letteratura per ragazzi

LETTERATURA PER RAGAZZI:
AUTORI (A-C)

   

ALBIERI, ADELE (1877 - 1964)

Poetessa, scrittrice, pubblicista. Adelaide Margherita Giuseppina Caterina Albieri nasce a Cavarzere (VE) il 3 febbraio 1877 da Girolamo, fabbro, e Angiola Maria Dalla Dea. La famiglia, ancorché modesta, è numerosa: tre femmine e tre maschi tra i quali Gino, che sarà un pittore discretamente conosciuto: a lui viene concesso di frequentare le scuole e perfino l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Adele invece sarà autodidatta. Nel 1897 sposa il figlio naturale di un possidente, dal quale ha la figlia Fanny (n. 1898) e il figlio Francesco (n. 1900). Ma il matrimonio non dura, lui è uno scapestrato e Adele dopo aver abitato a Venezia e anche a Milano ritorna infine al paese natale. La famiglia non le nega aiuto, ma lei ritiene di dover far qualcosa per mantenere i figlioli e fa l'unica cosa possibile: si mette a scrivere. Usa anche pseudonimi, come Eleda o Margari. Inizia con testi per bambini ad uso delle scuole, ma la sua fortuna è di aver incontrato, a Venezia, Maria Majocchi Plattis, all'epoca direttrice di Cordelia, e così esordisce nel 1912 sul giornale per giovinette più famoso del Paese. Da lì la strada è tutta in discesa: collabora al Corriere dei Piccoli, La Domenica del Corriere, Scena Illustrata, Il romanzo per tutti, La Domenica dei Fanciulli, L'Illustrazione Italiana, L'Illustrazione del Popolo, La Lettura, Il Grillo del focolare, Il Corrierino, Il Balilla.
Le tematiche dei suoi racconti sono sempre le stesse: amore, tenerezza, storie di fanciulli, a volte amor patrio ma senza esagerare, tutti pervasi di sentimentalismo. Olga Visentini nella sua letteratura infantile e Mario Gastaldi in Donne Luce d'Italia negli Anni Trenta la recensiscono molto bene, ma in fin dei conti Adele Albieri si eleva appena al di sopra di quella schiera di scrittrici che abbiamo chiamato "maestrine" (cfr. la scheda di Onorata Grossi Mercanti), la differenza è che l'Albieri non è una maestra e prende spunto dai propri figli o dai fanciulli che le girano intorno, raramente da fatti di cronaca o di vita vissuta: essa attraversa la Grande Guerra ma non ne parla se non nei raccontini di Arcobaleno, scritti appunto negli anni 1915-18 ma pubblicati soltanto nel 1924; e quando nel 1938 propone Gianni Camicia Nera (pubblicato nel 1939) non sappiamo se si tratta di fede fascista o di semplice convenienza. Il suo testo più famoso è qualcosa di completamente diverso: Cristoforo Colombo alla scoperta dell'America (1924), dove accanto ad un'accurata ricostruzione storica dipinge l'uomo Colombo (con un po' di fantasia) in maniera umana e accattivante, cosa che i precedenti biografi non avevano osato: il testo ottiene un successo strepitoso, con tre edizioni e ristampe fino al 1958. Già collaboratrice di casa Bemporad per la Bibliotechina Al Cuore, con almeno sei titoli in questa collana, nel 1925 partecipa ad un concorso per un inedito, dove arriva seconda con Le due Patrie (dopo Giuseppe Fanciulli).
Adele Albieri, ritiratasi definitivamente a Cavarzere, serenamente circondata dall'affetto dei familiari e dei nipoti, muore nel 1964.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Fiori selvaggi (poesie, Nalato, Roma, 1913, prefazione di Jolanda)
Calvario (romanzo, Modernissima, 1921)
Candori (novelle per giovanetti, Hoepli, 1916, ill. Leonida Edel)
Sua maestà Batuffolino (Vallardi, 1921, ill. A. Colombo)
Il piccolo spazzacamino (Bemporad, 1922, ill. Fabio Fabbi)
Arcobaleno (Mondadori, 1924, nella Bibliotechina de La Lampada)
Cristoforo Colombo alla scoperta dell'America (Paravia, 1924, ill. Gustavino)
Cantate bimbi (testo su musica del M° Gennai, Carisch, 1925, ill. G. Roveroni)
Storia di un ruscelletto (letture per la terza classe, Bemporad, 1926, ill. Fabio Fabbi)
Fiori di pesco (poesie, S.E.I., 1930)
Le due Patrie (Bemporad, 1930)
Storia di Capitombolo, di Orietta e di Franfri (Vallardi, 1932, ill. L. Melandri)
Gianni Camicia Nera (Paravia, 1939, ill. Luigi Bompard)
L'eredità di Menichella (Sales, Roma, 1940, ill. E. Bardzki)
Il fringuello cieco (Sales, Roma, 1941)

come Margari:
Lettere d'amore della signorina moderna (Soc. editrice Toscana, 1926)
Le ragioni del cuore (Casa Ed. Universale, 1937)
La rondine ferita (Casa Ed. Universale, 1937)
Tre mazzolini da vendere
(Casa Ed. Universale, 1937)

Adele Albieri

Gino Albieri (1881-1949)


Adele Albieri,
Storia di un ruscelletto,
Bemporad, 1926
Adele Albieri,
Sua maestà Batuffolino,
Vallardi, 1921

Adele Albieri,
Storia di Capitombolo, di Orietta
e di Franfri
,
Vallardi, 1932
Adele Albieri,
Cantate Bimbi,
(musica di L.E.Gennai),
Carisch, 1925

Adele Albieri,
Gianni Camicia Nera,
Paravia, 1939
Adele Albieri,
C
ristoforo Colombo alla scoperta dell'America,
Paravia, 1924

ALCOTT, LOUISA MAY (1832 - 1888)

Nasce il 29 novembre 1832 a Germantown, un piccolo paese vicino a Philadelphia, ma a sei anni la famiglia si trasferisce a Boston, dove il padre Amos Bronson Alcott gestisce una scuola, Little Paradise, cercando di mettere in pratica gli insegnamenti pedagogici innovativi di Jefferson e di Pestalozzi. La scuola paterna ha una grande influenza sulla Alcott , anche per le frequentazioni eccellenti: Ralph Waldo Emerson, Henry Thoreau e Nathaniel Hawthorne. Ancora giovanissima si dedica alla letteratura, soprattutto a quella per la gioventù, innovando quello che era il panorama del periodo, ancora legato agli schemi tradizionali dickensiani. Fin dall'infanzia mostra passione per la letteratura: a otto anni scrive una poesia, "A una robinia", che la madre straccia dicendole ironicamente: "se seguiti così farai impallidire la gloria di Shakespeare". Louisa nondimeno legge tutta la letteratura inglese e tedesca, e a 16 anni si dilpoma maestra e comincia ad insegnare ai bambini, occupoazione che dura 15 anni. La prima pubblicazione è Flower fables, scritto per le sorelle e per gli amici, che passa inosservato. Compie per un periodo di un anno un viaggio in Europa, come dama di compagnia di una signora benestante, ed è un viaggio assimilabile al Grand Tour che compivano i giovani americani della classe superiore al termine dei loro studi. Nel 1868 pubblica Little Women, concepito inizialmente come una serie di racconti, che da un giorno all'altro la rende celebre. Il successo enorme raggiunto da Little Women si deve ricercare in diversi fattori: in parte per la nuova formula del "realismo educativo", in parte perchè ispira sentimenti nazionali e sociali, dopo la raggiunta unione degli Stati Uniti d'America. Il motivo pedagogico è più o meno dichiarato, e sta nell'ottimistica fiducia nelle risorse morali del prossimo, potenziate dalla libertà e condotte alla conquista della tolleranza e dell'amore. Nel 1862 Louisa lavora come infermiera volontaria in un ospedale di Boston per l'accoglienza ai feriti della Guerra di Secessione, e qui contrae il tifo, che all'epoca si curava con il mercurio: la probabile causa dell'avvelenamento che la porta alla tomba a soli 56 anni nel marzo 1888, a Boston.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Flower Fables (1855)

Hospital Sketches (1863)
Little Women (1868)
Good Wives (1869)
An Old Fashioned Girl (1870)
Little Men (1871)
York: a Story of Experience (1872)
Eight Cousins or the Aunt-hill (1875)
Rose in Bloom (1876)
Under the Lilacs (1877)
Jack and Jill, a Village Story (1880)
Jo's Boys (1886)


Louisa May Alcott

L. Alcott,
Flower Fables
L. Alcott,
Piccole Donne,
al n. 12 dei
Libri della Gioventù

Salani
L. Alcott,
Piccole Donne,
Fiorini, 1945
(courtesy D. Legnani)



LITTLE WOMEN - ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI:
1917, 1919, 1933, 1949, 1958, 1978, 1994

La versione migliore è quella del 1933 con Katharine Hepburn e Joan Bennet di George Cukor; non male quella del 1949 con Elizabeth Taylor e Janet Leigh di Mervyn LeRoy.


L. Alcott, la serie della saga familiare delle piccole donne nella collana dei
Capolavori Stranieri per la Gioventù Bemporad.
Da sin: Piccole donne, Le buone mogli, I figli di Jo

Little Women: alcune edizioni inglesi

L. Alcott, Goos Wives,
London, Everett & Co. n.d.
(courtesy D. Legnani)
L. Alcott, Under the Lilacs,
Brown & Co. Boston, 1917
(courtesy
L'angolo del collezionista
di Pileri,
Roma)


Luisa Alcott, Gli ultimi racconti,
Treves, 1889


ANDERSEN, HANS CHRISTIAN (1805 - 1875)

Nasce ad Odensee il 2 aprile 1805 da famiglia umile, rimane orfano a undici anni, a quattordici fugge dalla madre alcolizzata e si reca a Copenaghen attirato dal teatro, dove ha l'opportunità di studiare grazie all'aiuto di Jonas Collin, direttore del Teatro reale. Fin dal 1822 comincia a pubblicare volumi di prosa e poesia e a comporre opere teatrali, ma il successo gli arride soltanto con il romanzo L'improvvisatore (1835), composto durante un suo soggiorno a Roma, in via Sistina, durato sei mesi; a Roma torna più volte, affermando di sentirsi a casa propria. Compie lunghi viaggi in Europa, Asia e Africa ed è autore fecondo, anche di resoconti di viaggio, come Il bazar di un poeta (1842). La sua fama si fonda però sugli oltre 150 racconti per l'infanzia, che appartengono ormai ai classici della letteratura mondiale. Muore a Rolighed (Copenhagen) il 4 agosto 1875.
Ben lontano dall'imitare i suoi immediati predecessori nel genere del racconto, quali Charles Perrault, o i fratelli Grimm, Andersen sa esprimere mirabilmente le emozioni più sottili e le idee più fini attraverso un uso equilibrato del linguaggio corrente e delle espressioni popolari, passando senza difficoltà dalla poesia all'ironia, dalla farsa alla tragedia, dal quotidiano al meraviglioso. La sua opera appare innovativa non solo nello stile ma anche nei contenuti: Andersen usa infatti un linguaggio quotidiano ed esprime nelle fiabe pensieri e sentimenti fino ad allora ritenuti estranei alla comprensione di un bambino, attraverso le vicende di re e regine storici o leggendari, ma anche di animali, piante, creature magiche e persino di oggetti. Alcuni fra i suoi titoli più noti sono: Il brutto anatroccolo, Il vestito nuovo dell'Imperatore, La regina delle nevi, Scarpette rosse e La sirenetta, con il quale assurge a fama mondiale. A Copenhagen, su uno scoglio prospiciente la passeggiata del lungomare, v'è una statua della sirenetta, simbolo della città. Le fiabe di Andersen sono state tradotte in tutte le lingue e hanno ispirato innumerevoli opere teatrali, balletti, film, nonché opere d'arte figurativa.
Le novelle sono continuamente pubblicate da tutti gli editori; Bemporad pubblica quattro volumi nella collana Capolavori Stranieri per la Gioventù (n° 3, 4, 20, 21).

La statua della Sirenetta a Copenhagen

Hans Christian Andersen

H.C. Andersen,
Il giardino del Paradiso
,
Bemporad,
Capolavori Stranieri
per la Gioventù
n° 20,
1930,
cover di Ezio Anichini
H.C. Andersen,
Le fiabe,
Bietti, 1951
cover di Roberto Sgrilli,
ill. int. di A. Magrini
H.C. Andersen,
Novelle
,
Nuova Collezione Economica
Bemporad, 1926
ill. di Antonio Rubino


H.C. Andersen,
Tesoro dorato e altri racconti
,
Bemporad, 1911
ill. di Antonio Rubino
Andersen & Bechstein,
Novelle,
Salani, 1936
H.C. Andersen,
Novelle,
Salani, 1946



H.C. Andersen, Fiabe, Istituto Editoriale Italiano n°1, n.d., Tavv. II e IX
ill. di Attilio Mussino






Una bella edizione inglese delle
Fiabe di H.C. Andersen
illustrata da Margaret Tarrant

(courtesy Ferraguti)

H.C. Andersen,
Quaranta novelle
,
Hoepli, rist. 1955,
ill. di Vittorio Accornero

ANGUISSOLA, GIANA (1906 - 1966)

Giannina Anguissola nasce a Travo (Piacenza) il 14 gennaio 1906, da Angelo (6/1/1868-15/7/1944) e Clementina Perazzoli (2/9/1870-22/10/1951). La famiglia è antica, dislocata fra Cremona e il piacentino, e conta fra gli antenati anche la nota pittrice Sofonisba Anguissola (1532-1625 ca.). Ottiene il diploma magistrale e inizia la collaborazione con giornali e riviste: Il Corriere dei piccoli (all'epoca diretto da Silvio Spaventa Filippi), e in seguito anche La vispa Teresa, Enciclopedia del ragazzo italiano, La domenica del Corriere, La lettura, Amica di cui è titolare di una rubrica di corrispondenza con i lettori. Esordisce nella narrativa con Gli animali (per ragazzi) e l'autobiografico Il romanzo di molta gente, ambientato a Piacenza, che vince nel 1931 la medaglia d'oro al Premio Viareggio (gestito dal MinCulPop). Inizia a pubblicare consistentemente a partire dal nel 1933. Comprende la vocazione alla scrittura per ragazzi, soprattutto per le ragazzine. Nel 1935 scrive un testo teatrale per ragazzi, Tino e Tina nel paese delle bugie, fiaba in due atti e un epilogo musicata dal M° Cesare Brero. Nel 1937 ottiene ancora la medaglia d'oro al Premio dell'Accademia d'Italia a Viareggio, e nel 1950 il secondo Premio a Venezia.
Il 3 aprile 1933 sposa lo scrittore Rinaldo Kufferle, russo da parte materna, traduttore e critico letterario, figlio dello scultore Pietro Kufferle, famiglia rientrata in Italia dopo la rivoluzione d'ottobre. La coppia ha un figlio, Riccardo, nato nel marzo 1943, e vive a Milano, in via Melzi d'Eril. Qui Giana Anguissola frequenta Ada Negri e Olga Visentini, Virgilio Borcchi e Annie Vivanti; amica intima diviene Lina Schwarz, con la quale condivide la passione per racconti e novelle dedicate all'infanzia. Per la TV vengono ridotti due suoi sceneggiati tratti da: Farai un viaggio (1951) e Il diario di Giulietta (1954). Rinaldo Kufferle muore nel 1955, Giana Anguissola il 13 febbraio 1966, dopo una malattia.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il romanzo di molta gente (1931)
Trovar marito ! (1933)
Una ragazza (1935)
La moglie e le altre (1935)
Per ragazzi:
Gli animali (1930)
Gli eredi del Circo Alicante (1933)
I tre (1934)
Chi sarà il nuovo re dei leprotti? (Bibliotechina de "La Lampada", 1935)
Nel bosco (1935)
La polizia indaga (1936)
Pensione Flora (1937)
Il carretto del mercante (1942)
L'età acerba (1953)
Una ragazza (1953)
Seguendo una lira (1953)
Giulietta se ne va (1958)
Priscilla (1958)
La ragazza vestita d'oro (1959)
Marilù (1960)
Violetta la timida (1962)
Il diario di Giulietta (1962)
Gli animali al principio del mondo (1963)
Le straordinarie vacanze di Violetta (1964)



Giana Anguissola

Giana Anguissola
La polizia indaga, UPA, 1936
Il testo è corredato da tavole a colori e vignette (capilettera) dell'Autrice,
che risentono dell'influenza dei cartoons del Corriere dei Piccoli


La firma di Giana Anguissola: una G e una faccetta espressiva a commento della vignetta


Giana Anguissola, Un uomo non ama più, Cino Del Duca, 1956
(courtesy Anna Rigoni)

ANNESI KLITSCHE DE LA GRANGE, DANIELLA (1880 - 1972)

Fa parte di una bella e colta famiglia residente ad Allumiere (Roma), paese ai piedi dei monti della Tolfa, dove l'arte e la letteratura si tramandano di generazione in generazione.
La più nota delle scrittrici di casa Klitsche forse è Antonietta Klitsche de la Grange,
mentre la nipote Daniella Annesi Klitsche de la Grange è l'autrice di racconti, romanzi e saggi storici, che pubblica tuttavia con una certa discontinuità.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

NARRATIVA:
Moesti Flores (1898)
Vinegia: romanzo (1906)
Vita (ego sum vita): romanzo storico (1907) pubblicato anche come Io son la vita (1925)
Eliacim: romanzo (1907)
Nell'errore: romanzo (1907)
Rovine: romanzo (1909)
L'avventura di Gioietta (1943)
Non c'era più la mamma (1952)
Una storia di tanti anni fa: romanzo (n.d.)
Il barcaiolo del Tevere: racconto storico (1958)

SAGGISTICA:
Un ministro di Pio IX: il Cardinal Mertel (1941?)
Una mistica dell'Ottocento: la venerabile Elisabetta Canori Mora, Terziaria Trinitaria (1953)

Allumiere delle sante crociate (1957?)
In Arcadia tra Ottocento e Novecento (1973)

"Ai cari nipotini GIORGIO e RITA PEREZ
La Nonna, che immagina per voi tante fiabe, oggi vuol dedicarvi un racconto che fu tessuto sopra una trama di vita in parte vera e sofferta da una bimba che ella conobbe in anni lontani. ..."

così inizia la dedica de
L'avventura di Gioietta,
al N° 1 della Biblioteca delle Giovinette Salani





Daniella Annesi Klitsche de la Grange
in un ritratto eseguito dalla figlia
Emanuela Annesi Cassinis
Eliacim,
ed. Soc. San Paolo,
ristampa del 1958


Daniella Annesi Klitsche de la Grange,
Non c'era più la mamma,
Ed. Paoline, 1952
(courtesy Donatella L.)


ANTONA TRAVERSI, CAMILLO (1857 - 1934)

Nasce a Milano il 27 novembre 1857, si laurea nel 1880 in lettere all'Università di Napoli. Qui si innamora di una napoletana ma il padre, ricco latifondista lombardo, è contrario al matrimonio e lo lascia privo di mezzi. E' dunque costretto a provvedere da sé al sostentamento e si mette ad insegnare letteratura italiana al collegio militare di Roma. Nel 1881 inizia l'attività di commediografo con Il matrimonio di Alberto, atto unico che incontra il favore del pubblico, per cui si dà alla scrittura teatrale. E' vittima di una truffa ed è costretto ad emigrare per evitare un mandato di cattura, vicenda che racconterà egli stesso in: Per l'onore e la verità, memoria defensionale innanzi alla Corte s'Assise di Bologna, pubblicato a Londra nel 1899. Nel 1907 si stabilisce a Parigi, dove è segretario del teatro di Gabrielle Réjane fino al 1918. Entra poi al Thé
âtre du Grand Guignol dove fa rappresentare parecchi suoi atti unici con successo, unico italiano a far questo. Ha un'intensa attività di critico teatrale, è redattore di memorie e biografia di attrici sue contemporanee. Da Parigi è anche corrispondente per diverse testate italiane. Muore il 30 agosto 1934 a Saint Briac (Ile et Vilaine) dove è sepolto.
Come alcuni altri letterati di cui rendiamo conto nel nostro sito, nulla ha a che vedere con la letteratura per l'infanzia, eppure - come un gioco forse - scrive quattro commediole per i più piccoli insieme con Rina Maria Pierazzi.

ANTONA TRAVERSI, GIANNINO (1860-1939)

Fratello di Camillo, nasce a Meda in Bianza l'8 marzo 1860; anche lui studia a Napoli dove si lega di amicizia con Salvatore Di Giacomo. Si laurea in Giurisprudenza nel 1882 ma non essendo venuto in contrasto con il padre gode della di lui generosità e si permette di non far nulla. Frequenta l'ambiente mondano milanese finché segue l'esempio del fratello e si mette a scrivere commedie. L'esordio è nel 1892 con La mattina dopo, atto unico rappresentato al Teatro dei Filodrammatici. L'attività da quel momento è intensa. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruola, nonostante l'età, guadagnandosi una medaglia d'argento. Cessato il conflitto si dedica all'organizzazione dei cimiteri di guerra, attività per cui nel 1929 viene nominato senatore. Muore a Verona il 27 dicembre 1939. Le sue opere complete vengono pubblicate in sette volumi.


Nella Bibliotechina de La Lampada Mondadori Camillo Antona Traversi
pubblica con il suo solo nome in copertina La guerra, e
insieme con Rina Maria Pierazzi Prima del concerto.



Altre due commediole per bambini scritte insieme con Rina Maria Pierazzi:
Per la patria (Vallardi, 1915)
Gli ultimi giorni di Goffredo Mameli (Brugnoli, 1919)

ANTONELLI CALFUS LUCILLA (1886 - 1975)

Nasce a Milano il 10 ottobre 1886 da Luigi Calfus, garibaldino e patrota, tuttavia di origine straniera e Ada Oldini, aristocratica. Ha diversi fratelli e sorelle. Studia in collegio a Venezia e poi alla Guastalla di Monza, celebre convitto. Frequenta corsi di pedagogia e filosofia a Pavia. Ha viva attitudine alla musica e alla recitazione. Giovanissima sposa il commediografo e letterato Luigi Antonelli (1882-1942), artista inizialmente senza soldi, il che la spinge verso l'impegno letterario. Il marito otterrà il giusto successo solo più avanti, caratterizzato dal gusto della commedia grottesca: il primo vero successo è L'uomo che incontrò se stesso, dato a Milano nel 1918, che segna l'inizio di quella storia del teatro di prosa del gruppo che fu detto degli "innovatori" (M. Bontempelli, E. Cavacchioli, L. Chiarelli, P. M. Rosso di San Secondo). E' buon amico di Pirandello, che cura la regia di una trasposizione cinematografia della commedia Il maestro, e di cui Antonelli scrive la biografia Maschera nuda di Pirandello nel 1935.
Lucilla esordisce sulla rivista La Donna, pubblica poi sulla rivista de La Tribuna ed altre testate. Nel 1920 la raccolta di novelle Il metro, le forbici e l'amore suscita consensi di critica, comprso l'encomio di Ada Negri, poetessa dal canto suo poco incline alle lodi gratuite, e con Il prezzo della gioia su La Domenica del Corriere si fa definitivamente notare. Amica di Grazia Deledda, pubblica sulle riviste della Vallardi e su La Lettura, rivista del Corriere della Sera. Scrive anche commedie (una ventina) alcune delle quali vengono rappresentate sia in Italia sia in Amercia, dalle compagnie di Dario Niccodemi e Luigi Carini. Le più note sono La via cieca, che viene rappresentata all'Odeon di Buenos Ayres e a Montevideo e in Italia dalla compagnia Carini-Gleck-Falconi-Pilotto, Il figlio di carta, nata dal romanzo Le vedove, Savi in manicomio.
Dal 1930 trasmette alla radio la rubrica intitolata "cantuccio dei bambini" , trasformata nel 1938 in "Camerata dei Balilla e delle Piccole Italiane". Scrive romanzi, tra i quali Tuo marito per il quale ha l'onore di essere ricevuta a corte da S.M. la Regina, Paradiso delle rose, L'uomo senza nome. Scrive anche racconti per bambini, e per la casa editrice Corbaccio dirige una collana per l'infanzia, chiamata in suo onore "Lucilla". Per l'Istituto Editoriale Italiano traduce dal francese Gil Blas di Santillane (1927). Inoltre compone piccole commedie per bambini. Fa parte dell'"Academia Latinitatis Excolendae" e dell'Accademia Filologica Italiana; è consigliera O.N.A.S., socia per chiara fama della S.I.A.E., conferenziera; medaglia d'oro della città di Milano, medaglia d'oro del giornalismo, vincitrice di due premi di cultura della Presidenza del Consiglio. Autrice di 23 romanzi per adulti, 16 romanzi per ragazzi, e poi di novelle, libri di saggistica, e perfino di alcune commedie.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Asina di Galilea - racconti per ragazzi (Sonzogno, 1922, ill. Baldo)
Vita e miracoli di una vecchia madia, al n°1 della Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, scritta in 26 notti (sono infatti 26 capitoli) durante una malattia del figlioletto, che essa vegliava (Bemporad, 1921, ill. Gino Baldo)
Bebe Bobino e il Sillabario : racconti : letture per la seconda classe (Bemporad, 1920)
L'organetto di Piero (Paravia, 1924 rist. 1935)
I bimbi dell'onda, Santagostino, (1930, ill. Domenico Natoli)
Belzebu e la bella (Hodierna, 1931)
Fluffy peso piuma (Corbaccio, 1931, ristampa Ceschina stesso anno)
Due bimbi nella luna, romanzo fantastico (Lattes, 1932, ill. Mussino)
I racconti della ranocchia turchina (Bibliotechina de La Lampada Mondadori, 1933, ill. Angoletta)
Come fu che Bricliolino tornò (Paravia, 1934)
Chiacchiere con le bestie (Barion, 1935, illustrazioni del pittore De Lucchi Crosa)
Scrivo per voi, bambini (Apuana, 1935)
I romanzi dell'ardimento (Ceschina,): Sylva 1936, Il barbaro fanciullo 1937
Cuore e fuoco (Santagostino, 1937, ill. Domenico Natoli)
Un ragazzo ha veduto (Ceschina, 1937)
Zingaro bianco (Corbaccio, 1941, ill Arturo Bonfanti)
Bebé, Bobino e il sillabario (volume aatto per le classi prima e seconda, Marzocco, 1950)

Lucilla Antonelli Calfus



Lucilla Antonelli Calfus,
Sylva
Corbaccio, 1936
Lucilla Antonelli Calfus,
Chiacchiere con le bestie
Ceschina, 1956




Lucilla Antonelli Calfus, Vita e miracoli di una vecchia madia, Bemporad, s.d.

LETTERATURA PER RAGAZZI
AUTORI E ILLUSTRAZIONI
A B C DF GL MN OR SZ

Ved. anche:

DALLE FAVOLE AI ROMANZI:
BREVE STORIA DELLA LETTERATURA PER RAGAZZI
DALLE ORIGINI ALL'OTTOCENTO

comprendente i ritratti degli Autori

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