|
letteratura
per ragazzi
|
||||||||||||||||||||||||
|
LETTERATURA PER RAGAZZI: AUTORI (D-L) |
||||||||||||||||||||||||
| GIANELLI,
GIULIO (1879-1914) Nasce a Torino il 7 ottobre 1879 da Pietro, ingegnere, e da Gennarina Bauducco. ll padre emigra in Argentina e non dà più notizie, la madre muore nel 1883 e il bambino viene messo in collegio, dove viene costretto a umilianti mansioni per pagarsi la retta. Nel 1898 prende la maturità classica ma non ha certo i mezzi per pagarsi l'università. Frequenta tuttavia le lezioni di Arturo Graf e conosce Guido Gozzano, Giovanni Cena, Nino Oxilia e altri futuri protagonisti della scena culturale italiana. Con il sostegno di amici pubblica alcune raccolte di poesie e collabora a riviste (L'Artista moderno, Il Momento, Studium, La Riviera Ligure). Caratteristiche fondamentali della vita e della produzione letteraria di Gianelli sono un intenso spirito religioso, la carità verso il prossimo, soprattutto i bambini, e l'amore per la natura. Dopo aver prestato a Torino la propria opera nel Comitato di Difesa dei Fanciulli ispirato a Don Bosco, nel 1908 si trasferisce a Roma dove collabora al Corriere d'Italia e al Popolo romano; nel 1909 aderisce al movimento per l'alfabetizzazione dei contadini dell'Agro Romano promosso da Cena insieme con Sibilla Aleramo. Questo impegno sociale sfocia nell'adesione ai soccorsi inviati a Messina, in seguito al famoso terremoto. Di ritorno dalla Sicilia conduce con sé Mario e Ugo Morosi, due orfani sopravvissuti di cui si prende cura. Nel 1911 pubblica sul periodico milanese L'Adolescenza la Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino, poi uscito con discreto successo in volume presso l'Editrice de "Il Momento", quotidiano cattolico fondato dal Cardinale Carlo Richelmy, Arcivescovo di Torino, nel 1903. Sempre per la narrativa infantile pubblica poi una serie di raccontini sul Buon augurio, il giornalino edito dall'ospizio dei Piccoli Derelitti di Milano. Intanto tra il 1911 e il 1912 torna più volte in Piemonte a visitare gli amici di un tempo ma anche per sottrarre i suoi due giovani protetti alle inopportune richieste della madre, ricomparsa dopo il terremoto di Messina in cui era stata data per dispersa. Muore a Roma il 27 giugno 1914. BIBLIOGRAFIA
ESSENZIALE
|
![]() Giulio Gianelli, Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino, S.E.I., 1942, cover, ill. di Massimo Quaglino (courtesy TUTTOFUMETTO PARMA) |
|||||||||||||||||||||||
| GINESI,
OLGA (1894-1943) Nasce a Lugo di Romagna il 15 dicembre 1894 da Ferdinando e Rachele Castelfranchi. Si dedica alla letteratura per l'infanzia collaborando a diversi giornali per ragazzi e pubblica testi per i più piccoli. Sposata con Gino Bonfiglioli, ha una sorella minore, Bice (n.1898), sposata con il milanese Mario Luzzatto. Sono tutti di origine ebraica. Dopo l'8 settembre Luzzatto si ritirò nella sua villa di Baveno (Novara) con la moglie, le figlie Silvia e Maria Grazia, di 18 e 16 anni, e la cognata Olga. Pochi giorni dopo venne prelevato dalla villa e fatto prigioniero. La sera del 15 settembre le SS tornarono a Baveno e portarono via anche le quattro donne. Furono tutti uccisi nella strage del Lago Maggiore, che si compì fra il 15 settembre e l'11 ottobre del '43; la morte dei componenti della famiglia Luzzatto e di Olga Ginesi avvenne presumibilmente la sera del 21 settembre. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Piccoli cuori (Cartoccino, 1926) Patria lontana, patria diletta (Cartoccino, 1929) La vendetta dei fiori (Paravia, 1931) nella collana Il piccolo italiano Feste (Paravia, 1932) nella collana I bei Libri Nonno, raccontami di Garibaldi (Paravia, 1932) nella collana Il piccolo italiano Aneddoti garibaldini (Cartoccino, 1932) Un nonno e sette nipotini (Carroccio, 1934) Un cane in scuola (Carroccio di G. e R. Boschi, 1934) Pinocchietta (Carroccio di G. e R. Boschi, 1934) Figli d'Italia (Carroccio di G. e R. Boschi, 1934) Villa Gloria, nido d'amore (Carroccio, 1934) Eroine italiane in terra d'Africa: Maria Boni Brighenti, Lydia Maffioli Rocca (Carroccio di G. e R. Boschi, 1936) Fede e eroismo: Padre Reginaldo Giuliani (Carroccio di G. e R. Boschi, 1936) La fuga dei giocattoli (Vallardi, 1936 e 1944) Presagi di Gloria: Episodi dell'infanzia di uomini illustri. Con 28 grandi tavole in nero di Pier Lorenzo de Vita (Ed. Genio, 1949)
|
|
|||||||||||||||||||||||
| GOTTA,
SALVATOR (1887-1980) Nasce a Montalto Dora in provincia di Ivrea nel 1888, da una famiglia borghese. Compie sgli studi a Torino, dove si laurea. Nel 1915 si arruola volontario fra gli alpini per combattere al fronte, l'esperienza verrà narrata nel suo romanzo più noto, Piccolo Alpino. Eclettico, scrive lavori teatrali e commedie, tiene una famosa rubrica per ragazzi su Topolino, collabora alle sceneggiature cinematografiche, e totalizza una settantina di titoli, tra i quali romanzi all'epoca molto apprezzati, ma anche opere storiche, saggi, biografie, e testi per ragazzi. Aderente al fascismo, nel 1925 scrive il testo dell'inno ufficiale fascista "Giovinezza" su musica del compositore Giuseppe Blanc (1886-1969). Sulla scia dell'enorme successo del piccolo alpino Giacomino Rasi, nel 1935 scrive il seguito, dove il protagonista diviene uno squadrista ne L'altra guerra del piccolo alpino. Sposato, vive sulla costiera ligure, tra Portofino e Rapallo, II suo unico figlio Massimo in guerra è ufficiale dei Savoia Cavalleria. Salvator Gotta Muore a Rapallo il 7 giugno 1980. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Pia (1912) La porta del cielo (1913) Ragnatele (1915) La più bella donna del mondo (1919) L'amante provinciale (1920) Tre mondi (1921) Mistica Patria (1924) Piccolo Alpino (1926) L'altra guerra del Piccolo Alpino (1935, illustrazioni di Italo Mazzocchi ) I birichini del cielo: Romanzo sportivo (1935, illustrazioni di M. Vellani Marchi) La damigella di Bard - commedia in tre atti; Mille lire - commedia in un atto (1936) Piccolo Legionario in Africa Orientale (1938) Ottocento (1940, con tavole a colori di Giuseppe Amisani, che nelle ristampe aumentano progressivamente di numero) La signora di tutti (1945) Il piccolo giardiniere (1946, con 12 tavole di Federico Patellani) Una bimba alla ventura (1955, ill. di P. Nardini) Il piccolo marinaio (1955, ill. di Cattaneo) Tre maestri: Fogazzaro, Giacosa, Gozzano (1975) Zaira ragazza del circo (1963)
|
Il testo, di immediato ed enorme successo, è stato illustrato da diversi artisti. La prima edizione del 1926 riporta 5 tavole a colori di Nadir Quinto, ma nello stesso anno un'altra edizione viene illustrata da Cesare Colombi. Per dare un'idea delle vendite, diamo le ristampe dei tre decenni seguenti: 1930, 1932, 1933, 1935 (ill. di Pinochi), 1936, 1938, 1940, 1941 (ill. di Francesco Pelizza), 1942, 1943, 1948, 1950, 1951, 1953, 1956, 1958.
|
|||||||||||||||||||||||
| GOZZANO,
GUIDO (1883 -1916) Nasce a Torino il 19 dicembre 1883 da Fausto e Diodata Mautino. Il padre è ingegnere, la seconda moglie Diodata è figlia di un senatore ed appartiene ad una famiglia benestante, dotata di terre e proprietà ma anche di cultura. Dei cinque figli sopravvivono in tre: Erina, Guido e Renato, ma Guido gode di pessima salute e fin da bambino ha accessi di tosse, tanto che ben presto gli viene diagnosticata la tubercolosi, che lo porterà presto alla tomba. Nel 1900 muore il padre e la famiglia ha bisogno del sostentamento dei figli, ma Guido, che ha frequentato molto male diverse scuole, pur iscritto a Legge, mai prenderà la laurea. Piuttosto, scrive. Inizia collaborando a diversi giornali, anche periodici femminili, e frequenta l'ambiente letterario torinese, che all'epoca vantava qualche bel nome come Arturo Graf e Amalia Guglielminetti, ma è in relazione anche con Massimo Bontempelli, Nino Oxilia, Giovanni Cena. Tra il 1904 e il 1906 pubblica i primi versi, anche su Poesia di Marinetti. Nel 1907 pubblica a proprie spese La via del rifugio, e Tomaso Monicelli, all'epoca giornalista a Milano, lo vuole incontrare. E' forse da qui che nasce una curiosa collaborazione di quello che è uno dei maggiori poeti simbolisti italiani con la Bibliotechina de "La Lampada" di Mondadori, di cui Monicelli era stato il padrino. Collabora al Corriere dei Piccoli e Adolescenza, settimanale cattolico torinese, con venticinque fiabe. Nel 1911 pubblica l'altra grande raccolta di versi, I colloqui, con la cover illustrata da Leonardo Bistolfi (il cui figlio Gian Bistolfi collaborava alla Bibliotechina). Nella celebre e bellissima collana del "La Lampada" Gozzano pubblica nel 1914 I tre talismani, comprendente sei fiabe, e un'altra raccolta sempre di sei fiabe verrà pubblicata postuma da Treves nel 1917 con illustrazioni di Golia, che egli ben conosceva per averlo frequentato nei salotti letterari torinesi. Del resto sembra che comporre fiabe gli fosse congeniale, sebbene fossero storie un po' allarmanti e inusuali. Naturalmente scrive anche di prose giornalistiche, anche se la critica non trova degno di interesse questo aspetto della produzione di Gozzano. Nel 1912 compie un lungo viaggio in India, di cui racconterà nel volume postumo Verso la cuna del mondo (1917). Frequentatore di salotti, descritto dai contemporanei come un elegantone, Guido Gozzano muore nella sua casa di Torino il 9 agosto 1916. Carola Prosperi, sua buona amica, gli dedica un ricordo nel volume Cara Torino, Torino, Viglongo, 1975. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE I colloqui (1911) Raccolte di fiabe: I tre talismani (1914), nella Bibliotechina de "La Lampada" La principessa si sposa (1917)
(courtesy
Tesori di carta, Bologna)
|
a Torino nel 1911 ![]() Guido Gozzano in una celebre caricatura |
|||||||||||||||||||||||
| GRANATA,
MARIO (1895 - n.d.) Nasce ad Alessandria il 22 agosto 1895 da Antonio ed Ermelinda Rampini. Laureato in filosofia, insegna lingua francese; in seguito è anche pubblicista. Dirige il Giornale dei Fanciulli nel 1931, e come altri autori che spesso ritroviamo nelle edizioni Salani degli anni Venti-Trenta (ad es. U. Scotti Berni, G. Chelazzi, M. Rossi Gentile, M.P. Sorrentino), Granata appartiene al regime. Autore di testi scolastici, sceglie di divulgare le materie in cui è più versato attraverso racconti e romanzi destinati ai ragazzi. Per i suoi romanzi storici nel 1937 riceve un Premio dell'Accademia d'Italia di Lire Mille (erogato dal Ministero della Cultura Popolare). Purtroppo di lui, come di altri, non è rimasta traccia né nelle antologie (tranne quelle dell'epoca, che però si limitano a citarlo come autore contemporaneo) né tantomeno nelle letterature. Non essendo ristampato da nessuna casa editrice, non rimane che cercare tracce biografiche nelle opere, reperibili esclusivamente sulle bancarelle dei libri di antiquariato. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Nella prima collana Libri della Gioventù: Da lui ebbe nome il Nuovo Mondo Dai ghiacci del Polo alla Terra del Fuoco Nella seconda a collana Libri della Gioventù: Il grande ammiraglio, al n° 10 Altro: Balilla (sulle cinque giornate di Genova) Terra d'Africa (1937) Nella collana di romanzi storici I CONDOTTIERI, G.B. Paravia, diretta da Vittorio Emanuele Bravetta: Emanuele Filiberto (1928) Guglielmo Lungaspada (1934) Facino Cane (1936) Marcantonio Colonna (1940)
M.
Granata, Guglielmo
Lungaspada, Paravia, 1934,
(VED. collana I CONDOTTIERI alla pagina PARAVIA) |
Da lui ebbe nome il Nuovo Mondo nella prima collana Libri della Gioventù Salani
M. Granata, il volume Il grande ammiraglio nella seconda collana Libri della Gioventù Salani |
|||||||||||||||||||||||
| GRASSO,
ENRICA (1877-1967) Nasce a Torino nel 1877, dove si diploma alla Scuola Normale. Inizia a pubblicare novelle su L'Illustrazione Italiana del Treves, poi collabora a Natura ed Arte, Scena Illustrata, Fanfulla della domenica, Ventesimo Secolo, ed è redattrice del settimanale femminile La Donna, dove pubblica soprattutto articoli su artiste pittrici ma non solo (ad es. 5/4/1911: "Le vittoriose della I Esposizione d'arte femminile a Torino"; 20/7/1912: un pezzo su Evangelina Alciati; ancora su Emma Ciardi). Nel 1908 viene annunciato un prossimo lavoro di Enrica Grasso illustrato proprio da Emma Ciardi, ma purtroppo non risulta in OPAC. Su Comoedia pubblica un pezzo insieme con Giacinta Pezzana su "Grandi attrici del passato". Scrive anche su La Gazzetta del Popolo di Torino e La Sera di Milano, e dopo il matrimonio anche sul Gazzettino di Venezia. Su tutte le testate citate pubblica resoconti, interviste, versi, prose, poi raccolti anche in volume. Sposa nel 1907 Cesare Spellanzon (Venezia, 14/2/1884 - Milano, 4/9/1957), da cui ha le figlie Silvia, Annamaria e Gabriella. Nel 1920 la famiglia si trasferisce a Milano. Cesare Spellanzon è giornalista e storico; esordisce sul Gazzettino di Venezia poi passa a Il Secolo d'Italia e al Corriere della Sera e a molte altre testate. Negli Anni Venti per lui termina la libertà di stampa (sottoscrive il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Giovanni Amendola); dal 1928 firma con gli pseudonimi di Sigma, Caesar, C.S.; poi si dedica alla ricerca storiografica: la sua maggior opera è la Storia del Risorgimento, col primo volume nel 1933 e il quinto ed ultimo nel 1950. Nel 1952 viene insignito dal premio dell'Accademia dei Lincei e dal Diploma di Benemerito dalla Presidenza della Repubblica. Durante il brutto periodo fascista la famiglia sfolla a Usmate Velate nella località Cassinetta, dove è Enrica a sostentare la famiglia. Infine nel dopo guerra torna a Milano, in Piazza Carlo Erba al n°4. Enrica Grasso muore nel 1967. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: Dolce risveglio (Cappelli, 1905) Fra due silenzi (Cappelli, 1907) Le ombre dell'amore (Norsa, 1910) Ferri vecchi e cannoni nuovi - racconto veneziano del 1915-16 (Bemporad, 1918) nella collana Biblioteca Bemporad per i Ragazzi Occhionero e Occhioazzurro (Mondadori, 1923), nella Bibliotechina de La Lampada La scuola degli uccellini (Vallardi, 1936) Giovanni e Sebastiano Caboto (Paravia, 1938) Leonardo Bistolfi (Oberdan/Zucchi, 1940) I Caboto (Paravia, 1944)
Enrica
Grasso, Ferri
vecchi e cannoni nuovi, Bemporad, 1918 |
Enrica Grasso, La Scuola degli Uccellini, Vallardi, 1939 ill. di Bonfanti |
|||||||||||||||||||||||
|
GRAZIANI CAMILLUCCI, EUGENIA (1873 -1963) Nasce a Vittorio Veneto nel 1873 da famiglia ebrea; consegue il diploma magistrale e subito si trasferisce nella poco ospitale Maremma, in un paesino nei pressi di Massa Marittima, dove insegna nelle scuole elementari. Qui viene a contatto con il mondo dei poveri, degli operai, e ne rimane un poco scossa. Prende molto a cuore il suo magistero, tanto che organizza dei corsi serali per gli adulti analfabeti del luogo. Collabora al giornale didattico I diritti della scuola, cercando di favorire la frequenza (all'epoca la scuola non era obbligatoria se non per i primi anni, tanto solo da poter apprendere come leggere scrivere e far di conto). Sposa Ubaldo Camillucci, dal quale ha il figlio Camillo nel 1908. Nel 1913 esordisce come autrice letteraria con il testo Quel che racconto al mio piccino di tre anni, appunto dedicato al figlioletto. Seguono altri volumetti di storielle facili sempre rivolti ad un pubblico piccino, come Sulle ginocchia della mamma, Ogni pagina un racconto, Storielle della mia età. Il marito però muore presto, e lei si trova a dover affrontare la vita vera. Indomita, si dedica anima e corpo all'attività letteraria, che all'epoca forse poteva darle qualche lira in più, con una sterminata produzione. Pubblica dapprima presso Paravia, poi Vallardi, e infine, in tarda età, presso La Scuola di Brescia, salvo occasionali collaborazioni con altre case editrici. Spazia in tutti i generi, ma ovviamente la didattica ha il primo posto: corsi di letture per le scuole elementari, esercizi di logica grammaticale, esercizi di aritmetica, sillabari, libri didattici illustrati del regno animale (nel mondo degli insetti, mammiferi, uccelli, serpenti), e poi del regno vegetale, libretti di compiti per le vacanze, giochi di intelligenza, e chi ne ha più ne metta. Non manca un manuale di economia domestica, una raccolta epistolare, e perfino una letteratura per l'infanzia, quest'ultima a dire il vero un po' scarsa, un mero elenco di autori e alcuni dei loro titoli. Per quanto attiene alla narrativa, il suo testo più famoso rimane La cara cerchia, romanzo per giovinette, in origine facente parte della collana "Le Rose" diretta da Maria Bersani, poi variata nella collana "I Bei Libri", sempre di Paravia. In questo testo che descrive il mondo operaio, gli stenti e le ristrettezze, il lavoro viene visto come riscatto sociale e il mezzo per tendere al miglioramento. Tale concetto viene ripetuto spesso, anche nei libri per i più piccini, come Nessuno è povero se è sano e buono, nella collana "Il Piccolo Italiano" di Paravia; in questa collana pubblica ben sei titoli. La maggioranza della sua produzione è composta da raccontini moralistici diretti ai ragazzi più piccoli, ma produce anche pièces teatrali e sceneggiature di favole (e purtroppo anche un Pinocchio). Dal 1938 al dopoguerra l'attività letteraria registra uno stallo, dovuto alle persecuzioni razziali del Regime, anche se fin dal 1935 si era convertita al cattolicesimo. Eugenia Graziani Camillucci muore nel 1963. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Quel che
racconto al mio piccino di tre anni (Milano, La Voce Delle Maestre D'asilo,
Unione Tip., 1911)
Eugenia
Graziani Camillucci,
Piccole Storie (Sillabario e Compimento al Sillabario), Signorelli, 1944 ill. Luca Fornari
|
Le novelline di tutte le stagioni letture semplici e gaie per i bambini che hanno imparato a leggere Signorelli, 1923 cover di Luigi Melandri, ill. int. di Marina Battigelli |
|||||||||||||||||||||||
| GRIMM,
I FRATELLI: GIACOBBE (1785-1863) GUGLIELMO (1786-1859) Nascono ad Hannover dove compiono studi di storia e filologia, e vivono sempre insieme. Studiosissimo, severo e metodico Giacobbe; sognatore, dolce e fantasioso Guglielmo. Il primo è anche autore di una Grammatica tedesca e di una Mitologia tedesca, dove raccoglie gli antichi miti pagani dei popoli germanici. I due fratelli ricercano l'anima della vecchia Germania attraverso il racconto e la lingua del popolo; viaggiano per tutto il Paese prendendo appunti e scegliendo, per le loro raccolte, le fiabe ancora tramandate a veglia: quelle con lontane origini orientali, le beffe e le arguzie, le fiabe con gli animali per protagonisti, le filastrocche ("la bella Caterina"). Molte sono le fiabe di provenienza nordica, come Pollicino. L'aria indigena viene assunta dall'ambientazione, in genere la foresta, popolata da elfi e folletti. E' sempre presente la morale, anche un po' alla buona, come quella dei proverbi. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Kinder und Hausmarchen (1812) a cui seguono un secondo volume nel 1815 e un terzo nel 1818.
Le fiabe dei Fratelli Grimm, universalmente note e divenute classici per bambini, vengono pubblicate da tutti gli editori e continuamente ristampate. Salani pubblica le fiabe dei Fratelli Grimm in forma ridotta per i più piccini in viarie collane, ma anche in raccolte complete per adulti (ad es. Le Novelle per le famiglie, nella Biblioteca Salani Illustrata). Bemporad le pubblica nella collana Capolavori Stranieri per la Gioventù.
FILMOGRAFIA DI BIANCANEVE |
ill. interne di Corrado Sarri (2° e 3° di tre volumi) |
|||||||||||||||||||||||
|
GROSSI MERCANTI, ONORATA (1853 - 1922) Pare
impossibile, ma è sempre così: la maestrina ottocentesca
si mette a scrivere - non la maestrina dalla penna rossa, che ha altri
grilli per il capo - ma quella che è anche una brava madre di famiglia,
un po' sovrappeso, devotamente dedita al proprio magistero, tanto da inculcare
nelle menti dei fanciulli a lei affidati, oltre al sapere, anche tutto
il proprio pensiero, da filosofico a politico, e per farlo bene, si mette
appunto a scrivere. Scrive di tutto, raccontini illeggibili di stampo
didattico, operette morali, commediole, e via discorrendo. Aveva iniziato
la maestrina Baccini, tuttavia ben presto svincolata dalle istituzioni,
che aveva avuto per prima l'idea geniale di far divertire i piccini con
un raccontino simpatico, l'immarcescibile Pulcino, e che si è
guadagnata un posto di tutto rispetto nel panorama della prima letteratura
infantile - soprattutto come direttrice di Cordelia - ma il suo
esempio fu immediatamente seguito da una massa di maestrine che, credendosi
scrittrici, hanno invaso le tipografie di testi sempre uguali e nella
maggioranza dei casi privi di qualsivoglia valore. Questo preambolo è
tutto in onore di Onorata Grossi Mercanti, ma vale anche per Eugenia Graziani
Camillucci, Gemma Mongiardini Rembadi, le sorelle Errera, le sorelle Fumagalli,
Maria Savi Lopez, e tante altre. |
Onorata Grossi Mercanti, Dice il proverbio... Bemporad, 1901 ill. int. di Giorgio Kienerk |
|||||||||||||||||||||||
| HAYDEE
(1867 - 1946) Ida Finzi nasce a Trieste da Giuseppe e Chiara Clerles il 1° settembre 1867 e qui vive per tutta la vita; l'ambiente letterario lo frequenta tramite le riviste letterarie alle quali collabora. Ha due sorelle e tre fratelli, la famiglia è agiata e dotata, soprattutto per la musica. L'ambiente è quello dell'intellighenzia borghese della Trieste fin-de-siècle che si ritrova in tanta letteratura (Ida è compagna di scuola di una delle ragazze Wieselberger, e come non pensare alle tre sorelle amate da Zeno Cosini?). Nel 1885 Ida esordisce quindicenne sull'Indipendente di Trieste con lo pesudonimo Haydée, derivato da Il conte di Montecristo di Dumas, con brevi articoli di attualità rivolti al pubblico femminile. L'anno successivo pubblica con Treves due racconti per bambini, Paolo Landi e Gli amici di Lucia, l'anno dopo si rappresenta al Teatro Carignano di Torino un suo dramma in cinque atti, Il Girasole. Purtroppo il giorno dopo la prima rappresentazione l'attrice principale Maria Rosa Guidantoni, che Eleonora Duse chiamava "la più grande matta dell'arte", fugge in Russia con Emanuel e Haydée ci rimane molto male. Entra al Piccolo, al quale collabora per 27 anni, e all'Illustrazione Popolare, il che le dà una notorietà immensa. Anche sull'Illustrazione Italiana si occupa di critica teatrale e letteraria, e cura una rubrica femminile in cui si firma come "la signora in grigio" fino al 1933; altre testate alle quali collabora sono Il Caffaro, Roma letteraria, e quel Fanfulla della domenica che raccoglie le più prestigiose firme del periodo: D'Annunzio, Verga, Gnoli, Scarfolgio, Neera, Serao, Contessa Lara. Inizia a scrivere novelle e romanzi, commedie e libretti d'opera, e ottiene una gran quantità di premi (15), compresa una "penna d'oro e brillanti" per una novella in un concorso offerto dalla Regina Margherita. Nel 1912 viene indetto il premio Rovetta dalla Società degli Autori di Roma e lei vince con Faustina Bon. La Prima Guerra Mondiale la costringe a lasciare Trieste per trasferirsi a Bologna e poi a Milano; il conflitto lascia impressioni vivissime su di lei, che ama la propria città e ne scrive sempre volentieri; nel 1916 pubblica con Bemporad Bimbi di Trieste, sorta di reportage sui piccoli profughi. Tornata nella città natale a fine conflitto, trova la situazione assai cambiata e pervasa di dolore (il martirio di Cesare Battisti ha riportato alla memoria quello di Guglielmo Oberdan, sempre amato dai triestini): eppure lei stessa era stata fortemente interventista, esaltata dalla ricerca dell'identità nazionale. Pubblica insieme con Bruno Astori (1922) La passione di Trieste: diario di vita triestina: luglio 1914-novembre 1918. Nel dopoguerra riprende comunque le sue cronache mondane e frivole; si fa un nome anche perchè nei suoi romanzi le protagoniste non esitano a condursi liberamente, tanto che viene perfino censurata. Nel 1933 Vita di Doretta Cisano viene acclamato dalla stampa nazionale come "il romanzo di Trieste". Si riafferma in lei il sentimento nazionale, che la porta a credere in Mussolini, fino ad omaggiare nei suoi scritti lui e la 'forza della latinità' e a tesserne le lodi ne Il libro della Madre e del Bambino (che nel 1933 vince il premio Fusinato). Nel 1938 Ida Finzi cade vittima delle leggi razziali: non può più pubblicare, e presto deve anche lasciare la propria abitazione (una delle sorelle morirà in un lager tedesco) e intraprendere un triste esilio che la porta fino in un ospizio di Portogruaro, dove muore il 23 gennaio 1946. Nell'ambito letterario triestino è necessario ricordare il "premio Haydée", istituito nel 1950 da Mario Finzi "in ricordo della sorella Ida Finzi, scrittrice e giornalista di grande merito, con un concorso annuale a premio per una prosa d'arte fra le alunne dell'ultima classe delle scuole medie superiori". TITOLI Il cuore delle bambine (1922), al n° 44 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi Bimbi di Trieste (scene dal vero, 1916), al n° 93 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi Narrativa: Gli amici di Lucia (1892), Novelle e poemetti (1895), Dalla vita: novelle (1898), Racconti di Natale (1908), Il ritorno (1909), La risorta: dramma in un atto (1913), Faustina Bon: Romanzo teatrale, fantastico (1913), Vita triestina avanti e durante la guerra (1916), Ricordi triestini (1919), Le quasi artiste (novelle, 1925), Sorelle (1926), Vita di Doretta Cisano (1933), Il libro della mamma e del bambino: volume dedicato alle madri d'Italia (1934, illustrato da Moscheni), Rime di Trieste e di una vita (1935) Per il teatro: Barba Romolo, Pantalon Spiritista, Per te!, Aura (libretto per il melodramma musicato dal M° A. Zanella) |
![]() Haydée negli Anni Dieci (sin) e negli Anni Venti (ds) |
|||||||||||||||||||||||
| HAWTHORNE,
NATHANIEL (1804 - 1864) Nasce a Salem, Massachusetts, il 4 luglio 1804; il padre, capitano di Marina discendente di uno dei giudici del famoso processo alle streghe di Salem del 1692, muore lasciando il figlio piccolo, che per tutta la vita resta legatissimo alla madre. Scriverà all'amico Longfellow: "I have locked myself in a dungeon and I can't find the key to get out." E' amico di Franklin Pierce, che diventerà il 14° Presidente degli Stati Uniti, ma conosce anche Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau. Il suo primo romanzo, Fanshawe, è basato sulle sue esperienze e viene pubblicato anonimo nel 1828, senza molto successo. Nel 1837 inizia a pubblicare una serie di racconti per bambini (Twice Told Tales viene apprezzato anche da Poe). Hawthorne non guadagna abbastanza con la letteratura ed è costretto ad impiegarsi con scarso successo. Nel 1853 l'amico Pierce diventa Presidente e Hawthorne, che aveva scritto per lui una biografia, viene nominato console a Liverpool, dove risiede per 4 anni e successivamente passa un anno e mezzo in Italia; a Roma, dove si reca con tutta la famiglia, moglie e figlie, abita in un grande appartamento in via Pinciana da dove gode di un fantastico panorama e dove scrive il suo ultimo romanzo, The Marble Faun (1860), dove l'elemento di mistero e di peccato giunge al suo massimo grado. Muore il 19 maggio 1864 a Plymouth, New Haven, durante una scalata con l'amico Pierce. Sebbene il suo romanzo più famoso sia The Scarlet Letter Hawthorne ha complessivamente prodotto più per l'infanzia che per gli adulti. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Twice-told Tales (1837 e 1842) Famous old People (1841) Liberty Tree (1841) Grandfather's Chair (1841) Biographical Stories for Children (1842) The Scarlet Letter (1850) The Snow Image, and Other Stories (1851) The House of the Seven Gables (1851) A Wonder Book for Girls and Boys (1851) The Blithdale Romance (1852) Tanglewood Tales for Girls and Boys (1853) Racconti e leggende dell'antica Grecia Il libro degli eroi Racconti del Far West The Marble Faun (1860)
|
a sin: frontespizio; a ds: la bellissima guardia in seconda e terza di copertina Nella COLLEZIONE SALANI PER I RAGAZZI vi sono due titoli di Nathaniel Hawthorne: n° 16 Il Libro delle Maraviglie (sotto a sin) n° 18 Il Mondo delle Maraviglie Le medesime storie dei miti e leggende della Grecia classica sono pubblicate dall'Istituto Editoriale Italiano al n° 12 della Biblioteca dei Ragzzzi (sotto a ds) con illustrazioni di Duilio Cambellotti
|
|||||||||||||||||||||||
|
HOHLER,
VENETIA (1870-1933)
Venetia Hohler pubblica alcuni libri per bambini nello stile della zia Mrs. Molesworth, ai posteri assai più nota di lei. Viene pubblicata anche come Mrs. Edwin Hohler. The bravest of them All of Honour not Honours (1899, ill. di Charles E. Brock) viene tradotto dall'inglese da Carolina Isolani come Meglio l'onore che gli onori e pubblicato da Bemporad nel 1908, senza ristampe. E' l'unico titolo italiano della scrittrice, e viene elencato tra le novità letterarie nella Gazzetta Ufficiale del 15/10/1909 n°243, p. 5640. Venetia Hohler Muore il 19 luglio 1933 a Westhampnett (Sussex). BIBLIOGRAFIA
ESSENZIALE:
Mrs.
Edwin Hohler, The Picture on the Stairs, ristampa
Dx: una versione anteriore in hard cover |
Venetia Hohler, Meglio l'onore che gli onori, ill. int. di Filippo Marfori Savini (courtesy Lia Madorsky) |
|||||||||||||||||||||||
| INVERNIZIO,
CAROLINA (1851 - 1916) Sia chiaro, noi consideriamo Carolina Invernizio una scrittrice per adulti, prima esponente italiana di quel noto tipo di romanzi che va sotto il nome di feuilletons, che nacque in Francia attorno al 1830, ebbe grandissimo successo - rivolto com'era ad un pubblico di tipo popolare - ed ebbe lunga vita sino ai primi decenni del Novecento, sia pure variando le modalità e le tematiche. Per un breve excursus sul feuilleton ved. la pagina web IL FEUILLETON. Tuttavia, Carolina Invernizio ebbe la ventura di scrivere anche qualche testo per ragazzi, racconti di fate, e quel romanzo, Spazzacamino, che Salani, suo storico editore, inserì nella Biblioteca dei Miei Ragazzi. Per questo, e solo per questo, abbiamo elencato Carolina Invernizio tra gli autori di testi per ragazzi, anche se questa non era affatto la sua vocazione. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE I sette capelli d'oro della Fata Gusmara (1909) Spazzacamino (1912) La villa delle fate (1912) Cuori di bimbi (1915)
Anna Levi, Si pecca ad ogni pagina - Le due vite di Carolina Invernizio,
Bibliografia&Informazione, 2014 NUOVA BIOGRAFIA DI CAROLINA INVERNIZIO ![]() Carolina Invernizio, Rina, Salani, 1890 |
|
|||||||||||||||||||||||
| KASTNER,
ERICH (1899 - 1974) Nasce il 23 febbraio 1899 a Dresda, si laurea in lettere nel 1925 all'università di Lipsia; inizia l'attività di giornalista ma pubblica raccolte di poesie che hanno un enorme successo, Herz auf Taille e Larm im Spiegel. Si trasferisce a Berlino sin dal 1927, dove collabora a diverse testate, anche con vari pseudonimi. I suoi pezzi giornalistici tuttavia si discostano assai dalla vena poetica, infatti sono assai critici verso il nazionalismo spinto della Germania e conditi di ironie a volte anche pesanti. Dopo l'avvento di Hitler le sue opere vennero pubblicamente bruciate e messe al bando, e nel 1943 gli fu proibito di scrivere. Nel dopoguerra si stabilisce a Monaco di Baviera, dove per anni tiene la rubrica letteraria sul Neue Zeitung, e qui muore il 29 luglio 1974. E' autore di diversi fortunati testi per ragazzi, di cui famoso rimane Emilio e i detectives (1928). Kästner pubblica anche diversi romanzi per adulti, testi teatrali, e un'autobiografia nel 1958. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Fabian (1931) Drei Manner in Schnee (1934) Doktor Erich Kästner Lyrische Hausapotheke (1936) Till Eulenspiegel (1938) Die Konferenz der Tiere (1949) Die Schule der Diktatoren (1957) Per ragazzi: Emil und die Detektive (1928) trad. it Emilio e i detectives Punkten und Anton (1931) trad. it. Antonio e Virgoletta Emil und die drei Zwillinge (1934) trad. it. Emilio e i tre gemelli Die fliegende Klassenzimmer (1934), trad. it. La classe volante Das doppelte Lottchrn (1949), trad. it. Carlotta e Carlottina Der kleine Mann (1963) trad. it. Il piccolo uomo
Erich
Kästnerr,
Avventure di ragazzi, Bompiani, 1947, ill. di
di W. Trier
A destra, l'Autore
|
|
|||||||||||||||||||||||
| KIENERK,
VITTORIA (1920 - 2013) Nasce a Firenze l'11 gennaio 1920 da Giorgio, famoso pittore, e Margherita Marcacci. Studiosa e storica dell'arte, insegna questa materia al Liceo Galilei di Pisa; al contempo pubblica novelle su La Settimana dei Ragazzi diretta da Laura Orvieto e testi sull'arte dedicati ai ragazzi. Per Salani pubblica I figli del "San Giorgio" , e per Vallecchi le monografie dedicate a Giotto, Donatello e Michelangelo, nella collana Fontelucente per ragazzi. Trascorre gli ultimi anni nella villa di famiglia a Fauglia, dove conserva i quadri e le memorie del padre (v. KIENERK GIORGIO alla pagina ILLUSTRATORI della Biblioteca delle Signorine Salani), poi donati al Comune di Fauglia che ha realizzato il Museo Giorgio Kienerk. Vittoria Kienerk muore il 4 marzo 2013. La biografia completa e dettagliata si trova in: Anna Levi, Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi, ed un ritratto particolare si trova in La casa e il tempo - un ritratto di Vittoria Kienerk a cura di Eugenia Querci. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE I figli del "San Giorgio" (Salani, 1951, ill. Gastone Rossini), al n. 83 della Biblioteca dei Miei Ragazzi Il maestro dei pittori: Giotto (Vallecchi, 1951, ill. G. Castellani) Il grande picchiapietre: Donatello (Vallecchi, 1953, G. Paszkowski) Il gigante dell'arte: Michelangelo Buonarroti (Vallecchi, 1958) Un bambino e un artista (La Scuola, 1962, ill di Carlo Galleni) Un ragazzo nel mondo dell'arte (Brescia, La Scuola, 1966, disegni di Gaspare de Fiore)
Vittoria
Kienerk insieme con Loredano Ugolini
a Firenze nel 2012, alla presentazione del libro di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi, dove entrambi compaiono Photo: © Lia Madorsky |
La casa e il tempo - Un ritratto di Vittoria Kienerk, Livorno, MP, 2021 in copertina: "Margherita e Vittoria" di Giorgio Kienerk, 1925 |
|||||||||||||||||||||||
|
KIPLING,
RUDYARD K. (1865 - 1936)
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
KONOPNICKA,
MARIA (1842 - 1910)
Maria
Konopnicka, a ds. in un francobollo commemorativo
|
|
|||||||||||||||||||||||
| LA
FONTAINE, JEAN de (1621 - 1695) Nasce a Château-Thierry nel 1621; di origini borghesi, compie qualche studio di diritto, poi subentra al padre nella carica di ispettore delle acque e delle foreste. Nel 1647 sposa la giovanissima Marie Héricart, ma nel 1658 si trasferisce a Parigi e lascia la moglie a casa. Parigi all'epoca gravita attorno alla corte di Luigi XIV e per fare qualcosa occorre un protettore: quello del giovane La Fontaine è il ministro delle finanze Fouquet, e una volta caduto questi in disgrazia, per La Fontaine le cose si mettono male. Sopravvive poichè i suoi versi delicati, che reinterpretano le novelle di Boccaccio, di Ariosto, di Esopo e di Fedro, erano piaciuti alle dame salottiere, la duchessa di Orléans, la duchessa di Bouillon, madame de Sévigné. Frequenta naturalmente i letterati dell'epoca: Racine, Molière, Boileau, madame de La Fayette, e infine riesce a farsi apprezzare anche dal Re Sole in persona. Muore a Parigi nel 1695. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Les amours de Psyche et de Cupidon Adonis (1669) Contes et nouvelles en vers (1664-1671) Fables (1668 libri 1-6, 1679 libri 7-11, 1694 libro 12). Le favole di La Fontaine sono pubblicate da tutte le case editrici, anche nelle riduzioni per bambini, e a tutt'oggi ristampate. |
|
|||||||||||||||||||||||
| LARY,
CIA (1920 - 2016) BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Il serpente di giada, nella collana I Grandi Romanzi Salani (1942) I sette paladini, nella collana I Romanzi della Rosa (1944) Tre sulla traccia, nella collana Biblioteca delle Giovinette (1953) Il settimo aquilone, nella collana I Romanzi della Rosa (1954) E c'eran tre donzelle ..., nella collana I Romanzi della Rosa (1956) |
![]() Cia Lary, Tre sulla traccia, Salani, 1953 cover di Remo Squillantini |
|||||||||||||||||||||||
| LICHTENBERGER,
ANDRE' (1870 - 1940) Nasce a Strasburgo il 29 novembre 1870 da Paul Emile e Mathilde Stotz. Ha un fratello maggiore e una sorella minore morta in tenera età. La famiglia, alsaziana, dopo il passaggio della regione alla Prussia si trasferisce in Francia, a Biarritz. André studia al liceo e si laurea alla Sorbona di Parigi nel 1891. Nel 1898 pubblica Mon Petit Trott e il seguito La pettite soeur de Trott con l'dea di ricordare la sua infanzia dorata nelle regioni basche, e con sua sorpresa il titolo ebbe grande successo (sarà ristampato fino a tutti gli anni Settanta del Novecento, anche se l'eloquio è datato e la storia abbastanza banale). Sposato con due figlie, si dedica quindi alla letteratura e a studi storici e sociopolitici. Riceve incarichi politici e militari e viaggia molto. Sull'eco del successo costante di Mon Petit Trott riceve il premio Montyon dell'Accademia francese; riceve inoltre diverse altre onorificenze. Oltre a numerosi saggi critici e romanzi, scrive qualche altro testo per bambini e collabora a numerose riviste tra le quali la Semaine de Suzette. Muore a Parigi il 23 marzo 1940. (Biografia completa nel volume di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi). BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Mon petit Trott (Paris, Plon, 1898) La petite soeur de Trott (Paris, Plon,1898) Le petit roi (Paris, Plon, 1910) Le petit chaperon vert: suivi d'autres contes (dessins de Joseph Hémard, Paris, Cres, 1922) Poupette, fille d'Allah: roman (Paris, Baudinière, 1924) Notre Minnie (Paris, Libr. Plon, 1925) Des enfants dans un jardin (Paris, Plon, 1927) Les contes de Minnie: histoires de bêtes, d'enfants, de fées et de bonnesgens (Paris, Plon, 1928) L'elephant houndji-poundji (illustrations de Henry Morin, Paris, Editions Gautier-Languereau, 1928) L'oncle d'Afrique (ill. di H. Morin, Gautier&Languereau, 1938) La dompteuse des Tamanoirs (ill. di H. Morin, Gautier&Languereau, 1939) TRADOTTI: I segreti delle signorine (trad. di Emilia Nevers, Torino, Giornale delle donne, 1902) Il piccolo re (trad. di Matilde Capello; ill. Ninon ed Edina Altara, Bemporad, 1930), al n° 53 della collezione Capolavori stranieri per la gioventù Lo zio d'Affrica (trad. di Marina Grazzini, Salani, 1941), al n° 66 della Biblioteca dei Miei Ragazzi Gli avventurosi Tamanoir (ill. di U. Signorini, Salani, 1965) LE TRADUZIONI DI MON PETIT TROTT: Trottolino mio (trad. di Mario Calo, ill. Dino Tofani, Bemporad, 1911 e rist. 1932 al n° 25 della collezione Capolavori stranieri per la gioventù) Trot e la sorellina (Milano, Il Corriere Della Sera, 1929: Il romanzo mensile) Il piccolo Trott (disegni di Tita, Milano, Carroccio, 1945) Il mio piccolo Trott ( Edizioni Paoline, 1943) La sorellina di Trottolino (trad. di Leopoldo Cassis, Edizioni Paoline, 1947) La sorellina di Trott (cover di Corbella, disegni di Tita, trad. di Attilio Rovinelli, Carroccio, 1949) Il piccolo Trott e la sua sorellina (ill. Italo Orsi, Corticelli, 1956; rist. Mursia 1962) Trottolino mio (Carroccio-Aldebaran, 1957)
(courtesy Lia Madorsky)
|
A.
Lichtenberger, Trottolino mio, Bemporad,
1911, frontespizio
ill. Dino Tofani (prima edizione italiana) (courtesy Libreria S. Agostino, Firenze)
![]() A. Lichtenberger, Il piccolo Trott, Carroccio, 1949 cover di Ferdinando Corbella, ill. interne di Tita (courtesy Donatella Legnani)
|
|||||||||||||||||||||||
| LOMBROSO,
PAOLA (ZIA MARIU', 1878 - 1954) Nasce a Pavia il 14 marzo 1878, figlia dello psichiatra e antropologo Cesare Lombroso (Verona 1835 - Torino 1909) e Nina De Benedetti, ma cresce a Torino. E' sorella di Ugo e di Gina (1875 -1944, sociologa, antropologa e scrittrice, moglie di Guglielmo Ferrero). La forte personalità paterna e la sua fama portano tutti e tre i figli ad occuparsi dei medesimi studi e a continuare l'opera paterna (Paola e Gina cureranno anche una biografia del padre). Paola inizia a studiare i bambini e pubblica nel 1895 Saggio sulla psicologia dei bambini al quale seguiranno altri saggi consimili, tra i quali Nella penombra della civiltà insieme con il marito Prof. Mario Carrara (1866-1937), allievo di Cesare Lombroso, sposato nel 1900 e dal quale ha due figli. A fine secolo è molto vicina ad Anna Kuliscioff. Nel 1896 fonda insieme con la sorella un'istituzione di assistenza pubblica, "Scuola e famiglia" per alunni delle scuole elementari. Collabora a Per l'Idea, supplemento de Il grido del popolo, organo ufficiale del PSI torinese e, in seguito alla crisi politica del 1898, viene arrestata. Per lei il socialismo è una scelta umanitaria e un'occasione per relizzare delle indagini sociologiche. Collabora con Il Giornalino della domenica e a lei si deve l'idea di un supplemento del Corriere della Sera, che nel 1908 diventerà il Corriere dei piccoli, ma per la direzione della nuova testata le si preferisce Silvio Spaventa-Filippi. Ciò nonostante rimane come collaboratrice e titolare della rubrica Piccola Posta, che firma come Zia Maria. Presto tuttavia lascia la testata e inizia a pubblicare fiabe e racconti per bambini, firmandosi come Zia Mariù. Durante la Grande Guerra crea le "Ville per i figli dei soldati", che trasforma in seguito nelle "Case del sole" per bambini tubercolotici figli di soldati; sua anche è la costituzione delle "Bibliotechine rurali di Zia Mariù" che distribuiscono gratuitamente i volumi nelle più sperdute piccole scuole italiane. Nel 1925 la Paravia & C. vara le prime due serie di 6 volumetti illustrati della "Collana Zia Mariù". Poichè è antifascista, viene controllata; nel 1936 viene arrestato il marito, che poi l'anno dopo muore, e dal 1938 è costretta all'isolamento dalle leggi razziali. Nel 1942 muore anche la figlia Maria Gina e nel 1943 Paola Lombroso deve lasciare l'Italia e si rifugia in Svizzera presso la sorella, la quale muore poco dopo. Rientrata in Italia dopo la guerra, si stabilisce a Torino, dove viene eletta Presidente del Centro di Letteratura Infantile e nel 1950 le viene assegnata la medaglia d'oro dei benemeriti della Pubblica Istruzione. Muore nel 1954. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Briciolina e Musoduro (Bibliotechina de "La lampada", ill. di Angoletta, nd) Zia Mariù (fiabe, 1912; ristampa 1921, Bemporad, ill. di Mussino) Storia di una bambina e di una bambola (1914; ristampa "Collana Zia Mariù", 1925) Un reporter nel mondo degli uccelli (Bemporad, 1917; ristampa 1921, ill. di Finozzi) Storie vere di Zia Mariù (Bemporad, 1916, ill. di Bona Gigliucci; ristampa 1921) La vita è buona ("Biblioteca delle Giovani Italiane", Le Monnier, Firenze, 1910 Storie di bambini che conosco ("Collana Zia Mariù", Paravia, 1924, ill. di Edina e Ninon)
|
sin: Bemporad, 1921, ill. di Ugo Finozzi ds: al n° 75 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, ill. di Attilio Mussino ![]() |
|||||||||||||||||||||||
|
LUCATELLI,
LUIGI (1877
- 1915)
Nasce a Roma nel 1877 da Annibale Lucatelli, patriota difensore della Repubblica Romana (come il fratello Cesare, decapitato dal governo papale nel 1861) liberato dopo il 20 settembre 1870 e di mestiere mosaicista. Pubblicista, grande umorista, autore di romanzi, novelle, bozzetti, è anche corrispondente di guerra; diventa molto popolare con lo pseudonimo di Oronzo E. Marginati, sulle pagine della testata statirica Il Travaso delle idee di Filiberto Scarpelli. Scrive anche alcuni testi non eccelsi per ragazzi, sul genere buffonesco come andavano di moda a cavallo tra Ottocento e Novecento, nella tradizione italica derivata dal Collodi e presto virata nella produzione di pure scempiaggini di autori molto prolifici ma di poca sostanza (tutti padri di personaggi dai nomi improbabili, e tra questi citiamo Ernesto Nuccio, Ildebrando Bencivenni, Ettore Boschi, Alberto Cioci, Augusto Piccioni, per non citare tutti gli autori di pinocchiate). Ammalatosi gravemente, muore a Roma nel 1915.
illustrazioni interne di A. Del Senno |
Come ti erudisco il pupo, Il Travaso Editore, 1915, cover e front vignette interne di Scarpelli, Finozzi e Guasta Si tratta del testo di una sua conferenza, con in appendice un campionario dei suoi "pezzi" usciti con lo pseudonimo di Oronzo E. Marginati, una macchietta che divenne assai popolare perché incarnava lo spirito anarcoide pronto a protestare di fronte a un'ingiustizia, il tutto fatto con bonomia e umorismo. Il volume fu pubblicato a cura dei suoi amici dopo la sua morte.
Luigi
Lucatelli, alias Oronzo E. Marginati
|
|||||||||||||||||||||||