libri e giornali per ragazzi

ILLUSTRATORI A-C

ACCORNERO, VITTORIO (1896 - 1982)

Vittorio Accornero de Testa nasce a Casale Monferato nel 1896. Nel primo dopoguerra inizia a firmarsi Victor Max Ninon, ma anche solamente Ninon, e collabora al Giornalino della Domenica. Privilegia le fiabe e in genere la narrativa di fantasia, dove può sbrigliare la propria con un segno limpido ma molto ornato, ricco di volute e curve sinuose, a metà fra il liberty e l'art déco, ma molto personale. E' lo stesso stile della moglie, l'illustratrice Edina Altara, con cui realizza diverse copertine per l'editoria infantile, e insieme si firmano Edina e Ninon. Nel 1934 i due si separano e Accornero inizia a firmarsi con il suo nome. Accornero illustra in totale una sessantina di volumi, oltre alle favole di Perrault, Andersen e Grimm, illustra un celebre Pinocchio e anche il libro Cuore. Collabora estesamente all'Enciclopedia dei Ragazzi Mondadori, e ai periodici L'Illustrazione Italiana, La Donna, Cordelia, La Domenica del Corriere e Il Corriere dei Piccoli. Negli Anni Trenta si dedica alle scenografie teatrali per numerose operette e balletti rappresentati alla Scala di Milano. Alla pitturta approda tardi, negli Anni Cinquanta, ma espone sia in Italia sia all'estero. Dal 1960 al 1980 collabora con lo stilista Gucci e disegna circa 80 foulard, tra i quali il famoso "Flora", disegnato espressamente per Grace Kelly. Muore a Milano nel 1982.



V. Accornero pubblica per Mondadori una serie di album a grande formato con protagonista il cane Tomaso, di cui elabora anche il testo.
Il primo album, intitolato semplicemente Tomaso (cover e ill. interna),
Mondadori, 1944
(courtesy Elisabetta Filippetti)


Il secondo e il terzo album , Tomaso cacciatore, Mondadori, 1948,
e
Tomaso, caro Tomaso !, Mondadori, 1955
(courtesy Elisabetta Filippetti)


Illustrazioni interne da Tomaso cacciatore
(courtesy Elisabetta Filippetti)

A. Lichtenberger, Piccolo Re, Capolavori stranieri per la gioventù
Bemporad, 1930
copertina e ill. int. di Edina Altara e Max Ninon

Il Giornalino della Domenica,
Anno VII, N° VII
copertina di Vittorio Accornero (Ninon)

Vittorio Accornero

la firma di V. Accornero sul foulard "Flora"


Per una bella monografia su Edina Altara, ricca di fotografie ed immagini,
rimandiamo a:
Edina Altara
di Giuliana Altea, collezione I maestri dell'arte sarda n° 19,
Nuoro, Ilisso, 2005

ANGOLETTA, BRUNO (1889 - 1954)

Nasce a Belluno il 7 novembre 1889, ma nel 1908 si trasferisce a Roma. Collabora conme scenografo e costumista per il "Teatro dei piccoli" di Podrecca, e illustra il settimanale satirico L'Asino. Nel 1914 inizia come illustratore per l'editoria libraria: suoi sono molti dei volumi de La bibliotechina de "La lampada" (Mondadori). E' volontario nella Prima Guerra Mondiale. Al termine del conflitto collabora con Il Pasquino, La tribuna illustrata, Il Guerin Meschino, Bertoldo, e realizza numerose copertine per il Giornalino della domenica nelle edizioni del terzo periodo. Nel 1920 Mondadori gli affida il giornalino Giro giro tondo redatto da Beltramelli. Nel 1927 sposa Fidelia Mezzelani e si trasferisce a Milano. Qui inizia la lunga collaborazione con Il Corriere dei piccoli di Spaventa, creando il celebre Marmittone (1928) e successivamente altri personaggi: Sor Calogero Sorbara, il dottor Centerbe, Pampam della Micragna, e i balillini Romolino e Romoletto. Marmittone è un soldatino italiano di buona volontà ma perseguitato dalla sfortuna, e finisce sempre in prigione. Marmittone è in contrasto con il regime fascista, ma resiste fino ai primi Anni Quaranta. Negli anni della guerra poi Angoletta inventa per il regime il personaggio Mr. Dollar, una satira sul "nemico americano". Per Mondadori disegna il famoso marchio della Medusa per la prestigiosa collana. Illustra complessivamente oltre un'ottantina di volumi, tra i quali anche il famoso Giove e le bestie di Trilussa nel 1932, ma è anche grafico, cartellonista, pittore (partecipa per un certo periodo all'avanguardia futurista), ed espone a due biennali veneziane, nel 1928 e 1936. Muore a Milano il 7 gennaio 1954. Si firma con la sola A o anche ANG.
Nel 2007 Little Nemo di Torino presenta una monografia sull'opera di Bruno Angoletta dal titolo "Angoletta alla A. alla Ang."


Le avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951, cover
courtesy Lia Madorsky

ill. interna da: Le avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951; ill. di B. Angoletta

Manifesto per la Italstrade,
1932
Libro di lettura,
Libreria dello Stato, Roma



La guardia della collana
Bibliotechina de "La Lampada"
di Mondadori
siglata ANG

Yambo,
Storia di una donnina
col nasino all'insù
,
Mondadori, n.d.
cover di Angoletta


Il Giornalino della Domenica, Anno XIII, N° 9, 15 maggio 1925
cover di Bruno Angoletta

ANICHINI, GIUSEPPE (1862 - 1936)

Pittore fiorentino, Giuseppe Anichini (Siena, 1862 - Firenze 1936) inizia la collaborazione con Bemporad per alcune illustrazioni dell'Almanacco Italiano fin dai suoi esordi, ma è il figlio Ezio che continua il mestiere paterno, superandolo in notorietà. Giuseppe Anichini illustra per diverse testate e case editrici, tra le quali la Adriano Salani.


Una cartolina staccabile in testa all'Almanacco Italiano Bemporad
1902, rappresentante Prometeo
(nel testo si fa riferimento al mito),
di Giuseppe Anichini


La cover del Catalogo Generale
Adriano Salani Editore del 1917:
l'ornato del disegno è
di Giuseppe Anichini


ANICHINI, TIBURZIO EZIO (1886 - 1948)

Tiburzio Ezio nasce il 24 aprile 1886.
Esordisce nel 1903 collaborando a Scena Illustrata (fino al 1936). Non vi sono testimonianze di studi compiuti in qualche Accademia, sicché è lecito pensare che sia autodidatta ed abbia appreso l'arte dal padre. E' anche scultore, lo studio è in via Gino Capponi 8. Nel 1906 partecipa al concorso per le copertine del Giornalino della Domenica, di cui diviene uno dei disegnatori di punta. Collabora anche alle riviste Musica e Musicisti e Juventus. Illustra Il Corriere Musicale dei Piccoli e Peter Pan nei giardini di Kensigton. Il suo tratto caratteristico è senz'altro il segno tardo liberty di ispirazione simbolista, immediatamente riconoscibile, soprattutto negli ornati e nelle testate. Può essere ispirato "dall'immagine littoria della romanità" (ricaviamo queste parole da un noto critico d'arte), ma non è escluso che avesse aderito al partito; di fatto illustra molto per il Regime (cartelloni, cartoline, stampa di propaganda per la gioventù fascista, etc.). Muore il 23 settembre 1948. Per distinguersi dal padre firma sempre per esteso e in maiuscoletto. Non si conosce molto della sua vita privata, ma ricaviamo dall'autobiografia di Laura Orvieto, per la quale disegna le copertine delle "storie" pubblicate da Bemporad e la copertina di Sette Leggende pubblicato da Treves (una splendida illustrazione verde e nera con tocchi d'oro) questa noticina: "aveva gran talento, ma nel resto della vita era così nullo, così sconclusionato, così inetto da parere qualche volta deficiente, e da restare, pur sempre lavorando, povero e come bambino e in miseria sempre".
Ezio e Giuseppe Anichini illustrano alcuni volumi della Biblioteca delle Signorine Salani, per quali i si rimanda alla relativa pagina.

Manifesto per l'Arma
dei Carabinieri Reali di
Ezio Anichini
Cartolina per il Regime Fascista
di Ezio Anichini


Scena Illustrata, Anno XI, 1-15 aprile 1933
cover di Ezio Anichini

Almanacco Italiano Bemporad
1920, cover
di Ezio
Anichini
Ezio Anichini predilige lo stile
limpido e lineare ispirato alle decorazioni attiche, come nella
cover per L. Orvieto,
Storie della storia del mondo, Bemporad, 1937




Le testate delle varie rubriche
dell'Almanacco della Donna Italiana
Bemporad
degli Anni Venti sono tutte
di Ezio Anichini

Due cartoline titolate
"dal fronte interno ai fratelli della trincea"
di Ezio Anichini

BALDO, GINO (1884 - 1961)

Pittore, illustratore e grafico pubblicitario, Luigi Baldo nasce a Padova il 20 febbraio 1884 e dopo gli studi si trasferisce a Parigi dove frequenta Severini e Modigliani, ma la sua vocazione è piuttosto per la caricatura e l'illustrazione umoristica (espone con successo insieme ai caricaturisti francesi). Durante la guerra esordisce sul Il Secolo XX con impressioni dal fronte; in seguito collabora a numerose testate; per Il Corriere dei Piccoli crea i personaggi di Procopio (1939), il Sor Pedante Pelnevallo (1945), Cippirin Cippirimerlo e Capitan Ponzipò. Collabora a Novella e Lidel. Illustratore di libri per ragazzi, in particolare firma le edizioni XXX di Jules Verne. Muore a Milano nel 1961.

  Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra due volumi: Serie IV n° 5, Serie V n° 3.


T. Gautier, Gianni e Giannina, Minerva, 1923, cover di Gino Baldo
courtesy Piccolo Museo di Bambole e altri Balocchi, Ravenna


La Vispa Teresa, Anno V, n° 22, ill. interna di Gino Baldo


 
Lucilla Antonelli,
Vita e miracoli di una vecchia madia
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi
1921
Ill. int. di Gino Baldo
 
G. Latronico,
Novale - Letture per la terza classe
, 1946
Ill. int. di Gino Baldo

courtesy Lia Madorsky

BATTIGELLI, MARINA (1894 - 1979)

Nasce al Cairo il 3 luglio 1894 da genitori triestini. Il nonno trova lavoro ad Ismaila in Egitto, su interessamento del barone Pasquale Revoltella, al tempo della prima rappresentazione dell'Aida verdiana (1871), il padre Antonio è architetto e lavora al servizio del Kedivé. Negli anni Novanta dell'Ottocento la situazione politica precipita e i Battigelli emigrano in Svizzera, a Graz; dopo la morte del capofamiglia tornano in Italia e si stabiliscono a Firenze. Autodidatta, Marina mostra una precoce attitudine al disegno, ma non compie studi regolari, né tantomeno d'arte. Tuttavia, è una delle maggiori illustratrici di libri per bambini, e si afferma fin dalle prime prove, alle quali non è estraneo il ricordo della grafica di Kate Greenaway e Randolph Caldecott; più tardi avrà modo di riflettere anche sulle illustrazioni delle cognate d'Orlandi. Il fratello Raffaello, architetto e ingegnere, sposa infatti la pittrice Fides d'Orlandi, che, insieme con la sorella Lea, più famosa, era allieva di Gasparini. Anche il fratello Beniamino è ingegnere; entrambi sono molto dotati nel disegno tecnico. I fratelli Margherita, Amelia e Giacomo, pur sapendo disegnare, non sono "artisti".
Esordisce nel 1921 con Vangelo raccontato ad un bimbo dalla sua mamma con lo pseudonimo di Agnese Lulli e collabora al Giornalino della Domenica. Acquafortista, le sue opere incise fanno parte delle maggiori raccolte nazionali ed estere: Ai musei Pitti e Uffizi di Firenze, alla Galleria Pisani di Roma, a Tokyo, a Lipsia, a New York. Riceve un encomio speciale alla XXII Biennale di Venezia; la medaglia d'argento alla Mostra Francescana di Assisi nel 1927; il secondo premio Città di Orvieto per l'incisione nel 1941. Bruno da Osimo pubblica su di lei quattro articoli, nel 1938, 39, 40 e 41. Notevoli sono le raccolte a tema (Maternità, Mondadori) e fiabe da lei stessa scritte e illustrate. Novelle, bozzetti e pagine di critica appaiono contrassegnate da una sigla di pseudonimo. Vive sempre con la madre, unica tra tutti i fratelli a non sposarsi, ed alleva come suo un bambino trovato durante la Grande Guerra dopo una delle battaglie del Carso da un gruppo di Alpini accanto alla madre morta; Giovanni Lesca era probabilmente il vero nome del bambino, mai variato; anch'egli non si sposò mai. Marina Battigelli muore a Firenze il primo giugno 1979.
Si firma in vari modi: con le sole iniziali oppure con il nome per esteso, oppure con l'iniziale puntata e il cognome per esteso; a volte aggiunge "Firenze" sotto la firma. La bibliografia di Marina Battigelli conta un centinaio di titoli.

La Redazione ringrazia Piero Pacini e Laura Baldasseroni per le informazioni fornite.

Sienkewitz, Quo Vadis?, La scala d'Oro, UTET, 1945
ill. int. di
Marina Battigelli

L. Alcott,
Le buone mogli,
Capolavori Stranieri per la Gioventù, Bemporad, 1933
ill. int. di Marina Battigelli
Sofia Bidi Albini,
Una nidiata
,
Bemporad, 1931
cover di Marina Battigelli


Sopra:
bozzetti di bimbo (particolare),
matita su bristol,
collezione privata, Roma
(courtesy Alina di Collefiorito)








Sin: Marina Battigelli


Marina Battigelli
Un miracolo del sole
S.A.I.E., n.d.
cover
Marina Battigelli
Un balletto tra le nuvole
S.A.I.E., n.d.
pag. 12



BERNARDINI, PIERO (1891 - 1974)

Nasce a Firenze il 23 giugno 1891. Studia per diventare un tecnico delle Ferrovie, dove lavora anche il padre, ma frequenta anche una scuola d'arte e nel 1908 esordisce sulle pagine del Passerotto, supplemento mensile de Il giornalino della domenica riservato agli abbonati, diretto da Omero Redi. Più tardi collabora anche al Corriere dei Piccoli e al Giornale dei Balilla. Nel 1914 espone alla 'Mostra del bianco e nero' di Firenze. Viene assunto alla Biblioteca filosofica di Firenze e comincia una vasta attività di illustratore, sia per l'editoria infantile, soprattutto per Bemporad e UTET (Scala d'oro), sia per periodici (La lettura, Comoedia, L'illustrazione Italiana, Il Secolo Illustrato, Il dramma, il Romanzo mensile, il Romanzo per tutti, i satirici Pasquino e Travaso); è anche grafico e pubblicista. Illustra i più noti titoli dell'editoria per ragazzi (Swift, Kipling, Panzini, e tanti altri, per circa 200 titoli) e un celebre Pinocchio nel 1924. Per Bemporad disegna anche alcune copertine degli Almanacchi, e illustra diversi titoli dell'Istituto Editoriale Italiano. Si sposa nel 1925. L'attività di fumettista e illustratore continua anche dopo la Seconda guerra mondiale, nonostante la sua miopia si vada sempre più aggravando; disegna anche tavole a fumetti per La settimana dei ragazzi. Nel 1971 pubblica l'autobiografia Fatti miei, memorie di un ottuagenario. Muore a Firenze il 13 ottobre 1974.
Si firma per esteso oppure con la sola B sormontata da una losanghina piena.

Maupassant,
La signorina Fifì,
I.E.I., n.d.,
ill. int. di Piero Bernardini (tav. 1)


La Lettura,
Anno XXX,
N° 4
1° aprile 1930

cover di Piero Bernardini
Il Giornalino della Domenica,
Anno XII,
N° VI
cover di Piero Bernardini
(courtesy E. Samarelli)


Illustrazione per la novella La vittima dell'ospitalità
di Benedetto Ciaceri (1902-1965), pubblicata su Il romanzo mensile,
illustrata da Piero Bernardini




Bozzetto di Piero Bernardini per l'Autostrada Firenze-Viareggio
pubblicata su L'Illustrazione Toscana, 1928


Una partita di caccia, La settimana dei Ragazzi, 1954
testo e disegni di Piero Bernardini



La testata e l'incipit della novella Il merlo in Paradiso di Ugo Ojetti (1871-1946),
pubblicata su L'Illustrazione Italiana, illustrata da Piero Bernardini

Piero Bernardini, illustrazione per il poemetto Il Corsaro Nero
di Mario Buzzichini, tratto da Ragazzi d'Italia,
1/9/1923 (un supplemento del Resto del Carlino)
La didascalia recita:
"Infatti, guardate, laggiù: - c'è un veliero
ed è, sissignori, il veliero - del Corsaro Nero"




Piero Bernardini (al centro)




BETTI, DARIO (1891 - 1987)

Dario Guglielmo Rodolfo Betti nasce a Firenze il 6 ottobre 1891 da Ezio e Igina Banti. Consegue la licenza tecnica e lavora come impiegato,
in seguito archivista a S. Maria Nuova, pertanto è autodidatta in materie artistiche. Espone alla Biennale di Venezia nel 1924 e all'Internazionale di Arte Sacra di Padova, alle prime tre Quadriennali di Roma (per invito), alla Mostra dell'incisione di Firenze, alla Fiera del Libro di Lipsia e alla I Fiera del Libro di Firenze, dove è anche membro della giuria per le illustrazioni editoriali. Acquafortista, è anche incisore e xilografo. Una sua acquaforte "Capraia sull'Arno" è conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Si dedica all'illustrazione per diversi editori, famose sono le sue copertine di libri per ragazzi (Bemporad, Carabba) e collabora a Scena Illustrata come fotografo. Tra i volumi più noti citiamo Buzzichini, Storielle vecchie o quasi (con xilografie); Marchetti, Vita di S. Francesco (xilografie); nel 1950 pubblica il manuale Tecnica dell'incisione. Muore a Firenze nel 1987.


Dario Betti

L. Capuana, Le nozze di Primpellino e Re Tuono
nella Biblioteca Bemporad per i Ragazzi,
1932
covers di
Dario Betti


Il Giornalino della Domenica, Anno VIII, n° VII, 15/2/1920,
cover di
Dario Betti

BIANCHI, ALBERTO (1882 - 1969)

Nasce a Rimini il 10 settembre 1882, nipote di Mosè Bianchi (1836-1890, che studiò sotto l'Hayez e fu un grande pittore, morto depresso e dimenticato). Frequenta la scuola di Antonio Mancini. E' illustratore di libri, riviste e giornali, tra i quali Lidel, Novella, Il Secolo illustrato, II Secolo XX, il Guerin Meschino; per i piccoli illustra un'edizione del Pinocchio (1926) e collabora ad alcuni giornalini tra i quali
II corriere dei Piccoli e Il giornalino della domenica di Vamba (negli ultimi anni), ma è noto soprattutto come copertinista del Romanzo Mensile Mondadori e La Lettura, il periodico del Corriere della Sera. Da un articolo di WUZ apprendiamo che "nel 1929, anno in cui Lorenzo Montano e Luigi Rusca diedero vita, per Mondadori, alla collana «I Libri Gialli», i primi cinque numeri di quella collana si presentavano, su ideazione dell’illustratore Alberto Bianchi, con una copertina gialla sulla quale spiccava un esagono rosso. Dal sesto numero, il pittore inglese Abbey trasformò l’esagono in un cerchio rosso omaggiando così la celeberrima firma di Edgar Wallace (che era appunto un cerchio rosso su fondo giallo)". Esegue anche bozzetti e cartellonistica pubblicitaria (suo è il famoso poster per l'Ardita della Fiat).
Si dà anche al ritratto specialmente nell'ambiente aristocratico e industriale milanese. Le sue opere denotano una forma schietta e brillante, correttezza del disegno, somiglianza stretta col soggetto, armonia cromatica di tipo ottocentista. Esegue le decorazioni del teatro del Re Fuad in Egitto e del Teatro Comunale di Rimini. La "Prima esposizione nazionale di Belle Arti" di Rimini nel 1929 lo segnala tra i migliori pittori italiani assieme a Vittorio Pardo e Gaetano Previati; vince il Premio Ramazzotti nel 1959 a Milano, ex-aequo con Contardo Barbieri. Muore a Milano nel 1969.



Alberto Bianchi, cartolina


A. Cahuet,
L'ultimo idillio dell'Imperatore,
Il Romanzo Mensile,
Anno XXXII, N° 8, Agosto 1934
cover di Alberto Bianchi
Baronessa Orczy,
La matassa aggrovigliata,
Il Romanzo Mensile,
Anno XXVIII, Gennaio 1930
cover di Alberto Bianchi


Alberto Bianchi: illustrazioni interne per Le avventure di Pinocchio,
Bietti, 1926 (cover di Roberto Sgrilli).
(courtesy Lia Madorsky)
BIGNAMI, VESPASIANO (1841 - 1929)

Nato a Cremona nel 1841, fu uno degli artisti più versatili della scapigliatura, animatore instancabile della vita artistica milanese tra la fine dell'800 e l'inizio del '900: pittore e apprezzato ritrattista, violinista e direttore d'orchestra, critico d'arte e insegnante all'Accademia di Brera, collaboratore di diversi giornali, poeta dialettale, rivelò anche notevoli doti di umorista e caricaturista. Fu promotore di svariate iniziative culturali e organizzatore di numerose esposizioni e feste cittadine. "Vespa", come lo avevano ribattezzato a Milano. era arrivato nella capitale lombarda da Cremona nel 1862, come disegnatore caricaturista dello Spirito folletto di Sonzogno. Intorno a lui si costituì la Scapigliatura e nel 1873 la "Famiglia artistica": cenacolo di incontri e sperimentazioni autogestite da pittori e scultori, che assolverà un ruolo importante negli scambi fra le varie scuole italiane e nel promuovere la comunicazione con il pubblico. Una storia che s'intreccia con quella della capitale morale. Sposato con la scrittrice Beatrice Speraz (in arte Bruno Sperani), Vespasiano Bignami muore a Milano nel 1929.
Il Fondo Bignami è stato donato al Comune di Milano da Carlo Bozzi, critico d'arte del quotidiano "Il Secolo" e amico personale del Bignami, ed è entrato a far parte della Biblioteca d'Arte agli inizi degli anni '60. La raccolta comprende materiale documentario eterogeneo: appunti del Bignami, impressioni, aforismi, testi di conferenze, articoli, bozzetti, giudizi critici, curiosità varie. L'intero materiale, databile tra il 1853 e il 1928, è riunito in 29 volumi ordinati per materia.
(fonte: Anna Mangiarotti, Il Giorno, 2003)

E. De Amicis,
La vita militare
,
Treves, 1908
ill. int. di Vespasiano Bignami

Cap. P.H. Escuriasl,
Il corsaro verde
,
Cappelli, 1929
cover di Vespasiano Bignami




Sin: Vespasiano Bignami in una celebre fotografia di Emilio Sommariva (1883-1956)
courtesy Biblioteca Nazionale Braidense, Milano
Ds:
Vespasiano Bignami in un ritratto in età giovanile




BISI, CARLO (1890 - 1982)

Nasce Brescello (RE) il 18 dicembre 1890. Studia all'Accademia di Belle Arti di Parma, conseguendo il diploma di abilitazione all'insegnamento del disegno. Nel 1914 si trasferisce a Milano ed inizia l'attività di giornalista; collabora a diversi periodici: Guerin Meschino (1925-1940), Il Corriere dei Piccoli (dal 1916), La Domenica del Corriere e Il Giornale del Soldato (dal 1917 al 1919), La Domenica dei Fanciulli, Il cartoccino dei piccoli di Monza. Illustratore di originale impostazione futurista (non a caso collabora con Umberto Notari), realizza numerosi personaggi di successo per Il Corriere dei Piccoli, come il dottor Piramidone (1927), il Sor Pampurio (1928) e la Famiglia Doggidì (1953). Copertinista per Il romanzo mensile e Il romanzo per tutti, illustra per l'editoria infantile e vince vari concorsi per manifesti murali (tra i quali quello della Biennale di Venezia nel 1934). E' pittore, acquafortista, e incisore a puntasecca. Espone nelle maggiori mostre italiane ed estere, sindacali e no. Tra le tante: la Permanente di Milano (1929), la Quadriennale di Roma, la Biennale di Venezia (1934-1938), la Mostra Universale di Parigi (1937), ed inoltre a Budapest, Varsavia, Praga, e negli Stati Uniti. Vince nel 1934 il Premio Ricci per il paesaggio. Le sue opere sono conservate nelle gallerie d'arte moderna di Milano e Firenze. Muore nel 1984 a Reggio Emilia.

Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra la trilogia di Tompusse (Tom Pouce): Serie I n° 4 e 5, Serie II n° 6.



Sin.: Tacchinardi-Cairati,
Ascolta
, Il Vaglio, 1946
cover di Carlo Bisi
Sopra: ill. int.
courtesy Tesori di carta, Bologna


Luciano, L'asino di Tessaglia, I libri divertenti, I.E.I.
ill. di Carlo Bisi



Corriere dei Piccoli, Anno XI, 6 agosto 1933, cover di Carlo Bisi



Carlo Bisi

BRUNELLESCHI, UMBERTO (1879 - 1949)

Nasce a Montemurlo (Pistoia) il 21 giugno 1879 da Pietro e Benedetta Cappelli. Studia pittura e scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo del Ciaranfi e del Sorbi;ai primi del Novecento è a Parigi, insieme con Ardengo Soffici, dove studia con il Gerome; già nel 1902 espone un Autoritratto al 'Salon des Indépendants'. Lavora firmandosi con lo pseudonimo Aroum-al Rascid per le riviste L'Assiette au Beurre, Le Rire, Frou-Frou. Sperimenta la pittura, dove eccelle nella ritrattistica, ma anche nella scultura, realizzando una serie di maschere che esporrà al 'Salon de la Nationale' nel 1910. E' anche scenografo e costumista, nel 1912 realizza le scenografie per il balletto "Légende du clair de lune" di Rasini al teatro Les bouffes Parisiens dove allestisce nel 1914 l'operetta "La femme en rose". Frequenta Modigliani, Soutine, Picasso, Boldini e altri noti artisti e intellettuali, tra cui Ida Rubinstein; il suo studio in rue Boissonade è frequentatissimo, quando D'Annunzio passa da Parigi vi si reca sempre. Allo scoppio della Grande Guerra parte per il fronte e alla fine del conflitto ritorna a Parigi, dove si occupa prevalentemente di scenografie e lavora con le riviste e i music-hall, e le Folies Bergères, ma non trascura il teatro classico: suoi sono i costumi per una "Turandot", su scenografie di Galileo Chini, e per la Scala di Milano esegue i fondali per "I pescatori di perle" di Bizet. Nel 1925 partecipa alla 'Exposition Internationale des arts décoratifs et industriels', sempre a Parigi. Alla Biennale veneziana espone ininterrottamente dal 1914 al 1938, oltre a varie personali parigine. Esegue anche ritratti di personaggi del tempo. Nel 1929 riceve a Parigi la Legion d'Onore per meriti artistici. Nel 1937 vince la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. Negli anni 1925 e 1937 è anche membro della giuria della stessa Esposizione. Viene nominato Commendatore della Corona d'Italia. Fra i molti ritratti eseguiti, quello di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, del Principe Paolo di Serbia, della contessa Arrivabene Gonzaga, della marchesa Casati e della marchesa Niccolini. Muore il 16 febbraio 1949 a Parigi, nella sua abitazione di Boulevard Raspail. Fonti private raccontano che fumava, beveva, e mangiava smodatamente.
Come illustratore lavora per L'illustrazione italiana, La Lettura, e per l'editoria di cui si ricordano in particolare Il Decamerone e I Fioretti di San Francesco. Per l'editoria francese si ricordano un'edizione dei Contes di Perrrault e di La Fontaine, Graziella di Lamartine, Paul et Virginie di Bernardin de Saint Pierre. Insieme con
Ezio Anichini, Filiberto Scarpelli, Riccardo Magni firma gran parte delle copertine del Giornalino della Domenica di Vamba. Nel 1910 crea per il Corriere dei Piccoli due personaggi di bambine, Coccoletta e Fifina. Collabora con La Tradotta, giornale della Terza Armata, Fantasio, e altre riviste.



In alto a sin: L' "Autoritratto"
più famoso di Umberto Brunelleschi
;
sopra:
L' "Autoritratto"
conservato alla Galleria degli Uffizi


Sin: l'intensa espressione di
Graziella
secondo U. Brunelleschi


UN TOSCANO A PARIGI
un articolo di Marina Pescatori

La Gazzetta dell'Antiquariato,
Anno XVIII, n° 194, marzo 2012


Sin: Il Giornalino della Domenica, Anno II, N°3, 20 gennaio 1907
Ds: Un
a pubblicità per Il Giornalino della Domenica nell'Almanacco Bemporad 1908


Diego Angeli,
Stretta la foglia
, Bemporad, 1911,
ill. di U. Brunelleschi
U. Brunelleschi
cartolina "la tramviera", 1918: fa parte della serie "le coraggiose", ragazze che sostituirono gli uomini al lavoro, realizzata per La Tradotta


U. Brunelleschi
ill. per il Carnevale a tutta pagina per l'Illustrazione Italiana, 1919

CAMBELLOTTI, DUILIO (1876 - 1960)

Nasce a Roma il 10 maggio 1876, il padre è intagliatore e decoratore, e il figlio si esprime come pittore, scultore, architetto, scenografo, arredatore, illustratore, incisore, decoratore, ceramista, a seconda dell'ispirazione del momento. E' sicuramente una delle figure artistiche più eclettiche del periodo. Frequenta il Museo Artistico Industriale con Raffaello Ojetti, poi studia all'Accademia di Belle Arti di Roma (di cui sarà docente di ornato modellato) e inizia come interprete dell'Art Nouveau, designer di oggetti di arredamento che diverranno famosi. Nel 1898 partecipa all'Esposizione di Torino e nel 1899 a quella di Firenze. E' scenografo e costumista per il Teatro Stabile di Roma dal 1905 alla fine degli anni Quaranta, e inizia nel 1914 la sua collaborazione con il teatro greco di Siracusa realizzando i bozzetti di scena per Agamennone di Eschilo, fino al 1948. Sviluppa l'interesse per gli arredi, collaborando al settimanale La Casa tra il 1908 e il 1910. Si dedica a progetti architettonici, innovando l'applicazione della ceramica e delle vetrate (collabora anche all'organizzazione della prima mostra delle vetrate artistiche italiane nel 1912). Per il principe Torlonia realizza la Casina delle Civette (1914-15). Nel 1914 ottiene inoltre la cattedra all'Istituto di belle Arti di Roma. Nel 1919 presenta all'Esposizione di Torino alcune delle sue più importanti sculture ('Il vannino', 'Il toro', 'Il buttero', 'La Pace'). Nel periodo 1923-1927 partecipa a tre edizioni della Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza. Nel 1926 si presenta con il gruppo dei XXV della Campagna Romana ed espone "Bufali", bronzo acquistato dal Comune di Roma. E' in stretto contatto con Giacomo Balla e Umberto Boccioni. Nel 1931 lavora alla decorazione del Palazzo dell'Acquedotto Pugliese a Bari. Nel 1934 esegue gli affreschi nella sala della Prefettura di Latina. A Latina viene i
naugurato nel 2005 il Museo Cambellotti nell'ex Opera Nazionale Balilla di Piazza San Marco. Grazie alle donazioni dei figli la collezione di Latina è diventata la più importante documentazione sull'artista. Il museo espone cartoni originali, disegni, bozzetti, scenografie teatrali e cinematografiche, opere grafiche, medaglie, ceramiche, gessi, tempere, fotografie, che documentano l'intensa attività di Cambellotti e il suo legame con il territorio pontino. Nel 1940 progetta le vetrate per la Cappella di Santa Barbara nel Museo del Genio a Roma. Duilio Cambellotti muore a Roma 31 gennaio 1960.

ILLUSTRAZIONI

Nel 1901 vince il "Concorso Alinari" per l'illustrazione della Divina Commedia e inizia illustrare testi letterari, tra i quali i più famosi sono: le poesie di Filippo Amantea Come le nuvole (1905),
Le mille e una notte
(1912),
I Fioretti di San Francesco (1926), Il Palio di Siena (1930). Collabora con diverse riviste come La Lettura (rivista mensile del Corriere della Sera), Rapiditas (legata al mondo delle corse automobilistiche), La Casa (dedicata all'estetica, al decoro e al governo dell'abitazione), Fantasio, Italia ride, L'Avanti della Domenica. Nel 1916 fonda il giornalino Il piccolissimo. Lavora come illustratore per i più grandi editori come Bemporad, Alinari, Mondadori, De Fonseca, Notari, per il quale disegna le guardie e i fregi delle collane Biblioteca dei Ragazzi, I Classici Italiani, Gli Immortali.
Si firma in genere con la sola sigla e/o una spiga.


Villa Torlonia, Casina delle Civette, Roma


Dopo lunghi restauri, Villa Torlonia è diventata un parco-museo aperto al pubblico.
La Casina delle Civette (a ds.: particolare della Sala VI) è il frutto della totale rivisitazione di un fabbricato originalmente detto Capanna Svizzera che il principe Torlonia volle far eseguire tra il 1917 e il 1920 per adibirlo a sua dimora. L'edificio presenta una profusione di elementi architettonici che gli conferiscono un aspetto eclettico, pur collocandosi nello stile Liberty dell'epoca, soprattutto nelle decorazioni interne comprendenti maioliche, vetrate ed altri oggetti di arredo che portano la firma di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi ed altri. Nel restauro sono state recuperate le vetrate originali e sostituite quelle perdute ricostruendole sulla base dei disegni e cartoni degli autori. In mostra vi sono diversi disegni di Cambellotti, provenienti da collezioni varie, ed anche la famosa vetrata "La Fata", concepita nel 1917 ed esposta alla Prima Biennale di Monza nel 1923.



Duilio Cambellotti
in una foto del 1940



Vetrata "La Fata"

 

E' di Duilio Cambellotti il design delle collane di Umberto Notari (Istituto Editoriale Italiano)
sia per la Biblioteca dei Ragazzi
(guardie, fregi, frontespizio e antiporta)

sia per le collane dei classici.
Da Porto,
Giulietta e Romeo,
collana I Classici Italiani,
Milano, n.d., sovracoperta


Cordelia,
L'ultima fata
,
Bemporad, 1909
Sin: cover, ds: ill. int.
di Duilio Cambellotti





Una cartolina di Duilio Cambellotti per le celebrazioni dell'anno 1911,
che segna il cinquantenario dell'Unità del Regno d'Italia

CAVALIERI, MARIA AUGUSTA (1900 - 1982)

Figlia di Luigi Cavalieri (ved. ILLUSTRATORI della BIBILIOTECA DELLE SIGNORINE SALANI), illustra diverse copertine della Biblioteca dei Miei Ragazzi ed altri testi per la casa Editrice Salani. Insieme con il padre firma uno splendido Pinocchio, edito da Salani nel 1924.
A lungo sconosciuta ai critici dell'illustrazione italiana, la biografia di Maria Augusta Cavalieri si deve alle ricerche di Silvia Serreli e Lia Madorsky, che ne hanno rintracciato il percorso da una residenza all'altra nella fase finale della vita. I dettagli della biografia di questa straordinaria persona sono reperibili nel volume STORIA DELLA BIBLIOTECA DEI MIEI RAGAZZI di Anna Levi.


L'EREDE DEL PENNELLO
articolo di Silvia Serreli (CHARTA)

Un'illustratrice da riscoprire
articolo di Silvia Serreli (LG Argomenti)



Il dolcissimo viso di Pinocchio così come appare nel frontespizio dell'edizione
Salani 1924, illustrata da Luigi e Maria Augusta Cavalieri.
E' l'unica illustrazione specificatamente firmata da Maria Augusta,
le altre illustrazioni in b/n non sono firmate,
mente il padre Luigi firma tutte le tavole a colori.


Anna Franchi,
Nei giardini delle Fate
,
Salani, 1938
ill. di Maria Augusta Cavalieri
(courtesy
Tesori di Carta, Bologna)
G. Verdat,
Il braccialetto indiano,
Biblioteca dei Miei Ragazzi
Salani, 1946
ill. di Maria Augusta Cavalieri


Raccontami una novella, nella serie Piccoli Grandi Libri Salani
ill. di Maria Augusta Cavalieri

CORCOS, VITTORIO (1859 - 1933)





E. Pistelli, Le pistole d'Omero, Bemporad, 1923
cover di V. Corcos, figurine interne di Filiberto Scarpelli


Vittorio Corcos in una foto del 1900
L. Capuana,
Il Raccontafiabe,
Bemporad, 1
894
cover di V. Corcos,
ill. interne di Enrico Mazzanti
ed Eugenio Cecconi
V. Corcos,
M.lle Leprince
Belforte, 1901
Collezione "Elena" con
prefazione di Guido Biagi


V. Corcos,
M.lle Leprince

ill. interne
L'illustrazione a sin. rappresenta M.lle Leprince,
quella di ds. correda il racconto "Jeannette".
Si noti la somiglianza di quest'ultimo con il famoso dipinto "La morfinomane".

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