letteratura per ragazzi

LETTERATURA PER RAGAZZI:
AUTORI (D-L)

   
GIANELLI, GIULIO (1879-1914)

Nasce a Torino il 7 ottobre 1879 da Pietro, ingegnere, e da Gennarina Bauducco. ll padre emigra in Argentina e non dà più notizie, la madre muore nel 1883 e il bambino viene messo in collegio, dove viene costretto a umilianti mansioni per pagarsi la retta. Nel 1898 prende la maturità classica ma non ha certo i mezzi per pagarsi l'università. Frequenta tuttavia le lezioni di Arturo Graf e conosce Guido Gozzano, Giovanni Cena, Nino Oxilia e altri futuri protagonisti della scena culturale italiana.
Con il sostegno di amici pubblica alcune raccolte di poesie e collabora a riviste (L'Artista moderno, Il Momento, Studium, La Riviera Ligure). Caratteristiche fondamentali della vita e della produzione letteraria di Gianelli sono un intenso spirito religioso, la carità verso il prossimo, soprattutto i bambini, e l'amore per la natura. Dopo aver prestato a Torino la propria opera nel Comitato di Difesa dei Fanciulli ispirato a Don Bosco, nel 1908 si trasferisce a Roma dove collabora al Corriere d'Italia e al Popolo romano; nel 1909 aderisce al movimento per l'alfabetizzazione dei contadini dell'Agro Romano promosso da Cena insieme con Sibilla Aleramo. Questo impegno sociale sfocia nell'adesione ai soccorsi inviati a Messina, in seguito al famoso terremoto. Di ritorno dalla Sicilia conduce con sé Mario e Ugo Morosi, due orfani sopravvissuti di cui si prende cura. Nel 1911 pubblica sul periodico milanese L'Adolescenza la Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino, poi uscito con discreto successo in volume presso l'Editrice de "Il Momento", quotidiano cattolico fondato
dal Cardinale Carlo Richelmy, Arcivescovo di Torino, nel 1903. Sempre per la narrativa infantile pubblica poi una serie di raccontini sul Buon augurio, il giornalino edito dall'ospizio dei Piccoli Derelitti di Milano. Intanto tra il 1911 e il 1912 torna più volte in Piemonte a visitare gli amici di un tempo ma anche per sottrarre i suoi due giovani protetti alle inopportune richieste della madre, ricomparsa dopo il terremoto di Messina in cui era stata data per dispersa.
Muore a Roma il 27 giugno 1914.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Tutti gli angioli piangeranno (1903)
Mentre l'esiglio dura (1903)
Mentre l'esilio dura (1904)
Intimi Vangeli (1908)
Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino (1911)


Giulio Gianelli, Il piccolo campanaro,
Libreria Editrice Internazionale, 1913

 


Giulio Gianelli, Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino,
S.E.I., 1942, cover, ill. di Massimo Quaglino
(courtesy TUTTOFUMETTO PARMA)




GINESI, OLGA (1894-1943)

Nasce a Lugo di Romagna il 15 dicembre 1894 da Ferdinando e Rachele Castelfranchi. Si dedica alla letteratura per l'infanzia collaborando a diversi giornali per ragazzi e pubblica testi per i più piccoli. Sposata con Gino Bonfiglioli, ha una sorella minore, Bice (n.1898), sposata con il milanese Mario Luzzatto. Sono tutti di origine ebraica. Dopo l'8 settembre Luzzatto si ritirò nella sua villa di Baveno (Novara) con la moglie, le figlie Silvia e Maria Grazia, di 18 e 16 anni, e la cognata Olga.
Pochi giorni dopo venne prelevato dalla villa e fatto prigioniero. La sera del 15 settembre le SS tornarono a Baveno e portarono via anche le quattro donne. Furono tutti uccisi nella strage del Lago Maggiore, che si compì fra il 15 settembre e l'11 ottobre del '43; la morte dei componenti della famiglia Luzzatto e di Olga Ginesi avvenne presumibilmente la sera del 21 settembre.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Piccoli cuori (Cartoccino, 1926)
Patria lontana, patria diletta (Cartoccino, 1929)
La vendetta dei fiori (Paravia, 1931) nella collana Il piccolo italiano
Feste (Paravia, 1932) nella collana I bei Libri
Nonno, raccontami di Garibaldi (Paravia, 1932) nella collana Il piccolo italiano
Aneddoti garibaldini (Cartoccino, 1932)
Un nonno e sette nipotini (Carroccio, 1934)
Un cane in scuola (Carroccio di G. e R. Boschi, 1934)
Pinocchietta (Carroccio di G. e R. Boschi, 1934)
Figli d'Italia
(Carroccio di G. e R. Boschi, 1934)
Villa Gloria, nido d'amore (Carroccio, 1934)
Eroine italiane in terra d'Africa: Maria Boni Brighenti, Lydia Maffioli Rocca (Carroccio di G. e R. Boschi, 1936)
Fede e eroismo: Padre Reginaldo Giuliani (Carroccio di G. e R. Boschi, 1936)
La fuga dei giocattoli (Vallardi, 1936 e 1944)
Presagi di Gloria: Episodi dell'infanzia di uomini illustri. Con 28 grandi tavole in nero di Pier Lorenzo de Vita (Ed. Genio, 1949)

Olga Ginesi,
Un nonno e sette nipotini,
Carroccio, 1934
ill. G. Galbiati
Olga Ginesi,
Un nonno e sette nipotini,
Carroccio, rist. 1942




Olga Ginesi,
Patria lontana, patria diletta!,
Cartoccino, 1929
cover

dx: ill. interna firmata Nino

Olga Ginesi,
Un cane in scuola,
Bibliotechina "Bimbi d'Italia",
Carroccio, 1934
Olga Ginesi,
Aneddoti garibaldini,
Cartoccino, 1932


GOTTA, SALVATOR (1887-1980)

Nasce a Montalto Dora in provincia di Ivrea nel 1888, da una famiglia borghese. Compie sgli studi a Torino, dove si laurea. Nel 1915 si arruola volontario fra gli alpini per combattere al fronte, l'esperienza verrà narrata nel suo romanzo più noto, Piccolo Alpino. Eclettico, scrive lavori teatrali e commedie, tiene una famosa rubrica per ragazzi su Topolino, collabora alle sceneggiature cinematografiche, e totalizza una settantina di titoli, tra i quali romanzi all'epoca molto apprezzati, ma anche opere storiche, saggi, biografie, e testi per ragazzi. Aderente al fascismo, nel 1925 scrive il testo dell'inno ufficiale fascista "Giovinezza" su musica del compositore Giuseppe Blanc (1886-1969). Sulla scia dell'enorme successo del piccolo alpino Giacomino Rasi, nel 1935 scrive il seguito, dove il protagonista diviene uno squadrista ne L'altra guerra del piccolo alpino.
Sposato, vive sulla costiera ligure, tra Portofino e Rapallo, II suo unico figlio Massimo in guerra è ufficiale dei Savoia Cavalleria. Salvator Gotta Muore a Rapallo il 7 giugno 1980.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Pia (1912)
La porta del cielo (1913)
Ragnatele (1915)

La più bella donna del mondo (1919)
L'amante provinciale (1920)
Tre mondi (1921)
Mistica Patria (1924)
Piccolo Alpino (1926)
L'altra guerra del Piccolo Alpino (1935,
illustrazioni di Italo Mazzocchi )
I birichini del cielo: Romanzo sportivo (
1935, illustrazioni di M. Vellani Marchi)
La damigella di Bard - commedia in tre atti; Mille lire - commedia in un atto (1936)
Piccolo Legionario in Africa Orientale (1938)
Ottocento (1940, con tavole a colori di Giuseppe Amisani, che nelle ristampe aumentano progressivamente di numero)
La signora di tutti (1945)
Il piccolo giardiniere
(1946, con 12 tavole di Federico Patellani)
Una bimba alla ventura (1955, ill. di P. Nardini)
Il piccolo marinaio (1955, ill. di Cattaneo)
Tre maestri: Fogazzaro, Giacosa, Gozzano (1975)
Zaira ragazza del circo (1963)



Salvator Gotta in una caricatura
di Enrico Sacchetti (1926)

Salvator Gotta
 



Salvator Gotta, Piccolo Alpino,
Mondadori, 1951
ill. di Enrico Pinochi

Il testo, di immediato ed enorme successo, è stato illustrato da diversi artisti.
La prima edizione del 1926
riporta 5 tavole a colori di Nadir Quinto,
ma nello stesso anno un'altra edizione viene illustrata da Cesare Colombi.
Per dare un'idea delle vendite, diamo le ristampe dei tre decenni seguenti:
1930, 1932, 1933, 1935 (ill. di Pinochi), 1936, 1938, 1940, 1941 (ill. di Francesco Pelizza), 1942, 1943, 1948, 1950, 1951, 1953, 1956, 1958.

FILMOGRAFIA:

1934: La signora di tutti, dir. Max Ophuls, con Isa Miranda, Memo Benassi.
Dall'omonimo romanzo di S. Gotta, è l'unico film italiano di Ophuls, esule dalla Germania nazista e chiamato a Roma da Angelo Rizzoli.

1936: La damigella di Bard, dir. Mario Mattoli, con Emma Gramatica, Carlo Tamberlani, Cesare Bettarini, Luigi Cimara.
Dall'omonima commedia di S. Gotta.

1940:
Addio giovinezza!, dir. Ferdinando Maria Poggioli, con Maria Denis,
Clara Calamai, Adriano Rimoldi.
Tratto dalla commedia di Sandro Camasio e Nino Oxilia
(sceneggiatura di Salvator Gotta e F. M. Poggiali)
.

1940:
Piccolo alpino, dir. Oreste Biancoli, con Elio Sannangelo,
Mario Ferrari, Filippo Scelzo. Dall'omonimo romanzo.

1943: Quelli della montagna, dir. Aldo Vergano, con Amedeo Nazzari,
Mariella Lotti, Cesco Baseggio. S. Gotta collabora alla sceneggiatura.

1943-45: La donna della montagna, dir. Renato Castellani, con Amedeo
Nazzari, Marina Berti. Dall'omonimo romanzo di S. Gotta. Il film, girato nella
zona di Cervinia, venne interrotto a causa della guerra dopo l'8 settembre.

1959: Ottocento (sceneggiato TV), dir. Anton Giulio Majano, con Sergio Fantoni,
Warner Bentivegna, Lea Padovani, Virna Lisi


GOZZANO, GUIDO (1883 -1916)

Nasce a Torino il 19 dicembre 1883 da Fausto e Diodata Mautino. Il padre è ingegnere, la seconda moglie Diodata è figlia di un senatore ed appartiene ad una famiglia benestante, dotata di terre e proprietà ma anche di cultura. Dei cinque figli sopravvivono in tre: Erina, Guido e Renato, ma Guido gode di pessima salute e fin da bambino ha accessi di tosse, tanto che ben presto gli viene diagnosticata la tubercolosi, che lo porterà presto alla tomba. Nel 1900 muore il padre e la famiglia ha bisogno del sostentamento dei figli, ma Guido, che ha frequentato molto male diverse scuole, pur iscritto a Legge, mai prenderà la laurea. Piuttosto, scrive. Inizia collaborando a diversi giornali, anche periodici femminili, e frequenta l'ambiente letterario torinese, che all'epoca vantava qualche bel nome come Arturo Graf e Amalia Guglielminetti, ma è in relazione anche con Massimo Bontempelli, Nino Oxilia, Giovanni Cena. Tra il 1904 e il 1906 pubblica i primi versi, anche su Poesia di Marinetti. Nel 1907 pubblica a proprie spese La via del rifugio, e Tomaso Monicelli, all'epoca giornalista a Milano, lo vuole incontrare. E' forse da qui che nasce una curiosa collaborazione di quello che è uno dei maggiori poeti simbolisti italiani con la Bibliotechina de "La Lampada" di Mondadori, di cui Monicelli era stato il padrino. Collabora al Corriere dei Piccoli e Adolescenza, settimanale cattolico torinese, con venticinque fiabe. Nel 1911 pubblica l'altra grande raccolta di versi, I colloqui, con la cover illustrata da Leonardo Bistolfi (il cui figlio Gian Bistolfi collaborava alla Bibliotechina). Nella celebre e bellissima collana del "La Lampada" Gozzano pubblica nel 1914 I tre talismani, comprendente sei fiabe, e un'altra raccolta sempre di sei fiabe verrà pubblicata postuma da Treves nel 1917 con illustrazioni di Golia, che egli ben conosceva per averlo frequentato nei salotti letterari torinesi. Del resto sembra che comporre fiabe gli fosse congeniale, sebbene fossero storie un po' allarmanti e inusuali. Naturalmente scrive anche di prose giornalistiche, anche se la critica non trova degno di interesse questo aspetto della produzione di Gozzano. Nel 1912 compie un lungo viaggio in India, di cui racconterà nel volume postumo Verso la cuna del mondo (1917). Frequentatore di salotti, descritto dai contemporanei come un elegantone, Guido Gozzano muore nella sua casa di Torino il 9 agosto 1916. Carola Prosperi, sua buona amica, gli dedica un ricordo nel volume Cara Torino, Torino, Viglongo, 1975.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

I colloqui (1911)

Raccolte di fiabe:
I tre talismani (1914), nella Bibliotechina de "La Lampada"
La principessa si sposa (1917)




Guido Gozzano,
La principessa si sposa
,
Treves, 1917
ill. di Golia
Guido Gozzano,
La principessa si sposa
,
Treves, rist. 1938
ill. di Golia
(courtesy Tesori di carta, Bologna)


Guido Gozzano, Lyda Borrelli e Amalia Guglielminetti
a Torino nel 1911



Guido Gozzano
in una celebre caricatura

GRANATA, MARIO (1895 - n.d.)

Nasce ad Alessandria il 22 agosto 1895 da Antonio ed Ermelinda Rampini. Laureato in filosofia, insegna lingua francese; in seguito è anche pubblicista. Dirige il Giornale dei Fanciulli nel 1931, e come altri autori che spesso ritroviamo nelle edizioni Salani degli anni Venti-Trenta (ad es. U. Scotti Berni, G. Chelazzi, M. Rossi Gentile, M.P. Sorrentino), Granata appartiene al regime. Autore di testi scolastici, sceglie di divulgare le materie in cui è più versato attraverso racconti e romanzi destinati ai ragazzi. Per i suoi romanzi storici nel 1937 riceve un Premio dell'Accademia d'Italia di Lire Mille (erogato dal Ministero della Cultura Popolare). Purtroppo di lui, come di altri, non è rimasta traccia né nelle antologie (tranne quelle dell'epoca, che però si limitano a citarlo come autore contemporaneo) né tantomeno nelle letterature. Non essendo ristampato da nessuna casa editrice, non rimane che cercare tracce biografiche nelle opere, reperibili esclusivamente sulle bancarelle dei libri di antiquariato.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Nella prima collana Libri della Gioventù:
Da lui ebbe nome il Nuovo Mondo
Dai ghiacci del Polo alla Terra del Fuoco
Nella seconda a collana Libri della Gioventù:
Il grande ammiraglio, al n° 10
Altro:
Balilla (sulle cinque giornate di Genova)
Terra d'Africa (1937)
Nella collana di romanzi storici I CONDOTTIERI, G.B. Paravia, diretta da Vittorio Emanuele Bravetta:

Emanuele Filiberto (1928)
Guglielmo Lungaspada (1934)
Facino Cane
(1936)
Marcantonio Colonna (1940)


M. Granata, Guglielmo Lungaspada, Paravia, 1934,
(VED. collana I CONDOTTIERI alla pagina PARAVIA)

M. Granata, i due volumi Dai ghiacci del Polo alla Terra del Fuoco e
Da lui ebbe nome il Nuovo Mondo
nella prima collana Libri della Gioventù
Salani



M. Granata, il volume Il grande ammiraglio
nella seconda collana Libri della Gioventù
Salani

GRASSO, ENRICA (1877-1967)

Nasce a Torino nel 1877, dove si diploma alla Scuola Normale. Inizia a pubblicare novelle su L'Illustrazione Italiana del Treves, poi collabora a Natura ed Arte, Scena Illustrata, Fanfulla della domenica, Ventesimo Secolo, ed è redattrice del settimanale femminile La Donna, dove pubblica soprattutto articoli su artiste pittrici ma non solo (ad es. 5/4/1911: "Le vittoriose della I Esposizione d'arte femminile a Torino"; 20/7/1912: un pezzo su Evangelina Alciati; ancora su Emma Ciardi). Nel 1908 viene annunciato un prossimo lavoro di Enrica Grasso illustrato proprio da Emma Ciardi, ma purtroppo non risulta in OPAC. Su Comoedia pubblica un pezzo insieme con Giacinta Pezzana su "Grandi attrici del passato". Scrive anche su La Gazzetta del Popolo di Torino e La Sera di Milano, e dopo il matrimonio anche sul Gazzettino di Venezia. Su tutte le testate citate pubblica resoconti, interviste, versi, prose, poi raccolti anche in volume.
Sposa nel 1907 Cesare Spellanzon (Venezia, 14/2/1884 - Milano, 4/9/1957), da cui ha le figlie Silvia, Annamaria e Gabriella. Nel 1920 la famiglia si trasferisce a Milano. Cesare Spellanzon è giornalista e storico; esordisce sul Gazzettino di Venezia poi passa a Il Secolo d'Italia e al Corriere della Sera e a molte altre testate. Negli Anni Venti per lui termina la libertà di stampa (sottoscrive il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Giovanni Amendola); dal 1928 firma con gli pseudonimi di Sigma, Caesar, C.S.; poi si dedica alla ricerca storiografica: la sua maggior opera è la Storia del Risorgimento, col primo volume nel 1933 e il quinto ed ultimo nel 1950. Nel 1952 viene insignito dal premio dell'Accademia dei Lincei e dal Diploma di Benemerito dalla Presidenza della Repubblica.
Durante il brutto periodo fascista la famiglia sfolla a Usmate Velate nella località Cassinetta, dove è Enrica a sostentare la famiglia. Infine nel dopo guerra torna a Milano, in Piazza Carlo Erba al n°4. Enrica Grasso muore nel 1967.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

Dolce risveglio (Cappelli, 1905)
Fra due silenzi (Cappelli, 1907)
Le ombre dell'amore (Norsa, 1910)
Ferri vecchi e cannoni nuovi - racconto veneziano del 1915-16 (Bemporad, 1918) nella collana Biblioteca Bemporad per i Ragazzi
Occhionero e Occhioazzurro (Mondadori, 1923), nella Bibliotechina de La Lampada
La scuola degli uccellini (Vallardi, 1936)
Giovanni e Sebastiano Caboto (Paravia, 1938)
Leonardo Bistolfi (Oberdan/Zucchi, 1940)
I Caboto (Paravia, 1944)


Enrica Grasso, Ferri vecchi e cannoni nuovi, Bemporad, 1918
Il titolo compare in prima edizione nella Biblioteca Bemporad per i Ragazzi,
ma non viene più ripubblicato


Enrica Grasso, Giovanni e Sebastiano Caboto,
Sin: Paravia, 1938; dx: Paravia, 1946




Enrica Grasso, La Scuola degli Uccellini, Vallardi, 1939
ill. di Bonfanti



GRAZIANI CAMILLUCCI, EUGENIA (1873 -1963)

Nasce a Vittorio Veneto nel 1873 da famiglia ebrea; consegue il diploma magistrale e subito si trasferisce nella poco ospitale Maremma, in un paesino nei pressi di Massa Marittima, dove insegna nelle scuole elementari. Qui viene a contatto con il mondo dei poveri, degli operai, e ne rimane un poco scossa. Prende molto a cuore il suo magistero, tanto che organizza dei corsi serali per gli adulti analfabeti del luogo. Collabora al giornale didattico I diritti della scuola, cercando di favorire la frequenza (all'epoca la scuola non era obbligatoria se non per i primi anni, tanto solo da poter apprendere come leggere scrivere e far di conto). Sposa Ubaldo Camillucci, dal quale ha il figlio Camillo nel 1908. Nel 1913 esordisce come autrice letteraria con il testo Quel che racconto al mio piccino di tre anni, appunto dedicato al figlioletto. Seguono altri volumetti di storielle facili sempre rivolti ad un pubblico piccino, come Sulle ginocchia della mamma, Ogni pagina un racconto, Storielle della mia età. Il marito però muore presto, e lei si trova a dover affrontare la vita vera. Indomita, si dedica anima e corpo all'attività letteraria, che all'epoca forse poteva darle qualche lira in più, con una sterminata produzione. Pubblica dapprima presso Paravia, poi Vallardi, e infine, in tarda età, presso La Scuola di Brescia, salvo occasionali collaborazioni con altre case editrici. Spazia in tutti i generi, ma ovviamente la didattica ha il primo posto: corsi di letture per le scuole elementari, esercizi di logica grammaticale, esercizi di aritmetica, sillabari, libri didattici illustrati del regno animale (nel mondo degli insetti, mammiferi, uccelli, serpenti), e poi del regno vegetale, libretti di compiti per le vacanze, giochi di intelligenza, e chi ne ha più ne metta. Non manca un manuale di economia domestica, una raccolta epistolare, e perfino una letteratura per l'infanzia, quest'ultima a dire il vero un po' scarsa, un mero elenco di autori e alcuni dei loro titoli. Per quanto attiene alla narrativa, il suo testo più famoso rimane La cara cerchia, romanzo per giovinette, in origine facente parte della collana "Le Rose" diretta da Maria Bersani, poi variata nella collana "I Bei Libri", sempre di Paravia. In questo testo che descrive il mondo operaio, gli stenti e le ristrettezze, il lavoro viene visto come riscatto sociale e il mezzo per tendere al miglioramento. Tale concetto viene ripetuto spesso, anche nei libri per i più piccini, come Nessuno è povero se è sano e buono, nella collana "Il Piccolo Italiano" di Paravia; in questa collana pubblica ben sei titoli. La maggioranza della sua produzione è composta da raccontini moralistici diretti ai ragazzi più piccoli, ma produce anche pièces teatrali e sceneggiature di favole (e purtroppo anche un Pinocchio). Dal 1938 al dopoguerra l'attività letteraria registra uno stallo, dovuto alle persecuzioni razziali del Regime, anche se fin dal 1935 si era convertita al cattolicesimo. Eugenia Graziani Camillucci muore nel 1963.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Quel che racconto al mio piccino di tre anni (Milano, La Voce Delle Maestre D'asilo, Unione Tip., 1911)
La cara cerchia (Milano, Signorelli, 1914)
La storia di una piccola matita (Paravia, 1918)
Un bimbo e un gattino (Paravia, 1919)
Per causa di un certo nasino (Paravia, 1919)
I racconti del sole e del vento (Paravia, 1919 nella collana "Il Piccolo italiano")
Vita di rondinelle (Paravia, 1919)
Nel mondo degli insetti (Paravia, 1920)
Claretta: scherzo (Paravia, 1922)
Novelline di tutte le stagioni: letture semplici e gaie pe i bambini che hanno imparato a leggere (Signorelli, 1923, ill. Marina Battigelli)
Padroni di casa per un'ora: scherzo (Paravia, n.d. )
Quando gli animali parlano (Paravia, 1924, disegni di A. Mussino, nella collana "Il piccolo Italiano")
Sulle ginocchia della mamma: storielle per I bimbi (Vallardi, 1926, disegni di Quintavalle)
Storia di un amico (Vallardi, 1927)
La fontana della piazzetta (Vallardi, 1928)
Il piccolo ponte (Paravia, 1928)
Il pulcino incontentabile (Paravia, 1928)
Attraverso il dolore (Paravia, 1930, nella collana "Il Piccolo Italiano")
Nessuno è povero se è sano e buono (Paravia, 1930, nella collana "Il Piccolo Italiano")
Si parla di cose interessanti (Paravia, 1930, nella collana "Il Piccolo Italiano")
Piccole orme sulla neve: Racconto di una vita (libro premiato al concorso Bemporad, Bemporad, 1930)
L'aurora del mondo (Paravia, 1931, nella collana "I Bei Libri", ill. Sergio Boffano)
La storia di Balilla (Paravia, 1931)
Fiori di ogni Mese: Autunno, inverno (fiabe, Paravia, 1932, ill. Rosa Roverselli)
Ragazzi coraggiosi (Paravia, 1932, nella collana "Il Piccolo Italiano")
Amore di terra lontana: vicende di vita somala (con Lina Putelli, ill. Aldo Putelli, Vallardi, 1935)
Il sentiero nella roccia (ill. Corrado Sarri, SEI, 1935)
Sulle orme di Don bosco: Domenico Savio (Ed. La Scuola, 1947)
La letteratura per l'infanzia (Milano, Il Maglio, 1949)
I tre cani (Ed. La Scuola, 1951)
La mamma povera (Ed. La Scuola, 1952)
La ricottina di Matilde (Ed. La Scuola, 1952)
I tre desideri (Ed. La Scuola, 1952)

Eugenia Graziani Camillucci,
Piccole Storie (Sillabario e Compimento al Sillabario),
Signorelli, 1944
ill. Luca Fornari



Eugenia Graziani Camillucci,
Sotto l'ombrello,
Vallardi, 1931
Eugenia Graziani Camillucci,
La fontana della piazzetta,
Vallardi, 1932

Eugenia Graziani Camillucci,
Sulle ginocchia della mamma,
Vallardi, rist. 1931
Eugenia Graziani Camillucci,
La letteratura per l'infanzia,
Il Maglio, 1949


Eugenia Graziani Camillucci,
Le novelline di tutte le stagioni
letture semplici e gaie per i bambini che hanno imparato a leggere
Signorelli, 1923
cover di Luigi Melandri, ill. int. di Marina Battigelli




GRIMM, I FRATELLI:
GIACOBBE (1785-1863)
GUGLIELMO (1786-1859)


Nascono ad Hannover dove compiono studi di storia e filologia, e vivono sempre insieme. Studiosissimo, severo e metodico Giacobbe; sognatore, dolce e fantasioso Guglielmo. Il primo è anche autore di una Grammatica tedesca e di una Mitologia tedesca, dove raccoglie gli antichi miti pagani dei popoli germanici. I due fratelli ricercano l'anima della vecchia Germania attraverso il racconto e la lingua del popolo; viaggiano per tutto il Paese prendendo appunti e scegliendo, per le loro raccolte, le fiabe ancora tramandate a veglia: quelle con lontane origini orientali, le beffe e le arguzie, le fiabe con gli animali per protagonisti, le filastrocche ("la bella Caterina"). Molte sono le fiabe di provenienza nordica, come Pollicino. L'aria indigena viene assunta dall'ambientazione, in genere la foresta, popolata da elfi e folletti. E' sempre presente la morale, anche un po' alla buona, come quella dei proverbi.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Kinder und H
ausmarchen (1812)
a cui seguono un secondo volume nel 1815 e un terzo nel 1818.


Grimm,
Le fiabe meravigliose
,
Genio, 1943
Grimm,
Il fuso la spola e l'ago
,
Belforte & C, 1940

Le fiabe dei Fratelli Grimm, universalmente note e divenute classici per bambini,
vengono pubblicate da tutti gli editori e continuamente ristampate.

Salani pubblica le fiabe dei Fratelli Grimm in forma ridotta per i più piccini
in viarie collane, ma anche in raccolte complete per adulti
(ad es. Le Novelle per le famiglie, nella Biblioteca Salani Illustrata).
Bemporad le pubblica nella collana Capolavori Stranieri per la Gioventù.



Guglielmo e Giacobbe Grimm
German Popular Stories
collected by M.M. Grimm
,
London, 1823
(frontespizio)

FILMOGRAFIA DI BIANCANEVE

Grimm,
Le novelle per tutti
,
Salani, 1908
Grimm,
Novelle straordinarie
,
Salani, 1920

Grimm, 50 novelle,
Hoepli Editore, 1942
ill. int. di Eva Quajotto
Un'edizione delle Fiabe
della Casa Editrice
Il Carroccio, n.d.

Grimm, Le Fiabe, Bietti, 1952, cover di R. Sgrilli,
ill. interne di Corrado Sarri (2° e 3° di tre volumi)


GROSSI MERCANTI, ONORATA (1853 - 1922)

Pare impossibile, ma è sempre così: la maestrina ottocentesca si mette a scrivere - non la maestrina dalla penna rossa, che ha altri grilli per il capo - ma quella che è anche una brava madre di famiglia, un po' sovrappeso, devotamente dedita al proprio magistero, tanto da inculcare nelle menti dei fanciulli a lei affidati, oltre al sapere, anche tutto il proprio pensiero, da filosofico a politico, e per farlo bene, si mette appunto a scrivere. Scrive di tutto, raccontini illeggibili di stampo didattico, operette morali, commediole, e via discorrendo. Aveva iniziato la maestrina Baccini, tuttavia ben presto svincolata dalle istituzioni, che aveva avuto per prima l'idea geniale di far divertire i piccini con un raccontino simpatico, l'immarcescibile Pulcino, e che si è guadagnata un posto di tutto rispetto nel panorama della prima letteratura infantile - soprattutto come direttrice di Cordelia - ma il suo esempio fu immediatamente seguito da una massa di maestrine che, credendosi scrittrici, hanno invaso le tipografie di testi sempre uguali e nella maggioranza dei casi privi di qualsivoglia valore. Questo preambolo è tutto in onore di Onorata Grossi Mercanti, ma vale anche per Eugenia Graziani Camillucci, Gemma Mongiardini Rembadi, le sorelle Errera, le sorelle Fumagalli, Maria Savi Lopez, e tante altre.
Onorata pubblica per Bemporad quando questa era ancora Paggi, la sola casa editrice a interessarsi di libri per l'infanzia, anche se inquadrati nelle collane scolastiche, e infatti sono numerosissimi i libri di lettura a firma O. Grossi Mercanti per le varie classi elementari. Narrativa svincolata dalla didattica non ne troviamo, a parte qualche raccontino; rileviamo però un'insolita attività di paroliere e una storia del Risorgimento, più volte ristampata, sulla quale vale la pena di soffermarsi. Come si è fatta l'Italia viene pubblicato nel 1890 e due anni dopo riceve una sonora (e sensata) stroncatura sulle pagine di Civiltà Cattolica. Non potendo qui riportarla, diremo solo che O. Grossi Mercanti ha una visione molto personale della storia risorgimentale, e tutto sommato non è colpa sua: lei c'era, anche se bimba, e c'erano i parenti, i nonni e gli zii: e quel che si sente dire in casa da bambini, si sa, rimane poi nella memoria, e da adulti poi si rischia di far confusione tra quello che è stato e quello che si sarebbe voluto.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Cento racconti per fanciulli: Libro di Lettura per le classi elementari (Felice Paggi, 1886)
Brevi racconti di storia ebraica, greca e romana, ad uso della prima e seconda classe elementare nelle scuole urbane e rurali, secondo gli ultimi programmi e istruzioni ministeriali (Felice Paggi, 1889)
Come si è fatta l'Italia: storia del risorgimento italiano narrata ai fanciulli, brevi racconti per la terza classe elementare secondo gli ultimi programmi ministeriali (Bemporad, 1890)
Brevi racconti di storia patria compilati ad uso della quinta classe elementare, secondo i vigenti programmi (Bemporad, 1891)
Brevi racconti di storia patria dalla fondazione di Roma alla scoperta dell'America ad uso della Quarta classe elementare secondo i vigenti programmi (Bemporad, 1891)
Dice il proverbio... : libro di lettura e di premio (Bemporad, 1893, con 35 vignette di Giorgio Kienerk) rist. 1901 tal quale e 1933 ill. da Fabio Fabbi, nella serie dei Libri di lettura e di premio
Cento racconti per fanciulli: libro di lettura per le classi elementari (Bemporad, 1895)
Come s'impara a comporre: lettere, racconti, descrizioni e dialoghi ad uso delle scuole e delle famiglie (Bemporad, 1895)
Casa mia, mamma mia (novella, Palermo, Salvatore Biondo, 1900, con due acquerelli di Corrado Sarri)
Piccoli canti (Siena, Stab. Tip. Carlo Nava, 1901)
Giovane etruria: libro di lettura per la quarta classe elementare femminile (Bemporad, 1910)
Giovane Italia: libro di lettura per la quarta classe elementare femminile (Bemporad, 1910)
La verità di un proverbio: racconto (Firenze, G. Giotti [R. Lastrucci], 1910)
Chi ci veste?: tre racconti (Bemporad, 1922)
Il vestito di seta ed altri racconti. Letture per la seconda classe (Bemporad, 1926)

TESTI PER MUSICA
:

Baldacci, Giovanna Bruna, Madrigale: canto e pianoforte (parole di O. Grossi Mercanti
Firenze, Mondo Musicale, 1910)
Aru, Virgilio, Inno ginnastico: Marcia. Canto e pianoforte (parole di O. Grossi Mercanti
(Padova, G. Zanibon, 1915)
Dini, Gina, Il tricolore: canto ad una e due voci con accomp.to di pianoforte (versi di O. Grossi Mercanti, Firenze, A. Forlivesi & C., 1915)


Onorata Grossi Mercanti
Dice il proverbio...
Bemporad, 1901
cover, disegno di G. Kienerk
Onorata Grossi Mercanti
Dice il proverbio...
Bemporad, 1901
ill. int. di Giorgio Kienerk


Onorata Grossi Mercanti, Dice il proverbio...
Bemporad, 1901
ill. int. di Giorgio Kienerk


HAYDEE (1867 - 1946)

Ida Finzi nasce a Trieste da Giuseppe e Chiara Clerles il 1° settembre 1867 e qui vive per tutta la vita; l'ambiente letterario lo frequenta tramite le riviste letterarie alle quali collabora. Ha due sorelle e tre fratelli, la famiglia è agiata e dotata, soprattutto per la musica. L'ambiente è quello dell'intellighenzia borghese della Trieste fin-de-siècle che si ritrova in tanta letteratura (Ida è compagna di scuola di una delle ragazze Wieselberger, e come non pensare alle tre sorelle amate da Zeno Cosini?). Nel 1885 Ida esordisce quindicenne sull'Indipendente di Trieste con lo pesudonimo Haydée, derivato da Il conte di Montecristo di Dumas, con brevi articoli di attualità rivolti al pubblico femminile. L'anno successivo pubblica con Treves due racconti per bambini, Paolo Landi e Gli amici di Lucia, l'anno dopo si rappresenta al Teatro Carignano di Torino un suo dramma in cinque atti, Il Girasole. Purtroppo il giorno dopo la prima rappresentazione l'attrice principale Maria Rosa Guidantoni, che Eleonora Duse chiamava "la più grande matta dell'arte", fugge in Russia con Emanuel e Haydée ci rimane molto male. Entra al Piccolo, al quale collabora per 27 anni, e all'Illustrazione Popolare, il che le dà una notorietà immensa. Anche sull'Illustrazione Italiana si occupa di critica teatrale e letteraria, e cura una rubrica femminile in cui si firma come "la signora in grigio" fino al 1933; altre testate alle quali collabora sono Il Caffaro, Roma letteraria, e quel Fanfulla della domenica che raccoglie le più prestigiose firme del periodo: D'Annunzio, Verga, Gnoli, Scarfolgio, Neera, Serao, Contessa Lara. Inizia a scrivere novelle e romanzi, commedie e libretti d'opera, e ottiene una gran quantità di premi (15), compresa una "penna d'oro e brillanti" per una novella in un concorso offerto dalla Regina Margherita. Nel 1912 viene indetto il premio Rovetta dalla Società degli Autori di Roma e lei vince con Faustina Bon. La Prima Guerra Mondiale la costringe a lasciare Trieste per trasferirsi a Bologna e poi a Milano; il conflitto lascia impressioni vivissime su di lei, che ama la propria città e ne scrive sempre volentieri; nel 1916 pubblica con Bemporad Bimbi di Trieste, sorta di reportage sui piccoli profughi. Tornata nella città natale a fine conflitto, trova la situazione assai cambiata e pervasa di dolore (il martirio di Cesare Battisti ha riportato alla memoria quello di Guglielmo Oberdan, sempre amato dai triestini): eppure lei stessa era stata fortemente interventista, esaltata dalla ricerca dell'identità nazionale. Pubblica insieme con Bruno Astori (1922) La passione di Trieste: diario di vita triestina: luglio 1914-novembre 1918. Nel dopoguerra riprende comunque le sue cronache mondane e frivole; si fa un nome anche perchè nei suoi romanzi le protagoniste non esitano a condursi liberamente, tanto che viene perfino censurata. Nel 1933 Vita di Doretta Cisano viene acclamato dalla stampa nazionale come "il romanzo di Trieste". Si riafferma in lei il sentimento nazionale, che la porta a credere in Mussolini, fino ad omaggiare nei suoi scritti lui e la 'forza della latinità' e a tesserne le lodi ne Il libro della Madre e del Bambino (che nel 1933 vince il premio Fusinato). Nel 1938 Ida Finzi cade vittima delle leggi razziali: non può più pubblicare, e presto deve anche lasciare la propria abitazione (una delle sorelle morirà in un lager tedesco) e intraprendere un triste esilio che la porta fino in un ospizio di Portogruaro, dove muore il 23 gennaio 1946.
Nell'ambito letterario triestino è necessario ricordare il "premio Haydée", istituito nel 1950 da Mario Finzi "in ricordo della sorella Ida Finzi, scrittrice e giornalista di grande merito, con un concorso annuale a premio per una prosa d'arte fra le alunne dell'ultima classe delle scuole medie superiori".

TITOLI

Il cuore delle bambine
(1922), al n° 44 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi
Bimbi di Trieste
(scene dal vero, 1916), al n° 93 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi

Narrativa:
Gli amici di Lucia (1892), Novelle e poemetti (1895), Dalla vita: novelle (1898), Racconti di Natale (1908), Il ritorno (1909), La risorta: dramma in un atto (1913), Faustina Bon: Romanzo teatrale, fantastico (1913),
Vita triestina avanti e durante la guerra (1916), Ricordi triestini (1919), Le quasi artiste (novelle, 1925), Sorelle (1926), Vita di Doretta Cisano (1933), Il libro della mamma e del bambino: volume dedicato alle madri d'Italia (1934, illustrato da Moscheni), Rime di Trieste e di una vita (1935)

Per il teatro:
Barba Romolo, Pantalon Spiritista, Per te!, Aura (libretto per il melodramma musicato dal M° A. Zanella)



Haydée,
Il cuore delle bambine
,
Bemporad, 1928
cover di Marina Battigelli
Haydée (con Bruno Astori),
La passione di Trieste
,
Bemporad, 1922,
ill. di Marcello Dudovich



Haydée negli Anni Dieci (sin) e
negli Anni Venti (ds)

HAWTHORNE, NATHANIEL (1804 - 1864)

Nasce a Salem, Massachusetts, il 4 luglio 1804; il padre, capitano di Marina discendente di uno dei giudici del famoso processo alle streghe di Salem del 1692, muore lasciando il figlio piccolo, che per tutta la vita resta legatissimo alla madre. Scriverà all'amico Longfellow: "I have locked myself in a dungeon and I can't find the key to get out." E' amico di Franklin Pierce, che diventerà il 14° Presidente degli Stati Uniti, ma conosce anche Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau. Il suo primo romanzo, Fanshawe, è basato sulle sue esperienze e viene pubblicato anonimo nel 1828, senza molto successo. Nel 1837 inizia a pubblicare una serie di racconti per bambini (Twice Told Tales viene apprezzato anche da Poe). Hawthorne non guadagna abbastanza con la letteratura ed è costretto ad impiegarsi con scarso successo. Nel 1853 l'amico Pierce diventa Presidente e Hawthorne, che aveva scritto per lui una biografia, viene nominato console a Liverpool, dove risiede per 4 anni e successivamente passa un anno e mezzo in Italia; a Roma, dove si reca con tutta la famiglia, moglie e figlie, abita in un grande appartamento in via Pinciana da dove gode di un fantastico panorama e dove scrive il suo ultimo romanzo, The Marble Faun (1860), dove l'elemento di mistero e di peccato giunge al suo massimo grado. Muore il 19 maggio 1864 a Plymouth, New Haven, durante una scalata con l'amico Pierce. Sebbene il suo romanzo più famoso sia The Scarlet Letter Hawthorne ha complessivamente prodotto più per l'infanzia che per gli adulti.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Twice-to
ld Tales (1837 e 1842)
Famous old People (1841)
Liberty Tree (1841)
Grandfather's Chair (1841)
Biographical Stories for Children (1842)

The Scarlet Letter (1850)
The Snow Image, and Other Stories (1851)
The House of the Seven Gables (1851)
A Wonder Book for Girls and Boys (1851)
The Blithdale Romance (1852)
Tanglewood Tales for Girls and Boys (1853)
Racconti e leggende dell'antica Grecia
Il libro degli eroi
Racconti del Far West
The Marble Faun (1860)


ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:

THE SCARLET LETTER :
1926, dir. Victor Sjöström, starring Lillian Gish;
1934, dir. Robert G. Vignola;
1995, dir. Roland Joffé, starring Demi Moore, Gary Oldman, Robert Duvall

THE HOUSE OF THE SEVEN GABLES:
1940, dir. Joe May, starring George Sanders,
Margaret Lindsay, Vincent Price, Nan Grey
;
1972 (Der Scharlachrote Buchstabe), dir. Wim Wenders


N. Hawthorne, Il groviglio celeste, R. Carabba editore, 1931
a sin: frontespizio; a ds: la bellissima guardia in seconda e terza di copertina

Nella COLLEZIONE SALANI PER I RAGAZZI
vi sono due titoli di Nathaniel Hawthorne:
n° 16 Il Libro delle Maraviglie (sotto a sin)
n° 18 Il Mondo delle Maraviglie

Le medesime storie dei miti e leggende della Grecia classica sono pubblicate dall'Istituto Editoriale Italiano al n° 12 della Biblioteca dei Ragzzzi (sotto a ds)
con illustrazioni di Duilio Cambellotti


HOHLER, VENETIA (1870-1933)

Agnes Venetia Goring nasce a Leigh (Cheshire) il 20 novembre 1870 da Sir Craven Charles (1841-1897), decimo baronetto della casata, che discende dai Plantageneti. La madre è Agnes Stewart (1846-1911), la sorella preferita di Mary Louisa Stewart, autrice per bambini nota come Mrs. Molesworth, che rappresenta la nipote Venetia nel personaggio di Sybil nel romanzo Carrots': just a little boy. Se la descrizione corrisponde, dobbiamo pensare che Venetia, sin da piccola, oltre che graziosa dovesse essere anche sicura di sé e per nulla timida. Più che graziosa doveva essere bella, se assomigliava alla madre, e alla zia.
Il 27 aprile 1896 Venetia sposa Edwin Theobald Hohler (9/7/1861-19/8/1921), altro rampollo dell'alta società londinese, secondo di otto figli. Il padre è Henry Booth Hohler di Fawkham Manor (Gravesend, Kent) e la madre Henrietta Wilhelmina Lawes. La famiglia è ovviamente molto agiata (la casa di Londra è sita in Hanover Square), uno dei fratelli è Sir Thomas Beaumont Hohler (1871-1946), alto diplomatico. I maschi vanno tutti a Eton e in seguito a uno dei prestigiosi college di Cambridge.
Venetia e il marito abitano una mansion al n° 10 di Cadogan Place (Londra, SW), una tranquilla piazzetta molto vicina ad Hanover Square, e possiedono, come tutti i membri della upper class, una casa in campagna: a Strettington, Chichester (Sussex), dove passano la maggior parte del tempo e dove Venetia, una volta vedova, si ritirerà. La coppia ha due figli: Valentine Venetia (14/2/1901-1984) e Craven Goring (14/7/1907-28/11/1940). Il 23 aprile 1924 Valentine sposa il Capitano Hugh Waters Shelley Browning, figlio di Hugh Campbell Browning e Helen Lilias Watson. La coppia ha due figlie, Pamela Venetia (n. 1925) e Valerie Ann (n. 1929).
Tragica la vicenda del figlio Craven. Dopo il King's College a Cambridge, si arruola nella RAF; nel 1934 eredita The Court Lodge (Stansted) da uno zio (uno dei tanti fratelli del padre), e lì si trasferisce. Nella Royal Auxiliary Air Force è un comandante di squadriglia aerea.


Wing-Commander
Craven Hohler

(source:
Runnymead Memorial Center)
Agli inizi della Seconda Guerra Mondiale è inviato nel Mediterraneo per azioni di guerra tra Malta e l'Egitto. Il 27 novembre 1940 Wing-Commander Craven Hohler raggiunse il 148° Squadrone alla base di Stradishall (West Suffolk). Lo Squadrone lasciò l'Inghilterra per raggiungere, via Gibilterra, la base maltese. Il giorno dopo, il 28, Wing Commander Craven Hohler decollò da Malta alle nove di mattina, come primo pilota del caccia bombardiere su un equipaggio di sei, direzione Egitto. La squadra incappò nella forza aerea italiana e l'aereo di Craven Hohler non arrivò mai in Egitto, né tornò mai più alla base. Dato per disperso in mare, venne poi registrato come caduto in azione di guerra. Il suo stato di servizio è registrato al RAF Memorial at Runnymead, Surrey (dove è anche iscritto nella lapide del monumento funerario ai caduti).

Venetia Hohler pubblica alcuni libri per bambini nello stile della zia Mrs. Molesworth, ai posteri assai più nota di lei. Viene pubblicata anche come Mrs. Edwin Hohler. The bravest of them All of Honour not Honours (1899, ill. di Charles E. Brock) viene tradotto dall'inglese da Carolina Isolani come Meglio l'onore che gli onori e pubblicato da Bemporad nel 1908, senza ristampe. E' l'unico titolo italiano della scrittrice, e viene elencato tra le novità letterarie nella Gazzetta Ufficiale del 15/10/1909 n°243, p. 5640.
Venetia Hohler Muore il 19 luglio 1933 a Westhampnett (Sussex).

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

The Picture on the Stairs (1897)
For Peggy's Sake (1898)
The Green Toby Jug and the Princes who lived opposite (1898)
The bravest of them All of Honour not Honours (1899) tradotto come Meglio l'onore che gli onori
(Bemporad, 1908) nella Biblioteca Azzurra con 27 disegni di Filippo Marfori Savini
Mark's Princess, or "noblesse oblige" (1904)
The deserted Palace (1904)
Peter, a Christmas Story (1906)
Dick's Angel (1907)

Mrs. Edwin Hohler, The Picture on the Stairs, ristampa


Sin: Mrs. Molesworth, Carrots': just a little boy, McMillan & Co., 1893
Dx: una versione anteriore in hard cover



Venetia Hohler,
Meglio l'onore che gli onori
,
Bemporad, 1908

Sin: frontespizio
Dx: ill. interna di Filippo Marfori Savini

(courtesy D. Legnani)




Da:
Mrs. Molesworth,
Carrots': just a little boy
,
McMillan & Co., 1893 (ristampa)
con illustrazioni di Walter Crane
(source: Project Gutemberg)

La descrizione di Sybil/Venetia:

"What they did see
was worth looking at, however.
It was a very pretty Sybil after all. Small and dark, dark-eyed,
dark-haired, and browny-red
as to complexion,
Sybil was more like a gipsy than
an angel as they had fancied her.
She had very pretty, very bright, noticing eyes, and she was pretty altogether. She was dressed in black velvet with a bright crimson sash, and her hair was tied with crimson ribbon; her neat little legs were clothed in
black silk stockings, and there were buckles on her tiny shoes."



Nel romanzo si fa anche cenno alla madre di Sybil, che "aveva sposato un ricco", proprio come la madre di Venetia...

Nella figura a lato la bimba a dx
è Sybil, modellata dall'Autrice
sulla nipotina Venetia



Venetia Hohler,
Meglio l'onore che gli onori
,
Bemporad, 1908
cover ed. in brossura
Venetia Hohler,
Meglio l'onore che gli onori
,
ill. int. di Filippo Marfori Savini
(courtesy Lia Madorsky)


Venetia Hohler, Meglio l'onore che gli onori,
ill. int. di Filippo Marfori Savini
(courtesy Lia Madorsky)

INVERNIZIO, CAROLINA (1851 - 1916)


Sia chiaro, noi consideriamo Carolina Invernizio una scrittrice per adulti, prima esponente italiana di quel noto tipo di romanzi che va sotto il nome di feuilletons, che nacque in Francia attorno al 1830, ebbe grandissimo successo - rivolto com'era ad un pubblico di tipo popolare - ed ebbe lunga vita sino ai primi decenni del Novecento, sia pure variando le modalità e le tematiche. Per un breve excursus sul feuilleton ved. la pagina web IL FEUILLETON.
Tuttavia, Carolina Invernizio ebbe la ventura di scrivere anche qualche testo per ragazzi, racconti di fate, e quel romanzo, Spazzacamino, che Salani, suo storico editore, inserì nella Biblioteca dei Miei Ragazzi. Per questo, e solo per questo, abbiamo elencato Carolina Invernizio tra gli autori di testi per ragazzi, anche se questa non era affatto la sua vocazione.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

I sette capelli d'oro della Fata Gusmara (1909)
Spazzacamino (1912)
La villa delle fate (1912)
Cuori di bimbi (1915)


Anna Levi, Si pecca ad ogni pagina - Le due vite di Carolina Invernizio,
Bibliografia&Informazione, 2014
NUOVA BIOGRAFIA DI CAROLINA INVERNIZIO



Carolina Invernizio, Rina, Salani, 1890

Carolina Invernizio, Spazzacamino,
in due diverse edizioni Salani



Carolina Invernizio,
La villa delle fate
,
Salani, 1922
Carolina Invernizio,
Cuori di bimbi
,
Salani, 1923


KASTNER, ERICH (1899 - 1974)

Nasce il 23 febbraio 1899 a Dresda, si laurea in lettere nel 1925 all'università di Lipsia; inizia l'attività di giornalista ma pubblica raccolte di poesie che hanno un enorme successo, Herz auf Taille e Larm im Spiegel. Si trasferisce a Berlino sin dal 1927, dove collabora a diverse testate, anche con vari pseudonimi. I suoi pezzi giornalistici tuttavia si discostano assai dalla vena poetica, infatti sono assai critici verso il nazionalismo spinto della Germania e conditi di ironie a volte anche pesanti. Dopo l'avvento di Hitler le sue opere vennero pubblicamente bruciate e messe al bando, e nel 1943 gli fu proibito di scrivere. Nel dopoguerra si stabilisce a Monaco di Baviera, dove per anni tiene la rubrica letteraria sul Neue Zeitung, e qui muore il 29 luglio 1974. E' autore di diversi fortunati testi per ragazzi, di cui famoso rimane Emilio e i detectives (1928). Kästner pubblica anche diversi romanzi per adulti, testi teatrali, e un'autobiografia nel 1958.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Fabian (1931)
Drei Manner in Schnee (1934)
Doktor Erich Kästner Lyrische Hausapotheke (1936)
Till Eulenspiegel (1938)
Die Konferenz der Tiere (1949)
Die Schule der Diktatoren (1957)

Per ragazzi:

Emil und die Detektive (1928) trad. it Emilio e i detectives
Punkten und Anton (1931) trad. it. Antonio e Virgoletta
Emil und die drei Zwillinge (1934) trad. it. Emilio e i tre gemelli
Die fliegende Klassenzimmer (1934), trad. it. La classe volante
Das doppelte Lottchrn (1949), trad. it. Carlotta e Carlottina
Der kleine Mann (1963) trad. it. Il piccolo uomo


Erich Kästnerr, Avventure di ragazzi, Bompiani, 1947, ill. di di W. Trier
A destra, l'Autore


ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:

THE PARENT TRAP (1961) per la Walt Disney Production, regia di David Swift,
con Hayley Mills nel ruolo delle gemelle
tratto dal racconto
Das doppelte Lottchrn

Erich Kästner, Emilio e i detectives, Bompiani, 1937,
cover e ill. interna di Walter Trier

Erich Kästner, Emilio e i detectives, Bompiani, 1937,
frontespizio. Oltre ai disegni originali di W. Trier, questa edizione riporta parecchie fotografie a corredo, come fosse un fotoromanzo

KIENERK, VITTORIA (1920 - 2013)

Nasce a Firenze l'11 gennaio 1920 da Giorgio, famoso pittore, e Margherita Marcacci.
Studiosa e storica dell'arte, insegna questa materia al Liceo Galilei di Pisa; al contempo pubblica novelle su La Settimana dei Ragazzi diretta da Laura Orvieto e testi sull'arte dedicati ai ragazzi. Per Salani pubblica I figli del "San Giorgio" , e per Vallecchi le monografie dedicate a Giotto, Donatello e Michelangelo, nella collana Fontelucente per ragazzi. Trascorre gli ultimi anni nella villa di famiglia a Fauglia, dove conserva i quadri e le memorie del padre (v. KIENERK GIORGIO alla pagina ILLUSTRATORI della Biblioteca delle Signorine Salani), poi donati al Comune di Fauglia che ha realizzato il Museo Giorgio Kienerk. Vittoria Kienerk muore il 4 marzo 2013.
La biografia completa e dettagliata si trova in: Anna Levi, Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi, ed un ritratto particolare si trova in La casa e il tempo - un ritratto di Vittoria Kienerk a cura di Eugenia Querci.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

I figli del "San Giorgio" (Salani, 1951, ill. Gastone Rossini), al n. 83 della Biblioteca dei Miei Ragazzi
Il maestro dei pittori: Giotto (Vallecchi, 1951, ill. G. Castellani)
Il grande picchiapietre: Donatello (Vallecchi, 1953, G. Paszkowski)
Il gigante dell'arte: Michelangelo Buonarroti (Vallecchi, 1958)
Un bambino e un artista (
La Scuola, 1962, ill di Carlo Galleni)
Un ragazzo nel mondo dell'arte (Brescia, La Scuola, 1966, disegni di Gaspare de Fiore)


Vittoria Kienerk insieme con Loredano Ugolini
a Firenze nel 2012,
alla presentazione del libro di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi,
dove entrambi compaiono
Photo:
© Lia Madorsky

Vittoria Kienerk,
I figli del "San Giorgio",
Salani, 1951
Vittoria Kienerk,
Un ragazzo nel mondo dell'arte,
La Scuola, 1966


La casa e il tempo - Un ritratto di Vittoria Kienerk, Livorno, MP, 2021
in copertina: "Margherita e Vittoria" di Giorgio Kienerk, 1925


KIPLING, RUDYARD K. (1865 - 1936)

Nasce a Bombay da genitori inglesi, e viene affidato ad una nutrice indigena, dalla quale apprende racconti e leggende indiani popolati da animali fantastici. A soli sei anni viene mandato come d'uso in collegio in Inghilterra per ricevere una buona istruzione, ma la lontananza dalla famiglia lo rende infelicissimo, tanto più che i maestri sono di quelli che picchiano i fanciulli. Nel 1882 torna in India, dove lavora come giornalista. Pubblica dapprima versi e racconti, e impressioni di viaggio; nel 1889 è di nuovo in Inghilterra, dove diviene famoso, uno degli autori più pagati della sua epoca. Nel 1892 sposa Caroline Starr Balestrier, di origine americana. A seguito di un lungo periodo negli U.S.A., dove viene influenzato dall'ambiente, scrive le poesie migliori e i romanzi più noti. Segue come corrispondente la guerra boera, e subito dopo raggiunge il vertice del suo percorso artistico, soprattutto con i versi e i romanzi dedicati alla gioventù. Nel 1907 gli viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura. Tornato definitivamente in patria, ha il dolore di perdere l'unico figlio nella Grande Guerra. Minato nello spirito come nel fisico, muore a Londra nel 1936, dove viene sepolto nell'Abbazia di Westminster, fra i Grandi d'Inghilterra.

Nei romanzi di ambientazione esotica-naturalistica, primo fra tutti Il libro della giungla, si avverte chiaramente il lato misantropico di Kipling e il suo atteggiamento critico nei confronti della società. Kipling assimila un particolare aspetto del pensiero religioso indiano, la mitologia animale. Apologia e mitologia, che non rifiutano tuttavia contrasti morali e caratterizzazioni caricaturali: tra gli animali, in fondo, si è trasferito il mondo morale degli uomini, ma senza compromessi.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Department Ditties (1886)
Plain Tales from the Hills (1887)
The Jungle Book (1894)
The Second Jungle Book (1895)
The Seven Seas (1896)
Captains Courageous (1897)
Stalky & Co. (1899)
Kim (1901)
Just So Stories (1902)
Puck of Pook's Hill (1906)
 
Rudyard Kipling

R. Kipling,
Il libro della giungla
,
nella collana
I Libri per la Gioventù Salani
R. Kipling,
Il libro delle bestie
,
nella collana
Capolavori Stranieri
per la Gioventù Bemporad


ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:

CAPTAINS COURAGEOUS
1937, dir. Victor Fleming, starring Spencer Tracy,
Freddie Bartholomew, Lionel Barrymore, Melvyn Douglas, Mickey Rooney, and John Carradine.
Spencer Tracy vinse l'Academy Award
nella categoria Best Actor.
1977 (TV), dir. Harvey Hart starring Karl Malden,
Ricardo Montalbán, Fritz Weaver, Fred Gwynne
and Neville Branddir.
1996 (TV), dir. Michael Anderson and starring Robert Urich, Kenny Vadas.

THE JUNGLE BOOK
1942, dir. Zoltan Korda, starring Sabu Dastagir .
1967, il 19° ed ultimo cartone animato
realizzato da Walt Disney.
1994, dir. Stephen Sommers, starring Jason Scott Lee, Cary Elwes, Lena Headey, Sam Neill, John Cleese.

Spencer Tracy
e Freddie Bartholomew
in una scena del film
Captains Courageous

KONOPNICKA, MARIA (1842 - 1910)

Maria Stanislawa Wasilowska nasce a Suwalki (Polonia) il 23 maggio 1842 da Józef Wasilowski e Scholastyka Turska dopo la sorella Wanda (nata a Varsavia) e prima di Giovanni, Laura, Sofia e Julia. Successivamente la famiglia si riporta a Varsavia dove il padre esercita l'avvocatura, ma è anche colto e favorisce lo studio per i figli, istruendoli da sé quando piccini, ma poi Maria e le sue sorelle frequentano la scuola delle Benedettine di Varsavia. Nel 1862 sposa Jaroslaw Konopnickie e dà alla luce ben otto figli, di cui sei raggiungono l'età adulta. Come d'uso ancora oggi in Polonia assume il cognome del marito per non lasciarlo più, nemmeno dopo la separazione. Il matrimonio non regge perché lui vorrebbe una moglie vecchio stile, lei si cimenta nella letteratura e, ottenuto da Henryk Sienkiewicz un parere favorevole alle prime prove poetiche, lascia il marito nel 1876 e inizia a provvedere a se stessa e ai figli. Maria viaggia parecchio per l'epoca, spesso accompagnata dal figlio maggiore Taddeo: soggiorna a Vienna e a Dresda, visita la Germania, la Svizzera e l'Italia. A quarant'anni esordisce con la poesia, poi si batte per i diritti delle donne, collabora ai quotidiani di Varsavia e fonda un giornale femminile, collabora come editor con case editrici, pubblica racconti per bambini, traduce dal tedesco, russo, francese, ceco, inglese, infine è critica letteraria. Utilizza spesso lo pseudonimo di Jan Sawa. Muore di polmonite l'8 ottobre 1910 a Lemberg, in Galizia, all'epoca facente parte dell'impero austroungarico, oggi Lviv in Ucraina.

In patria è nota e acclamata, e viene considerata la poetessa più importante della letteratura polacca del suo tempo: le viene intitolato un museo a Zarnowiec, al cimitero viene posto un suo busto, una lapide commemorativa viene apposta alla casa natale. (Sulla Wikipedia polacca vi sono tutte le foto relative. Biografia estesa in diversi siti inglesi). In Italia è pressoché sconosciuta e si pubblicano solo un libro di poesie sull'Italia e tre libri per bambini.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Italia: liriche (Milano, L'eroica, 1919) rist. 1929, 1963
Canzoni per bambini (Paravia, 1933) nella "Collana di Bei Libri"
Fiabe e nani (Mursia,n.d.) ill. Giulio Cingoli
Tornano i nani (Corticelli, 1952), rist. Mursia 1983, ill. Giulio Cingoli


Maria Konopnicka, a ds. in un francobollo commemorativo


Maria Konopnicka,
Canzoni per bambini,
Paravia, 1933
Maria Konopnicka,
Tornano i nani,
Corticelli, 1952


La tomba di Maria Konopnicka a Lviv


LA FONTAINE, JEAN de (1621 - 1695)

Nasce a Château-Thierry nel 1621; di origini borghesi, compie qualche studio di diritto, poi subentra al padre nella carica di ispettore delle acque e delle foreste. Nel 1647 sposa la giovanissima Marie Héricart, ma nel 1658 si trasferisce a Parigi e lascia la moglie a casa. Parigi all'epoca gravita attorno alla corte di Luigi XIV e per fare qualcosa occorre un protettore: quello del giovane La Fontaine è il ministro delle finanze Fouquet, e una volta caduto questi in disgrazia, per La Fontaine le cose si mettono male. Sopravvive poichè i suoi versi delicati, che reinterpretano le novelle di Boccaccio, di Ariosto, di Esopo e di Fedro, erano piaciuti alle dame salottiere, la duchessa di Orléans, la duchessa di Bouillon, madame de Sévigné. Frequenta naturalmente i letterati dell'epoca: Racine, Molière, Boileau, madame de La Fayette, e infine riesce a farsi apprezzare anche dal Re Sole in persona. Muore a Parigi nel 1695.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Les amours de Psyche et de Cupidon
Adonis (1669)
Contes et nouvelles en vers (1664-1671)
Fables (1668 libri 1-6, 1679 libri 7-11, 1694 libro 12).

Le favole di La Fontaine sono pubblicate da tutte le case editrici, anche nelle riduzioni per bambini, e a tutt'oggi ristampate.
La Fontaine, Fables,
Flammarion, n.d.
La Fontaine, Favole,
Sonzogno, n.d., ill.G. Dorè


LARY, CIA (1920 - 2016)

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il serpente di giada,
nella collana I Grandi Romanzi Salani (1942)
I sette paladini
, nella collana I Romanzi della Rosa (1944)
Tre sulla traccia, nella collana Biblioteca delle Giovinette (1953)
Il settimo aquilone, nella collana I Romanzi della Rosa (1954)
E c'eran tre donzelle ..., nella collana I Romanzi della Rosa (1956)









Cia Lary, Tre sulla traccia,
Salani, 1953
cover di Remo Squillantini


LICHTENBERGER, ANDRE' (1870 - 1940)

Nasce a Strasburgo il 29 novembre 1870 da Paul Emile e Mathilde Stotz. Ha un fratello maggiore e una sorella minore morta in tenera età. La famiglia, alsaziana, dopo il passaggio della regione alla Prussia si trasferisce in Francia, a Biarritz. André studia al liceo e si laurea alla Sorbona di Parigi nel 1891. Nel 1898 pubblica Mon Petit Trott e il seguito La pettite soeur de Trott con l'dea di ricordare la sua infanzia dorata nelle regioni basche, e con sua sorpresa il titolo ebbe grande successo (sarà ristampato fino a tutti gli anni Settanta del Novecento, anche se l'eloquio è datato e la storia abbastanza banale). Sposato con due figlie, si dedica quindi alla letteratura e a studi storici e sociopolitici. Riceve incarichi politici e militari e viaggia molto. Sull'eco del successo costante di Mon Petit Trott riceve il premio Montyon dell'Accademia francese; riceve inoltre diverse altre onorificenze. Oltre a numerosi saggi critici e romanzi, scrive qualche altro testo per bambini e collabora a numerose riviste tra le quali la Semaine de Suzette. Muore a Parigi il 23 marzo 1940. (Biografia completa nel volume di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi).

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Mon petit Trott (Paris, Plon, 1898)
La petite soeur de Trott (Paris, Plon,1898)
Le petit roi (Paris, Plon, 1910)
Le petit chaperon vert: suivi d'autres contes (dessins de Joseph Hémard, Paris, Cres, 1922)
Poupette, fille d'Allah: roman (Paris, Baudinière, 1924)
Notre Minnie (Paris, Libr. Plon, 1925)
Des enfants dans un jardin (Paris, Plon, 1927)
Les contes de Minnie: histoires de bêtes, d'enfants, de fées et de bonnesgens (Paris, Plon, 1928)
L'elephant houndji-poundji (illustrations de Henry Morin, Paris, Editions Gautier-Languereau, 1928)
L'oncle d'Afrique (ill. di H. Morin, Gautier&Languereau, 1938)
La dompteuse des Tamanoirs (ill. di H. Morin, Gautier&Languereau, 1939)

TRADOTTI:

I segreti delle signorine (trad. di Emilia Nevers, Torino, Giornale delle donne, 1902)
Il piccolo re (trad. di Matilde Capello; ill. Ninon ed Edina Altara, Bemporad, 1930), al n° 53 della collezione Capolavori stranieri per la gioventù
Lo zio d'Affrica (trad. di Marina Grazzini, Salani, 1941), al n° 66 della Biblioteca dei Miei Ragazzi
Gli avventurosi Tamanoir (ill. di U. Signorini, Salani, 1965)

LE TRADUZIONI DI MON PETIT TROTT:

Trottolino mio (trad. di Mario Calo, ill. Dino Tofani, Bemporad, 1911 e rist. 1932 al n° 25 della collezione Capolavori stranieri per la gioventù)
Trot e la sorellina (Milano, Il Corriere Della Sera, 1929: Il romanzo mensile)
Il piccolo Trott (disegni di Tita, Milano, Carroccio, 1945)
Il mio piccolo Trott ( Edizioni Paoline, 1943)
La sorellina di Trottolino (trad. di Leopoldo Cassis, Edizioni Paoline, 1947)
La sorellina di Trott (cover di Corbella, disegni di Tita, trad. di Attilio Rovinelli, Carroccio, 1949)
Il piccolo Trott e la sua sorellina (ill. Italo Orsi, Corticelli, 1956; rist. Mursia 1962)
Trottolino mio (Carroccio-Aldebaran, 1957)


A. Lichtenberger, Trot e la sorellina, Il Romanzo Mensile, Anno XXVII
Agosto 1929 (comprende entrambi i testi)
Cover di Alberto Bianchi, ill. interne di L. Bompard

A. Lichtenberger,
Il piccolo Trott
,
Modernissima, 1924
(courtesy Lia Madorsky)
A. Lichtenberger,
Il piccolo Trott e la sua sorellina,
Mursia, 1962

A. Lichtenberger, L'Oncle d'Afrique, Semaine de Suzette, 2 dicembre 1937
(courtesy Lia Madorsky)

I due testi pubblicati da Gautier&Languereau per la Bibliothèque de Suzette:
L'Oncle d'Afrique e La dompteuse des Tamanoirs,
entrambi illustrati da Henri Morin, risp. 1938 e 1939

A. Lichtenberger, Trottolino mio, Bemporad, 1911, frontespizio
ill. Dino Tofani (prima edizione italiana)
(courtesy Libreria S. Agostino, Firenze)

A. Lichtenberger, Trottolino mio, Bemporad, 1911, ill. interne di Dino Tofani



A. Lichtenberger, Il piccolo Trott, Carroccio, 1949
cover di Ferdinando Corbella, ill. interne di Tita
(courtesy Donatella Legnani)


A. Lichtenberger, Il piccolo Trott, Carroccio, 1949
ill. interne di Tita
(courtesy Donatella Legnani)


A. Lichtenberger,
Il mio piccolo Trott
,
Ed. Paoline, 1943
A. Lichtenberger,
Trottolino mio
,
Carroccio Aldebaran, 1957

(courtesy Donatella Legnani)


LOMBROSO, PAOLA (ZIA MARIU', 1878 - 1954)

Nasce a Pavia il 14 marzo 1878, figlia dello psichiatra e antropologo Cesare Lombroso (Verona 1835 - Torino 1909) e Nina De Benedetti, ma cresce a Torino. E' sorella di Ugo e di Gina (1875 -1944, sociologa, antropologa e scrittrice, moglie di Guglielmo Ferrero). La forte personalità paterna e la sua fama portano tutti e tre i figli ad occuparsi dei medesimi studi e a continuare l'opera paterna (Paola e Gina cureranno anche una biografia del padre). Paola inizia a studiare i bambini e pubblica nel 1895 Saggio sulla psicologia dei bambini al quale seguiranno altri saggi consimili, tra i quali Nella penombra della civiltà insieme con il marito Prof. Mario Carrara (1866-1937), allievo di Cesare Lombroso, sposato nel 1900 e dal quale ha due figli. A fine secolo è molto vicina ad Anna Kuliscioff. Nel 1896 fonda insieme con la sorella un'istituzione di assistenza pubblica, "Scuola e famiglia" per alunni delle scuole elementari. Collabora a Per l'Idea, supplemento de Il grido del popolo, organo ufficiale del PSI torinese e, in seguito alla crisi politica del 1898, viene arrestata. Per lei il socialismo è una scelta umanitaria e un'occasione per relizzare delle indagini sociologiche.
Collabora con Il Giornalino della domenica e a lei si deve l'idea di un supplemento del Corriere della Sera, che nel 1908 diventerà il Corriere dei piccoli, ma per la direzione della nuova testata le si preferisce Silvio Spaventa-Filippi. Ciò nonostante rimane come collaboratrice e titolare della rubrica Piccola Posta, che firma come Zia Maria. Presto tuttavia lascia la testata e inizia a pubblicare fiabe e racconti per bambini, firmandosi come Zia Mariù.
Durante la Grande Guerra crea le "Ville per i figli dei soldati", che trasforma in seguito nelle "Case del sole" per bambini tubercolotici figli di soldati; sua anche è la costituzione delle "Bibliotechine rurali di Zia Mariù" che distribuiscono gratuitamente i volumi nelle più sperdute piccole scuole italiane. Nel 1925 la Paravia & C. vara le prime due serie di 6 volumetti illustrati della "Collana Zia Mariù".
Poichè è antifascista, viene controllata; nel 1936 viene arrestato il marito, che poi l'anno dopo muore, e dal 1938 è costretta all'isolamento dalle leggi razziali. Nel 1942 muore anche la figlia Maria Gina e nel 1943 Paola Lombroso deve lasciare l'Italia e si rifugia in Svizzera presso la sorella, la quale muore poco dopo. Rientrata in Italia dopo la guerra, si stabilisce a Torino, dove viene eletta Presidente del Centro di Letteratura Infantile e nel 1950 le viene assegnata la medaglia d'oro dei benemeriti della Pubblica Istruzione. Muore nel 1954.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Briciolina e Musoduro (Bibliotechina de "La lampada", ill. di Angoletta, nd)
Zia Mariù (fiabe, 1912; ristampa 1921, Bemporad, ill. di Mussino)
Storia di una bambina e di una bambola (1914; ristampa "Collana Zia Mariù", 1925)
Un reporter nel mondo degli uccelli (Bemporad, 1917; ristampa 1921, ill. di Finozzi)
Storie vere di Zia Mariù (Bemporad, 1916, ill. di Bona Gigliucci; ristampa 1921)

La vita è buona ("Biblioteca delle Giovani Italiane", Le Monnier, Firenze, 1910
Storie di bambini che conosco ("Collana Zia Mariù", Paravia, 1924, ill. di Edina e Ninon)




Paola Lombroso
 
Cesare Lombroso, la moglie
e le due figlie

1
Paola Lombroso,
Le fiabe di Zia Mariù
,
Bemporad, 1921
cover di Attilio Mussino
Paola Lombroso,
Storie vere
,
Bemporad, 1925
cover di Bona Gigliucci
(courtesy Tesori di carta, Bologna)

Zia Mariù, Un reporter nel mondo degli uccelli,
sin: Bemporad, 1921, ill. di Ugo Finozzi

ds: al n° 75 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, ill. di Attilio Mussino






LUCATELLI, LUIGI (1877 - 1915)

Nasce a Roma nel 1877 da Annibale Lucatelli, patriota difensore della Repubblica Romana (come il fratello Cesare, decapitato dal governo papale nel 1861) liberato dopo il 20 settembre 1870 e di mestiere mosaicista. Pubblicista, grande umorista, autore di romanzi, novelle, bozzetti, è anche corrispondente di guerra; diventa molto popolare con lo pseudonimo di Oronzo E. Marginati, sulle pagine della testata statirica Il Travaso delle idee di Filiberto Scarpelli. Scrive anche alcuni testi non eccelsi per ragazzi, sul genere buffonesco come andavano di moda a cavallo tra Ottocento e Novecento, nella tradizione italica derivata dal Collodi e presto virata nella produzione di pure scempiaggini di autori molto prolifici ma di poca sostanza (tutti padri di personaggi dai nomi improbabili, e tra questi citiamo Ernesto Nuccio, Ildebrando Bencivenni, Ettore Boschi, Alberto Cioci, Augusto Piccioni, per non citare tutti gli autori di pinocchiate). Ammalatosi gravemente, muore a Roma nel 1915.


Luigi Lucatelli, Storia di Bururuffe e patatina,
Nugoli, n.d. (poi rist. 1922),
ill. A. Del Senno


Luigi Lucatelli, Storia di Bururuffe e patatina, Nugoli, n.d.
illustrazioni interne di A. Del Senno


Luigi Lucatelli (Oronzo E. Marginati),
Come ti erudisco il pupo,
Il Travaso Editore, 1915, cover e front
vignette interne di Scarpelli, Finozzi e Guasta

Si tratta del testo di una sua conferenza, con in appendice un campionario dei suoi "pezzi" usciti con lo pseudonimo di Oronzo E. Marginati, una macchietta che divenne assai popolare perché incarnava lo spirito anarcoide pronto a protestare di fronte a un'ingiustizia, il tutto fatto con bonomia e umorismo. Il volume fu pubblicato a cura dei suoi amici dopo la sua morte.

Luigi Lucatelli, alias Oronzo E. Marginati


LETTERATURA PER RAGAZZI
AUTORI E ILLUSTRAZIONI
A B C DF GL MN OR SZ


Ved. anche:

DALLE FAVOLE AI ROMANZI:
BREVE STORIA DELLA LETTERATURA PER RAGAZZI
DALLE ORIGINI ALL'OTTOCENTO

comprendente i ritratti degli Autori

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