libri e giornali per ragazzi

ILLUSTRATORI M-R

MATELDI, FILIBERTO (1885 - 1942)

Nasce a Roma nel 1885. Dopo qualche esperienza come attore inizia a collaborare come illustratore negli anni Venti con Il giornalino della domenica, Il Balilla, e testate come Il Secolo XX. Collabora con UTET con numerose illustrazioni per la collana La Scala d'Oro. Pittore e scenografo, frequenta gli ambienti teatrali ed è amico di Lucio Ridenti. Diventa una firma importante del disegno di moda, collaborando con Lidel e l'Illustrazione italiana. Sposa la collega Brunetta (Moretti Mateldi Bruna, Ivrea, 1904 - Milano, 1988) di quasi vent'anni più giovane, disegnatrice di moda e redattrice, che nel dopoguerra diverrà assai nota. Insieme illustrano, tra l'altro, Autarchia del profumo, numero unico a cura del sindacato fascista dei commercianti profumieri della provincia di Milano, nel 1939. Colpito da malattia, muore durante la guerra, a Milano, nel 1942.


Una splendida cover di Brunetta per Scena Illustrata.
La rivista è dell'ottobre 1952, ma sotto la firma si legge
1949


Il dramma,
Anno XIX n° 408-9,
15 ago - 1° sett 1943
,
in copertina: Neda Naldi
nel film Lacrime di sangue
ill. di Brunetta
Il dramma,
Anno XX n° 419-20,
1° e 15 febb 1944
.
in copertina: Gina Falckemberg
ill. di Brunetta
Milly Dandolo, La luce di domani, omaggio della Cassa di Risp.
delle Province Lombarde, Tipografia Ricordi, n.d. (anni Trenta)
ill. int. di Filiberto Mateldi
courtesy Tesori di carta, Bologna



E' senz'altro il maggior illustratore della collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) per la quale firma 14 volumi: Serie I n° 1, Serie II n° 1 e 8, Serie III n° 6, 8 e 9, Serie IV n° 11, Serie V n° 11, Serie VI n° 7, 10 e 14, Serie VII n° 2 e 8, Serie VIII n° 6.



Il Giornalino della Domenica, A IX, n° XV, 15 settembre 1921
Ill. di Filiberto Mateldi

MAZZANTI, ENRICO (1852 - 1893)

Enrico Mazzanti nasce a Firenze da Alessandro, pittore e restauratore, e Zefira Riccioni. Il fratello maggiore, Riccardo, è un celebre architetto. Enrico Mazzanti illustra principalmente per la casa editrice Paggi, poi Bemporad, ma anche per Salani e Succ. Le Monnier.
La biografia completa è stata presentata per la prima volta al Convegno "Le figure e le storie - scrittori, illustratori, editori per l'infanzia in Toscana tra Otto e Novecento" promosso da Bibliografia & Informazione, che si è svolto il giorno 8 ottobre 2010 presso il British Institute of Florence. La prolusione è stata tenuta da Maria Enrica Carbognin, ma tutta la ricerca è frutto della collaborazione tra questa e Lia Madorsky. Di Enrico Mazzanti viene riportata la bibliografia accreditata pari a circa una quarantina di volumi, ai quali occorre aggiungere tutta la produzione per le edizioni scolastiche Paggi/Bemporad, tutti i titoli di Carolina Invernizio per Salani, e tutti i titoli della Biblioteca delle Giovanette di Le Monnier.



Atti del Convegno
Le figure e le storie
bibliografiaeinformazione
Via Gello est, 29
56025 Pontedera (Pisa) e-mail: info@bibliografiaeinformazione.it
Se non fosse stato il primo illustratore di Pinocchio, di Enrico Mazzanti non avremmo
mai sentito parlare; e nonostante tutti ne abbiano sempre parlato, nessuno finora
aveva mai indagato per scriverne la biografia; ancora nel 1960 Piero Bernardini
scriveva un trafiletto sullo Specchio del libro per Ragazzi affermando "di Enrico Mazzanti
nessuno sa niente". Siamo dunque lieti che sia disponibile al pubblico la storia
di questo grande e sfortunato maestro del disegno.



Carolina Invernizio,
Cuore di donna,
Salani, 1897
ill. in antiporta di Enrico Mazzanti
Margherita Speroni,
Angelo di pace,
Succ. Le Monnier, 1894
ill. in antiporta di Enrico Mazzanti


Ida Baccini,
La fanciulla massaia
,
Bemporad, 1889
ill. int. di Enrico Mazzanti
Pietro Dazzi,
Il terzo libro di lettura
,
Felice Paggi, 1886
ill. int. di Enrico Mazzanti


Leopoldo Guerrieri, Le due sorelle di Nancy, Succ. Le Monnier, 1887
ill. in antiporta di Enrico Mazzanti



Sin: la casa di Alessandro Mazzanti in via Pier Capponi a Firenze, dove vissero e lavorarono insieme Riccardo ed Enrico Mazzanti nei primi anni della loro gioventù. Ds: la lapide di Enrico Mazzanti, in pessime condizioni, che recita: "Alla cara memoria/di Enrico Mazzanti/buono gentile intemerato/ingegnere valente/artista fecondo e geniale/nato il 4 marzo 1852 - morto il 24 marzo 1893/i genitori la moglie il fratello"
MELANDRI, LUIGI (1892 - 1955)

Nasce a Piangipane (Ravenna) nel 1892, frequenta l'Accademia di Belle Arti di Ravenna dove si diploma nel 1914; p
artecipa alla Prima Guerra Mondiale dove viene ferito. Attorno al 1920 si trasferisce a Milano, dove è attivo negli Anni Venti-Cinquanta con le illustrazione per oltre 150 testi di editoria per ragazzi per Paravia, S.E.I., e collabora per molti anni al Corriere dei Piccoli (dal 1921 al 1946). Per la collana I libri divertenti dell'Istituto Editoriale Italiano illustra i tre volumi di Capitan Fracassa. Nel 1923, in b/n Déco, illustra I deserti dell'amore di Arthur Rimbaud. Muore a Milano nel 1955.

Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra due volumi: Serie II n° 7, Serie VI n° 8.



La Vispa Teresa, Anno I, 28 ottobre 1947, ill. interna di Luigi Melandri


E. Panagia Gavinelli, Il romanzo dei 15 anni, SEI, 1952.
Cover e ill. int. di Luigi Melandri
courtesy Paola Cardi


A. Fiore, La bella aurora, Paravia, 1951, ill. di Luigi Melandri
courtesy Lia Madorsky

D. Provenzal, Il Dante dei piccoli, Paravia, 1960,
cover e ill. int. di Luigi Melandri
courtesy Paola Cardi


R.L. Stevenson, La freccia nera, Scala d'oro Serie VI n° 8,
ill. int. di Luigi Melandri



B. Vaccari, Biancospino, Olimpia, 1928,
ill. di Luigi Melandri
courtesy Tesori di carta, Bologna
MORONI CELSI, GUIDO (1888 - 1962)

Nasce a Bologna nel 1888 (A. Faeti lo dice nato a Roma nel 1885). Esordisce nel periodico clericale Il Mulo; collabora con il settimanale umoristico Numero (dal 1914); collabora a lungo con Il Corriere dei Piccoli sia con illustrazioni sia con fumetti, creando vari personaggi tra il 1913 e il 1934; crea Bonifazio e Tranquillino (1924-1926) per Novellino, realizzando anche numerose illustrazioni. Collabora nei primi anni Trenta anche con Il cartoccino dei piccoli. Dopo il 1936 illustra in particolare fumetti tratti dai romanzi di Salgari. Muore a Napoli nel 1962.


  Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra tre volumi, tutti di Jules Verne: Serie VI n° 5, Serie VII n° 7, Serie VIII n° 8.



Il Corriere dei Piccoli, Anno V n° 21, 25 maggio 1913, cover di Guido Moroni Celsi


Sopra: ill. int. di Guido Moroni Celsi
da Pinocchio, 1967



Sin.: Pinocchio, Boschi, 1965,
cover di Guido Moroni Celsi

courtesy Lia Madorsky


Ill. di Moroni Celsi per Il Corriere dei Piccoli,
Anno V, 8 giugno 1913


MUSSINO, ATTILIO (1878 - 1954)

Nasce a Torino il 25 gennaio 1878. Studia all'Accademia Albertina, allievo del Tavernier e di Pier Celestino Gilardi. Collabora da studente a giornali satirici come La Luna e Il fischietto. Esordisce nel 1908 all'Esposizione della Promotrice torinese con il "Ritratto di Arturo Calleri". Sempre nel 1908 vince la medaglia d'oro per le illustrazioni del Pinocchio all'Esposizione Internazionale di Torino (che nel 1911 pubblicherà con Bemporad). Quando esce il primo numero del Corriere dei Piccoli, il 27 dicembre 1908 pubblica in quello storico numero il primo "fumetto" italiano, una tavola con la prima storia del negretto Bilbolbul (nel 2007 viene istituito il Festival Internazionale del Fumetto intitolato a BilBolBul). Durante la Prima Guerra Mondiale illustra con vignette umoristiche i giornali destinati ai soldati; si narra che foglietti con le sue illustrazioni venissero gettati dagli aeroplani nelle terre invase come Vittorio Veneto per tenere alto il morale delle truppe. Nei primi anni Trenta collabora anche con Il cartoccino dei piccoli e crea il personaggio di Magrin della Padella per Il Giornalino. Illustra per l'editoria infantile, soprattutto per Bemporad. Muore a Cuneo nel 1954. Si firma Attilio, in corsivo di stampa, con la A prolungata a ds. per sottolineatura; nelle piccole illustrazioni nel testo solo con la A.

C. Collodi,
Le avventure di Pinocchio

Bemporad, n.d.
ill. di Attilio Mussino
M. Twain
Il biglietto di 25.000.000
Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù, 1935
In copertina il ritratto di Mark Twain eseguito da Attilio Mussino
Swift,
I viaggi di Gulliver
,
Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù, 1931
ill. int. di Attilio Mussino


Ardens,
Il furto dei documenti

Pia Società San Paolo, 1941
ill. di Attilio Mussino




Ill. int. per Saltapicchio e Lumachino
di A. Piccioni, Paravia, 1925.
La firma è alquanto diversa dalla solita,
in corsivo con la o finale prolungata all'indietro per sottolineatura.


cartolina del Regio Esercito Italiano
di Attilio Mussino


Carlo Dadone,
Le avventure di Capperina,
Bemporad, n.d.
cover di Attilio Mussino

Due delle tante pubblicità del Proton su L'Illustrazione Italiana,
illustrate da Attilio Mussino





Fogli pubblicitari staccabili a colori (totale 4 pagg) per l'edizione di Pinocchio
illustrata da Mussino in vendita a dispense, in
seriti nell'Almanacco Bemporad 1910.
Attilio Mussino


Il Corriere dei Piccoli, Anno V, n° 20, 18 maggio 1913,
ill. di Attilio Mussino
courtesy Piccolo Museo delle Bambole e altri Balocchi, Ravenna

NARDI, ANTONIO MARIA (1897 - 1973)

Nasce a Ostellato (FE) il 14 maggio 1897. Frequenta l'Accademia di Bologna; è figurinista, ritrattista, xilografo, illustratore per l'editoria e di riviste, dedicato in particolare all'arte sacra, decoratore di chiese con affreschi e vetrate, eseguite anche in Brasile dove soggiorna dal 1948 al 1966. Espone alla Permanente e alla Combattenti di Milano, alla I e III Biennale Romana, e a tutte le mostre bolognesi. Tra i suoi dipinti più noti: Estate, Suonatrice di mandòla, Ninfe, Il paggio, Donna allo specchio, Ebe e Ganimede, Ritratto di mia madre, Florisa (tutti appartenenti a collezioni private). Nella chiesa parrocchiale di Barricella c'è un Battesimo di Gesù, nella chiesa di Scascoli (Bo) c'è una Madonna e Gesù Bambino, nella chiesa di Telve Valsugana ci sono Sant'Antonio e una Presentazione della Madonna al Tempio. Partecipa come soldato semplice alla Prima Guerra Mondiale. Attivo anche come grafico pubblicitario (famosa la serie per l'Eutrofina negli Anni Venti). Collabora al Corriere dei Piccoli, Il Cartoccino e La Festa. Muore a Bologna nel 1973, nella sua abitazione di via Toscana.

Camelia Fravolini, Le novellette del focolare, Bologna, Stab. Poligrafici Riuniti, 1923
illustrazioni di A.M. Nardi, cover e ill. interna

(courtesy Donatella L.)


Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra
G. Edoardo Mottini, Dal Libro di Dio, Serie I, n° 7.
E' l'unica ill. di A. M. Nardi nella serie
.


Antonio Maria Nardi
Ninfe



Ragazzi d'Italia, Anno I n° 1,
1° gennaio 1923
sin: cover di A.M. Nardi
Sopra: ill. interna di A.M. Nardi


A.M. Nardi, frontespizio di Cordelia, ottobre 1930

Luigi Asioli, Storia Sacra, SEI, 1937, ill. int. di A.M. Nardi
courtesy Paola Cardi

NICCO, CARLO EMILIO (1883 - 1973)

Nasce a Torino nel 1883. Disegnatore, costumista, scenografo, pittore, incisore, cartellonista e illustratore, lavora da giovanissimo presso un intagliaore in legno, poi come apprendista meccanico. L'esperienza presso un litografo lo avvicina al cartellonismo teatrale e cinematografico: sue sono le scenografie dei film muti Nella Regini, Milly, Il fiacre n.13. Per tre anni dirige Cuor d'oro, rivista quindicinale per ragazzi (1921-24). Collabora ai periodici Numero e La Lettura, Il Corriere dei Piccoli e La Festa. La sua vastissima opera di illustratore è concentrata in quasi 150 libri per editori piemontesi come U.T.E.T., Lattes, SEI, Paravia, dove esordisce nel 1924 illustrando Fortunello di Vincenzo Fraschetti. Muore nel 1973.

  Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra diversi volumi: Serie I n° 8, Serie III n° 3, Serie IV n° 6, Serie V n° 10, VI n° 2, Serie VII n° 11 e 14, Serie VIII n° 13.


Luigi Ugolini,
Il romanzo di Raffaello,
Paravia, 1966
ill. int. di Carlo Nicco

Jules Verne,
Ventimila leghe sotto i mari,
Principato, 1947
ill. int. di Carlo Nicco
courtesy Paola Cardi


G. Brigante Colonna, Luci ed ombre della storia, Scala d'oro Serie VII n° 11,
ill. int. di Carlo Nicco

Luigi Capuana, Le belle storie, Paravia, 1950
cover e ill. int. di Carlo Nicco
courtesy Paola Cardi


Amelia Melissari,
Dalle fiamme di Troia ...,
Paravia, 1961
ill. di Carlo Nicco
courtesy Paola Cardi
Enrico Di Marzo, Roma Viges,
Paravia, 1954
ill. int. di Carlo Nicco

NICOULINE, VSEVOLOD PETROVIC (1890 - 1968)

Nasce a Nikolaev (vicino a Odessa, Ucraina) il 27 novembre 1890. Tra il 1909 e il 1917 frequenta l'Accademia d'arte di Odessa e l'Accademia Imperiale di Pietroburgo. Durante la rivoluzione d'ottobre combatte come ufficiale nell'esercito bianco, ma è costretto alla fuga dai bolscevichi, insieme alla moglie, la contessa Aida Bossalini, travestiti da contadini. Si rifugia dapprima sul Mar Nero e in seguito a Costantinopoli, dove lavora come "scaricatore di porto e custode di chiatte" (secondo un biografo). Si trasferisce in Italia nel 1920, stabilendosi a Nervi. A causa della sua simpatia per il governo russo rivoluzionario è costantemente vigilato dalla Prefettura di Genova che ne segnala i frequenti viaggi nelle città di Roma e Milano, e i rapporti che intrattiene con funzionari e rappresentanti del governo russo in Italia. Entra nel mondo della pittura italiana inizialmente come modello per gli studenti dell'Accademia di Belle arti genovese, fino a quando una sua tela rivela il suo talento. Nel 1921 Nicouline esordisce con una mostra di xilografie. Nel 1922 partecipa alla LXVIII esposizione della Società delle Belle Arti di Genova con la tela Ritratto della Signora Aida Bossalini (sua moglie). Nel l 1923 e 1925 partecipa all'esposizione internazionale dell'acquerello presso la Permanente di Milano; espone inoltre alla I e II Mostra Internazionale delle Arti Decorative del Palazzo Reale di Monza. Inizia a collaborare con giornali e riviste come Il Secolo XX e La Donna e con diverse case editrici tra cui Hoepli, Paravia, Mondadori (per l'Enciclipedia dei Ragazzi) e UTET per la collana La Scala d'Oro. Crea un mazzo di carte per l'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo. Nicouline lavora anche come costumista, con figurini per il teatro alla Scala di Milano e per il Metropolitan di New York. Nel 1941 espone una personale a Genova, alla quale seguiranno altre esposizioni personali. Nel 1946 ottiene la cittadinanza italiana e assume il nome di Vittorio. Muore a Milano nel luglio 1968.

(Testo: courtesy www.russinitalia.it)

  Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra diversi volumi: Serie IV n° 3, Serie V n° 2, VI n° 1 e 9, Serie VII n° 9, Serie VIII n° 9.


Rudyard Kipling,
Capitani coraggiosi,
Marzocco, 1939
Sopra: immagine tratta
dalla copertina; ds: ill. interna
ill. di Nicouline

Pietro Silva,
Genti in camminio,
Principato, 1937
ill. di Vsevolod Nicouline
courtesy Paola Cardi
Raspe, Le avventure del
Barone di Munchhausen
,
Aurora, 1934,
cover di Vsevolod Nicouline




Una cover di Nicouline per Scena Illustrata,
Anno 72, N° 8, Agosto 1957


PAGOT, NINO (1908 - 1972)

Nasce a Venezia 1908. E' illustratore, fumettista, disegnatore di cartoons. E' tuttavia meno noto del fratello Toni, con il quale collabora al cinema di animazione. Muore a Milano nel 1972.

Antonio Pagotto (Toni Pagot) nasce a Milano 1921. Come il fratello Nino si impegna nella sceneggiatura e nella realizzazione di testi e disegni per fumetti ma soprattutto per il cinema d'animazione, la pubblicità e il cinema documentarista. Insieme, nel dopoguerra, firmano I fratelli Dinamite, uno tra i primi lungometraggi animati italiani, a colori, e molte serie televisive (soprattutto per Hanna & Barbera) oltre a famose serie pubblicitarie per Carosello (nel 1963 nasce Calimero il pulcino nero). Negli anni Settanta Toni ritorna al fumetto come sceneggiatore e disegnatore, prima con Il Corriere dei Piccoli e Il Corriere dei Ragazzi, poi (dal 1977) con Il Giornalino, un'attività che continua fino agli anni Novanta. Muore a Roncello (Milano) il 7 luglio 2001.

Nino e Toni Pagot, Le avventure di Calimero pulcino nero, cover
Istituto Grafico Bertello, n.d.,
(courtesy Donatella L.)


Nino e Toni Pagot
, Le avventure di Calimero pulcino nero, ill. interna

G. E. Mottini, Con sette note,
Hoepli, 1949, cover
di Nino Pagot
G. E. Mottini, Con sette note,
Hoepli, 1949
, ill int.
di Nino Pagot
courtesy Paola Cardi


  Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra: Serie IV n° 10, Serie V n° 9, VI n° 3, Serie VIII n° 2.


Renato Fucini, Tutti gli scritti,
Trevisini, n.d., sovracoperta totale
di Nino Pagot

PARMEGGIANI, CARLO (1881 - 1967)

Nasce a Ferrara nel 1881, è acquarellista, acquafortista e xilografo. ottiene di ritrarre S.M. Vittorio Emanuele III per il francobollo giubilare del 1926. Espone alla Biennale di Venezia nel 1907 con l'olio La posa del mattino, nel 1912 con due acqueforti, nel 1922 con l'acquerello Nemo propheta in patria, nel 1924 con un design per carta da lettere e un ex-libris, nel 1930 con disegni a matita, nel 1933 con il carboncino Gesù issato sulla croce. Espone anche alla Biennale di Brera. Muore a Tradate (VA) nel 1967.



Luigi Risso Tammeo, Storie magiche, Casa d'Arte "Ariel", 1937,
ill. int. di Carlo Parmeggiani
courtesy Paola Cardi

 


Ill. interna di Parmeggiani per la scena "Robinson Crusoe salva il negro",
L'Enciclopedia dei Ragazzi, Mondadori, 1949
courtesy Lia Madorsky

  Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra: Serie IV n° 1, Serie V n° 6 e 7, Serie VIII n° 7 e 10.

POMPEI, MARIO (1903-1958)

Nasce a Terni il 3 febbraio 1903; il padre Carlo è giornalista a La Tribuna; autodidatta, esordisce giovanissimo come scenografo e allestitore del Teatro dei Piccoli di Vittorio Podrecca. Dal 1924 lavora anche con Pirandello e con Prandi. Collabora a numerosi periodici come Le Scimmie e lo specchio, Ragazzi d'Italia, Novella, Comoedia, Noi e il Mondo, Il Dramma, Le Grandi firme, La Donna, Vita Femminile, Cordelia, Il Balilla, Il Fanciullo e Il Corriere dei Piccoli e Il giornalino della Domenica. Negli anni Trenta collabora al Teatro dell'Opera di Roma e al Teatro alla Scala di Milano con scene e costumi per lirica e balletto; collabora in particolare per un lungo periodo con Anton Giulio Bragaglia. Disegna giocattoli, tra cui le famose bambole Lenci, e illustra una quarantina di libri per ragazzi; scrive anche racconti illustrati e crea personaggi per i giornalini (il prode Anselmo è uno dei più famosi). Nel 1933 sposa Lucetta Chierchia dalla quale avrà i figli Stefano (n. 1934) e Rita (n. 1938). Numerosi i premi e riconoscimenti. Muore a Roma il 28 ottobre 1958 di un improvviso attacco cardiaco.

TITOLI:

Giovannino Ciabattino: fiaba in un atto (1930)
La sentinella del re (1929, rist. con altre commedie 1931)
Vento spavento e altre fiabe sceneggiate (1955)
La piroga di kivo: racconti per ragazzi (1956)
Un aquilone sui tetti: racconto per ragazzi (1957)
Il tamburino che andava in congedo e altre commedie per grandi e per bambini (1958)
La guerra delle ciambelline (1959)
Margheritina, dolcezza dei Mari, sopra una nave con cinque corsari: radiofiaba (RAI, 1954)

Luigi Barzini, Fiammiferino,
Bemporad, 1935
cover di Mario Pompei
(courtesy Lia Madorsky)
Mario Pompei,
Vento Spavento
,
S.E.I., 1955

(courtesy Giovanni Trengia)


V. Podrecca, Fratello,
Berlutti, n.d. (1922)
cover e ill. int. in b/n
di Mario Pompei

Il Giornalino della Domenica,
Anno IX, N° 22, 18 dicembre 1922
cover di
Mario Pompei
Aurelia Nutini,
I piccoli diverranno grandi,
Bemporad, 1935
ill. int. di Mario Pompei

PINOCHI, ENRICO MAURO (1900 - 1965)

Nasce a Mozzano (Lucca) nel 1900. Studia arte a Roma con Giulio Aristide Sartorio, tra i massimi esponenti del liberty italiano, ed esordisce giovanissimo sulle pagine del quotidiano Il Secolo XIX. Collabora a Il Corriere dei Piccoli e La Lettura, supplemento de Il Corriere della Sera, per illustrazioni pubblicitarie. Illustra numerosi testi scolastici per la Libreria dello Stato durante il periodo fascista. Collabora con diverse case editrici per l'editoria per ragazzi, come Paravia, Mondadori e UTET. Collabora per la collana Bibliotechina de "La lampada" (in attivo tra il 1912 e il 1927): di questa collana esiste una serie speciale di soli sei titoli, tutti illustrati da Pinochi. Nel 1938 è assunto dalla Mondadori come direttore artistico per il settore fumetti: comincia così la collaborazione con Federico Pedrocchi, sui testi del quale realizza alcune storie di Paperino (Paperino chiromante, Paperino fra i Pellirosse, Paperino e il vaso cinese) e Topolino. Negli anni Quaranta emigra in Argentina, dove lavora per la casa editrice Editorial Abril. Muore a Buenos Aires nel 1965.

Luigi Capuana,
Tiritituf
,
Mondadori, n.d. Disegni di Pinochi
La guardia dei sei volumi della Bibliotechina de "La Lampada"
illustrati da Pinochi
courtesy Tesori di carta, Bologna


Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra:
Serie II n° 2 e n°4, Serie VI n°6.
Salvator Gotta, Piccolo Alpino, Universale Ragazzi Mondadori, 1951,
frontespizio e ill. interna di Pinochi


"Haghen"
i
ll. interna di Pinochi
per
Il romanzo di Sigfrido
(Scala d'Oro, Serie II, n°4)
Ill. interna di Pinochi per la scena
"il tradimento del Griso",
L'Enciclopedia dei Ragazzi, Mondadori, 1949
courtesy Lia Madorsky

PULLINI, PIO (1887 - 1955)

Nasce ad Ancona il 28 luglio 1887 e nel 1906 si trasferisca a Roma per seguire i corsi all'Accademia di Belle Arti; qui frequenta i crepuscolari che si ritrovano al Caffé Sartoris ma è negli anni tra il 1910 e 1912 che si affida alla guida di Giulio Aristide Sartorio, il quale gli affida la decorazione del salone da ballo della delegazione italiana a Cetinje nell'appena costituito regno del Montenegro (figlia del re Nicola Elena sarà regina d'Italia). A Roma viene in contatto anche con le nuove avanguardie, come quella di Giacomo Balla (che ha come allievi Boccioni e Severini); i futuristi e le famose "serate futuriste" in cui accadeva di tutto; e il circolo di Arturo Onofri (il fondatore della rivista Lirica). Ad Ancora ritorna periodicamente, e nel 1910 là esegue un ritratto di Massimo Bontempelli, che vi si trovava come insengnante giusto prima di trasferirsi a Firenze. Nel 1915 viene eletto il nuovo Papa Benedetto XV e Pullini ne esegue il ritratto (attualmente conservato nella chiesa di S. Maria in Campitelli). Dal 1916 al 1918 Pullini è ufficiale e prende parte al conflitto, e rimane nel corpo militare anche dopo, fino al 1920. Per le autorità militari inizia a dipingere le famose cartoline. Tornato a Roma, collabora a La Tribuna Illustrata, La Lettura, L'Urbe, La Strenna dei romanisti, e perfino al giornale satirico milanese Satana, dove esegue caricature e disegni umoristici. Ma non tralascia la decorazione d'interni: affresca alcune stanze del Viminale. Nel 1921 partecipa alla prima Biennale romana. Nel 1922 accetta l'incarico di insegnante di disegno e inizia da Cagliari, ma giusto prima di partire esegue il ritratto del nuovo Papa, Pio XI. L'insegnamento lo porta in seguito a Rovigo e Faenza, il che non gli impedisce di partecipare alle mostre, come nel 1926 in cui espone delle caricature insieme con Trilussa, che sarà suo amico per sempre. Nel 1934 ritorna a Roma per insegnare all'istituto Duca degli Abruzzi in via Palestro. E' sempre attivo nella decorazione: affresca la Casa del Fascio di Rovigo nel 1927 e il Palazzo del Littorio di Ancona nel 1930. Sempre nel 1930 vince il concorso per illustrare il libro unico di Stato (per la prima, seconda e terza classe). Inizia la collaborazione con Mondadori, per il quale illustra alcuni libri per l'infanzia di Olga Visentini, e partecipa sempre alle collettive di caricatura, ma questa attività si estende in seguito al ritratto vero e proprio. Durante la Seconda Guerra mondiale e nel periodo successivo osserva il disastro lasciato nella capitale e realizza vignette e acquerelli realistici e ironici. Nel febbraio 1952 Pullini viene colpito da ictus cerebrale e rimane immobilizzato fino alla morte, avvenuta a Roma il 10 luglio 1955.


Pio Pullini: "La cicca" (1944), "Al sole di Roma" (1944)
acquerelli conservati presso il Museo di Roma


Pio Pullini: "In cerca di ostaggi" (1944)
acquerello conservato presso il Museo di Roma

Pio Pullini: Autoritratto
Olga Visentini, Il falco,
Mondadori, 1934
ill. di Pio Pullini

Il libro per la prima classe, Anno XIII
compilato da Dina Belardinelli-Bucciarelli, ill. di Pio Pullini

cover e illustrazione interna

Il libro per la prima classe, Anno XIII, illustrazioni interne



ROSSINI, GASTONE (1920 - 2001)

Short bio alla pagina ILLUSTRATORI SIGNORINE
Biografia completa nel volume di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi.


Illustrazione di Gastone Rossini
in antiporta a Il Signor Rampicucci,
I Libri della festa Salani,
1947
Illustrazione di Gastone Rossini
in antiporta a Italo Balbo,
Piccoli Libri della Patria Salani,
1941


G. Fornari, Il tamburino della legione di ferro, I Libri della festa Salani, 1942
cover di Gastone Rossini

Tre copertine di Gastone Rossini per la
Biblioteca dei Miei Ragazzi
Salani, ed. del dopoguerra


M. Giampietro,
Il mago dell'etere
Vallecchi, 1953
cover di Gastone Rossini
(courtesy Lia Madorsky)

RUBINO, ANTONIO AUGUSTO (1880-1964)

Nasce a Sanremo il 15 maggio 1880. Laureato in legge all'Università di Torino nel 1903, in materie artistiche è autodidatta; esordisce con disegni simbolisti in b/n. Nel 1903 espone alla mostra degli Amici dell'Arte e in seguito alla Promotrice di Torino. Nel 1905 viene premiato con la medaglia d'argento all'Esposizione di Cuneo, ed abbandona la professione per dedicarsi alla poesia e all'arte, ed entrare nel giornalismo; diviene popolare con storielle per ragazzi in serie, e varie illustrazioni per l'editoria infantile. Nel 1906 sposa Angela Lissoni, dalla quale ha quattro figli, uno dei quali morirà prematuramente nel 1946. Nel 1907 partecipa alla Biennale di Venezia con due ex-libris; sempre nel 1907 collabora con il Giornalino della Domenica e l'anno seguente inizia la collaborazione ben più duratura con il Corriere dei Piccoli, per il quale disegna la testata, i fregi, illustra racconti, crea personaggi: da Pierino (il bambino perseguitato da un ossessivo pupazzo del quale non riesce a disfarsi) a Quadratino, da Pino e Pina a Lola e Lalla, Caro e Cora, Luca Takko e il Generale Bombarda, Italino e Kartofel Otto, Tito Tonto e Dinamello, Pandispagna e Liquerizia, Beniamino e zio Menenio, Polidoro Piripicchi, e tanti altri. Complessivamente, nell'arco della carriera, crea una cinquantina di personaggi. Nel 1912 inizia la collaborazione con Mondadori, per il quale cura la grafica della collana La Bibliotechina de "La Lampada". Durante la Prima Guerra Mondiale collabora La Tradotta, giornale della Terza Armata destinato ai soldati, per il quale crea il caporale Piglio, sempre pronto a elargire consigli non richiesti, e l'eroico Muscolo Mattia. Qui conosce Brunelleschi, con il quale si lega di amicizia. Dal 1919 dipinge anche ad olio ed espone a due Biennali veneziane, alla mostra Amatori e Cultori di Roma, alla Permanente di Milano, alle mostre della Camerata Combattenti d'Italia (1929 e 1931). Nel 1925-26 espone con due personali a San Remo. Nel 1927 collabora al Balilla, e nel 1929 fonda e dirige Mondo Bambino per i grandi magazzini La Rinascente di Milano. E' anche decoratore di ambienti. Collabora con Il cartoccino dei piccoli di Monza, mentre nel 1931 inizia la lunga collaborazione con Mondadori, assumendo la direzione di Topolino dal 1935 al 1940. Realizza cortometraggi e cartoni animati: Nel paese dei ranocchi viene premiato alla Mostra Cinematografica di Venezia nel 1942; Crescendo rossiniano (perduto durante la guerra), I sette colori (alla VII Mostra Internazionale di Cinematografia per Ragazzi di Venezia nel 1955). Nel 1955 riprende a collaborare con il Corriere dei Piccoli, ma il suo stile liberty non incontra più il favore del pubblico e nel 1959 si ritira definitivamente. Muore a Baiardo (Imperia) il 1° luglio 1964.

TITOLI:
Vezzi e disegni (1911)
I balocchi di Titina (1912)
Viperetta (1920)
Tic e Tac (1920)
Lillo e Lalla (1920)
Il frottoliere (1930)
Finestra aperta (1937)
Pupi (1938)
Fiabe quasi vere (1944)
Pippo Frottola (1944)
Il libro del belvedere (1947)
Rimane inedito il titolo "Il mistero del tempo" (1945).


Il Giornalino della Domenica,
Anno II, N° 28, 14 luglio 1907
cover di
Antonio Rubino

Il Corriere dei Piccoli,
Anno V, N° 26, 29 giugno 1913

cover di
Antonio Rubino


Antonio Rubino,
Pippo Frottola,
Vallecchi, 1944

Antonio Rubino
Viperetta
,
Vitagliano, 1919


Antonio Rubino
O di Giotto

I.E.I., n.d.

Antonio Rubino
Re Bifè

I.E.I., n.d.


Antonio Rubino
La città di Abaco
,
Cartoccino, 1928

Antonio Rubino, Autoritratto
courtesy La Stampa - Tuttolibri,
13/12/2008

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