente dimenticata.




BIOGRAFIA


TITOLI

Poesie:

Canti e ghirlande, (Le Monnier, Firenze, 1867: l'unico titolo pubblicato con il suo vero nome);
Versi (Sommaruga, Roma, 1883); Ancora Versi (Sersale, Firenze, 1886) Senza baci!... (musica di G. Troiani, versi della contessa Lara, Napoli, Ferdinando Bideri, 1893);

Novelle e romanzi:

Raccolta di novelle (1877)
; Così è (novelle, Triverio, Torino, 1887); L'innamorata (romanzo, Giannotta, Catania, 1892); Storie d'amore e di dolore (novelle, 1893); La Madonna di Pugliano; La fiera di Montelupo; Sic vos non vobis; Storie intime; Primo temporale; La Regina del Rame.

Per ragazzi:

Una famiglia di topi (Bemporad, 1891); Compagni di sventura (1892); Il romanzo della bambola (Hoepli, 1896, ill. di G. Pierantoni, il suo assassino).

Pubblicati postumi:
Nuovi Versi (Galli, Milano, 1897)
Storie di Natale (novelle, Cappelli, 1897)
Opuscolo di lettere intime a cura di E. Bottini (Tipografia della Camera dei deputati, Roma 1897)

Contessa Lara, Una famiglia di topi,
Biblioteca Azzurra Bemporad, 1891
ill. int. di Enrico Mazzanti


Evelina Cattermole Mancini, alias Contessa Lara

COOPER, JAMES FENIMORE (1789 - 1851)

Nasce il 15 settembre 1789 a Burlington nel New Jersey, undicesimo di dodici fratelli, ma la famiglia si trasferisce a Cooperstown, nello stato di New York, ai tempi luogo di frontiera con le terre dei nativi. Viene mandato a Yale ma si fa espellere, dopo di che trascorre un po' di tempo per mare e infine si ritira a far la vita del possidente e inizia a scrivere. Il primo titolo, Precaution (1820) fu un fiasco, ma già col secondo gli arride il successo: The Spy (1821) è un racconto patriottico sulla Rivoluzione Americana. Dal 1826 al 1833 vive all'estero con la moglie, ma al suo ritorno in patria acquisisce una visione conservativa e aristocratica e si rende impopolare. Imitatore di Sir Walter Scott, narratore prolifico e abile di letteratura d'avventura, è autore di romanzi che per la prima volta mettono in scena gli Indiani d'America. Nel 1823 pubblica The Pioneers con il quale dà l'avvio al suo genere particolare, denominato "racconti di frontiera", dove genera il personaggio del rude boscaiolo che deve vedersela con pericoli di ogni genere. Natty Bumpo, l'eroe dei racconti "Leatherstocking", sarà molto amato dai ragazzi di ogni paese anche negli anni a seguire. La sua produzione letteraria conta oltre 30 titoli. Cooper muore a New York il 14 settembre 1851.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


The Last of the Mohicans (1826)
The Deerslayer (1840)
The Pathfinder (1841)
The Pioneers (1823)
The Last of the Mohicans (1826)
The Prairie (1827)
The Red River (1827)
The Bravo (1831)
The Pathfinder (1840)
The Two Admirals (1842)
Jack O'Lantern (1842)
The Redskins (1846)

J. Fenimore Cooper

F. Cooper viene pubblicato da Salani nei Libri della Gioventù con
Stermina Cervo,
al N° 16
L'ultimo dei Mohicani, al N° 19
Il pioniere dei Visi Pallidi,
al N° 23
I titoli verranno rieditati nelle nuove collane del dopoguerra


L'ULTIMO DEI MOHICANI - ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:

The Last of the Mohicans (1911), dir. by Theodore Marston; film in 1920, dir. by Maurice Tourneur and Clarence Brown; film in 1932, dir. by B. Reeves Eason and Ford Beebe; film in 1936, dir. by George B. Seitz; Last of the Redmen, dir. by George Sherman; film in 1992, dir. by Michael Mann, starring Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means, Eric Schweig

CROCE, GIULIO CESARE (1550 - 1609)

Nasce a San Giovanni in Persiceto (BO) nel 1550 e rimane ben presto orfano; raccolto da uno zio di Castelfranco Emilia, fabbro e povero, viene mandato a scuola perchè dimostra di essere sveglio e promette di "diventare dottore". Tuttavia, il maestro impiega gli alunni nel suo orto e così viene messo a bottega dallo zio fabbro. Ma sveglio lo è davvero: improvvisa con estrema facilità delle strofe, tanto che viene chiamato alle fiere dove improvvisa accompagnandosi al colascione (una specie di liuto). La nobile famiglia dei Fantuzzi si accorge di lui e lo prende in casa, dove il poeta cantastorie si sfama con gli avanzi dei copiosi banchetti. Questa società crassa e poco intelligente verrà in seguito descritta sotto le sembianze della corte nel Bertoldo. A 18 anni si trasferisce a Bologna, dove continua a fare sia il fabbro sia il poeta, e legge tutto ciò che gli capita: per tutta la vita non lascerà mai né il martello né la penna. Si sposa due volte e in tutto mette assieme ben 14 figli. Stampa da sé le sue composizioni su fogli volanti che va a vendere nelle fiere. Muore ancora in povertà, forse dedito al bere, senza aver potuto godere del successo immediato (e duraturo) che ebbe il Bertoldo, stampato da pochi mesi, il quale non è precisamente tutta farina del suo sacco, poichè si tratta di un rifacimento con varianti del Marcolpho, personaggio del dialogo latino, tradotto in italiano come El dialogo de Salomon e Marcolpho, che fa parte di un antichissimo ciclo di leggende, di cui ritiene persino il titolo, chiamando Marcolfa la moglie di Bertoldo.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


La Canzone della casa nova e de' tortelli p
er i putti che vanno cantando la sera di natale e la sera dei Ceppi in Bologna, nuovamente riformata e data in luce, di Giulio Cesare Croce (1573) è il suo primo testo a stampa conosciuto. Vi sono tre o quattrocento di queste canzonette o poesiole; testi più seri sono una commedia, una favola di genere elegiaco, vari scritti religiosi. Nel 1608 appaiono Le sottilissime astuzie di Bertoldo, sorta di rifacimento di un testo latino più volte stampato nel Quattrocento, il Dialogus Salomonis et Marcolphi, e Le piacevoli e ridicolose semplicità di Bertoldino.

ADRIANO BANCHIERI (1573 - 1634)

Nasce e muore a Bologna, frate olivetano e organista nel convento di San Michele in Bosco dove compone parecchi lavori musicali; con lo pseudonimo di Camillo Scaligeri della Fratta. Nel 1620 scrive il seguito del Bertoldo, aggiungendovi La novella di Cacasenno, figlio del semplice Bertoldino.
Da allora le tre novelle vengono comunemente stampate assieme, come fossero un'opera unica.


Sin:
Bertoldo, Bertoldino
e Cacasenno
,
Bideri, 1941

Dx:
Bertoldo, Bertoldino
e Cacasenno
,
Barion, 1933

Giulio Cesare della Croce,
Astuzie sottilissime di Bertoldo
, Salani, 1929
cover di Ezio Anichini

Il pittore Giuseppe Maria Crespi (1665-1747)
incide 20 rami all'acquaforte per illustrare episodi della saga di
Bertoldo Bertoldino e Cacasenno, che però si logorano ben presto dall'uso;
Ludovico Mattioli (1662-1747) realizza a sua volta nuove incisioni
ispirandosi a quelle del Crespi (ca. 1730).
L'edizione del Bertoldo nella collana Le strenne della BUR (Rizzoli, 1973)
riproduce fedelmente dette incisioni.



Giulio Cesare della Croce, Astuzie sottilissime di Bertoldo, Salani, 1920,
piccole ill. nel testo, anonime, di antiquata fattura

Giulio Cesare della Croce, Bertoldo e Bertoldino
Istituto Editoriale Italiano, n.d. , ill. interne di Enrico Sacchetti


CUMAN PERTILE, ARPALICE (1876 - 1958)

Nasce a Marostica il 12 maggio 1876 da Sebastiano e Angelica Cuman. Studia al convitto normale di Verona e in seguito al Magistero di Firenze, dove viene abilitata all'insegnamento delle lettere nelle scuole medie. Ritorna poi nel Veneto, dove insegna a Vicenza nelle scuola normale femminile. Nel 1904 sposa Cristiano Pertile ma non avranno figli; abitano in una bella proprietà a Monte Bérico. Si dedica a molteplici attività culturali, è Presidente della Casa di Cultura Popolare di Vicenza, e redattrice della pagina "Per i più piccini" del Giornalino della Domenica. Scrive poesiole e filastrocche per bambini, che ad inizio secolo sono incluse in tutte le antologie scolastiche, e rimangono per anni nelle espressioni colloquiali ("indovinala grillo"); lei stessa compila antologie e libri di letture per le scuole elementari. Non rinuncia ad una pinocchiata: La commedia di Pinocchio: scene, visioni e melologhi tratti dalla fiaba meravigliosa di C. Collodi (riduzione e cori di A. Cuman-Pertile con musica di E. Oddone e figurini e scenari di A. Mussino; Bemporad, 1926). Pubblica anche novelle e racconti, libri di ispirazione religiosa, ma soprattutto testi musicati, filastrocche e ballate da far recitare ai piccoli alunni; prossima alla fine, pubblica la propria autobiografia (Memorie di due cuori, 1954). Muore nel 1958.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Per le vie del mondo (libro di lettura per le classi elementari, Bemporad, n.d.)
Il teatro di Bengodi (Mondadori, n.d.)
Primi voli (libro di lettura per la scuola popolare, Bemporad, 1911)
Il trionfo dei piccoli (ill. di A. Ramorino Ceas, Bemporad, 1918)
Fragoletta (disegni di A. Camerini, Paravia, 1919)
Ninetta e Tirintin (Bemporad, 1920) nella
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi
Il piccolo emigrante (ill. di Gustavino, Paravia, 1920)
Mascherino (Paravia, 1922)
Fra canti, balli, fiori e ghirlandelle (Vallardi, 1922)
I racconti di Nonno Proverbio (ill. di Pinochi, Paravia, 1923)
La carovana dei ventuno (Cartoccino, 1930)
La cicala, la formica e il passerino (letture per la classe seconda, Bemporad, 1930)
Un indovinello, una sorpresa, una storia (Cartoccino, 1930)
Fiorin fiorello: un fiore puoi trovar per tutto l'anno, in questo libro tuo giocondo e bello: racconti e fiabe, poesie e indovinelli per allietare i giorni di vacanza (Bemporad, 1932)
Le rose di Natale per gli angioli senz'ale: novelle e poesie per Natale, Capodanno ed Epifania (ill. di L. Edel, Societa Editrice Internazionale, 1932)
La vita di Dante narrata ai piccoli Italiani (Bemporad, 1932)
Alla tomba del Milite ignoto: Il piccolo emigrante (Paravia, 1934)
Il giorno dei piccoli (Paravia, 1934)

Arpalice Cuman Pertile,
La commedia di Pinocchio
,
Bemporad, 1926
Ill. di di Attilio Mussino
(courtesy Lia Madorsky)
Arpalice Cuman Pertile,
La carovana dei ventuno
, Cartoccino, 1930
Ill. di Rino Albertarelli
(volume sagomato)

 
Arpalice Cuman Pertile,
Il trionfo dei piccoli,
Marzocco, ristampa 1949
ill. di Ugo Fontana
 

Arpalice Cuman Pertile,
Per i bimbi d'Italia
,
Bemporad,
1934.
Disegni a colori e copertina di
Bice Bonamico,
decorazioni di A. Ramorino Ceas



Arpalice Cuman Pertile,
Il giorno dei piccoli
,
Paravia, ristampa 1944
cover di Pinochi

Arpalice Cuman Pertile,
Per i bambini,
Paravia, 1931
(courtesy Tesori di carta, Bologna)

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Ved. anche:

DALLE FAVOLE AI ROMANZI:
BREVE STORIA DELLA LETTERATURA PER RAGAZZI
DALLE ORIGINI ALL'OTTOCENTO

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