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libri
e giornali per ragazzi
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ILLUSTRATORI A-C |
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| ANGOLETTA,
BRUNO (1889-1954)
Nasce a Belluno
il 7 novembre 1889, ma nel 1908 si trasferisce a Roma. Collabora conme
scenografo e costumista per il "Teatro dei piccoli" di Podrecca,
e illustra il settimanale satirico L'Asino. Nel 1914 inizia come
illustratore per l'editoria libraria: suoi sono molti dei volumi de La
bibliotechina de "La lampada" (Mondadori). E' volontario
nella Prima Guerra Mondiale. Al termine del conflitto collabora con Il
Pasquino, La tribuna illustrata, Il Guerin Meschino,
Bertoldo, e realizza numerose copertine per il Giornalino della
domenica nelle edizioni del terzo periodo. Nel
1920 Mondadori gli affida il giornalino Giro giro tondo redatto
da Beltramelli. Nel 1927 sposa Fidelia
Mezzelani e si trasferisce a Milano. Qui inizia la lunga collaborazione
con Il Corriere dei piccoli di Spaventa, creando il celebre Marmittone
(1928) e successivamente altri personaggi: Sor Calogero Sorbara, il dottor
Centerbe, Pampam della Micragna, e i balillini Romolino e Romoletto. Marmittone
è un soldatino italiano di buona volontà ma perseguitato
dalla sfortuna, e finisce sempre in prigione. Marmittone è in contrasto
con il regime fascista, ma resiste fino ai primi Anni Quaranta. Negli
anni della guerra poi Angoletta inventa per il regime il personaggio Mr.
Dollar, una satira sul "nemico americano". Per Mondadori disegna
il famoso marchio della Medusa per la prestigiosa collana. Illustra complessivamente
oltre un'ottantina di volumi, tra i quali anche il famoso Giove
e le bestie di Trilussa nel 1932, ma è anche grafico, cartellonista,
pittore (partecipa per un certo periodo all'avanguardia futurista), ed
espone a due biennali veneziane, nel 1928 e 1936. Muore a Milano il 7
gennaio 1954. Si firma con la sola A o anche ANG.
Le
avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951, cover
courtesy Lia Madorsky
ill.
interna da: Le avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951; ill.
di B. Angoletta
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Il
Giornalino della Domenica, Anno XIII, N° 9, 15 maggio 1925
cover di Bruno Angoletta |
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ANICHINI,
GIUSEPPE (1862
- 1936)
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![]() La cover del Catalogo Generale Adriano Salani Editore del 1917: l'ornato del disegno è di Giuseppe Anichini
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ANICHINI,
TIBURZIO EZIO (1886 - 1948)
![]() Scena Illustrata, Anno XI, 1-15 aprile 1933 cover di Ezio Anichini |
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BALDO,
GINO (1884 - 1961)
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La Vispa Teresa, Anno V, n° 22, ill. interna di Gino Baldo
G. Latronico, Novale - Letture per la terza classe, 1946. Ill. int. di Gino Baldo courtesy Lia Madorsky |
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| BATTIGELLI,
MARINA (1894 - 1979) Nasce al Cairo il 3 luglio 1894 da genitori triestini. Non compie studi regolari, né tantomeno d'arte. Tuttavia, è una delle maggiori illustratrici di libri per bambini, e si afferma fin dalle prime prove. Esordisce nel 1921 con Vangelo raccontato ad un bimbo dalla sua mamma. Acquafortista, le sue opere incise fanno parte delle maggiori raccolte nazionali ed estere: Ai musei Pitti e Uffizi di Firenze, alla Galleria Pisani di Roma, a Tokyo, a Lipsia, a New York. Riceve un encomio speciale alla XXII Biennale di Venezia; la medaglia d'argento alla Mostra Francescana di Assisi nel 1927; il secondo premio Città di Orvieto per l'incisione nel 1941. Bruno da Osimo pubblica su di lei quattro articoli, nel 1938, 39, 40 e 41. Notevoli sono le raccolte a tema (Maternità, Mondadori) e fiabe da lei stessa scritte e illustrate. Novelle, bozzetti e pagine di critica appaiono contrassegnate da una sigla di pseudonimo. Vive sempre con la madre, unica tra tutti i fratelli a non sposarsi, ed alleva come suo un bambino trovato durante la Grande Guerra dopo una delle battaglie del Carso da un gruppo di Alpini accanto alla madre morta; Giovanni Lesca era probabilmente il vero nome del bambino, mai variato; anch'egli non si sposò mai. Marina Battigelli muore a Firenze nel 1979. Si firma in vari modi: con le sole iniziali oppure con il nome per esteso, oppure con l'iniziale puntata e il cognome per esteso; a volte aggiunge "Firenze" sotto la firma. TITOLI: Leggende orientali di Gesù Bambino (1934) Padre Nostro (1937) Fiorita di una notte (1938) Ave Maria (1939)
Sienkewitz,
Quo Vadis?, La scala d'Oro, UTET, 1945
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| BERNARDINI,
PIERO (1891 - 1974) Nasce a Firenze
il 23 giugno 1891. Studia per diventare un tecnico delle Ferrovie, dove
lavora anche il padre, ma frequenta anche una scuola d'arte e nel 1908
esordisce sulle pagine del Passerotto, supplemento mensile de Il
giornalino della domenica riservato agli abbonati, diretto da Omero
Redi. Più tardi collabora anche al Corriere dei Piccoli
e al Giornale dei Balilla. Nel 1914 espone alla 'Mostra del bianco
e nero' di Firenze. Viene assunto alla Biblioteca filosofica di Firenze
e comincia una vasta attività di illustratore, sia per l'editoria
infantile, soprattutto per Bemporad e UTET (Scala d'oro), sia per periodici
(La lettura, Comoedia, L'illustrazione Italiana, Il Secolo Illustrato,
Il dramma, il Romanzo mensile, il Romanzo per tutti, i satirici Pasquino
e Travaso); è anche grafico e pubblicista. Illustra i più
noti titoli dell'editoria per ragazzi (Swift, Kipling, Panzini, e tanti
altri, per circa 200 titoli) e un celebre Pinocchio nel 1924. Per Bemporad
disegna anche alcune copertine degli Almanacchi, e illustra diversi titoli
dell'Istituto Editoriale Italiano. Si sposa nel 1925. L'attività
di fumettista e illustratore continua anche dopo la Seconda guerra mondiale,
nonostante la sua miopia si vada sempre più aggravando; disegna
anche tavole a fumetti per La settimana dei ragazzi. Nel 1971 pubblica
l'autobiografia Fatti miei, memorie di un ottuagenario. Muore
a Firenze il 13 ottobre 1974.
Maupassant,
La signorina Fifì, I.E.I., n.d., ill. int. di Piero Bernardini (tav. 1)
![]() Illustrazione
per la novella La vittima dell'ospitalità
di Benedetto Ciaceri (1902-1965), pubblicata su Il romanzo mensile, illustrata da Piero Bernardini
Bozzetto di Piero Bernardini per l'Autostrada Firenze-Viareggio pubblicata su L'Illustrazione Toscana, 1928 |
di Mario Buzzichini, tratto da Ragazzi d'Italia, 1/9/1923 (un supplemento del Resto del Carlino) La didascalia recita: "Infatti, guardate, laggiù: - c'è un veliero ed è, sissignori, il veliero - del Corsaro Nero"
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| BETTI,
DARIO (1891 - 1987) Nasce a Firenze il 6 ottobre 1891. Consegue la licenza tecnica e lavora come impiegato, in seguito archivista a S. Maria Nuova, pertanto è autodidatta in materie artistiche. Espone alla Biennale di Venezia nel 1924 e all'Internazionale di Arte Sacra di Padova, alle prime tre Quadriennali di Roma (per invito), alla Mostra dell'incisione di Firenze, alla Fiera del Libro di Lipsia e alla I Fiera del Libro di Firenze, dove è anche membro della giuria per le illustrazioni editoriali. Acquafortista, è anche incisore e xilografo. Una sua acquaforte "Capraia sull'Arno" è conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Si dedica all'illustrazione per diversi editori, famose sono le sue copertine di libri per ragazzi (Bemporad, Carabba) e collabora a Scena Illustrata come fotografo. Tra i volumi più noti citiamo Buzzichini, Storielle vecchie o quasi (con xilografie); Marchetti, Vita di S. Francesco (xilografie); nel 1950 pubblica il manuale Tecnica dell'incisione.
Dario
Betti
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| BISI,
CARLO (1890 - 1982) Nasce Brescello (RE) il 18 dicembre 1890. Studia all'Accademia di Belle Arti di Parma, conseguendo il diploma di abilitazione all'insegnamento del disegno. Nel 1914 si trasferisce a Milano ed inizia l'attività di giornalista; collabora a diversi periodici: Guerin Meschino (1925-1940), Il Corriere dei Piccoli (dal 1916), La Domenica del Corriere e Il Giornale del Soldato (dal 1917 al 1919), La Domenica dei Fanciulli, Il cartoccino dei piccoli di Monza. Illustratore di originale impostazione futurista (non a caso collabora con Umberto Notari), realizza numerosi personaggi di successo per Il Corriere dei Piccoli, come il dottor Piramidone (1927), il Sor Pampurio (1928) e la Famiglia Doggidì (1953). Copertinista per Il romanzo mensile e Il romanzo per tutti, illustra per l'editoria infantile e vince vari concorsi per manifesti murali (tra i quali quello della Biennale di Venezia nel 1934). E' pittore, acquafortista, e incisore a puntasecca. Espone nelle maggiori mostre italiane ed estere, sindacali e no. Tra le tante: la Permanente di Milano (1929), la Quadriennale di Roma, la Biennale di Venezia (1934-1938), la Mostra Universale di Parigi (1937), ed inoltre a Budapest, Varsavia, Praga, e negli Stati Uniti. Vince nel 1934 il Premio Ricci per il paesaggio. Le sue opere sono conservate nelle gallerie d'arte moderna di Milano e Firenze. Muore nel 1984 a Reggio Emilia.
ill. di Carlo Bisi |
Corriere dei Piccoli, Anno XI, 6 agosto 1933, cover di Carlo Bisi
Carlo
Bisi
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| BRUNELLESCHI,
UMBERTO
(1879 - 1949) Nasce a Montemurlo (Pistoia) il 21 giugno 1879 da Pietro e Benedetta Cappelli. Studia pittura e scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo del Ciaranfi e del Sorbi;ai primi del Novecento è a Parigi, insieme con Ardengo Soffici, dove studia con il Gerome; già nel 1902 espone un Autoritratto al 'Salon des Indépendants'. Lavora firmandosi con lo pseudonimo Aroum-al Rascid per le riviste L'Assiette au Beurre, Le Rire, Frou-Frou. Sperimenta la pittura, dove eccelle nella ritrattistica, ma anche nella scultura, realizzando una serie di maschere che esporrà al 'Salon de la Nationale' nel 1910. E' anche scenografo e costumista, nel 1912 realizza le scenografie per il balletto "Légende du clair de lune" di Rasini al teatro Les bouffes Parisiens dove allestisce nel 1914 l'operetta "La femme en rose". Frequenta Modigliani, Soutine, Picasso, Boldini e altri noti artisti e intellettuali, tra cui Ida Rubinstein; il suo studio in rue Boissonade è frequentatissimo, quando D'Annunzio passa da Parigi vi si reca sempre. Allo scoppio della Grande Guerra parte per il fronte e alla fine del conflitto ritorna a Parigi, dove si occupa prevalentemente di scenografie e lavora con le riviste e i music-hall, e le Folies Bergères, ma non trascura il teatro classico: suoi sono i costumi per una "Turandot", su scenografie di Galileo Chini, e per la Scala di Milano esegue i fondali per "I pescatori di perle" di Bizet. Nel 1925 partecipa alla 'Exposition Internationale des arts décoratifs et industriels', sempre a Parigi. Alla Biennale veneziana espone ininterrottamente dal 1914 al 1938, oltre a varie personali parigine. Esegue anche ritratti di personaggi del tempo. Nel 1929 riceve a Parigi la Legion d'Onore per meriti artistici. Nel 1937 vince la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. Negli anni 1925 e 1937 è anche membro della giuria della stessa Esposizione. Viene nominato Commendatore della Corona d'Italia. Fra i molti ritratti eseguiti, quello di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, del Principe Paolo di Serbia, della contessa Arrivabene Gonzaga, della marchesa Casati e della marchesa Niccolini. Muore il 16 febbraio 1949 a Parigi, nella sua abitazione di Boulevard Raspail. Fonti private raccontano che fumava, beveva, e mangiava smodatamente. Come illustratore lavora per L'illustrazione italiana, La Lettura, e per l'editoria di cui si ricordano in particolare Il Decamerone e I Fioretti di San Francesco. Per l'editoria francese si ricordano un'edizione dei Contes di Perrrault e di La Fontaine, Graziella di Lamartine, Paul et Virginie di Bernardin de Saint Pierre. Insieme con Ezio Anichini, Filiberto Scarpelli, Riccardo Magni firma gran parte delle copertine del Giornalino della Domenica di Vamba. Nel 1910 crea per il Corriere dei Piccoli due personaggi di bambine, Coccoletta e Fifina. Collabora con La Tradotta, giornale della Terza Armata, Fantasio, e altre riviste.
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Ds: Una pubblicità per Il Giornalino della Domenica nell'Almanacco Bemporad 1908
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CAMBELLOTTI,
DUILIO (1876 - 1960)
Dopo lunghi restauri, Villa Torlonia è diventata un parco-museo aperto al pubblico. La Casina delle Civette (a ds.: particolare della Sala VI) è il frutto della totale rivisitazione di un fabbricato originalmente detto Capanna Svizzera che il principe Torlonia volle far eseguire tra il 1917 e il 1920 per adibirlo a sua dimora. L'edificio presenta una profusione di elementi architettonici che gli conferiscono un aspetto eclettico, pur collocandosi nello stile Liberty dell'epoca, soprattutto nelle decorazioni interne comprendenti maioliche, vetrate ed altri oggetti di arredo che portano la firma di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi ed altri. Nel restauro sono state recuperate le vetrate originali e sostituite quelle perdute ricostruendole sulla base dei disegni e cartoni degli autori. In mostra vi sono diversi disegni di Cambellotti, provenienti da collezioni varie, ed anche la famosa vetrata "La Fata", concepita nel 1917 ed esposta alla Prima Biennale di Monza nel 1923 (sin.: in una fotografia originale del 1923).
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che segna il cinquantenario dell'Unità del Regno d'Italia |
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CORCOS,
VITTORIO (1859 - 1933)
![]() E. Pistelli, Le pistole d'Omero, Bemporad, 1923 cover di V. Corcos, figurine interne di Filiberto Scarpelli
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quella di ds. correda il racconto "Jeannette". Si noti la somiglianza di quest'ultimo con il famoso dipinto "La morfinomane". |
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