letteratura dimenticata

BAD BOYS

Verso la metà dell'Ottocento la letteratura per ragazzi si sviluppa a ritmo esponenziale e conosce un impulso tale che anche gli scrittori considerati più seri si dedicano a questo genere. E' senz'altro un genere redditizio dal punto di vista commerciale: per secoli infatti ai ragazzi era concesso leggere solamente libri di storia o di favole moraleggianti a fini didattici. Tale è la "libertà di lettura" che anche romanzi per adulti vengono letti dai fanciulli (Swift, Rabelais, Raspe, De Foe, etc.); ben presto i romanzi vengono pensati per loro, e fiorisce il genere, soprattutto in Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Le avventure, anche le più inusuali, sono il centro delle trame per i maschi, mentre la famiglia, l'amicizia e l'amore sono i temi preferiti per le femmine: salvo per quelli che sono a tutt'oggi considerati capolavori per la gioventù, e quindi universali (per intenderci, La capanna dello zio Tom) maschi e femmine hanno il proprio repertorio. E per i maschi le avventure spaziano dal fronte esotico (Kipling, Salgari) a quello della pura fantasia (Verne). E' altresì inevitabile che ben presto si passi dai testi più edificanti a quelli ... più divertenti.
Per un certo periodo viene dunque di moda scrivere romanzi dove il piccolo protagonista ne combina di tutti i colori, infischiandosene della morale vigente e financo del rispetto per la società (che nel mondo ristretto di un fanciullo è rappresentata dalla famiglia). Giuseppe Fanciulli, fine letterato e autore nel 1931 di una Letteratura per l'infanzia, attribuisce a questo filone anche i romanzi di Mark Twain, che noi consideriamo a un livello superiore di mera letteratura d'evasione, rappresentando una società in declino, quella schiavista del Sud degli Stati Uniti, descritta anche nei risvolti meno edificanti. Il fatto che Huckleberry Finn sia oltremodo divertente, scanzonato e irrispettoso fa sì che i ragazzi lo leggano volentieri, ma non appartiene al filone di cui vogliamo parlare: i BAD BOYS.
THOMAS BAILEY ALDRICH

Un testo che abbia un bad boy come protagonista è in genere privo di morale. Le avventure narrate sono sì divertenti, ma anche terribili nella loro crudezza e nella mancanza di discernimento del protagonista, che si dichiara sempre "buono" nelle intenzioni ma risulta poi "cattivo" nelle azioni. Il primo di questo genere è Cudjo's Cave di J.T. Trowbridge, pubblicato nel 1864, seguito da The Story of a Bad Boy di Thomas Bailey Aldrich nel 1870, che appare nel 1869 a puntate
sull'Our Young Folks Magazine. Il bad boy Tom Bailey è definito dallo stesso autore "not such a very bad, but a pretty bad boy." L'autore ricorda un po' la propria fanciullezza e le diverse avventure narrate sono "ripensate" dal Tom Bailey divenuto adulto. Vi è dell'introspezione e una certa nostalgia (l'adulto, in qualunque situazione storico-politica si trovi, ritiene sempre che quand'era fanciullo i tempi fossero migliori) e persino la guerra di Secessione viene dipinta in modo oleografico. E' tanto autobiografico che alcuni critici l'intendono come la prima vera realistica descrizione del periodo della gioventù nella letteratura americana e che sia stato l'ispiratore di Huckleberry Finn (ma né Aldrich né Twain presero parte alla guerra).


Thomas Bailey Aldrich nasce l'11-11-1836 a Portsmouth (New Hampshire) ma passa la giovinezza altrove, soprattutto al Sud (New Orleans) e poi a New York. Aldrich ritorna a Portsmouth dal 1849 al 1852, la "Rivermouth" di molti suoi romanzi. La morte del padre nel 1849 gli fa abbandonare il college per entrare a lavorare a New York con uno zio a soli 16 anni. Presto contribuisce a giornali e riviste e diviene intimo di poeti e giovani artisti di metà secolo, tra i quali Walt Whitman. Dal 1856 al 1859 lavora all'Home Journal, e durante la guerra civile è editor del New York Illustrated News. Aldrich sposa Lilian Woodman nel 1865 e si trasferisce a Boston nello stesso anno. Qui si lega di amicizia con William Dean Howells, Mark Twain, James T. Fields (anche lui di Portsmouth), Henry Wadsworth Longfellow, e James Russell Lowell. Nel 1865 è editor per dieci anni del Ticknor and Fields, rubrica del famoso Every Saturday. Dal 1881 al 1890 è editor dell'Atlantic Monthly, la rivista letteraria più importante del periodo. Nel frattempo scrive molto, dapprima in poesia poi in prosa, dove Aldrich applica la minuziosa ricercatezza sperimentata in poesia ricavandone una combinazione di realismo e umorismo. In ogni caso è poco dopo il suo trasferimento a Boston che inizia a registrare alcuni pensieri e ripensamenti sulla propria infanzia, che verranno poi raccolti in The Story of a Bad Boy (1870), ricordi di avventure degli anni di Portsmouth nella casa del nonno in Court Street. Nei romanzi Prudence Palfrey (1874), The Queen of Sheba (1877), e The Stillwater Tragedy (1880) vi è più azione, e sempre aleggia il luogo di nascita che fa da sfondo alle narrazioni. Aldrich muore a Boston il 19-3-1907.
Le sue ultime parole sono: "In spite of it all, I'm going to sleep."

OPERE:

POESIA


The Ballad of Babie Bell (1856)
Pampinea, and Other Poems (1861)
Cloth of Gold (1874)
Flower and Thorn (1876)
Friar Jerome's Beautiful Book (1881)
Mercedes and Later Lyrics (18S)
Wyndham Towers (1889)

ROMANZI


The Cruise of the Dolphin Out of His Head (1862)
Pansy's Wish: A Christmas Fantasy (1869)
Story of a Bad Boy (1870)
Marjorie Daw and Other People (1873)
Prudence Palfrey (1874)
The Queen of Sheba (1877)
Miss Mehetable's Son (1877)
The Stillwater Tragedy (1880)
Friar Jerome's Beautiful Book (1881)
Unguarded Gates (1895)
Judith and Holofernes (1896)

Thomas Bailey Aldrich

Thomas Bailey Aldrich,
La storia di un Cattivo Soggetto: racconto americano per i ragazzi,
Roma, Desclee & C., 1913,
illustrazioni di A.B. Frost.
Frontesizio e ill. interna
(courtesy Tiziano Agnelli)


TRADOTTI IN ITALIANO:

The Queen of Sheba tradotto come La cavalcata della regina [traduzione di Luigi Gamberale], Ancona, Tipografia di E. Sarzani, 1882

Story of a Bad Boy, tradotto come La storia di un cattivo soggetto (Desclee&C., 1913 e ristampa 1922

The Stillwater Tragedy
tradotto come La Tragedia di Stillwater, su Romanziere Illustrato della Tribuna N° 16-18, 10 Agosto-10 Settembre 1910, e in seconda edizione come Ancora di Salvezza, nei Gialli economici Mondadori N° 170, 8 Agosto 1940

infine dalla raccolta di racconti Out of his Head (1862) il racconto Out of his Head tradotto come Fissazione di Colpa nella "Raccolta I Delitti della Camera Chiusa", Garden Editoriale, Luglio 1992

GEORGE WILBUR PECK

Negli anni a partire dal 1882 escono con il titolo Bad Boy una serie di romanzi umoristici a firma George Wilbur Peck, dove il protagonista
è Hennery, "a naughty little tyke who plays pranks on others for the simple love of mischief", dove le marachelle e gli scherzi vengono combinati per il solo gusto di farli, e il protagonista li fa tanto più volentieri al padre, che li ricambia.
Non sempre l'umorismo è leggero, anzi, ma attrae il gusto dei lettori e il trend ormai avanza.




Il romanzo di Aldrich è tuttora ristampato negli Stati Uniti;
a ds un'edizione del 1923
Il romanzo viene tradotto in italiano nel 1912
col titolo: Storia di un cattivo soggetto (Desclée, Roma)


Una ill. interna di Hunting for the Bad Boy, 1883


Uno dei volumi della serie di Peck ha per titolo A Bad Boy's Diary, il che può ingenerare confusione con un altro testo, assai più importante per noi, dal medesimo titolo: si tratta di A Bad Boy's Diary, apparso negli Stati Uniti nel 1880 con uno pseudonimo (W. T. Gray) che nasconde la scrittrice Metta Victor. Il romanzo ha un immediato successo, come tutti i testi della Victor, e gode di continue ristampe, anche con titoli diversi (The Bad Boy's Adventures, Containing the Humorous Experiences of Little George, New York, 1897; A Bad Boy's Diary and More Leaves from a Bad Boy's Diary, Anonimo, Newnes, London, 1925).

George Wilbur Peck


George Wilbur Peck nasce il 28-9-1840 a Henderson, New York e nel 1843 la famiglia si trasferisce nel Wisconsin. Scrittore ed editore di giornali, fonda il proprio giornale The Sun nel 1874 a La Crosse. Nel 1878 Peck trasferisce la sede del giornale a Milwaukee e lo ribattezza Peck's Sun. Il settimanale contiene racconti umoristici dello stesso Peck, compresa la famosa serie "Peck's Bad Boy". Le sue osservazioni pungenti ricordano un po' lo stile del contemporaneo Mark Twain. Diventa famoso, tanto che tra il 1890 e il 1895 è sindaco di Milwaukee e poi Governatore dello Stato. Nel 1883 l'editore Belford, Clarke & Co. di Chicago pubblica le storielle con protagonista Peck's Bad Boy and His Pa, ottenendo un successo clamoroso. Anche durante gli anni come Governatore Peck continua a scrivere le Bad Boy adventures. Le sue storie del Bad Boy diventano presto famose in tutto il Paese e vengono pubblicate in volume (totalizzandone 14), dando lo spunto anche a numerosi film dell'epoca del muto. Muore il 16-4-1916.

Una ristampa della Wildside Press, 2005
L'edizione del Bad Boy di Peck edita da JS Ogilvie & Co., 1885

Bad Boy and His Pa, frontespizio, Belford, Clarke & Co., Chicago, 1883

METTA VICTORIA FULLER VICTOR


Metta Fuller nasce in Pennsylvania il 2-3-1831. Terza di cinque figli, comincia a scrivere all'età di dieci anni. Nel 1839 la famiglia si trasferisce nell'Ohio dove Metta inizia a collaborare con i giornali locali e poco dopo con lo pseudonimo "The Singing Sybil" con il New York Home Journal di New York, dove si traferisce insieme con una sorella nel 1848; qui diventa membro della società lettraria e inizia la carriera di scrittrice e inizia a pubblicare romanzi. Nel 1856 sposa Orville J. Victor ed insieme lavorano come editor del Cosmopolitan Art Journal per quatrtro anni. Metta non cessa di pubblicare romanzi, e nel frattempo mette insieme ben nove figli. Nel 1860 diviene l'unico editor del Cosmopolitan Art Journal mentre il marito Orville Victor è l'editor della casa Beadle & Adams per la serie chiamata Dime Library, una serie economica da dieci centesimi (dime). Metta pubblica il n° 1 di questa serie economica, "Dime Cook-Book", seguito da "Dime Recipe Book" e "Letter Writer". E' possibile che Mr. e Mrs. Victor usino gli stessi pseudonimi in questa fase, come "Louis LeGrand". Il primo romanzo di Metta in questa serie è il Dime Novel N. 4, Alice Wilde, seguito dal N. 10, The Backwoods Bride. Metta utilizza una gran quantità di pseudonimi, tra i quali "Rose Kennedy". Il successo strepitoso arriva con Maum Guinea nel 1862. Metta scrive come una forsennata, pubblicando novelle racconti e romanzi. Nel 1866 pubblica il suo romanzo più noto, The Dead Letter, con il quale viene accreditata come la prima autrice di detective fiction degli Stati Uniti. Pubblica anche in modo anonimo dei romanzi umoristici: A Bad Boy's Diary, The Rasher Family, The Naughty Girl's Diary, e The Blunders of a Bashful Man. Tutti questi titoli sono elencati sotto entrambi i nomi di Mrs. Victor e "Walter T. Gray". a fine carriera è così nota e apprezzata che riesce a chiedere prezzi altissimi per i suoi contributi a giornali e riviste (nel 1870 chiede ben $25,000 per una serie di novelle).
Metta Victor muore il 26-6-1885 nel New Jersey.

PSEUDONIMI

Corinne Cushman, Eleanor Lee Edwards, Metta Fuller, Walter T. Gray, Mrs. Orrin James, Rose Kennedy, Louis LeGrand, Mrs. Mark Peabody, Seeley Regester, The Singing Sybil, Mrs. Henry Thomas.



M.V. Fuller, A Bad Boy's Diary, Marshall, London, 1883, cover


Questo romanzo è la base da cui Ester Modigliani trasse le sue Memorie di un ragazzaccio,
in realtà una semplice traduzione.

Metta Victoria Fuller Victor

ROMANZI

Last Days of Tul; a Romance of the Yucatan, 1847
Fresh Leaves from Western Woods, 1852
The Senator's Son, or, The Maine Law; a Last Refuge, 1853
Mormon Wives; a Narrative of Facts Stranger than Fiction, 1856
Alice Wilde, The Raftman's Daughter. A Forest Romance, 1860
Maum Guinea and Her Plantation "Children", 1861
The Dead Letter, an American Romance. By Seeley Regester, 1866
Passing the Portal, 1876
A Bad Boy's Diary. By Walter T. Gray, 1880
The Blunders of a Bashful Man, 1881
The Bad Boy Abroad; the Funniest Book of the Age, 1883
A Naughty Girl's Diary, 1884


Memorie di un ragazzaccio, cover,
riduzione dall'inglese di Ester Modigliani,
ill. di Attilio Mussino, Bemporad, 1911
(per gentile concessione di Università degli Studi di Milano - Centro APICE)


TRADUZIONI ...

Il testo della Victor viene tradotto in tedesco con il titolo Tagebuch Eines Boesen Buben, dove il protagonista prende il nome di Schorschi Hacker. A Trieste, all'epoca ancora sotto l'influenza asburgica, viene letto in questa versione tedesca, e si deve al suggerimento del triestino Giorgio Fano (Trieste, 1885 - Siena, 1963), che nel 1911 soggiorna a lungo a Firenze, la traduzione italiana di Ester Modigliani. Lo stesso Giorgio Fano nel 1920, avendo l'idea - in seguito non realizzata - di fondare una casa editrice per l'infanzia, esordisce con due titoli stampati in poche copie: le favole di Andersen e il Tagebuch, che prende il titolo di Diavolo a quattro. Poichè questi due titoli sono gli unici della non-nata casa editrice, sarà ben difficile reperirne una copia. Non sono presenti in alcuna biblioteca italiana, mentre la versione tedesca è reperibile tramite i siti web internazionali di vendita di libri.


Tagebuch eines bosen Buben, Delphin-Verlag, Munchen, 1890
courtesy www.openlibrary.org

Salani pubblica il testo originale nella serie I libri della Gioventù col titolo Il diario di Mastro Scompiglio, riportando come autore un "anonimo scrittore americano" e facendo un po' di ironia sul fatto che "una parte dei lettori ricorderà di aver letto qualche capitolo di questo lavoro in un altro libro". Si tratta, com'è noto, del celeberrimo Giornalino di Gian Burrasca, peraltro assai diverso sotto molti aspetti.

... ED EPIGONI

Salani pubblica inoltre uno degli innumerevoli titoli ad imitazione del testo della Victor, Helen's Babies di John Habberton (1842-1921) con il titolo I ragazzi terribili, ed ancora una volta lo pubblica "da un anonimo americano". Il testo originale negli Stati Uniti è tuttora ristampato.


Anonimo, I ragazzi terribili, Salani, 1954

Il diario di mastro Scompiglio, Salani, 1952, cover


Il diario di mastro Scompiglio, Salani, 1952, nota dell'Editore

VAMBA

BIOGRAFIA
alla pagina AUTORI S-Z


Nel Giornalino della Domenica del 3-2-1907 esce un redazionale dove si annuncia la pubblicazione prossima del Giornalino di Gian Burrasca, una sorta di diario a puntate. Nel numero promesso compare un altro redazionale dove si racconta la storiella seguente: si era presentato in redazione un tale recante un manoscritto avuto da Ester Modigliani (scrittrice operante tra il 1911 e il 1935) la quale a sua volta l'ha avuto da un ragazzino a Livorno. Vamba se ne era impadronito e intendeva pubblicarlo con i disegni "originali" dell'autore, cioè Gian Burrasca. Nel numero successivo del 17-2 finalmente appare la prima puntata e la pubblicazione continua fino al 17-5 dell'anno dopo, con la puntata conclusiva nella quale si racconta una storia diversa: il manoscritto si sarebbe ottenuto non dalla Modigliani ma dalla moglie di un usciere del tribunale dove il Giornalino era finito sotto sequestro.
Nel 1911 Bemporad aveva pubblicato nella sua famosa Collana Azzurra per i ragazzi un volume intitolato Le memorie di un ragazzaccio, tradotto dall'inglese (autore anonimo) da Ester Modigliani, illustrato da Mussino. La storia è la stessa, ma il testo è ben diverso nella struttura e tira avanti fiaccamente e con avventure assurde. Non ha successo. Bemporad ristampa allora nel 1912 il testo di Vamba, comprensivo dei disegni (copia introvabile). Nel 1920 esce la versione definitiva, con le tavole originali di Vamba in bianco e nero (solo due sono realizzate a colori dall'autore) e la copertina del volume, che rappresenta la copertina del diario, di colore verde. Bemporad, poichè gode dei diritti di tutte le opere di Bertelli per ragazzi, continua a ristamparlo, via via per almeno un decennio. Senza contare le ristampe di Giunti Marzocco che continuano ancora oggi.
In ogni modo, per molto tempo i critici si sono chiesti quale fosse il testo primigenio da cui la Modigliani, e successivamente Bertelli, prendono spunto. Ancora nel 1977 nelle note introduttive ad un'edizione critica del Giornalino di Gian Burrasca edito da Rizzoli nella BUR (pag. 35), si ignora come stanno le cose e ci si interroga a lungo: si fa il tentativo di risalire al noto romanzo di Aldrich, The Story of a Bad Boy, per dare originalità al testo della Modigliani, pur sapendo che il testo di Aldrich non ha nulla a che vedere con questo; tuttavia si cita la versione del Fanciulli data in Tre Toscani al Bargellini secondo il quale Bertelli fece "una riduzione di una riduzione". Fanciulli doveva saperla lunga, collaborando con Bertelli così a lungo, e infatti dice la verità: la Modigliani tradusse il testo della Victor, facendolo passare per anonimo, e Bertelli se ne impadronì, variandolo (s'intende, in meglio!). Fanciulli è amico di Bertelli, e nella sua La Letteratura per l'Infanzia (1931) quando parla del trend sulle storie di "bad boys" si guarda bene dal citare A Bad Boy's Diary, che peraltro gli doveva esser noto non solo per aver accuratamente riportato tutta la letteratura americana per ragazzi del periodo, ma anche perchè in Italia se ne era già stampata la fedele traduzione: appunto Le memorie di un ragazzaccio (tralasciamo il Diavolo a quattro che non ebbe distribuzione). Anche Antonio Lugli, nella sua Storia della letteratura per l'infanzia (1961) dice la verità, e cioè che la Modigliani aveva tradotto un libro "inglese", cosa resa possibile dal fatto che vi fu un'edizione inglese che non riportava il nome dell'autore, né quello reale né quello de plume (London, George Routledge & Sons, no date). E prosegue: "Vamba, non ritenendo adatto alla mentalità italiana lo spirito inglese, aveva preferito tirarsi addosso un'accusa di plagio e la conseguente azione legale, da cui uscì a quanto si sa senza danno." Di questa azione legale tuttavia nessuno ha mai sentito parlare, e possiamo illazionare che non ci fu perchè la Victor non seppe mai nulla delle versioni italiane del proprio testo. Vamba quindi termina le avventure di Giannino con l'invenzione del processo, che forse doveva mettere al riparo da possibili accuse di plagio non tanto il personaggio quanto l'autore.






RINGRAZIAMENTI

Nel numero 34 dell'Antologia Vieusseux (gennaio-aprile 2006, uscito nell'aprile 2007) è apparso un bellissimo articolo a cura del Prof. Piero Pacini, illustre letterato e fine critico d'arte, nel quale si parla di bad boys e del Giornalino di Vamba. Il Prof. Pacini è stato correttissimo e cortesissimo nel ricordare ai suoi lettori che le informazioni relative al vero autore del Giornalino, cioè Metta Victoria Fuller Victor, provengono da questo sito web e divulgate fin dal 2005.

Luigi Bertelli, in arte Vamba


Vamba, Il Giornalino di Gian Burrasca
Sin: Marzocco, 1953; Ds: Giunti Marzocco, 1977

La celebre copertina del Giornalino di Gian Burrasca
dal 1920 in poi e in qualunque edizione è sempre rimasta di colore verde,
con o senza disegno

Georgie Hackett/Giorgio Speroni/Giannino Stoppani: mondi diversi

Non è semplice evidenziare somiglianze e differenze tra i quattro testi collazionati, per cui semplificheremo il discorso premettendo che il testo originale della Victor è ben tradotto nel Diario di Mastro Scompiglio che addirittura conserva quasi tutti i nomi originali, mentre l'adattamento della Modigliani è ripreso da Vamba, salvo discostarsene verso la fine. L'innovazione della Modigliani nelle Memorie di un ragazzaccio consiste nell'aver conferito al racconto l'andamento diaristico con l'inserimento delle date eliminando i capitoli e nell'aver dato nomi toscani ai personaggi. I nomi, si sa, hanno una grande importanza in un testo, e pertanto gli originali Lily, Bess e Sue (perfetti per il mondo dell'America rurale della Victor) diventano Ada, Luisa e Virginia e sono assai più adatti al testo "fiorentino" e al periodo; una sorta di "italianizzazione" la Modigliani dovette operarla per forza. Sebbene le avventure e i personaggi siano gli stessi, confrontando i testi si evidenziano alcune differenze di fondo. La differenza maggiore tuttavia sta nel personaggio, ma non tanto tra il Georgie originale e il Giorgio della Modigliani, quanto tra Giorgio e il Giannino Stoppani di Vamba (anche qui il cambiamento di nome ci pare importante). Georgie/Giorgio non è un buon ragazzo che commette monellerie più o meno gravi per disattenzione o per non aver capito la situazione: è effettivamente un ragazzo che commette cattiverie per il gusto di farle. Giannino invece ha tutta la comprensione del lettore perchè si pente sinceramente degli sbagli commessi, gli dispiace di far piangere la mamma, e le promesse di "esser buono" sono sincere. Il testo di Vamba diverge in maniera sostanziale da quello della Modigliani perchè pur riprendendo i medesimi personaggi e i medesimi episodi, li trasforma con levità e fine umorismo, fino a proseguire sulla via della satira di costume, nonchè politica (il socialista che si sposa in chiesa di nascosto: siamo nel 1907!). Tutta la parte del collegio è originale di Vamba (con l'omaggio al piatto nazionale fiorentino: la pappa col pomodoro), e tuttavia nel finale il divertimento scema con l'aumentare del "pensiero gianninesco" che tenta di affrancarsi da figura di monello per assumere quella di ragazzo responsabile, cosa che non riesce né al personaggio né all'autore.

IL CONFRONTO DEL TESTO ...

Basta confrontare i quattro incipit riportati a lato per comprendere quale sia stato lo sviluppo del testo a partire dall'idea primigenia della Victor, passando per l'adattamento della Modigliani, per terminare con l'innovazione di Vamba, che reinterpreta il personaggio rendendolo assai più simpatico di quanto non fosse nella versione originale, ma soprattutto dandogli quella verve, quello spirito fiorentino che hanno giustamente fatto del Giornalino di Gian Burrasca un capolavoro.

La Victor esordisce bene, poichè l'idea di utilizzare la grafia tipica degli illetterati - come dev'essere un piccolo George qualsiasi nell'America rurale di fine Ottocento
- è assai divertente. Lo stile è molto lineare, essenziale: non una descrizione in tutto il libro, solo le avventure di una piccola peste che alla fine del testo non risulta nemmeno simpatica, infarcito com'è il racconto di episodi di cattiveria gratuita e assurda.
Per il confronto tra i testi basta prendere in esame il Mastro Scompiglio, che è la fedele traduzione, salvo qualche variazione ai nomi propri (ma non ai luoghi), dove peraltro manca del tutto la caratterizzazione sociale del personaggio data appunto dal linguaggio.

La Modigliani nelle Memorie di un ragazzaccio opera una prima importante variazione, cioè l'adattamento della storia collocandola a Firenze. Fa di meglio: dato che si tratta di un diario, elimina i capitoli e inserisce in capo al paragrafo le date. Cosa che Vamba accoglie nel Gian Burrasca, naturalmente innovando da subito: la data di nascita di Giannino dal 23 settembre (che riteniamo una data casuale) si si anticipa al 20 - entrata delle truppe italiane in Roma - solo per fare dell'ironia sulla mitizzazione che l'Italia giolittiana aveva fatto di tale data. Peraltro Vamba fa un po' di confusione con le date, attribuendo a Giannino nove anni nel 1905, facendolo nascere però nel 1897: ridandogli in realtà gli otto anni originali.

Sebbene le avventure e i personaggi siano gli stessi, confrontando i testi si evidenziano alcune differenze di fondo. Innanzi tutto l'ambientazione: il testo del Bad Boy's Diary è scritto nel 1880 ed è ambientato anonimamente in campagna (si evince che la casa è isolata perchè bisogna andare alla posta a prendere le lettere, così come occorre prendere il cavallo per andare in un qualsiasi posto) e rivela abitudini tipicamente americane: il tipo di cibo (il pranzo servito a Georgie dalla zia Bettina, ad esempio), compreso l'immancabile giulebbe (julep); o il fatto che le tre sorelle abbiano l'abitudine di imbellettarsi e mettersi trecce di capelli finti, mentre nella perbenista e pudibonda Firenze se ne guardano bene. Non mancano le citazioni casuali di fatti o personaggi che in Italia non potevano essere comuni (Georgie nelle prime pagine pensa di "scappare da casa e fare il Buffalo Bill"), così come l'episodio del serraglio è stato modificato, poichè nell'originale Georgie prende ispirazione dal Circo Barnum, e infatti c'è anche un elefante tra gli animali riprodotti nel cortile del vicino, mentre il testo di Vamba semplifica le cose, ispirandosi ad un non meglio identificato serraglio ambulante dell'epoca.

Vamba invece opera delle differenze sostanziali. Invece di riportare singoli episodi mal legati l'uno con l'altro, dà corpo ad un racconto omogeneo, dove gli episodi si incastrano in una cornice e il personaggio di Giannino mantiene quel suo carattere di "birbante" suo malgrado, avendo in realtà buon cuore. Molti dettagli sgradevoli di George sono destramente eliminati da Vamba; valga per tutti l'esempio dell'episodio del signor Venanzio, zio del Maralli dal quale Giannino è ospitato, narrato esattamente sul filo dell'originale, dove tuttavia l'avidità di ereditare i soldi del vecchio è proprio del piccolo George, che con quei soldi vorrebbe comprarsi un cavallino tutto per sé: bruttissimo desiderio in un bambino di otto anni; risulta divertente invece se a fare il filo all'eredità è il Maralli (il socialista che si marita in chiesa), che alla fine rimane con un palmo di naso.


Giannino ha anche la capacità di rovinare i cognati, l'avvocato Maralli di cui sopra, marito di Virginia, e il dottor Collalto, marito di Luisa. Vamba per ottenere questi risultati rimescola un po' i singoli episodi originali. Ad esempio quando Giannino viene ospitato dai Collalto riesce in un solo pomeriggio a fare una carneficina aprendo semplicemente la gabbia del canarino. In una catena inarrestabile, il canarino sporca il centrino, il gatto "per punire il canarino" se lo mangia, Giannino per castigarlo lo mette sotto il rubinetto, il rubinetto non si chiude più e l'acqua tracima rovinando il tappeto, il gatto a causa dell'acqua fredda sta male e saltando rompe un vaso prezioso. Tutto questo a poco più di metà del volume, mentre nell'originale questa catena terrificante si svolge nel finale, presso una signora sconosciuta a George, che lo accoglie perchè si era sperduto scendendo per sbaglio dal treno a Filadelfia (lontano da casa sua), di ritorno dal salvataggio dopo il naufragio nell'isola. A parte il fatto che George non mette il gatto sotto l'acqua "per punirlo di aver mangiato il canarino", bensì gli mette l'attizzatoio rovente sulla schiena per "fargli le strisce anche dall'altro verso", pare quanto meno inverosimile che lo si lasci solo in casa a fare tutto questo disastro, mentre nella versione di Vamba, essendo ospite per un po' dal cognato, le marachelle assumono un valore diverso, sono per così dire nella norma del quotidiano del personaggio.

Georgie/Giorgio commette delle vere crudeltà nei confronti degli animali (che non sono considerati parte della famiglia, evidentemente, se perfino la madre nel perdere il vecchio cane di casa in un modo atroce dimostra una sovrana indifferenza) cosa che Giannino non fa (e non farebbe mai, pensa il lettore). Addirittura mette la nipotina di pochi mesi in una situazione pericolosissima volendo riprodurre il numero da circo del fantoccio sparato col cannone. Le avventure finali scivolano nell'irreale: la gita in pallone, il naufragio sull'isola deserta, e si sente lo sforzo della Victor per concludere un testo che in realtà non va da nessuna parte, e difatti viene terminato piuttosto bruscamente. La Modigliani, che al di là delle innovazioni si era in definitiva limitata a tradurre il testo, conclude alla stessa maniera.

Tutte queste esagerazioni vengono destramente ignorate da Vamba che vi mette alfine del suo: la coppia piuttosto risibile che gestisce il collegio è ancora una volta un'idea della Victor, ma la storia di Vamba prende un andamento ben diverso e si sviluppa con personaggi autonomi sulla via del sociale. Tutti i compagni di collegio, il Barozzo e Gigi Balestra, lo slogan uno per tutti, tutti per uno che mette Giannino sulla via dell'amicizia e della consapevolezza del bene comune, fanno "crescere" il personaggio, che abbandona i balocchi per occuparsi di cose più gravi. Si intende che le malefatte aumentano di gravità in conseguenza di ciò, come dice lo stesso Vamba nella posfazione del Giornalino: "E certo il nostro Giannino non poteva capire i misteri della politica per i quali a volte la difesa fatta da un'anima semplice e ingenua può recar più danno di un'offesa lanciata dall'anima più nera e perversa." Il finale, narrato appunto in postfazione dall'autore, per quanto arzigogolato dà comunque ragione del termine del diario, e anche questo espediente fa del testo di Vamba un vero racconto e non semplicemente una fila di episodi.

Metta Victoria Fuller Victor, The Bad Boy's Adventures, Containing the Humorous Experiences of Little George,
New York, 1897

Memorie di un ragazzaccio,
riduzione dall'inglese di Ester Modigliani,
Bemporad, 1911 (per gentile concessione di Università degli Studi di Milano - Centro APICE)

Il diario di mastro Scompiglio, Salani, 1952

Il giornalino di Gian Burrasca, Giunti Marzocco, 1977

... E DELLE ILLUSTRAZIONI

La versione della Modigliani godette delle illustrazioni di Attilio Mussino, mentre Vamba pensò di illustrare da sé il suo Giornalino. I disegni di Vamba non sono professionali e si vede, ma è proprio il tratto infantile e spesso dalla prospettiva distorta che rende questi disegni così umoristici. Vamba tuttavia si ispira all'illustre predecessore nella principale caratterizzazione dei personaggi, anche se frammischia al testo una maggior quantità di disegni, rendendoli parte integrante del testo con l'ausilio di scritte, frecce, etc.
Sono molto meno attraenti le illustrazioni del Mastro Scompiglio, che riporta in copertina un disegno di Gastone Rossini e all'interno dei disegni non firmati, volutamente naif, che tuttavia non hanno la forza e la simpatia di quelli di Vamba.

La zia Bettina disegnata da Mussino (sin.) e da Vamba (ds.).


Sin.: il signor Capitani, spasimante di Ada, disegnato da Mussino; sopra: lo stesso disegnato da Vamba.



Le ill. sono prese da Memorie di un ragazzaccio, riduzione dall'inglese di Ester Modigliani,
Bemporad, 1911 (per gentile concessione di Università degli Studi di Milano - Centro APICE)
Il giornalino di Gian Burrasca, Giunti Marzocco, 1977



Il frontespizio di Memorie di un ragazzaccio,
riduzione dall'inglese di Ester Modigliani, Bemporad, 1911
(per gentile concessione di Università degli Studi di Milano - Centro APICE)


E' interessante notare che il nome dell'illustratore riportato è Ettore Mussino, nonostante vi sia la firma estesa 'Attilio' sulla destra e su ciascuna figura interna vi sia la classica 'A' di Attilio.



La zia Bettina del Diario di Mastro Scompiglio, Salani, 1952
Oltre ad essere in qualche modo più sguaiata, questa zia Bettina veste anche normalmente alla moda in vigore negli anni Cinquanta, mentre anche per le loro vesti di inizio secolo le altre due zie Bettine sono assai più graziose.

Nota

Ricordiamo a tutti i visitatori che chiunque abbia interesse alle immagini e/o ai testi di questo sito è sufficiente scrivere per accordi al webmaster, all'indirizzo di posta elettronica del sito reperibile dalla home page. Non abbiamo mai negato nulla a nessuno. Tuttavia, di recente qualcuno ha riportato come prefazione ad un proprio testo la nostra critica letteraria sui bad boys e su Vamba, appropriandosene tranquillamente. Cosa dire ...? Risponderemo citando Angelo Fortunato Formiggini, che nel suo Chi è? del 1931 riporta:
"Non copiare nessuno, ridi se ti copiano."
Cercheremo di essere altrettanto saggi.

Elena Malaguti - Webmaster
Aprile 2008


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