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letteratura
rosa
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LA BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE SALANI: AUTORI E ILLUSTRAZIONI |
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| MAC
CLURE, VICTOR (1887 - 1963) Scrittore inglese del genere mystery, è molto popolare intorno agli Anni Trenta. Il suo titolo tuttora più famoso tuttavia non è un romanzo, bensì un sistematico racconto della vita e delle avventure di una serie di donne famose quali assassine, imbroglione, o altro, giustiziate dall'implacabile sistema britannico: She Stands Accused (1935), nella prima edizione illustrato dallo stesso MacClure. Nel 1929 esce un altro dei suoi titoli più famosi, che darà poi la stura a numersose pubblicazioni similari: The Ark of the Covenant, in quattro puntate sulla rivista Air Wonder Stories (numeri di luglio-ottobre 1929). Pubblica inoltre Ghostly Tales, con lo pseudonimo di Peter Craig. TITOLI: The "Crying Pig" Murder (1929) Death behind the Door Death on the Set Galanty Gold Gladiators over Norway The Golden Snail: a Fantasy of London Mainly Fish |
![]() Victor Mac Clure, Il delitto del "Porcellino piangente" ill. non firmata Biblioteca delle Signorine Salani |
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| MALOT,
HECTOR (1830 -1907) E' in realtà un Autore pe ragazzi, per cui si rimanda la biografia alla pagina AUTORI M-R
Hector
Malot
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| MANZONI,
ALESSANDRO (1785 - 1873) |
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| MARECHAL,
MARIE (1831 - n.d.) Fa parte del folto gruppo di romanzieri del secondo Ottocento che va sotto il nome di "romanticismo popolare". Nelle bibliografie è sempre indicata come "Mademoiselle". Una curiosità: Nel palazzo Woronzoff, l'unico suo romanzo tradotto nella Biblioteca delle Signorine, appare nel 1914 come prima traduzione italiana autorizzata di Giulia Morelli (Città di Castello, Collezione Alba, romanzi e novelle). TITOLI: Un mariage à l'étranger (1880) Nos petits camarades et autres récits (1877) L'institutrice à Berlin (1875) Marcelle Dayre (1877) Mademoiselle de Charmeilles (1879) La nièce du président (1877) L'Hôtel Woronzoff (1877) Le mariage de Nancy/ Les boutons du diamant/ La pendule/ Le pélerinage de Corentin/ La maison du diable (1878) Le parrain d'Antoinette/ Marguerite au prieuré/ Les deux laides/ L'erreur de Madeleine (1876) La pupille d'Hilarion (1876) La maison modèle (1878) La dette de Ben-Aïssa (1876) La cousine de Lionel (1876) Journal d'une âme en peine 1878 Les adoptés du Boisvallon (1891) Béatrix (1874) Aventures de Jean-Paul Riquet/ La légende de Saint-Sezny/ Un vieux pauvre (1879) |
![]() Marie Maréchal, Nel palazzo Woronzoff ill. di Alberto Micheli Biblioteca delle Signorine Salani i |
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| MARLITT,
EUGENIE (1825 - 1887) Friedericke Christiane Henriette nasce ad Arnstadt in Turingia il 5 dicembre 1825. Riceve una buona istruzione musicale alla corte della Principessa Matilde della Casa Schwarzburg-Sonderhausen e dal 1844 al 1846 al Conservatorio di Vienna. Debutta a Lipsia nel 1847 ma ottiene un clamoroso fiasco; persiste con i concerti ma abbandona la carriera nel 1853 a causa di problemi di udito, probabilmente di origine psicosomatica. Diventa dama di compagnia e lettrice presso la Principessa Matilde, seguendola nei suoi spostamenti a Ohringen e Monaco di Baviera. Dal 1863 non si muoverà più da Arnstadt. Nel 1865 sottopone un racconto, Die wzoelf Apostel, alla rivista Die Gartenlaube firmato con il semplicissimo "M." Da quel momento pubblica romanzi a puntate che hanno molto successo, tanto che la tiratura del giornale raddoppia tra il 1866 e il 1876. Si firmerà sempre "E. Marlitt", tanto che alcuni critici la chiamano "Elisabeth" mentre il nome utilizzato per lo pseudonimo è "Eugenie". In seguito la Marlitt è costretta alla sedia a rotelle ma continua a sfornare romanzi e novelle. Muore ad Arnstadt il 22 giugno 1887. La letteratura tedesca del XIX secolo è provinciale, priva dell'ampio respiro delle contemporanee letterature inglesi e francesi. I romanzieri manifestano desideri di ordine e di normalità, ma anche di emotività e di tenerezza, di intimità domestica, e in ciò toccano un tasto sensibile del patriottismo tedesco. Si esaltano le virtù morali di colui che resta attaccato alla propria terra, e subisce il fascino della natura, del paesaggio, delle tradizioni secolari. Nei romanzi della Marlitt viene inoltre posto l'accento sul concetto di bellezza fisica, intesa come lo specchio di una "bell'anima". La Marlitt è senz'altro la precorritrice in Germania di quel genere popolare e sentimentale che va sotto il nome di feuilleton e che annovera tra le star del genre Elisabeth Werner, Hedwig Courths-Mahler, Wilhelmina Heimburg, Georg Hartwig. Numerosissimi i titoli della Marlitt, per i quali si rimanda alla pagina: I GRANDI ROMANZI SALANI |
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MARTINI,
FERDINANDO (1841 - 1928) |
![]() Ferdinando Martini, La marchesa ill. di Giuseppe Anichini Biblioteca delle Signorine Salani
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| MARTINON,
SUSANNA TITOLI: Partie perdue? Laide Le silence enchanté Le coeur mal défendu L'orgueilleuse Les tourmentés Eliette et la Fidelité Chants de l'unique Amour Le partage de l'homme Paul Defrance - Histoire d'un Petit Citoyen Français (con Paul Despiques) Nous Deux, l'unico titolo tradotto in italiano (Noi due) |
![]() Susanna Martinon, Noi due, ill. non firmata attribuita a Luigi Cavalieri Biblioteca delle Signorine Salani |
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MARYAN,
MAXIME (1847 - 1927)
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courtesy Jacqueline Bigeonneau-Poudou |
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| MULOCK,
DINAH MARIA (1826 - 1887) Dinah Maria Mulock nasce a Stoke-upon-Trent, Staffordshire, il 20 aprile 1826, da padre irlandese. Nel 1839 la famiglia - Dinah ha due fratelli minori - si stabilisce a Londra, ma sopravvive a stento; nel 1845 muore la madre, e Dinah decide di intraprendere la carriera letteraria in quanto, come spiegherà più tardi, è l'unico campo in cui una donna può competere con gli uomini, e magari aver più successo di loro. Inizia a scrivere poesie, pubblicate su giornali e riviste, e scrive racconti morali per l'infanzia (uno venduto alla Religious Tract Society). Quando le condizioni economiche lo permettono si dedica a scrivere romanzi per adulti. Si occupa dei due fratelli minori, che muoiono prematuramente. Nel 1865 sposa George Lillie Craik, nipote dell'omonimo scrittore un tempo conosciuto alla Macmillan & Co., della quale in seguito proprio il giovane Craik sarà un direttore. Craik è non solo infermo, ma anche di sette anni più giovane: per evitare pubblicità si sposano su licenza speciale a Bath. Adottano una bimba, Dorothy, nel 1869. Dinah Maria Craik (come è meglio conosciuta in patria) conduce un vita semplice e rifugge dalla notorietà, per quanto la sua fama come scrittrice sia indiscussa: viene paragonata a Jane Austen ed Elizabeth Barrett Browning. I suoi romanzi sono permeati di uno spirito precursore dei tempi, come il suo romanzo più famoso, John Halifax, Gentleman, che viene apprezzato per il suo contenuto sociale (il successo può arridere anche alla working class) ed ha un immediato e duraturo successo, ed è continuamente ristampato; oppure A Woman's Thoughts about Women, che non è un mero manifesto femminista, ma espone l'idea che le differenze sociali dei sessi siano una deformazione dovuta all'educazione (del suo tempo); che prima vi sia l'essere umano e poi l'uomo o la donna; e che per una donna l'indipendenza sia fondamentale. Dinah Mulock Craik muore di infarto il 12 ottobre 1887. TITOLI: The Ogilvies (1849) Olive (1850) The Head of the Family (1851) Agatha's Husband (1853) Avillion and other Tales (1853) John Halifax, Gentleman (1856) A Woman's Thoughts about Women (1858) A Life for a Life (1859) Two Marriages (1867) Hannah (1871) My Mother and I: A Girl's Love-Story (in Good Words, 1874) Young Mrs. Jardine (1879) Per l'infanzia: How to Win Love, or Rhoda's Lesson (1848) Cola Monti (1849) A Hero (1853) The Little Lychetts (1855) The Fairy Book. The Best Popular Fairy Stories Selected and Rendered Anew (1863) The Little Lame Prince and his Travelling Cloak (1875) |
![]() Dina Maria Mulock, Giovanni Halifax, gentiluomo, ill. non firmata Biblioteca delle Signorine Salani
Dinah Maria Mulock Craik |
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| NEERA
(1846 - 1918) Anna Zuccari nasce a Milano il 7 maggio 1846 da Fermo e Maddalena Manusardi, in via Monte di Pietà. La famiglia è antica, che nel XVI secolo diede due noti fratelli pittori, di origine meridionale e stabilita da tempo in Lombardia. Il padre è incline al disegno e studia architettura. La madre muore nel 1859 e ciò getta il padre nello sconforto, tanto che poco dopo muore anche lui: Anna trascorre così l'infanzia tra Milano e Caravaggio, un borgo sul Po, accudita da "zie arcigne" (le zie Margherita e Nina, in contrapposizione alla dolce zia Carolina che viveva insieme con la famifgia originaria) in un ambiente provinciale che descriverà nei propri romanzi. Ha due fratelli che godono di maggiore libertà, lei è una ragazzina solitaria. Nella sua autobiografia ricorda di aver sempre voluto scrivere ("Leggere, scrivere, pensare: ecco il riassunto della giovinezza") tanto che a nove anni scrive a matita sulle gelosie di una persiana: "Ho nove anni - sono brutta - la mamma mi sgrida sempre - scrivo così". Comincia pubblicando alcune novelle sul Pungolo di Leone Fortis nel 1875, e collabora a varie testate, compreso il Fanfulla, scrivendo ricette di cucina e cronache mondane. Schiva e contraria alla mera notorietà, sceglie lo pseudonimo di Neera, la bella ninfa che amò il sole, leggendo un'ode di Orazio. Sposa nel 1871 l'avvocato Adolfo Radius (1836-1921) da cui avrà il figlio Adolfo e la figlia, Maria, che sposerà Guido Martinelli, e le darà il nipote Dino (Corradino Martinelli). Frequenta l'ambiente letterario milanese, stringendo rapporti d'amicizia con Alberto Sormani e tenendosi in contatto epistolare per lungo tempo con Verga, Fogazzaro e Capuana. Collabora con alcune novelle alle maggiori riviste italiane (Il Fanfulla della domenica, L'Illustrazione italiana, Il Marzocco, Il Corriere della Sera). Rimane sempre discreta, compie alcuni viaggi, sostiene l'irredentismo e l'interventismo. E' presidente della "Trento e Trieste" e svolge propaganda. In vecchiaia soffre di disturbi al braccio destro, il che la obbliga a dettare le sue opere. Muore a Milano il 19 luglio 1918 nella sua casa di via Borgospesso, dove abitava da quasi 40 anni. I suoi romanzi, incentrati su personaggi femminili, appartengono al genere romantico del tardo Ottocento, e chissà come fanno scandalo, soprattutto il primo, Addio!, per il quale viene messa al bando dalla famiglia e accusata di immoralità, proprio lei, la più dolce delle creature, secondo tutti i biografi della sua epoca. Ha carattere tuttavia, e rifiuta la pubblicazione di L'indomani sulla Revue des Deux Mondes perchè l'editore (all'epoca Ferdinand Brunetière) pretendeva dei tagli e dei rimaneggiamenti. Nel 1880 Un nido attrae l'attenzione di Luigi Capuana, con il quale intrattiene un epistolario e al quale dedicherà poi la propria autobiografia (Autobiografia a Luigi Capuana, 1891) mentre Una giovinezza del secolo XIX (1919, autobiografico, postumo) si pregia di una prefazione di Benedetto Croce. Insieme con Matilde Serao e Grazia Deledda è fra le più note scrittrici dell'epoca, autrice anche di studi morali e raccolte di poesie. TITOLI: Addio (1877), Vecchie catene (1878), Un nido (1880), Un romanzo (1880), Iride (1881), La freccia del parto (1883), La Regaldina (1885), Il marito dell'amica (1885), Teresa (1886), Lydia (1887), L'indomani (1890), Il castigo (1891), Voci della notte (1893), Nel sogno (1893), Anima sola (1894), L'amuleto (1897), Fotografie matrimoniali (1898), Battaglie per una idea (1898), La vecchia casa (1900), La villa incantata (1901), Una passione (1903), Le idee di una donna (1903), Conchiglie (1905), Duello d'anime (1911), La sottana del diavolo (1912), Rogo d'amore (1914), Crepuscoli di libertà (1917), Una giovinezza del XIX secolo (1919), Fiori (1921).
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| NIEVO,
IPPOLITO (1831 - 1861) Nasce a Padova il 30 novembre 1831 da una famiglia di nobili origini mantovane; la madre discende dai Colloredo di Mont’Albano nel Friuli. E' la casa di famiglia dei Colloredo alla Fratta che verrà descritta nel suo capolavoro Le confessioni di un ottuagenario. Studia in varie città, seguendo gli spostamenti della famiglia, e infine si laurea in giurisprudenza a Padova. Collabora ad alcuni giornali, compreso Il caffè (poi Panorama Universale). Pubblica inoltre alcune novelle e saggi su due riviste milanesi illustrate: L’Uomo di Pietra e Il Pungolo (dove pubblica a puntate Le disgrazie del Numero Due). Compone commedie e tragedie. Si innamora di Matilde Ferrari, ma l'idillio dura solo due anni: sarà l'ispiratore del romanzetto satirico Antiafrodisiaco per l’amor platonico (composto nel 1851 e pubblicato postumo nel 1956) e delle 70 lettere inviate a Matilde tra il 1848 e il 1851. Partecipa a movimenti patriottici e ai moti anti austriaci, per cui ha anche dei problemi con il governo austriaco. Nel 1855, deluso dalla situazione politica italiana, si ritira a Colloredo e si dedica attivamente alla produzione letteraria. Pubblica diverse raccolte di poesie e novelle. Nel 1858 scrive il suo romanzo principale, Le confessioni di un italiano, che sarà pubblicato solo nel 1867 con il titolo di Le confessioni di un ottuagenario. La narrazione poggia su un preciso resoconto storico dalla caduta della Repubblica di Venezia al 1858. Per questo motivo il romanzo è considerato dai critici di pari importanza a I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e a I Malavoglia di Giovanni Verga, anche se sul piano puramente letterario si colloca tra il primo romanticismo e il realismo-verismo del secondo Ottocento. Indimenticabile la figura della Pisana, sotto le cui spoglie egli descrisse l'amore della sua vita, l'amatissima cugina Melzi, vivace, arguta, ma purtroppo inferma (morirà di tubercolosi). Per lei egli andava di frequente a Milano, dove aveva preso a pigione una camera in via Brera, e frequentava il salotto della contessa Maffei, come anche il suo più caro amico, Francesco Rosari. Di Milano, che non gli piaceva, egli non vedeva di originale che "un tempio e un uomo: Manzoni e il Duomo". Ma nel cuore di Nievo è rimasto l'impegno risorgimentale, e unitosi alle truppe garibaldine, il 5 maggio del 1860, salpa da Quarto a bordo del Lombardo con Nino Bixio e Giuseppe Cesare Abba; si distingue a Calatafimi e a Palermo, e Garibaldi lo nomina intendente generale della spedizione. In questa veste aveva accesso ai documenti della tesoreria, e sembra che certi conti nell'amministrazione non gli tornassero: è per questo che alcuni storici attribuiscono la sua morte ad un preciso intento. Andò così: nel febbraio 1861 Nievo riceve l’ordine di tornare a Palermo per raccogliere la documentazione necessaria a smentire una campagna calunniosa montata contro i garibaldini; il 4 marzo si imbarca sul piroscafo Ercole, di ritorno verso il continente, ma il tempo era brutto e il mare grosso e la nave fa naufragio al largo di Napoli, ed egli perde la vita. TITOLI: Angelo di bontà (1855) Il conte pecorajo (1856) Il barone di Nicastro (1860, già apparso a puntate come Le disgrazie del Numero Due)
Ippolito
Nievo
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![]() Ippolito Nievo, Le confessioni di un ottuagenario, Vol. I, ill. di Cipriano Mannucci Biblioteca delle Signorine Salani
Ippolito Nievo, Le confessioni di un ottuagenario, Vol. II, ill. di Cipriano Mannucci Biblioteca delle Signorine Salani |
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| OHNET,
GEORGES (1848
- 1918) Nasce a Parigi il 3 aprile 1848; compie studi di giurisprudenza ma la professione non l'attira, preferendo darsi alle belle lettere. Dopo la guerra franco prussiana diventa editore de Le Pays e Le Constitutionnel e si occupa di teatro. Scrive numerosi romanzi, raccolti sotto il titolo Batailles de la Vie, pubblicati su periodici come Le Figaro, L'Illustration, e la Revue des Deux Mondes. Ha un successo di pubblico immenso, paragonabile tra i contemporanei solo a quello di Daudet e Zola, tuttavia la critica non gli è favorevole. Scrive drammi per il teatro (ad es. Marthe, commedia in 4 atti, Regina Scarpi, tragedia in 5 atti) che godono di un notevole successo di pubblico (Le Maître de forges, che esordisce al teatro del Gymnase nel 1883, tiene il cartellone per un anno intero). Ohnet Muore a Parigi nel 1918.
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| ORCZY,
Baronne (1865 - 1947) Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara Orczy nasce a Tarnaörs, Heves, in Ungheria, il 23 settembre 1865, figlia del Barone Felix de Orczi e della contessa Emma Wass. Viene chiamata Emmuska per distinguerla dalla madre di cui porta il nome. Nel 1868 a causa di una rivolta la famiglia fugge a Parigi, dove Emmuska compie i suoi studi, ma in seguito si sistema a Londra. Nel 1894 Emmuska sposa il pittore Montague MacLean Barstow, ma essendo privi di mezzi aiuta il bilancio familiare come traduttrice e illustratrice. Emmuska si mette a scrivere quasi per gioco, e difatti il suo primo romanzo, The Emperor's Candlesticks (1899) è un flop; tuttavia alcuni periodici le pubblicano dei racconti. Nel 1903 scrive una pièce teatrale su un tema caro alla monarchia: un aristocratico inglese al tempo della rivoluzione del 1789 si adopera per mettere in salvo quanti più aristocratici francesi possibili. Nasce così uno dei personaggi "di cappa e spada" più famosi: la Primula Rossa (le Mouron Rouge in francese, the Scarlet Pimpernel in inglese), nome di battaglia di Sir Percy Blakeney. Trasposto il testo in romanzo, inizia a pubblicare una serie lunghissima di avventure, sempre di enorme successo di pubblico. Emmuska scrive anche una serie di gialli, dove la protagonista, Lady Molly di Scotland Yard, è la prima donna detective della letteratura. Muore a Henley-on-Thames il 12 novembre 1947. Suo figlio, John Montague Orczy-Barstow, prende a scrivere sotto lo pseudonimo di John Blakeney.
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Baronessa Orczy, Tempeste sulla Manica, nella serie "Il romanzo per tutti", rivista del Corriere della Sera, 1948
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PALMA,
GIORGIO (1846 - 1920)
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![]() Giorgio Palma, La mia creatura ill. non firmata Biblioteca delle Signorine Salani |
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| PARDO
BAZAN, EMILIA (1851
- 1921) Emilia, contessa di Bazán Brun, nasce a La Coruña il 16 settembre 1851 da una ricchissima famiglia galiziana. Romanziera, critica letteraria e teatrale, poetessa, saggista, si trasferisce a Madrid nel 1867 e un anno dopo sposa José Quirogariche; avranno tre figli, un maschio e due femmine. Tiene un salotto letterario frequentato da artisti e letterati, tra i quali Pedro Antonio de Alarcón; fonda e dirige una rivista dal 1891 al 1893, il Nuevo teatro crítico. Viaggia in tutta Europa e soprattutto in Francia, dove conosce i letterati dell'epoca; dopo aver conosciuto Emile Zola ed aver scritto diversi articoli sul naturalismo e il romanzo sperimentale pubblica La question palpitante (1883) che dà scandalo, tanto che il marito le impone di cessare di scrivere; nonostante sia religiosa, Emilia Pardo Bazàn si separa, pubblica un romanzo incentrato sul divorzio (La jeune maîtresse), e infine si lega allo scrittore Benito Pérez Galdós. Il suo capolavoro è Los pazos de Ulloa (1887), dove mostra senza veli la decadenza del mondo aristocratico. Nel 1892 fonda e dirige la rivista La Bibliothèque de la femme. E' Presidente del "Folklore Galiziano". Scrittrice feconda, lascia oltre 40 romanzi, racconti di viaggio, biografie, saggi, articoli, persino libri di cucina. Muore a Madrid il 12 maggio 1921. TITOLI La mère Nature (1887) Insolation (1889) Mal du pays (1889) Une Chrétienne (1890) L'Épreuve (1890) La pierre angulaire (1891) Mémoire d'un vieux garçon (1891) Doña Milagros (1894) La chimère (1905) Doux sommeil (1911) RACCONTI: Contes de ma terre (1888) Contes choisis (1891) Contes de Marineda (1892) Contes sacrés et profanes (1899) SAGGI: La révolution et le roman en Russie (1887) À travers la France et l'Allemagne (1889) Polémiques et études littéraires (1892) À travers l'Espagne pittoresque (1895) La littérature française moderne (1910) |
![]() Emilia Pardo Bazan, La chimera ill. non firmata Biblioteca delle Signorine Salani (courtesy E. Samarelli) ![]() Doña Emilia Pardo Bazan |
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| RAMEAU,
JEAN (1858 - 1942) Pseudonimo di Laurent Lebaigt. Nasce il 19 febbraio 1858 a Gaas-dans-le-Landes, ai piedi dei Pirenei, un paese al quale sarà sempre affezionato e che sarà protagonista di molti romanzi e racconti. Dopo gli studi al collegio di Dax, trova un impiego in una farmacia a Mont-de-Marsan, vicino a Bordeaux, che presto lascia per trasferirsi Parigi, dove si dà alle belle lettere e vince il primo premio ad un concorso di poesia istituito da Le Figaro. Inizia a scrivere e pubblica anche su numerosi giornali e riviste, il primo dei quali è L'Echo di Bordeaux. Il primo volume è di poesie, Poèmes fantasques. Scrive alcuni romanzi di tipo regionalistico (La chevelure de Madeleine, roman pyrénéen) e poesie dove alberga il fantastico, popolate di fate. Pubblica in totale una cinquantina di romanzi di stampo romantico ed oltre 5000 racconti, ma acquista la popolarità solo attorno agli Anni Venti. Viene apprezzato dalla critica per la delicatezza dello stile e la finezza delle descrizioni. Sposa nel 1884 Julia Owens dalla quale ha il figlio Jean-Marcel, caduto sul campo il 10 agosto 1916, preso in pieno da un obice (aveva il grado di sergente). E' anche scultore. Nel 1898 acquista un terreno a Pourtaou nel suo paese natale (Cauneille) e vi fa costruire un mausoleo chiamato La Gloriette, una costruzione a colonne sormontate da una cupola e da una statua simboleggiante la poesia, che egli stesso orna di pitture e di sculture: sarà la sua propria tomba, e viene terminata nel 1928. Muore il 24 febbraio 1942 a Dax (Landes), ma non viene seppellito nella sua costruzione, che attualmente cade in rovina.
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![]() Jean Rameau un sito dedicato a Jean Remeau: www.centrecultureldupaysdorthe.com:80/figures-du-pays-d-orthe/jean-rameau/ |
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| REID,
CHRISTINE (1846 - 1920) Frances Christine Fisher nasce il 5 luglio 1846 a Salisbury, North Carolina, dal colonnello Charles F. Fisher, ricco proprietario terriero sudista, che dà il suo nome alla cittadina di Fort Fisher (Wilmington) per i suoi trascorsi in guerra (muore nella battaglia di Bull Run). Dal 1861 viene allevata da una zia e istruita in casa. Alla fine della Guerra Civile la famiglia si trova in povertà e Frances si mette a scrivere per guadagnare qualcosa e nel 1870 pubblica il primo romanzo, Valeire Aylmer, con lo pseudonimo di Christian Reid, che conserverà per sempre. Nel 1876 pubblica The Land of the Sky, or adventures in mountain by-ways un testo che porta agli onori della cronaca la città di Asheville, situata tra le montagne della North Carolina dove è ambientato il romanzo, tanto che la città viene d'ora in avanti chiamata proprio The Land of the Sky, come il titolo del romanzo. Nel 1879-80 compie un viaggio in Europa, il che le permetterà in seguito di ambientarvi tanti romanzi. Nel 1887 sposa James M. Tiernan con il quale si stabilisce in Messico, e qui pure ambienterà alcuni romanzi. Alla morte del marito nel 1998 ritorna a Salisbury dove acquista sempre più popolarità. Nel 1900 scrive un romanzo, Under The Southern Cross, con lo scopo di raccogliere il denaro necessario alla costruzione di un monumento ai caduti confederati da parte delle Daughters of the Confederacy, e all'inaugurazione legge un suo poema, Gloria Victis, dedicato alla Guerra di Secessione. Il monumento è tuttora al centro di una piazza a Salisbury. Nel 1909 viene premiata con la Laetare Medal dalla Notre Dame University. Muore il 24 marzo 1920, lasciando oltre 40 romanzi. Nel 1930 viene istituito un fan-club a Salisbury, e una sua statua orna una piazza della città. TITOLI Valerie Aylmer (1870) Morton House (1871) A Daughter of Boemia (1874) Bonny Kate (1878) Hearts of Steel (1883) Armine (1884) A Cast of Fortune (1890) Carmela (1891) A Comedy of Elopment (1893) The Land of the Sun (1894) The Picture of Las Cruces (1896) Weighed in the Balance (1896) Fairy Gold (1897) A Man of the Family (1897) The Chaise of an Heiress (1898) A Daugheter in the Sierra (1903) Vera's Charge (1907) Princess Nadine (1908) The Light of the Vision (1911) The Wargrave Trust (1912) Daughter of a Star (1913) A Far-away Princess (1914) The Secret Bequest (1915) |
![]() Christine Reid, La principessa Nadina, ill. Cipriano Mannucci Biblioteca delle Signorine Salani |
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| RICHEPIN,
JEAN (1849 - 1926) Nasce a Médéah (Algeria) nel 1849; il padre è medico militare di carriera e il figlio trascorre la giovinezza tra una battaglia e l'altra, compresa la guerra franco-prussiana, salvo una breve parentesi di due anni presso l'Ecole Normale Superieure. Dotato di spirito d'indipendenza e di intelligenza vivace, pur non seguendo studi regolari e facendo di tutto, dall'attore di teatro al marinaio, quando si dà alla letteratura ottiene un grande successo, poichè incarna lo spirito dei tempi e i suoi personaggi sono romantici e appassionati. Compone il dramma in versi Nana-Sahib, da lui stesso interpretato insieme con Sarah Bernardt nel 1883. Pubblica anche raccolte di poesie e opere teatrali in versi, alcune delle quali fanno scandalo: La chanson des gueux gli vale un mese di prigione e 500 franche di multa per immoralità, e Les blasphèmes è messo all'indice. Viene eletto membro dell'Académie Française nel 1908. Muore a Parigi nel 1926. TITOLI: Madame André (1877) La glu (1881) Quatre petits romans (1882) Miaska, la fille à l'Ourse (1883) Sophie Monnier, maîtresse de Mirabeau (1884) Le blasphèmes (1884) Braves gens (1886) Monsieur Scapin (1886) Le filibustier (1888) Césarine (1888) |
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| ROVETTA,
GEROLAMO (1851 - 1910) Nasce a Brescia nel 1851 da Agostino, patriota bresciano, e Maria Ghisi, proveniente dalla ricca borghesia, e che trascura il figlio per la vita mondana. Nel 1860 muore il padre e la madre si risposa con il conte Almerico Pellegrini, e tutti si trasferiscono a Verona, nel palazzo nobiliare Pellegrini. Appena raggiunge la maggiore età e può attingere all'eredità paterna, si trasferisce a Milano dove frequenta i salotti e si dedica alle belle lettere, debuttando con un pamphlet di ciritica intitolato Gli Zulu nella letteratura. Collabora a La Nuova Antologia. La prima opera seria è una commedia in 4 atti Un volo dal nido, che va in scena nel 1875 al Politeama di Genova, ma comincia a farsi conoscere solo nel 1880 con Gli uomini pratici, e in seguito La scellerata in un atto, che ebbe immenso successo e fu rappresentata da tutte le compagnie compreso il Burgtheater di Vienna. Scrittore fecondo, e premiato da un certo successo, sforna racconti e opere teatrali, soprattutto commedie. Nel 1882 pubblica il primo romanzo, Mater dolorosa, un classico feuilleton; Rovetta è l'interprete di quel mondo mondano che frequenta abitualmente e che ben descrive nelle sue opere. Viene descritto piccolo e rotondetto, un buontempone facile a celiare e noto per le cravatte dai colori chiassosi. Ciò non sembra molto in linea con la sua fine, ma forse ebbe dei dolori che le cronache non riportano. Nel 1889 Mater dolorosa viene trasposta per il teatro da Marco Praga, figlio del poeta Emilio, con grandissimo successo. Poco dopo muore il nonno materno di Rovetta, ma questi non riesce a divenirne l'erede e rompe i rapporti con la madre. Abita a Piazza Castello, in un appartamento adiacente a quello di Giuseppe Giacosa, dove si suicida nel 1910.
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![]() Girolamo Rovetta, Mater dolorosa, ill. non firmata Biblioteca delle Signorine Salani
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RUCK,
BERTA (1878 - 1978)
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![]() Berta Ruck, Sposa senza baci ill. di Alberto Micheli Biblioteca delle Signorine Salani
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| RUFFINI,
GIOVANNI (1807 - 1881) Nasce a Genova il 22 settembre 1807 da Bernardo di Finalmarina ed Eleonora dei marchesi Curlo di Taggia; fino al 1818 studia privatamente con lo zio canonico, poi viene mandato a Genova presso i padri Somaschi, e infine si laurea in giurisprudenza nel 1830. Sin dal 1822 è intimo di Mazzini, e insieme con i fratelli Ottavio e Jacopo si iscrive alla Carboneria. Esiliato Mazzini, costituisce con pochi intimi il primo nucleo della Giovine Italia, viaggiando per il Paese per diffondere le nuove idee. Incidentalmente, in questo perido ha un duello per ragioni amorose con un avvocato di Taggia, tal Paolo Anfossi, pure lui patriota e cospiratore. Nel 1833 vengono arrestati i due fratelli, e Giovanni fugge a Marsiglia per ricongiungersi a Mazzini. Il 17 settembre 1833 viene condannato alla pena capitale in contumacia dal consiglio di guerra di Genova per il reato di congiura contro il governo piemontese; si rifugia a Ginevra insieme con la madre e l'ultimo fratello, Agostino, dove con altri congiurati fonda la Giovine Europa. Subiscono diversi arresti e infine nel 1837 Giovanni si rifugia a Londra, di nuovo insieme con Mazzini, dove rimane fino al 1841, e dove diviene intimo di Thomas Carlyle. Si trasferisce a Parigi, dove rimane fino al 1848, e dove scrive un libretto operistico per l'amico Donizetti (il Don Pasquale). Amnistiato, torna in patria e si converte alla causa sabauda per cui nel 1848 ottiene anche una poltrona di deputato per Taggia al Parlamento Subalpino. Già nel 1849 è ministro plenipotenziario e viene inviato a Parigi per conto del governo Gioberti, ma poi si disinteressa della politica e si trasferisce in Inghilterra. Qui si dà alle belle lettere. Ruffini è uno dei pochissimi scrittori che compongono in inglese pur non essendo questa la propria lingua madre (fino alla metà del XX secolo, almeno, si contavano solo gli esempi di Nabokov e Conrad). I suoi romanzi sono quasi tutti descrittivi della vita risorgimentale italiana, soprattutto il primo, Lorenzo Benoni, di cui disse all'amico Barrili che "v'era più verità in esso che in una dozzina di storie". Nel 1856 muoiono Agostino e la madre Eleonora, e dei tredici figli di questa non rimangono più che Giovanni e la sorella Nina. Nel 1855 pubblica Il Dottor Antonio, subito tradotto in varie lingue, che ha un enorme successo. Dal 1849 al 1874 abita a Parigi. Tornato in patria, si ritira nella villa di famiglia a Taggia, dove muore il 3 novembre 1881. TITOLI: Lorenzo Benoni, or passages in the life of an Italian (1853) Doctor Antonio (1855) I Paragreens (1856) Lavinia (1859) Vincenzo, or Sunken Rock (1863) San Remo revisited (1868) Un angolo tranquillo nel Giura e altri racconti (1868)
Eleonora
Curlo Ruffini
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![]() Giovanni Ruffini, Il dottor Antonio ill. di G. Costetti Biblioteca delle Signorine Salani
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