letteratura rosa

LA BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE SALANI:
AUTORI E ILLUSTRAZIONI
D'ANNUNZIO, GABRIELE (1863 - 1938)

Nasce a Pescara il 12 marzo 1863. Già ai tempi del collegio si fa un nome come poeta, trasferitosi a Roma entra negli ambienti letterari e mondani, collaborando al Capitan Fracassa e alla Cronaca Bizantina, che dirige dal 1885; della Tribuna è redattore della cronaca mondana fino al 1888. Nel 1883 sposa Maria Hardouin, duchessina di Gallese, dalla quale ha un figlio, Mario. Si separeranno nel 1891. Successivamente avrà due figli dalla principessa Maria Gravina Cruyllas, ma non è questa la relazione che riempirà le cronache rosa, bensì quella con Eleonora Duse (dal 1896 al 1903). Eletto deputato di Ortona, passa dalla destra alla sinistra, ma alle elezioni del 1900, candidato a Firenze, non viene eletto. Nel 1910 deve lasciare la villa di Settignano per debiti e si trasferisce in Francia dove si stabilisce a Saint Dominique au Molleau, sull'Atlantico. La guerra italo-austriaca, da lui sempre auspicata, pone fine all'esilio, e nel 1915 parte volontario. Compie acrobazie aeree e perde un occhio ma continua a volare indomito fino al famoso volo su Vienna (1918), e termina la guerra con la Marcia su Fiume nel 1919. Si guadagna una medaglia d'oro, cinque d'argento e una di bronzo. Si rinchiude a Gardone nella villa del Vittoriale, da cui esce solo per parlare alla folla milanese nel 1922; nel 1924 viene creato Principe di Montenevoso. Nel 1937 viene nominato Presidente della Reale Accademia d'Italia. Muore improvvisamente al Vittoriale (Gardone Riviera) il 10 marzo 1938.

TITOLI:

Il piacere (1888)
L'innocente (1892)
Giovanni Episcopo (1892)
Il trionfo della morte (1894)
Le vergini delle rocce (1896)
Il fuoco (1900)
Le novelle della Pescara (1902)
Forse che si forse che no (1910)

Tralasciamo i titoli del teatro e della poesia. D'Annunzio è uno degli autori italiani più conosciuti e studiati in tutte le scuole, vero interprete del decadentismo mitteleuropeo, così come famosi sono i suoi trascorsi amorosi, di cui è facile reperire notizie in altra sede.



Gabriele D'Annunzio in una fotografia giovanile (1889)


Gabriele D'Annunzio,
Il fuoco
,
ill. di G. Costetti
Biblioteca delle Signorine Salani






Sin: D'Annunzio prima del 1915
Sopra: Eleonora Duse

d'AZEGLIO, MASSIMO (1798 - 1866)

Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio, nasce a Torino il 24 ottobre 1798, quartogenito di Cesare. Ha un fratello maggiore, Roberto (1790-1862), che tuttavia non riveste lo stesso spessore artistico e politico del fratello minore. Esule con la famiglia a Firenze, dopo la caduta di Napoleone ritorna a Torino capitale e studia all'Università; in seguito si trasferisce a Roma al seguito del Papa, dove deve prestare il servizio d'uso alla nobiltà. Nella città eterna si entusiasma per l'arte, tra il 1816 e il 1820 studia pittura con il fiammingo Verstappen dal quale apprende la maniera dei vedutisti nordici; infatti è apprezzato paesaggista, anche se è più noto come pittore di quadri di battaglie ("La disfatta di Barletta" e "Leonida alle Termopili" sono i suoi quadri più famosi). Nel 1830 torna a Torino in occasione della morte del padre, ma si trasferisce subito a Milano, dove frequenta i circoli letterari ed artistici. Tra il 1831 e il 1848 espone al pubblico, ma in quell'anno partecipa alle guerre risorgimentali e viene ferito a Vicenza contro gli Austriaci. L'attività politica e la conseguente attività letteraria gli fanno abbandonare la pittura. Diventa intimo di Alessandro Manzoni, di cui sposa la figlia maggiore Giulia, e si dedica alla letteratura. Giulia tuttavia muore presto di "tabe mesenterica", una forma di anoressia, il 20 settembre 1834, lasciando una bimba piccola, Alessandrina, che fu allevata addirittura dalla bisnonna Giulia Beccaria. D'Azeglio si risposa con Luisa Maumari, vedova Blondel (parente di Enrichetta Blondel prima moglie del Manzoni). Luisa aveva una forte personalità e infine si divisero, ma essa rimase buona amica di casa Manzoni e si prese cura di Matilde, la figlia pià sfortunata di Manzoni, esiliata dalla famiglia, costretta a vivere in Toscana.
D'Azeglio
pubblica due primi romanzi storici, Niccolò dei Lapi ed Ettore Fieramosca, dove mostra le proprie tendenze politiche ovviamente contro la dominazione straniera. Nel 1845, spinto da Cesare Balbo, visita la Romagna per rendersi conto della situazione politica in avversione al papato da cui all'epoca ancora dipendeva. L'anno seguente pubblica Degli ultimi casi di Romagna, sfavorevole al papato di cui denuncia il malgoverno, per cui viene espulso da Firenze. Insieme con Vincenzo Gioberti e Cesare Balbo crede in una confederazione di stati italiani sotto l'egida del papato (Pio IX). Nella Prima Guerra d'Indipendenza partecipa alla difesa di Vicenza, ma viene seriamente ferito, per cui torna a Firenze, da cui viene espulso una seconda volta. Nel 1949 il re Carlo Alberto lo convoca per affidargli un governo, ma rifiutandosi di firmare un trattato con l'Austria rifiuta anche l'incarico. A Carlo Alberto succede Vittorio Emanuele II che gli rinnova l'incarico e stavolta D'Azeglio accetta, e firma il trattato di pace. Si rivela inaspettatamente un abile diplomatico. Nel 1850 affida un ministero al conte di Cavour, e suggerisce al re di affidare proprio a Cavour il ruolo di primo ministro. Si ritira a Torino, dedicandosi all'arte, e nel 1855 è direttore del museo nazionale della città. Allo scoccare della guerra contro l'Austria, Cavour invia D'Azeglio ancora una volta in Romagna dove erano in corso violenti moti antipapali. Dopo la pace di Villafranca, pubblica un pamphlet in francese, intitolato De la Politique et du droit chrêtien au point de vue de la question italienne, con lo scopo di indurre Napoleone III ad una politica favorevole all'Italia (ma ci penserà poi Cavour a convincerlo, mandandogli la contessa di Castiglione). Nel 1860 Cavour lo nomina governatore di Milano, liberata dagli Austriaci dopo la battaglia di Magenta. Quando Garibaldi si imbarca con la spedizione dei Mille, D'Azeglio rassegna le dimissioni e si ritira a vita privata, pur con un occhio alla politica (infatti diventa mazziniano). Fa a tempo a scrivere le sue memorie e muore a Torino il 15 gennaio 1866.

TITOLI:

Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta (1833)
Niccolò de' Lapi ovvero I Palleschi e i Piagnoni (1841)
La Lega Lombarda (incompiuto, 1854, pubbl. postuma 1871)
Degli ultimi casi di Romagna (1846)
I lutti di Lombardia (1848, sui moti risorgimentali)
Proposta di un programma per l'opinione nazionale italiana (1847)
I Miei Ricordi (pubbl. postuma 1867)


Massimo D'Azeglio, "Difesa di un castello",
1830, olio su tela
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma


Massimo D'Azeglio,
Ettore Fieramosca

ill. di G. Costetti
Biblioteca delle Signorine Salani
Massimo D'Azeglio,
Niccolò de' Lapi

ill. di G. Costetti
Biblioteca delle Signorine Salani

Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio
a sin. in un autoritratto giovanile, a ds. in una celebre posa

Sin: Giulia Manzoni, prima marchesa D'Azeglio, da un pastello eseguito
da Teresa Bisi quando ancora era in famiglia;
ds: Luisa Maumari Blondel, seconda marchesa d'Azeglio
(dal ritratto del Molteni)




D'ESTERRE-KEELING, ELSA (1860 -1935)

Nasce a Dublino ma compie gli studi in Germania. La sorella, Eleonore D'Esterre-Keeling, è una nota pianista e moglie di Hermann Stahl (1849-1910), che pubblica The music of the poets: the musician's birthday book (Londra, 1897) nel quale raccoglie le date di nascita di tutti i compositori. Elsa si trasferisce in Inghilterra, e insegna tedesco nella famosa scuola progressista di Charlotte Mason, sulla cui rivista, The Parents Review, pubblica diversi articoli di critica letteraria e musicale nel 1901 e 1902. Tornata a Dublino, frequenta il poeta WB Yeats e collabora con lui dando lezioni di dizione agli attori. Elsa, fine letterata, pubblica diversi saggi di critica storica, letteraria e musicale. Il suo romanzo più noto, Appassionata, storia di una musicista, appare in Italia su La rivista femminile (vol. 5, 1918) e viene in seguito pubblicato anche in volume. Nel 1893 la rivista americana The Nation cita nella rubrica Books of the Week, tra gli altri, Cosmopolis di Paul Bourget e The Story of an Artist di Elsa D'Esterre Keeling.

TITOLI:

Three sisters, or Sketches of highly original family (1884)
A laughing philosopher, being the revelations of an infant in arms an absurdity,
together with two comic plays (1886)
The professor's Wooing : being the courtships of Monsieur La Mie (1887)
In thoughtland and in dreamland (1890)
Orchardscroft: the story of an artist (1892)
Appassionata: a musician's story (1894)
Old maids and young (1896)
The queens serf: being the adventures of Ambrose Gwinett in England and Spanish America (1899)
Sir Joshua Reynolds (1902)


In The Parents' Review Volume II 1891 - 1892:
What the Germans were doing in Literature Up to the Beginning of the Crusades Germany's Meistersanger
Haydn's Holy Night
The Commencement of German Drama and its Development
The History of German Prose
German Fable Didactic Poetry and Satire

In Dublin Review, 1896 e 1898:
A Handful of Irish Books
Bards of the Gael and Gall


Elsa D'Esterre-Keeling, Appassionata, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani


Elsa D'Esterre-Keeling
(source: NYPL Digital Gallery)

D'HOUVILLE, GERARD (1875 - 1963)

Marie Louise Antoinette de Hérédia nasce a Parigi il 20 dicembre 1875: Il padre è José-Maria de Heredia, poeta e accademico di Francia, nato a Cuba nel 1842 . Fin dall'infanzia è abituata a frequentare poeti e scrittori, Lecomte de Lisle, Anna de Noailles, Paul Valéry; scrive i primi versi nella Bibliothèque de l'Arsenal, di cui suo padre è direttore. Ha una sorella maggiore, Hélène (1871-1953). Sceglie lo pseudonimo di Gérard d'Houville, nome di un antenato, e pubblica dal 1884 delle poesie sulla Revue des Deux Mondes. Il suo primo romanzo, L'Incostante, appare nel 1903. E' un romanzo autobiografico, dal momento che la sua vita sentimentale è assai movimentata, e lei stessa incarna quel modello femminile perfetto per l'epoca in cui vive, la Belle Epoque: sposa lo scrittore Henri de Régnier (1864-1936), ma diventa l'amante del suo migliore amico, lo scrittore Pierre Louÿs, dal quale ha un figlio; colleziona amanti, tra i quali nel periodo 1914-1921 Gabriele d'Annunzio. Nel 1918 è la prima scrittrice a ricevere il Grand Prix du Roman de l'Académie Française per l'insieme della sua opera. Marie de Régnier muore a Parigi il 6 febbraio 1963.

TITOLI:

L'Inconstante (1903
Le Séducteur
L'Enfant (1925)
La Vie amoureuse de l'Impératrice Joséphine (1925)
Je crois que je vous aime... Sept proverbes (1927)
La Vie amoureuse de la Belle Hélène (1928)
Le Charmant Rendez-Vous (1929)
Les Poésies (1931)
L'Impératrice Joséphine (1933)
Le Temps d'aimer (1935)
Enfantines et Amoureuses (1946)

Marie de Régnier,
alias
Gérard d'Houville
Henri François Joseph de Régnier
in una fotografia del 1900

 


Gérard d'Houville, Il tempo d'amare, ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani




Gérard d'Houville, Il romanzo dei quattro, ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani


E' un romanzo firmato da quattro autori diversi
(Paul Bourget, Gerard d'Houville,
Henri Duvernois, Pierre Benoit)
in forma epistolare (ogni autore scrive le lettere di un personaggio);
poco dopo viene pubblicato il seguito Michelina e l'amore.

DANDOLO, MILLY (1895 - 1946)

Emilia Dandolo nasce a Milano il 4 gennaio 1895 da Alessandro ed Elvira Janna; la famiglia è agiata, di origine veneta, che ritorna a Venezia quand'essa ha appena due mesi; studia a Castelfranco e in seguito in collegio a Padova. Nel 1909 collabora al Passerotto, supplemento dedicato alle prove dei piccoli lettori del Giornalino della Domenica ideato da P. E. Pistelli, che con il noto pseudonimo di Omero Redi cura la rubrica "Le pìstole di Omero". Della corrispondenza con Luigi Bertelli la Dandolo farà una rievocazione nel 1922 nel racconto Storia di un uomo grande e di una bambina piccola. Del suo primo libretto di versi Vamba scrive la prefazione nel 1913, ma la guerra interrompe le cose, essendosi la famiglia rifugiata a Venezia. Dopo la morte di Bertelli, è a Giuseppe Fanciulli che si rivolge, ma si sente dire di lasciare la poesia e di darsi invece alla prosa. Seguono allora numerosi romanzi di una delicata psicologia femminile. Frequenta la società letteraria del tempo tra Firenze e Milano, dove è redattrice del Giornalino e si specializza in novelle e libri per l'infanzia caratterizzati dal fantastico e da una certa irrealtà di rappresentazione, che ne fanno un'autrice non sempre facile, esigendo un lettore sensibile. Il suo titolo più apprezzato è senz'altro Sette regni e una bambina; scrive anche una novella (Narra e il Nostromo, 1926) insieme con il marito Eugenio Gara (Genova 1888 - Milano 1985), noto critico musicale, autore di monografie su artisti e musicisti, collaboratore del Candido e del Bertoldo con lo pseudonimo di Bardolfo, direttore del settimanale Novella e critico musicale dell'Europeo. Pubblica su La Gazzetta del popolo, L'illustrazione italiana, La Lettura, La cultura moderna. Traduce dal francese Bernardin de Saint-Pierre, Daudet, Maupassant; cura le raccolte di novelle di Selma Lagerlof, traduce e raccoglie novelle di autori famosi (Tolstoi, Daudet, etc.) spesso parafrasandole (Centonovelle, Il mio novelliere). Traduce dall'inglese i due testi del Peter Pan di Barrie, al quale è vicina come scelte narrative; e riduce i classici come David Copperfield. Muore a Milano il 27 settembre 1946.

TITOLI:

Il figlio del mio dolore (1921)
Sogno di una notte di maggio (1923)
Il silenzio degli usignuoli (1926)
In ginocchio (1929)
Tempo di amare (1929)
Forte come l'amore (1930)
E' caduta una donna (1936)
La prigioniera (1936)
Terra in vista (1939)
La fuggitiva (1939)
Il romanzo di Anna (1939, con ill. di Walter Molino)
L'angelo ha parlato (1941)
Croce e delizia (1944)
La donna del mio destino (1945)
Liberaci dal male (1946)

Per l'infanzia:

Nino sogna (1921); Piccole storie di cose grandi (1923); Un cuore di legno (1928); Sette regni e una bambina (1930, ill. di Gustavino); Storia di Gesù narrata al mio bambino (1930); Cuori in cammino (1930, premiato al concorso S.E.I.); Storie meravigliose del cielo e della terra (1933); Il cuore che germoglia (1934); Figli di re (fiaba, 1934); Il meraviglioso viaggio di Giuliano (1936); Il tesoro nascosto (1937, ill. di Brunetta).

RIDUZIONI CINEMATOGRAFICHE:
E' caduta una donna
(1941) di Alfredo Guarini, con Isa Miranda e Rossano Brazzi.
La fuggitiva
(1941) di Piero Ballerini con Anna Magnani.

Milly Dandolo,
In ginocchio
,
ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani
Milly Dandolo,
Il silenzio degli usignuoli
ill. di Alberto Zardo
Biblioteca delle Signorine Salani

Milly Dandolo Gara in diverse pose

Nel 1943 con i capelli lunghi

DAUDET, ERNESTO (1837 - 1921)

Ernest Louis Marie Daudet nasce a Nîmes, fratello del più noto Alphonse. Giornalista filobonapartista, poi filomonarchico, è autore di numerose elaborazioni storiche: Le Cardinal Consalvi (1866), La terreur blanche (1878), Histoire des conspirations royaliste du Midi sous la Révolution (1881), Histoire de la Restauration (1882) e Histoire de l'émigration (1889).

TITOLI:

Madame Robernier (1879)
La Carmélite (1883)
Fils d'émigré (1890)
Mon frère et moi (1882)

Ernest Daudet
(source photo: Gallica)


Ernest Daudet, Dall'odio all'amore, ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani

DE BUXY, BERTHE (1863 - 1919)

Pseudonimo di Blanche Legrand. Fa parte del numeroso gruppo di autori francesi chiamato "della Grande Guerra", attivo nei primi decenni del XX secolo, che dell'esperienza devastante della Prima Guerra Mondiale presero ispirazione per volgere le tematiche sentimentali in tematiche intimiste, insieme con Maryan, Mario Donal, Jeanne de Coulomb, Eric de Cys, Claude Véla, Andrée Vertiol, André Bruyère, Eric de Cys, Mary Floran, T. Trilby.


TITOLI:

L'Eau dormante (1903)
Le mystère du Froid-Pignon
Les filles du médecin

B. De Buxy, Carità fiorita, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

DE CHATEAUBRIANT, ALPHONSE (1877 - 1981)

Nasce a Rennes nel 1877; durante la seconda guerra mondiale organizza e dirige il movimento collaborazionista con i Tedeschi e per questo termina l'esistenza in esilio. Poco prima della morte, avvenuta in Austria nel 1981, si converte al cattolicesimo.

TITOLI:

Monsieur de Lourdines (1911), romanzo premiato dall'Accademia Goncourt
La Brière (1923), romanzo premiato dall'Accademia francese.
La réponse du Seigneur (1933)








A. De Chateaubriant, Il signor di Lourdines, ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani

DE COULEVAIN, PIERRE (1853 - 1927)

Jeanne Philomène Laperche, alias Pierre de Coulevain, nasce a Bordeaux il 9 aprile 1853, dove la famiglia possiede un albergo. Nel 1879 M.me Laperche, vedova, si trasferisce a Parigi con la figlia Philomène e il figlio Paul, avvocato in Corte d'Appello. Nel 1882 Philomène sposa Jean Fernand Lafargue, un amico del fratello, con ambizioni letterarie: fa il giornalista presso la Camera dei Deputati e scrive romanzi. In seguito è segretario e poi vice-presidente della Société de Gens de Lettres tra il 1893 e il 1903, data della sua morte. La famiglia Lafargue ha tre figli: René, e due bambine morte prematuramente. Philomène pubblica, sotto pseudonimo, il suo primo romanzo, Noblesse Américaine, nel 1898, vincitore nel 1899 del Prix Montyon. Il secondo romanzo, Eve Victorieuse nel 1901, vince anch'esso il Prix Montyon. Nel 1903, dopo la morte del marito e della madre, rimasta sola poiché René viene ammesso alla Ecole Forestière de Nancy, Philomène decide di consacrarsi alla scrittura. I suoi romanzi prendono toni autobiografici, spesso determinati dai viaggi ch'ella compie. Il suo pensiero si volge alla filosofia e alla teosofia, tanto che il romanzo Le Roman Merveilleux, dove fa morire il "personaggio" di Pierre de Coulevain, sarà messo all'indice. Sopraggiunge la Grande Guerra, dove René rimane ucciso nel 1915. Nel 1917 Philomène ritorna a Parigi, accanto alla nuora e ai nipotini. La sua ricerca spirituale la spinge verso i circoli filosofici, e non scrive più, salvo un romanzo per fanciulli, L'Epreuve de Georges, e qualche traduzione dall'italiano, sotto un altro pseudonimo maschile. Muore il 16 marzo 1927.

TITOLI:

Noblesse Américaine
Eve vitorieuse
Sur la brancine
L'île inconnue
Au Cœur de la Vie
Le Roman Merveilleux

Pierre De Coulevain, L'Epreuve de Georges
Bibliothèque Rose Illustrée, Hachette, 1933
ill. di A. Pécoud

Pierre De Coulevain
Nel cuor della vita

ill. di Adriano Minardi
Biblioteca delle Signorine Salani
Pierre De Coulevain
Eva vittoriosa
ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani

DE COULOMB, JEANNE (1864-1950)

Pseudonimo di Jeanne de Lagrandval Coulson. Non vi sono dati biografici di questa scrittrice, che siamo sicuri essere di origine basca, o quantomeno di aver abitato a lungo in quella regione, poichè molti dei suoi romanzi sono ambientati attorno a Biarritz, i personaggi sono baschi, hanno nomi baschi, e la scrittrice dimostra di conoscere la lingua basca (assai difficile). I romanzi ambientati nella regione si assomigliano un po' tutti, sia nella trama sia nella descrizione dei paesaggi.

TITOLI:


Chez l'oncle Louis (1894)
Héroïne! (1898)
Les secrets de Castlefort (1899)
Ferme comme roc (1900)
Boris et François (1903)
La Bague de gaston Phébus (1905)
Ame dormante (1908)
Dans l'engrenage (1908)
Celui qui guettait l'heure (1915)
Celle qui sépare (1919)
Terrible énigme (1922)
Le coupe d'or (1922)
La Dame aux aioseaux (1923)
Le silence de Nadia (1923)
La
forêt qui chante (1925)
Lèvres closes (1927)
Plus fort que lui! (1938)
La fiamma del focolare, romanzo premiato dall'Accademia francese



Jeanne De Coulomb,
Il vento delle vette

ill. di Alberto Zardo
Biblioteca delle Signorine Salani
Jeanne De Coulomb,
La foresta che canta

ill. di Albero Zardo
Biblioteca delle Signorine Salani



DE CYS, ERIC (1889 - 1957)

Marie-Josèphe Valentine Benoît d'Entrevaux nasce il 12 luglio 1889 nel castello di famiglia d'Entrevaux (Ardèche) da Philippe Auguste Michel Benoît , negoziante, e da Marie Isabelle Eulalie Eleonore Louise Henriette Guéraud. Ha una sorella gemella Marie-Josèphe Suzanne. Il fratello Henry Marie-Joseph Michel nasce nel 1898, e infine una sorella minore, Françoise Mathilde Marie-Josèphe Genéviève. Si chiamano tutti Marie-Joseph in onore di un antenato. Il padre di Valentine è conosciuto come storiografo, un'attività che cominciò per hobby, ma per 25 anni è direttore responsabile della rivista storica araldica Revue historique, archéologique, littéraire et pittoresque du Vivarais, nonché autore di varie opere.
Fidanzata con un giovane aristocratico di Cys-La Commune nell'Aisne, che muorei durante la Grande Guerra, ne prende il nome e luogo di nascita come pseudonimo, rimanendo fedele al suo ricordo senza sposarsi, passando la vita a scrivere nel castello di Entrevaux. Si firma anche come Valentine d'Entrevaux. Pubblica nella Semaine de Suzette e Les Veillées des Chaumières (nel 1928 con il romanzo L'Andante de la Symphonie), collabora a Le Petit Echo de la Mode. Iscritta alla Société des Gens de Lettres, Eric De Cys publica innumerevoli romanzi nella Bibliothèque de ma Fille di Gautier&Languereau. Muore a Saint Priest nel 1956.

Testo: courtesy www.bibliothèquedesuzette.com

TITOLI:

Lautomne en fleurs
L'imprudente pitié
Second rendez-vous
Seule dans mon coeur
La chanson dans le soir
Lunes rousses
Le château des Mages
L'andante de la symphonie
Le mari de la reine
Le rosssignol d'hiver
Francine en uniforme

Insieme con Jean Rosmer:
La comtesse Edith
La maison de l'homme armé
L'idole aux bras fermeés

Eric De Cys,
Amore vittorioso

ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani
Eric De Cys,
Dal pelago alla riva
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani





DE KEISER, EDOUARD


TITOLI:

Il sortilegio di Venezia
Le papyrus
Le testament mystérieux
Sous les pommiers fleuris
La confession pendant la valse
Danielle de Crefaille
Il dramma di una notte
L'agguato è pronto
Un amore a Sumatra
Rialto
Vacances a Frabosa
La vittoria dell'amore



E. De Keiser, La canzone del Danubio, ill. di Rossini
nella seconda versione Grandi Romanzi Salani
(Romanzi della Rosa, cover blu)

DE LA BRETE, JEAN (1858-1945)

Alice Cherbonnel, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Jean de la Brète, nasce a Saumur. Il padre è impiegato alla società del telegrafo, ma la famiglia è ottima, di origini normanne il padre e angioine la madre, e acquisisce alla fine del XVIII secolo (per poi cederla alla fine del XIX) una bella proprietà chiamata Le Breuil-Bellay, nel distretto dei castelli della Loira. Da bambina abita nella piccola città di Avranches in Normandia, poi vive - sempre in compagnia della sola madre, nel ritiro più assoluto - tra Parigi e la proprietà di famiglia, dove muore nel 1945. Saumur le ha dedicato una strada: rue Jean-de-la-Brète nel quartiere Violettes Hauts Quarties.
Scrive romanzi di genere romantico e sentimentale, rivolti ad un pubblico scelto. Con Mon oncle et mon curé
, romanzo elevato e un po' diverso dal solito, apparso nel 1889, ottiene un successo nazionale; il testo viene premiato dall'Académie Française e viene adattato per il teatro, ed è continuamente ristampato fino al 1965.


TITOLI:

Mon oncle et mon curé (1889)
Le roman d'une croyante (1892)
Un vaincu (1893)Badinage 81894)
L'esprit souffle où il veut (1897)
L'imagination fait le reste ... (1897)
Conte bleu (1903)
Un r
êveil (1904)
Un mirage (1906)
Aimer quand même (1906)
Illusion masculine (1908)
R
êver et vivre (1911)
Un obstacle 81912)
L'Aile blessée (1914)
Le rubis (1923)
Les reflets (1926)
La source enchantée (1928)
Péripéties (1939)


Jean de la Brète,
Mio zio e il mio curato
Biblioteca delle Signorine Salani
Ill. non firmata
Jean de la Brète,
Mon Oncle et mon Curé

(ed. Nelson)


DE MONTHEAS, JEAN

Autore di genere romantico e melodrammatico, è curiosamente noto per aver propugnato l'uso, all'epoca avanguardista, della stenografia e della dattilografia. Infatti è amico di Albert Navarre de Puytorac (1874-1955) che per primo istituì una scuola di stenodattilografia in Francia, scrivendone anche un celebre trattato, e che per pubblicizzare la novità stenografò e dattilografò il romanzo di Monthéas Les souvenirs d'un caniche (1899), del quale compare come co-autore nelle bibliografie istituzionali.

TITOLI:

Nina, histoire d'une jeune fille (1895)
Le fier sicambre (1897)
Le epreuves de Madeleine (1898)
Les souvenirs d'un caniche (1899)
Un héritage (1926)

Jean De Monthéas, L'orgoglio dei Montignac
in una delle nuove edizioni Salani

Jean De Monthéas, Il fiero sicambro
Biblioteca delle Signorine Salani
Sin: ill. originale di Cipriano Mannucci

ds: nella seconda versione di Alberto Micheli

DE TINSEAU, LEONE (1844 - 1921)

Léon de Tinseau nasce ad Autun (Saône-et-Loire) il 30 aprile 1844. Studia al Collège de Dôle nel Jura, tenuto dai Gesuiti. Sottoprefetto nel periodo del secondo Impero, lascia la carriera nell'amministrazione statale per darsi alla letteratura; collabora alle maggiori riviste letterarie come Nouvelle Revue, Correspondant, Revue Bleue, L'Illustration, ed è romanziere prolifico. Frequenta i circoli letterari e spesso firma le prefazioni ai libri di autori contemporanei. Appartiene alla nobiltà di recente costituzione (è conte) e pertanto frequenta i buoni salotti parigini: nei suoi romanzi infatti si respira quell'aria impagabile di mondanità che deriva solo da un'esperienza diretta. A lui viene attribuita la massima "Il matrimonio è come una fortezza assediata: quelli che ne stan fuori vorrebbero entrare e quelli che stan dentro vorrebbero uscirne". Nel 1885 il romanzo La meilleure part viene premiato dall'Académie Française. Viaggia molto, nel 1896 pubblica un resoconto di un viaggio nel Québec, Canada.

TITOLI:

Robert d'Epirieu (1882)
Alain de Kérisel (1883)
La Meilleure Part (1885)
L'attelage de la Marquise (1885)
Dernière Campagne (1887)
Charme rompu (1888)
Ma cousine Pot-au-Feu (1888)
Sur le seuil (1890)
Strass et diamants (1890)
Plus fort que la Haine (1891)
Mon oncle Alcide (1892)
Le Chemin de Damas (1894)
Dette oubliée (1895)
Un Nid dans les ruines (1898)
L es P
êches des Autres (1899)
Mensonge blanc (1900)
Le secretaire de Madame la Duchesse (1903)
Le port d'attache (1910)
Le secret de Lady Marie (1918)



Léon de Tinseau, Il porto d'approdo,
ill. di Cipriano Mannucci

Biblioteca delle Signorine Salani


DELL, ETHEL MAY (1881 - 1939)

Ethel May Dell nasce a Londra il 2 agosto 1881 da una famiglia della middle class; ha un fratello e una sorella. Fin da piccola scrive storie e quando ha l'età inizia a pubblicarle a puntate sui settimanali, dove riscuotono un certo successo anche perchè, pur essendo del solito genere sentimentale, sono ambientate negli esotici possessi coloniali britannici. Il primo romanzo pubblicato in volume è The Way of an Eagle, del 1911, ed ottiene un successo strepitoso. Scrive molto ed è molto ammirata, ma continua ad essere timida e non concede mai un'intervista. Quando sposa il Lieutenant-Colonel Gerald Savage nel 1921, nessuno della stampa è ammesso alla cerimonia. Muore nel settembre del 1939.

TITOLI:

The Way of an Eagle (1911)
The Knave of Diamonds (1912)
Greatheart (1912)
The Rocks of Valpre (1914)
The Keeper of the Door (1915)
The Bars of Iron (1916)
Hundredth chance (1917)
Rose of Dawn (1917)
The Lamp in the Desert (1919)
Top of the World (1920)
Obstacle Race (1921)
Charles Rex (1922)
The Unknown Quantity (1924)
A Man Under Authority (1926)
The Black Knight (1926)
The Gate Marked Private (1928)
Peggy by Request (1928)
The Altar of Honour (1929)
Storm Drift (1930)
The Silver Bride (1932)
The Prison Wall (1933)
The Electric Torch (1934)
Where Three Roads Meet (1935)

Ethel Dell viene tradotta in francese da Marie Chavanat, tradutttrice anche di Elynor Glyn.



Ethel Dell, Le vie dell'aquila,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

DELLY
pseudonimo di Jeanne Henriette Marie Petitjean de la Rosière (1875-1947) e del fratello Frédérick (1876-1949).


Il romanzo di Delly è il romanzo rosa per antonomasia. Si potrebbe dire un nome una garanzia.
Nel vasto panorama della letteratura popolare sentimentale che va da metà Ottocento alla Seconda Guerra Mondiale, non escludendo gli epigoni contemporanei, Delly è sicuramente il più noto e il più amato degli autori del genre. Nulla togliendo ad altri autori famosi, come Octave Feuillet e Carolina Invernizio artefici del feuilleton tragico ottocentesco, oppure alle inglesi Elynor Glyn e Barbara Cartland, che inseriscono quel tocco particolare di morbosità, oppure alle ben note tedesche Elisabeth Werner e Hedwig Courths-Mahler, regine incontrastate della felicità borghese, Delly riesce a superare tutti per l'irresistibile leggerezza delle trame, per l'assurdità dei dialoghi, per l'efferatezza del personaggio cattivo opposta alla luminosità dell'eroina. Delly riesce a farci sognare.
Tutte, almeno una volta, ci siamo immedesimate in una qualche eroina di Delly, sognando di essere prese tra le braccia da quel sublime bruto che nonostante tutto ci fa così soavemente palpitare. E che dire dell'eroina?, sempre uguale a se stessa, sempre bellissima, poverissima, buonissima. E aggiungiamo: castissima, ignorantissima in materia d'amore e anche di sesso. A dire il vero ci pare normale che a fine Ottocento una signorina come Marie Delly, che vive ritirata in casa propria senza mai metterne fuori il naso, ignori certi fatti della vita, se è vero che in Fiori del chiostro, fiori del focolare l'eroina, che ha dei dissapori col marito e quindi ne sta alla larga, rimanga poi incinta ... ma proprio in questo risiede il fascino straordinario di questi romanzi che di romanzesco non hanno nulla ma di fiabesco tanto, e che ci lasciano sognare di un mondo diverso, irreale, dove tutto finisce bene. Sostanzialmente è questo il motivo per cui si leggono i romanzi rosa: per evadere dalla dura realtà del mondo in cui viviamo e passare due ore felicemente immersi tra le nuvole. E siccome tutte le nuvole hanno delle sfumature di colore diverso, quelle originate da Delly sono incontrovertibilmente rosa.




Delly, Il re delle Ande,
ill. di Maria Augusta Cavalieri
Biblioteca delle Signorine Salani
Delly,
I gufi delle rocce rosse,
Cappelli,
1951




Presentiamo al pubblico italiano il n°55/56 della rivista Le Rocambole,
che si occupa in vari modi di letteratura popolare, completamente dedicato a Delly,
con in copertina una delle tante versioni moderne editate
dalla casa editrice Salani.
Ricordiamo ai visitatori del sito che la Redazione
partecipò alla giornata di studi su Delly
che si tenne a Roma il 21 maggio 2009 e che quindi ha contribuito
alla realizzazione di questo numero.
Particolarmente interessante è la BIBLIOGRAFIA COMPLETA di Delly,
compresa quella italiana.

Coloro che desiderano procurarsi una copia di
Le Rocambole n°55/56 possono contattare la Redazione:
contact@lerocambole.com o consultare il sito:
www.lerocambole.com


DE SAXEL, PIERRE

Pseudonimo di una scrittrice della Linguadoca.

TITOLI:

L'indiscretion de la Vicomtesse (1903)
Chiffon (1925)
Georges et moi (1925)
Le miroir des oiseaux (1926)
Le mystère d'En-Pouchet (1927)
Un mystérieux locataire (1927)
Vole, mon coeur, vole (1929)
Tais-toi, mon coeur! (1930)
Ce que femme veut ... (1930)
Le Baron avait perdu son reçu! (1930)
Le secret (1933)
Bonjour Philippe! (1933)





De Saxel, Vola mio cuore vola, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

DOYLE, Sir ARTHUR CONAN (1859 - 1930)

Arthur Conan Doyle nasce ad Edinburgo il 22 maggio 1859 da padre scozzese e madre irlandese; il doppio cognome è un errore, essendo noti padre e nonno solo come Doyle. Dal 1876 al 1871 studia medicina all'Università di Edinburgo; serve come medico di bordo su una nave in viaggio in Oriente, e inizia la pratica a Plymouth e Portsmouth. Già in questo periodo scrive novelle, che pubblicca su giornali locali. Nel 1887 pubblica A Study in Scarlet, la prima storia con protagonista Sherlock Holmes.
Nel 1885 sposa Louise Hawkins, che muore nel 1906; successivamente, nel 1907, sposa Jean Leckie, che gli sopravviverà. Ha cinque figli, due dalla prima moglie e tre dalla seconda. Nel 1891 si trasferisce a Londra dopo aver conseguito la specializzazione in oftalmologia; come confessa nella sua autobiografia, non ebbe mai alcun paziente. Ciò non lo scompone affatto, poiché preferisce darsi alla scrittura. Nel 1893 decide di far morire il suo personaggio principale, ma il pubblico si ribella ed è costretto a "farlo resuscitare" con un escamotage. Il totale delle novelle di Sherlock Holmes è di 56 titoli, i romanzi sono 4; i restanti sono titoli di romanzi storici o trattati politici. Al volgere del secolo partecipa volontario come medico di campo alla guerra boera, per cui viene nominato baronetto da Edoardo VII nel 1902. Intristito dalla perdita di un figlio e di diversi parenti durante la Prima Guerra Mondiale, si dedica allo spiritualismo, e inevitabilmente soggiace al declino. Muore il 7 luglio 1930 di un attacco cardiaco.

TITOLI:

I quattro romanzi di Sherlock Holmes:
A Study in Scarlet (1887)
pubblicato sul Beeton's Christmas Annual
The Sign of Four (1890) pubblicato sul Lippincott's Magazine
The Hound of the Baskervilles (1901-1902) pubblicato sullo Strand Magazine
The Valley of Fear (1914-1915) pubblicato sullo Strand Magazine

Rodney Stone (1896) è uno dei tanti romanzi storici, unico tradotto da Salani per la collana Biblioteca delle Signorine con il titolo Il fantasma del castello.

Sir Arthur Conan Doyle

I numerosi titoli di Sir A. Conan Doyle sono reperibili in ICCU o su Wikipedia;
per una biografia completa di numerose immagini rimandiamo a:

www.sherlockholmesonline.org
La filmografia è immensa e continua (211 film e 75 attori diversi che impersonano Sherlock Holmes) e innumerevoli sono le serie per la TV, per cui rimandiamo ai dizionari di cinema

Sir Arthur Conan Doyle, Il fantasma del castello,
Biblioteca delle Signorine Salani

sin: ill. non firmata;
a ds. nella versione successiva firmata da F. Faorzi (Romanzi della Rosa)


Sir Arthur Conan Doyle, A Study in Scarlet, Ward Lock Ed., London, 1891,
ill. by George Hutchinson

DORGELES, ROLAND (1886 - 1973)

Roland Lécavélé, alias Roland Dorgelès, nasce ad Amiens il 15 giugno 1886 da Onésine Lécavélé e Laure Leclercq; studia pittura all'Ecole des Beaux-Arts e passa la giovinezza tra la vita bohémienne di Montmartre; in seguito si dà al giornalismo (Sourire, Fantasio, Paris-Journal, Le Canard Enchainé). Sposa in prime nozze Hania Routchine e poi Madeleine Moisson. Combatte nella Grande Guerra, che gli ispira le prime opere; ottenuto un buon successo, si dà alla carriera letteraria, immettendo nei suoi libri i ricordi personali, quelli dell'ambiente di letterati e pittori, oppure i viaggi, e anche i ricordi bellici della Seconda Guerra mondiale. Dal 1929 è membro dell'Accademia Goncourt, di cui nel 1955 diviene presidente; e dal 1964 membro del Conseil Supérieur des Gens des Lettres. Decorato Gran'Ufficiale della Legione d'Onore e Croce di Guerra.

TITOLI:

Les croix de bois (1919)
Le cabaret de la belle femme (1919)
Saint Magloire (1922)
Le réveil des morts (1923)
Montmartre, mon pays (1925)
Partir (1926)
La caravane sans chameaux (1928)
Sur la route mandarine (1929)
Le ch
âteau des brouillards (1932)
Si c'était vrai (1934)
Retour au front (1940)
Route de tropiques (1944)
Carte d'identité (1945)
Le bouquet de Bohème (1947)
Bleu horizon (1949)
Portraits sans retouches (1952)
La dr
ôle de guerre (1957)
Tout est à vendre (1956)
Au beau temps de la Butte (1963)
A bas l'argent (1965)
Lettre ouverte à un milliardaire (1967)
Le Marquis de la Dèche (1971)



Roland Dorgelès



Roland Dorgelès, L'osteria della bella donna,
ill. di Alberto Zardo
Biblioteca delle Signorine Salani




DREYER, ANTONY

TITOLI:

Le beau parti, l'unico tradotto in italiano, La fiamma nascosta
Noèmi bon coeur
Au val del l'Evre
L'héritage de Philippe
L'orage sur la maison
La maison de Ca
ïn
Pour sauver Denise
Sous ala ramure

Antonio Dreyer, La fiamma nascosta, ill. di Alberto Micheli

Biblioteca delle Signorine Salani


DU VEUZIT, MAX (1876 - 1952)

Alphonsine Zéphirine Vavasseur nasce il 30 ottobre 1876 in un ambiente contadino nei pressi di Rouen. Il nonno le insegna a leggere e scrivere, cosa che alla bambina piace assai: già a sette anni inventa fiabe per le bambole. A otto anni circa la madre la mette in collegio presso il convento di Saint-Joseph a Rouen. Per le feste torna a casa, dove vive la vita tranquilla della campagna, dove le uniche distrazioni sono le visite dei venditori ambulanti, che a veglia raccontano qualche storia. Alphonsine è scrittirce per vocazione, e fa tesoro di tutto. Scrive storie che vengono lette in classe, e mette su perfino una piccola rappresentazione teatrale. Si infiamma per la poesia, cosa che la madre non capisce e non approva, tanto che a scuola viene punita a ricopiare pagine e pagine dei classici, da Lamartine a Chateaubriand, a Hugo: è in tal modo che Alphonsine apprende davvero a scriver bene. Terminata la scuola, pubblica qualche racconto ne La Cloche illustrée du Havre. Nel 1896 inizia a pubblicare romanzi, che vengono apprezzati da François Simonet, un impiegato delle ferrovie che compie il tragitto Parigi-Le Havre e che un giorno si dichiara. Sposati nel 1898, lui la incoragga a scrivere e le suggerisce lo pseudonimo che diverrà famoso: Max du Veuzit. La coppia ha due figli, Henri e Claire: Alphonsine attende che siano cresciuti per dedicarsi alla scrittura, con dei romanzi quasi audaci per l'epoca, che risentono senz'altro delle letture giovanili, sporattutto i libri di Guy Chantepleure. Nel 1902 viene ammessa alla Société des Gens de Lettres e in seguto accetta il posto di redattore capo del giornale Annales agricoles, française, coloniales et étrangères, dove scrive di tutto usando pseudonimi diversi, e dedicandosi in particolare alla critica teatrale. A dire il vero si entusiasma per il teatro, assiste a tutte le rappresentazioni e scrive anche dei pezzi con il nome di Georges Lomelar. Ha un terzo figlio, che stavolta affida ad una bambinaia, e conduce, sempre con il marito, una vita frenetica tra l'Opéra, la Comédie Française e il Moulin Rouge. I suoi libri sono tradotti e venduti in tutto il mondo (circa 40 titoli); ha il dispiacere di vedersi messa all'indice dall'Abbé Bethléem con l'accusa di amoralità (lei, così cattolica!) ma Alphonsine gli fa causa e la vince. All'interno della Société des Gens de Lettres istituisce un "Prix Max du Veuzit" per incoraggiare i nuovi talenti. Muore il 15 aprile 1952.

TITOLI PUBBLICATI DA SALANI:

La contessina
La mammina di carta

La moglie ricca
Il castagneto
Mio marito
Un marito di prima scelta
John, chauffeur russo
Il vecchio pozzo

Alphonsine Simonet
alias Max du Veuzit
François Simonet
Photos: courtesy M.me Sensart
© M.me Sensart


Max Du Veuzit, La moglie ricca, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani





Il castello di Théméricourt, nella Val d'Oise,
acquistato da Max du Veuzit nel 1935
(source photo: Marie Guérin-Dominique Paulvé, Le roman du roman rose, JC Lattès 1994)




DUMAS, ALEXANDRE (1802 - 1870)

Alexandre Davy de la Pailleterie nasce il 24 luglio 1802 a Villers-Cotterets, non lontano da Parigi, figlio di un'ostessa e del generale Thomas-Alexandre Dumas, figlio del marchese Alexandre-Antoine Davy de la Pailleterie. Muore il 5 dicembre 1870.
Alexandre Dumas è anche un Autore per ragazzi per cui rimandiamo la biografia alla pagina AUTORI D-L

TITOLI:

Le Comte de Monte-Cristo (1845)
Ciclo di Richelieu e Mazarino:
Les trois mousquetaires (1844), Vingt ans aprèe (1854), Le Vicomte de Bragelonne (1848)
Ciclo degli ultimi Valois:
La Reine Margot (1845), La Dame de Montsoreau (1846), Les Quarante-cinq (1847)
Ciclo della Rivoluzione:
Joseph Balsamo (1848), Le collier de la Reine (1850), Ange Pitou (1853), La Comtesse de Charny (1853), Le chevalier de Mason-Rouge (1855)

FILMOGRAFIA:

Gli adattamenti cinematografici sono numerosi, per non parlare degli sceneggiati televisivi, da Il tulipano nero (1964) a tutti i titoli dei cicli storici, a Il Conte di Montecristo. I tre moschettieri è il titolo con più film: cinque (1935, 1948, 1961, 1974, 1993).




Alexandre Dumas, I tre moschettieri, ill. di Luigi Cavalieri
Biblioteca delle Signorine Salani



Alexandre Dumas

a sin. in una incisione risalente al 1854 che lo ritrae in giovane età, a ds. in una celebre fotografia dell'età matura

DUMAS, ALEXANDRE FILS (1824 - 1895)

Alexandre Dumas fils nasce a Parigi il 27 luglio 1824, figlio illegittimo del famoso scrittore e di una sartina, Marie-Catherine Labay. Nel 1831 il padre lo riconosce, e secondo la legge del tempo lo toglie alla madre per farlo studiare convenientemente. Il dolore di lei porterà in seguito il giovane Alexandre a descrivere figure dolenti di giovani donne perseguitate dalla sfortuna. Nel dramma Le fils naturel (1858) viene chiaramente esposto il suo pensiero a proposito di questi fatti. Nel 1844 si trasferisce a Saint-Germain-en-Laye insieme al padre, dove conosce Marie Duplessis, la giovane cortigiana che gli ispira il suo primo romanzo di ispirazione romantica, La dame aux camélias. Adattato in dramma teatrale, in Inghilterra e negli Stati Uniti avrà il titolo di Camille, e nel 1853 Verdi lo trasforma nell'opera immortale La traviata. Inizia così la sua carriera di autore drammatico, che domina il teatro francese per tutta la seconda metà dell'Ottocento. Nel 1864 sposa Nadeja Naryschkine, che gli dà una figlia, e dopo la sua morte sposa Henriette Régnier. Nel 1874 viene ammesso all'Académie Française e nel 1894 gli viene conferita la Legion d'Onore. Muore il 27 novembre 1895 a Marly-le-Roy.

TITOLI:

L'Affaire Clemenceau (semi autobiografico, 1867)
Atala (1848)
La Dame aux camélias (1852)
Diane de Lys (1853)
Le Bijou de la reine (1855)
Le Demi-monde (1855)
La Question d'argent (1857)
Le Fils naturel (1858)
Un Père prodigue (1859)
Un Mariage dans un chapeau (1859)
L'Ami des femmes (1864)
Le Supplice d'une femme (1865)
Les Idees de Madame Aubray (1867)
Le Filleul de Pompignac (1869)
La Princesse Georges (1871)
La Femme de Claude (1873)
Monsieur Alphonse (1873)
La Comtesse Romani (1876)
La Princesse de Bagdad (1881)
Denise (1885)
Francillon (1887)

Alexandre Dumas fils



Alexandre Dumas fils, La signora delle camelie, ill. di A.Vicenzi
Biblioteca delle Signorine Salani







DYVONNE

Pseudonimo di Yvonne Schultz, figlia della scrittrice Jeanne Schultz (1860-1910) che pubblica con lo pseudonimo Philippe Saint-Hilaire dei libri per l'infanzia, e con il proprio nome un romanzo, La nouvaine de Colette (1888), che nel 1925 diventa un film. Yvonne Schultz viene ammessa alla Société des Gens de Lettres nel 1916. Parigina, si trasferisce a Nizza dopo la morte della madre, e lì scrive la maggior parte dei suoi libri, che ovviamente vi trovano ambientazione. Tra tutte le scrittrici di romanzi rosa, è l'unica che abbia la furbizia di citare, tra i personaggi di un testo, la protagonista di un altro suo romanzo. facendo appena accenno alle sue passate vicissitudini, suscitando così la curiosità di leggerlo: una forma di autopromozione. Oltre a numerosi romanzi di genere sentimentale, scrive dei racconti di viaggio relativi all'Indocina, alcuni ristampati ancor oggi, e viene citata nei depliant turistici della baia di Halong (Viet Nam), famosa per la sua bellezza. In Sous le ciel de jade dà la parola alle donne annamite e alle popolazioni indigene dei territori descritti, all'epoca facenti parte delle colonie francesi.

TITOLI:

Les nuits de fer, roman lapon (1923)
Le mari de Viviane (1923)
La flamme sur le rempart (1926)
Le roman d'Arlette (1928)
Les fiancés d'Angkor (1928)
La couronne d'étoiles (1928)
L'idylle passionnée (1929)
Sous le ciel de jade (1930)
Dans la griffe des Jauniers (1931)
Le Sampanier de la Baie d'Along (1932)
L'enlèvement de Jadette (1934)
L'étoile de Grenade (1935)
Au fond d'un temple hindou (1937)



Dyvonne, Titti, dattilografa, e lui, ill. di Fiorenzo Faorzi
Biblioteca delle Signorine Salani



ELIOT, GEORGE (1819 - 1880)

Pseudonimo di Mary Ann Evans. Nasce nel Warwickshire nel 1918 e riceve una severa istruzione sotto un'insegnante di ferrea fede protestante. Conosce bene il tedesco, legge i filosofi in lingua originale (Feuerbach, Spinoza) e ne rimane affascinata, tanto che passa all'ideologia razionalistica abbandonando la religione. Frequenta i positivisti, collabora alla rivista Wesminster Review, di cui è anche condirettrice. Nel 1851 conosce G.H. Lewes, sposato con un'altra, con il quale ha una solida relazione fino alla di lui morte nel 1878. Usa lo pseudonimo per la prima volta nel 1857. Muore a Londra nel 1880. E' decisamente una donna anticonvenzionale nella vita privata, e tuttavia nei suoi scritti si legge una decisa moralità personale, che può esistere al di fuori della moralità fissata dagli schemi religiosi; l'influsso protestante si fa sentire nella concezione del dolore come purificazione. E' considerata uno dei grandi autori dell'età vittoriana, precorritrice del romanzo intimistico.

TITOLI:

Scenes from clerical life (1858)
Adam Bede (1859)
The mill on the Floss (1860, autobiografico)
Silas Marner (1861)
Romola (1863, romanzo storico)
Felix Holt the radical (1866)
Middlemarch (1871)
Daniel Deronda (1876)
Mary Ann Evans, alias George Eliot



George Eliot, Romola, ill. di Jacopo Olivotto
Biblioteca delle Signorine Salani



ESTEVEN, JOHN (1888 - 1954)

Samuel Shellabarger nasce a Washington D.C. il 18 maggio 1888; rimasto orfano in tenera età, è allevato dal nonno, Membro del Congresso degli Stati Uniti e attaché per il Portogallo. Samuel conduce una vita interessante, al di sopra della media, tanto che a soli 15 anni gli viene concesso il Grand Tour europeo. Nel 1909 si laurea a Princeton, e decide di diventare uno scrittore; dopo altri viaggi in Europa, ottiene il Ph.D. ad Harvard. Durante un viaggio in Svezia conosce Vivan Georgia Lovegrove Borg, che sposa nel 1915. Avranno quattro figli. Shellabarger insegna letteratura inglese a Princeton, ed ottiene un anno di aspettativa per servire nell'intelligence durante World War One, il che influenzerà non poco la sua produzione letteraria legata al "mystery book". Dopo il 1922 la famiglia si trasferisce in Europa, dove Shellabarger si dedica totalmente alla scrittura. Per distinguere la narrativa storica, per cui è famoso, dalle produzioni poliziesche, pubblica queste ultime sotto due pseudonimi: John Esteven e Peter Loring. The Door of Death, un giallo (1928), porta il nome di John Esteven; The Black Gale (1929) quello di Peter Loring. Shellabarger fa la spola tra gli Stati Uniti, dove a tratti riprende l'insegnamento a Princeton, e l'Europa. E' un vero poliglotta: parla correntemente francese, tedesco, svedese, italiano, olandese, e spagnolo; conosce anche greco e latino. Scrive sulle riviste McCall's e Cosmopolitan. Nel 1938 si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti e diventa preside della Columbus School for Girl in Ohio. Dal 1945 fino alla morte, nel 1954, scrive quattro romanzi storici, che godono di enorme successo e gli fanno guadagnare una fortuna. Ma un infarto gli è fatale il 21 marzo 1954, nella sua casa di Princeton, New Jersey. La Princeton University ha istituito un "Samuel Shellabarger Memorial Prize in Creative Writing".

TITOLI

A biography of Lord Chesterfield (1935)
Captain from Castile (1946)
Prince of Foxes (1947)
The King's Cavalier (1950)
Lord Vanity (1953)
Tolbecken (1955)

TRADOTTI IN ITALIANO

La vendetta dell'idolo (Biblioteca delle Signorine, Salani, riproposto ne I romanzi della sfinge al n°32)
La taverna dei misteri (al n°238 de I gialli Mondadori, 1940)



John Esteven, La vendetta dell'idolo,
ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani
(courtesy Paola Cardi)


FILMOGRAFIA


Captain from Castile, 1947, dir. Henry King, con
Tyrone Power, Jean Peters, Cesar Romero, Lee J. Cobb
Prince of Foxes, 1949, dir. Henry King, con
Tyrone Power, Orson Welles, Marina Berti, Wanda Hendrix

FAYET CLAUDE (1895 - 1986)

Marcelle Fayard nasce il 19 febbraio 1895 a Poyanne (Landes); sposa il concittadino Gérard Batbedat (1886-1936), uomo di lettere e direttore di teatro; la coppia vive a Parigi, dove lui è direttore del teatro degli Champs Elysées nel 1930. Marcelle scrive su giornali e riviste e pubblica romanzi con lo pseudonimo di Calude Fayet, tuttavia alla Société des Gens de Lettres è iscritta come M.me Batbedat. Spesso nei suoi testi si ritrova l'ambientazione delle Landes. Muore l'11 dicembre 1986.


TITOLI

Rapsodie Hongroise
L'épreuve de la neige
Les diamants maléfiques
Héritière
Le temps des Oeillets
Pour sauver Anne: enquete privée
L'hostellerie du vieux moulin
Eté perdu
La fougeraie
Fiançailles rompues
Amours basques


Claude Fayet, L'ostacolo
, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani


FLORAN, MARY

Pseudonimo di Marie Leclercq, nata ad Abbeville dove il padre esercitava la magistratura. Attiva nei primi tre decenni del XX secolo.

TITOLI:

Orgueil vaincu (1898)
Mademoiselle Millions (1902)
Femme de lettres (1904)
L'esclavage (1906)
Lequel l'aimait? (1909)
Tentation mortelle
Un an d'épreuve
Soeur jumelle
L'ennemi (1916)
Riche ou aimée? (1920)
Une famille à la page (1932)

M. Floran, Una famiglia moderna, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

FOGAZZARO, ANTONIO (1842 - 1911)

Nasce a Vicenza il 25 marzo 1842, da Mariano e Teresa Barrera, dove gli viene impartita un'educazione religiosa, che però rischia di perdere in seguito a problemi filosofici legati alla teoria evoluzionistica. Uno dei suoi maestri è Giacomo Zanella. Nel 1858 è iscritto alla Facoltà di legge a Padova ma interrompe gli studi a causa di una malattia prima e della guerra poi; si laurea a Torino nel 1864. Nel 1865 si trasferisce a Milano, e nel 1866 sposa Margherita dei conti di Valmarana, che gli darà tre figli; tale matrimonio gli permetterà di vivere con una certa tranquillità economica. Nel 1869 la famiglia si trasferisce definitivamente a Vicenza e Fogazzaro rinuncia alla professione per darsi alla letteratura; è membro dell'Accademia Olimpica. Partecipa al movimento modernista e ne accetta la teoria secondo cui si possa sottoporre a critica storica i testi biblici. Soprattutto nel romanzo Il Santo Fogazzaro si propone di rinnovare le coscienze dei cattolici; il libro viene messo all'indice nel 1906, (in seguito tutto il movimento modernista viene condannato dalla Chiesa: Pio X nel 1907 in un'enciclica elenca una sintesi di tutte le eresie) e Fogazzaro si guadagna l'accusa di anticlericalismo. Per rimediare, pubblica il suo ultimo romanzo, Leida (1911) nel quale vuole sottolineare l'allontanamento dal movimento riformista, ma ottiene solo di ribattere la polemica contro i "farisei" del cattolicesimo. Muore a Vicenza poco dopo, nel 1911. Antonio Fogazzaro, nominato senatore del Regno nel 1896 a seguito dell'enorme successo di Piccolo mondo antico (uscito nel 1895, primo libro di una tetralogia) è considerato il maggior romanziere italiano dopo Giovanni Verga dell'ultimo periodo dell'Ottocento.

TITOLI:

Malombra (1881)
Daniele Cortis (1884)
Il mistero del poeta (1887)
Poiccolo mondo antico (1895)
Ascensioni umane (1899)
Piccolo mondo moderno (1900)
Il Santo (1906)
Leida (1911)



La pubblicità dell'edizione di Malombra
pubblicata da Mondadori,
nella quarta di copertina di una rivista,
firmata da Vittorio Accornero, 1943.
Nel testo si fa specifico riferimento
al film di Mario Soldati.


Antonio Fogazzaro,
Malombra
,
ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani
Antonio Fogazzaro,
Daniele Cortis
,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

Antonio Fogazzaro

FILMOGRAFIA

Piccolo mondo antico, 1941, regia di Mario Soldati, con Alida Valli, Massimo Serato
Malombra, 1942, regia di Mario Soldati, con Isa Miranda , Andrea Checchi, Irasema Dilian
Daniele Cortis, 1947, regia di Mario Soldati, con Sarah Churchill, Vittorio Gassman, Gino Cervi, Evi Maltagliati


FRANCE, ANATOLE (1844 - 1924)

Pseudonimo di Jacques Anatole François Thibault. Nasce a Parigi il 16 aprile 1844; il padre ha una libreria, la Librairie de France, dalla quale prende il proprio nome d'arte. Nel 1876 diventa bibliotecario al Senato, e nel 1896 membro dell'Académie Française. Anatole France acquista immediata notorietà fin dal suo primo titolo, Le crime de Sylvestre Bonnard (1881), premiato dall'Accademia. Scettico, ironico, buon conoscitore dell'umana psicologia, dipinge senza veli i difetti e le debolezze umane, e i suoi scritti sono satireggianti e conditi di frasi e paradossi che rimarranno celebri. Dal 1888 al 1892 pubblica in quattro volumi La vie littéraire, e dal 1896 al 1901 pubblica i quattro volumi de l'Histoire contemporaine: L'Orme du Mail (1897), Le Mannequin d'osier (1897), L'Anneau d'améthyste (1899) e M. Bergeret à Paris (1901). Nel 1920 molti dei suoi titoli vengono messi all'indice, il che non gli impedisce nel 1921 di vincere il Nobel Prize per la letteratura. Muore a Tours il 12 ottobre 1924.

TITOLI:

The Crime of Sylvestre Bonnard (18811)
Balthazar (1889)
Thaïs (1890)
L'Etui de nacre (1892)
La rotisserie de la Reine Pedauque (1893)
Le Lys Rouge (1894)
Le jardin d'Epicure (1895)

Les opinions de Jérôme Coignard (1893)
Le Puits de Sainte-Claire (1895)
Sur la pierre blanche (1905)
L'Île des Pingouins (1908)
Les Dieux ont Soif (romanzo storico, 1912)
La Revolte des Anges (1914)


Anatole France


Anatole France, Il giglio rosso, ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani



FULVIA (1870 - n.d.)

Pseudonimo di Rachele Fulvia Saporiti. Nasce a Nesso sul lago di Como il 12 agosto 1870. Collabora, unica donna, alla rivista Cultura, diretta da Ruggero Bonghi; e inoltre a: Rivista illustrata del popolo d'Italia, Balilla del popolo d'Italia, Rassegna femminile italiana, Grande illustrazione d'Italia, Il Fanfulla della Domenica, Illustrazione del Pungolo di Milano, Letteratura di Torino, Cordelia di Firenze. Traduce La capanna dello zio Tom, che viene definita "la miglior traduzione" dal Prof. Scherillo durante una sua celebre lezione tenuta all'Accademia di Milano.

TITOLI:

Realtà (1892)
Troppo fiera (1892)
Procelle dell'anima (1893)
Storielle serene (1895)
Per voi fanciulli
Marco Delinas (autobiografia , 1896)
Bianca Monselice (1898)
Il dubbio (romanzi brevi, 1902)
Via Mala (1903)
Procelle dell'anima
Scorci di vita: novelle, bozzetti (1908)
La vecchia storia di un vecchio amore (1912)
Novelle indiane (1913)
Virtù d'amore (1917)
Foglie sparse (novelle)
Un po' di pace (novelle)
Rachelina (memorie d'infanzia)

Fulvia (Rachele Saporiti) in gioventù e in età matura

Fulvia,
Via Mala
,
ill. non firmata
di Giorgio Kienerk
Biblioteca delle Signorine Salani

Il titolo originario era "Marco Delinas";
il romanzo fu tradotto e pubblicato in francese su La Fronde di Parigi.
L'oroginale del disegno è
conservato al Museo Giorgio Kienerk
di Fauglia (Pisa).
Fulvia,
Virtù d'amore
,
ill. di Giuseppe Anichini
Biblioteca delle Signorine Salani



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