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libri
e giornali per ragazzi
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ILLUSTRATORI M-R |
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| MATELDI,
FILIBERTO (1885 - 1942) Nasce a Roma nel 1885. Dopo qualche esperienza come attore inizia a collaborare come illustratore negli anni Venti con Il giornalino della domenica, Il Balilla, e testate come Il Secolo XX. Collabora con UTET con numerose illustrazioni per la collana La Scala d'Oro. Pittore e scenografo, frequenta gli ambienti teatrali ed è amico di Lucio Ridenti. Diventa una firma importante del disegno di moda, collaborando con Lidel e l'Illustrazione italiana. Sposa la collega Brunetta (Moretti Mateldi Bruna, Ivrea, 1904 - Milano, 1988) di quasi vent'anni più giovane, disegnatrice di moda e redattrice, che nel dopoguerra diverrà assai nota. Insieme illustrano, tra l'altro, Autarchia del profumo, numero unico a cura del sindacato fascista dei commercianti profumieri della provincia di Milano, nel 1939. Colpito da malattia, muore durante la guerra, a Milano, nel 1942.
Una splendida cover di Brunetta per Scena
Illustrata.
La rivista è dell'ottobre 1952, ma sotto la firma si legge 1949
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Il Giornalino della Domenica, A IX, n° XV, 15 settembre 1921 Ill. di Filiberto Mateldi |
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| MAZZANTI,
ENRICO (1852 - 1893) Enrico Mazzanti nasce a Firenze da Alessandro, pittore e restauratore, e Zefira Riccioni. Il fratello maggiore, Riccardo, è un celebre architetto. Enrico Mazzanti illustra principalmente per la casa editrice Paggi, poi Bemporad, ma anche per Salani e Succ. Le Monnier. La biografia completa è stata presentata per la prima volta al Convegno "Le figure e le storie - scrittori, illustratori, editori per l'infanzia in Toscana tra Otto e Novecento" promosso da Bibliografia & Informazione, che si è svolto il giorno 8 ottobre 2010 presso il British Institute of Florence. La prolusione è stata tenuta da Maria Enrica Carbognin, ma tutta la ricerca è frutto della collaborazione tra questa e Lia Madorsky. Di Enrico Mazzanti viene riportata la bibliografia accreditata pari a circa una quarantina di volumi, ai quali occorre aggiungere tutta la produzione per le edizioni scolastiche Paggi/Bemporad, tutti i titoli di Carolina Invernizio per Salani, e tutti i titoli della Biblioteca delle Giovanette di Le Monnier.
Se
non fosse stato il primo illustratore di Pinocchio, di Enrico Mazzanti
non avremmo
mai sentito parlare; e nonostante tutti ne abbiano sempre parlato, nessuno finora aveva mai indagato per scriverne la biografia; ancora nel 1960 Piero Bernardini scriveva un trafiletto sullo Specchio del libro per Ragazzi affermando "di Enrico Mazzanti nessuno sa niente". Siamo dunque lieti che sia disponibile al pubblico la storia di questo grande e sfortunato maestro del disegno.
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![]() Leopoldo Guerrieri, Le due sorelle di Nancy, Succ. Le Monnier, 1887 ill. in antiporta di Enrico Mazzanti
Sin: la casa di Alessandro Mazzanti in via Pier Capponi a Firenze, dove vissero e lavorarono insieme Riccardo ed Enrico Mazzanti nei primi anni della loro gioventù. Ds: la lapide di Enrico Mazzanti, in pessime condizioni, che recita: "Alla cara memoria/di Enrico Mazzanti/buono gentile intemerato/ingegnere valente/artista fecondo e geniale/nato il 4 marzo 1852 - morto il 24 marzo 1893/i genitori la moglie il fratello" |
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| MELANDRI,
LUIGI Non si hanno notizie biografiche precise. Attivo negli Anni Venti-Cinquanta con le illustrazione per oltre 150 testi di editoria per ragazzi. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale dove viene ferito. Illustra per Paravia, S.E.I., e collabora per molti anni al Corriere dei Piccoli (dal 1921 al 1946). Per la collana I libri divertenti dell'Istituto Editoriale Italiano illustra i tre volumi di Capitan Fracassa. Nel 1923, in b/n Déco, illustra I deserti dell'amore di Arthur Rimbaud.
La Vispa Teresa, Anno I, 28 ottobre 1947, ill. interna di Luigi Melandri
E.
Panagia Gavinelli, Il romanzo dei 15 anni, SEI, 1952.
Cover e ill. int. di Luigi Melandri courtesy Paola Cardi
A. Fiore, La bella aurora, Paravia, 1951, ill. di Luigi Melandri courtesy Lia Madorsky |
cover e ill. int. di Luigi Melandri courtesy Paola Cardi
ill. int. di Luigi Melandri
ill. di Luigi Melandri courtesy Tesori di carta, Bologna |
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| MORONI
CELSI, GUIDO (1888 - 1962) Nasce a Bologna nel 1888 (A. Faeti lo dice nato a Roma nel 1885). Esordisce nel periodico clericale Il Mulo; collabora con il settimanale umoristico Numero (dal 1914); collabora a lungo con Il Corriere dei Piccoli sia con illustrazioni sia con fumetti, creando vari personaggi tra il 1913 e il 1934; crea Bonifazio e Tranquillino (1924-1926) per Novellino, realizzando anche numerose illustrazioni. Collabora nei primi anni Trenta anche con Il cartoccino dei piccoli. Dopo il 1936 illustra in particolare fumetti tratti dai romanzi di Salgari. Muore a Napoli nel 1962.
![]() Il Corriere dei Piccoli, Anno V n° 21, 25 maggio 1913, cover di Guido Moroni Celsi |
Ill. di Moroni Celsi per Il Corriere dei Piccoli, Anno V, 8 giugno 1913 |
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| MUSSINO,
ATTILIO (1878 - 1954) Nasce a Torino
il 25 gennaio 1878. Studia all'Accademia Albertina, allievo del Tavernier
e di Pier Celestino Gilardi. Collabora da studente a giornali satirici
come La Luna e Il fischietto. Esordisce nel 1908 all'Esposizione
della Promotrice torinese con il "Ritratto di Arturo Calleri".
Sempre nel 1908 vince la medaglia d'oro per le illustrazioni del Pinocchio
all'Esposizione Internazionale di Torino (che nel 1911 pubblicherà
con Bemporad). Quando esce il primo numero del Corriere dei Piccoli,
il 27 dicembre 1908 pubblica in quello storico numero il primo "fumetto"
italiano, una tavola con la prima storia del negretto Bilbolbul (nel 2007
viene istituito il Festival Internazionale del Fumetto intitolato a BilBolBul).
Durante la Prima Guerra Mondiale illustra con vignette umoristiche i giornali
destinati ai soldati; si narra che foglietti con le sue illustrazioni
venissero gettati dagli aeroplani nelle terre invase come Vittorio Veneto
per tenere alto il morale delle truppe. Nei primi anni Trenta collabora
anche con Il cartoccino dei piccoli e crea il personaggio di Magrin
della Padella per Il Giornalino. Illustra per l'editoria infantile,
soprattutto per Bemporad. Muore a Cuneo nel 1954.
Si firma Attilio, in corsivo di stampa, con la A prolungata a ds. per
sottolineatura; nelle piccole illustrazioni nel testo solo con la A.
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illustrate da Attilio Mussino
ill. di Attilio Mussino courtesy Piccolo Museo delle Bambole e altri Balocchi, Ravenna |
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| NARDI,
ANTONIO MARIA (1897 - 1973) Nasce a Ostellato (FE) il 14 maggio 1897. Frequenta l'Accademia di Bologna; è figurinista, ritrattista, xilografo, illustratore per l'editoria e di riviste, dedicato in particolare all'arte sacra, decoratore di chiese con affreschi e vetrate, eseguite anche in Brasile dove soggiorna dal 1948 al 1966. Espone alla Permanente e alla Combattenti di Milano, alla I e III Biennale Romana, e a tutte le mostre bolognesi. Tra i suoi dipinti più noti: Estate, Suonatrice di mandòla, Ninfe, Il paggio, Donna allo specchio, Ebe e Ganimede, Ritratto di mia madre, Florisa (tutti appartenenti a collezioni private). Nella chiesa parrocchiale di Barricella c'è un Battesimo di Gesù, nella chiesa di Scascoli (Bo) c'è una Madonna e Gesù Bambino, nella chiesa di Telve Valsugana ci sono Sant'Antonio e una Presentazione della Madonna al Tempio. Partecipa come soldato semplice alla Prima Guerra Mondiale. Attivo anche come grafico pubblicitario (famosa la serie per l'Eutrofina negli Anni Venti). Collabora al Corriere dei Piccoli, Il Cartoccino e La Festa. Muore a Bologna nel 1973, nella sua abitazione di via Toscana.
![]() A.M. Nardi, frontespizio di Cordelia, ottobre 1930
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courtesy Paola Cardi
Antonio
Maria Nardi
Ninfe |
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| NICCO,
CARLO EMILIO (1883 - 1973) Nasce a Torino nel 1883. Disegnatore, costumista, scenografo, pittore, incisore, cartellonista e illustratore, lavora da giovanissimo presso un intagliaore in legno, poi come apprendista meccanico. L'esperienza presso un litografo lo avvicina al cartellonismo teatrale e cinematografico: sue sono le scenografie dei film muti Nella Regini, Milly, Il fiacre n.13. Per tre anni dirige Cuor d'oro, rivista quindicinale per ragazzi (1921-24). Collabora ai periodici Numero e La Lettura, Il Corriere dei Piccoli e La Festa. La sua vastissima opera di illustratore è concentrata in quasi 150 libri per editori piemontesi come U.T.E.T., Lattes, SEI, Paravia, dove esordisce nel 1924 illustrando Fortunello di Vincenzo Fraschetti. Muore nel 1973.
courtesy
Paola Cardi
G. Brigante Colonna, Luci ed ombre della storia, Scala d'oro Serie VII n° 11, ill. int. di Carlo Nicco |
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| NICOULINE,
VSEVOLOD PETROVIC (1890 - 1968) Nasce a Nikolaev
(vicino a Odessa, Ucraina) il 27 novembre 1890. Tra il 1909 e il 1917
frequenta l'Accademia d'arte di Odessa e l'Accademia Imperiale di Pietroburgo.
Durante la rivoluzione d'ottobre combatte come ufficiale nell'esercito
bianco, ma è costretto alla fuga dai bolscevichi, insieme alla
moglie, la contessa Aida Bossalini, travestiti da contadini. Si rifugia
dapprima sul Mar Nero e in seguito a Costantinopoli, dove lavora come
"scaricatore di porto e custode di chiatte" (secondo un biografo).
Si trasferisce in Italia nel 1920, stabilendosi a Nervi. A causa della
sua simpatia per il governo russo rivoluzionario è costantemente
vigilato dalla Prefettura di Genova che ne segnala i frequenti viaggi
nelle città di Roma e Milano, e i rapporti che intrattiene con
funzionari e rappresentanti del governo russo in Italia. Entra nel mondo
della pittura italiana inizialmente come modello per gli studenti dell'Accademia
di Belle arti genovese, fino a quando una sua tela rivela il suo talento.
Nel 1921 Nicouline esordisce con una mostra di xilografie. Nel 1922 partecipa
alla LXVIII esposizione della Società delle Belle Arti di Genova
con la tela Ritratto della Signora Aida Bossalini (sua moglie).
Nel l 1923 e 1925 partecipa all'esposizione internazionale dell'acquerello
presso la Permanente di Milano; espone inoltre alla I e II Mostra Internazionale
delle Arti Decorative del Palazzo Reale di Monza. Inizia a collaborare
con giornali e riviste come Il Secolo XX e La Donna e con
diverse case editrici tra cui Hoepli, Paravia, Mondadori (per l'Enciclipedia
dei Ragazzi) e UTET per
la collana La Scala d'Oro.
Crea un mazzo di carte per l'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo.
Nicouline lavora anche come costumista, con figurini per il teatro alla
Scala di Milano e per il Metropolitan di New York. Nel 1941 espone una
personale a Genova, alla quale seguiranno altre esposizioni personali.
Nel 1946 ottiene la cittadinanza italiana e assume il nome di Vittorio.
Muore a Milano nel luglio 1968.
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Una cover di Nicouline per Scena Illustrata, Anno 72, N° 8, Agosto 1957 |
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PARMEGGIANI,
CARLO (1881 - 1967)
ill. int. di Carlo Parmeggiani courtesy Paola Cardi
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Ill. interna di Parmeggiani per la scena "Robinson Crusoe salva il negro", L'Enciclopedia dei Ragazzi, Mondadori, 1949 courtesy Lia Madorsky
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| POMPEI,
MARIO (1903-1958)
Nasce a Terni
il 3 febbraio 1903; il padre Carlo è giornalista a La Tribuna;
autodidatta, esordisce giovanissimo come scenografo e allestitore del
Teatro dei Piccoli di Vittorio Podrecca. Dal 1924 lavora anche con Pirandello
e con Prandi. Collabora a numerosi periodici come Le Scimmie e lo specchio,
Ragazzi d'Italia, Novella, Comoedia, Noi e il Mondo, Il Dramma, Le Grandi
firme, La Donna, Vita Femminile, Cordelia, Il Balilla, Il Fanciullo
e Il Corriere dei Piccoli e Il giornalino della Domenica. Negli
anni Trenta collabora al Teatro dell'Opera di Roma e al Teatro alla Scala
di Milano con scene e costumi per lirica e balletto; collabora in particolare
per un lungo periodo con Anton Giulio Bragaglia. Disegna giocattoli, tra
cui le famose bambole Lenci, e illustra una quarantina di libri per ragazzi;
scrive anche racconti illustrati e crea personaggi per i giornalini (il
prode Anselmo è uno dei più famosi). Nel 1933 sposa Lucetta
Chierchia dalla quale avrà i figli Stefano (n. 1934) e Rita (n.
1938). Numerosi i premi e riconoscimenti. Muore a Roma il 28 ottobre 1958
di un improvviso attacco cardiaco.
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| PINOCHI,
ENRICO MAURO (1900 - 1965) Nasce a Mozzano (Lucca) nel 1900. Studia arte a Roma con Giulio Aristide Sartorio, tra i massimi esponenti del liberty italiano, ed esordisce giovanissimo sulle pagine del quotidiano Il Secolo XIX. Collabora a Il Corriere dei Piccoli e La Lettura, supplemento de Il Corriere della Sera, per illustrazioni pubblicitarie. Illustra numerosi testi scolastici per la Libreria dello Stato durante il periodo fascista. Collabora con diverse case editrici per l'editoria per ragazzi, come Paravia, Mondadori e UTET. Collabora per la collana Bibliotechina de "La lampada" (in attivo tra il 1912 e il 1927): di questa collana esiste una serie speciale di soli sei titoli, tutti illustrati da Pinochi. Nel 1938 è assunto dalla Mondadori come direttore artistico per il settore fumetti: comincia così la collaborazione con Federico Pedrocchi, sui testi del quale realizza alcune storie di Paperino (Paperino chiromante, Paperino fra i Pellirosse, Paperino e il vaso cinese) e Topolino. Negli anni Quaranta emigra in Argentina, dove lavora per la casa editrice Editorial Abril. Muore a Buenos Aires nel 1965.
courtesy
Tesori di carta, Bologna
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| PULLINI,
PIO (1887 - 1955) Nasce ad Ancona il 28 luglio 1887 e nel 1906 si trasferisca a Roma per seguire i corsi all'Accademia di Belle Arti; qui frequenta i crepuscolari che si ritrovano al Caffé Sartoris ma è negli anni tra il 1910 e 1912 che si affida alla guida di Giulio Aristide Sartorio, il quale gli affida la decorazione del salone da ballo della delegazione italiana a Cetinje nell'appena costituito regno del Montenegro (figlia del re Nicola Elena sarà regina d'Italia). A Roma viene in contatto anche con le nuove avanguardie, come quella di Giacomo Balla (che ha come allievi Boccioni e Severini); i futuristi e le famose "serate futuriste" in cui accadeva di tutto; e il circolo di Arturo Onofri (il fondatore della rivista Lirica). Ad Ancora ritorna periodicamente, e nel 1910 là esegue un ritratto di Massimo Bontempelli, che vi si trovava come insengnante giusto prima di trasferirsi a Firenze. Nel 1915 viene eletto il nuovo Papa Benedetto XV e Pullini ne esegue il ritratto (attualmente conservato nella chiesa di S. Maria in Campitelli). Dal 1916 al 1918 Pullini è ufficiale e prende parte al conflitto, e rimane nel corpo militare anche dopo, fino al 1920. Per le autorità militari inizia a dipingere le famose cartoline. Tornato a Roma, collabora a La Tribuna Illustrata, La Lettura, L'Urbe, La Strenna dei romanisti, e perfino al giornale satirico milanese Satana, dove esegue caricature e disegni umoristici. Ma non tralascia la decorazione d'interni: affresca alcune stanze del Viminale. Nel 1921 partecipa alla prima Biennale romana. Nel 1922 accetta l'incarico di insegnante di disegno e inizia da Cagliari, ma giusto prima di partire esegue il ritratto del nuovo Papa, Pio XI. L'insegnamento lo porta in seguito a Rovigo e Faenza, il che non gli impedisce di partecipare alle mostre, come nel 1926 in cui espone delle caricature insieme con Trilussa, che sarà suo amico per sempre. Nel 1934 ritorna a Roma per insegnare all'istituto Duca degli Abruzzi in via Palestro. E' sempre attivo nella decorazione: affresca la Casa del Fascio di Rovigo nel 1927 e il Palazzo del Littorio di Ancona nel 1930. Sempre nel 1930 vince il concorso per illustrare il libro unico di Stato (per la prima, seconda e terza classe). Inizia la collaborazione con Mondadori, per il quale illustra alcuni libri per l'infanzia di Olga Visentini, e partecipa sempre alle collettive di caricatura, ma questa attività si estende in seguito al ritratto vero e proprio. Durante la Seconda Guerra mondiale e nel periodo successivo osserva il disastro lasciato nella capitale e realizza vignette e acquerelli realistici e ironici. Nel febbraio 1952 Pullini viene colpito da ictus cerebrale e rimane immobilizzato fino alla morte, avvenuta a Roma il 10 luglio 1955.
Pio
Pullini: "La cicca" (1944), "Al sole di Roma" (1944)
acquerelli conservati presso il Museo di Roma
acquerello conservato presso il Museo di Roma |
compilato da Dina Belardinelli-Bucciarelli, ill. di Pio Pullini cover e illustrazione interna
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| ROSSINI,
GASTONE (1920 - 2001) Short bio alla pagina ILLUSTRATORI SIGNORINE Biografia completa nel volume di Anna Levi Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi.
G. Fornari, Il tamburino della legione di ferro, I Libri della festa Salani, 1942 cover di Gastone Rossini |
Biblioteca dei Miei Ragazzi Salani, ed. del dopoguerra
Il mago dell'etere Vallecchi, 1953 cover di Gastone Rossini (courtesy Lia Madorsky) |
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RUBINO,
ANTONIO AUGUSTO (1880-1964)
Nasce a
Sanremo il 15 maggio 1880. Laureato in legge all'Università di
Torino nel 1903, in materie artistiche è autodidatta; esordisce
con disegni simbolisti in b/n. Nel 1903 espone alla mostra degli Amici
dell'Arte e in seguito alla Promotrice di Torino. Nel 1905 viene premiato
con la medaglia d'argento all'Esposizione di Cuneo, ed abbandona la
professione per dedicarsi alla poesia e all'arte, ed entrare nel giornalismo;
diviene popolare con storielle per ragazzi in serie, e varie illustrazioni
per l'editoria infantile. Nel 1906 sposa Angela Lissoni, dalla quale
ha quattro figli, uno dei quali morirà prematuramente nel 1946.
Nel 1907 partecipa alla Biennale di Venezia con due ex-libris; sempre
nel 1907 collabora con il Giornalino della Domenica e l'anno
seguente inizia la collaborazione ben più duratura con il Corriere
dei Piccoli, per il quale disegna la testata, i fregi, illustra
racconti, crea personaggi: da Pierino (il bambino perseguitato da un
ossessivo pupazzo del quale non riesce a disfarsi) a Quadratino, da
Pino e Pina a Lola e Lalla, Caro e Cora, Luca Takko e il Generale Bombarda,
Italino e Kartofel Otto, Tito Tonto e Dinamello, Pandispagna e Liquerizia,
Beniamino e zio Menenio, Polidoro Piripicchi, e tanti altri. Complessivamente,
nell'arco della carriera, crea una cinquantina di personaggi. Nel 1912
inizia la collaborazione con Mondadori, per il quale cura la grafica
della collana La Bibliotechina de "La Lampada". Durante
la Prima Guerra Mondiale collabora La Tradotta, giornale della
Terza Armata destinato ai soldati, per il quale crea il caporale Piglio,
sempre pronto a elargire consigli non richiesti, e l'eroico Muscolo
Mattia. Qui conosce Brunelleschi, con il quale si lega di amicizia.
Dal 1919 dipinge anche ad olio ed espone a due Biennali veneziane, alla
mostra Amatori e Cultori di Roma, alla Permanente di Milano, alle mostre
della Camerata Combattenti d'Italia (1929 e 1931). Nel 1925-26 espone
con due personali a San Remo. Nel 1927 collabora al Balilla,
e nel 1929 fonda e dirige Mondo Bambino per i grandi magazzini
La Rinascente di Milano. E'
anche decoratore di ambienti. Collabora con Il cartoccino
dei piccoli di Monza, mentre nel 1931 inizia la lunga collaborazione
con Mondadori, assumendo la direzione di Topolino dal 1935 al
1940. Realizza cortometraggi e cartoni animati: Nel paese dei ranocchi
viene premiato alla Mostra Cinematografica di Venezia nel 1942; Crescendo
rossiniano (perduto durante la guerra), I sette colori (alla
VII Mostra Internazionale di Cinematografia per Ragazzi di Venezia nel
1955). Nel 1955 riprende a collaborare con il Corriere dei Piccoli,
ma il suo stile liberty non incontra più il favore del pubblico
e nel 1959 si ritira definitivamente. Muore a Baiardo (Imperia) il 1°
luglio 1964.
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