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libri
e giornali per ragazzi
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ILLUSTRATORI D-L |
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FABBI,
FABIO (1861 - 1946)
F.
Fabbi, Danzatrici orientali, olio su tela
Molti dei quadri orientali sono visibili nel sito web fabio-fabbi.blogspot.com
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![]() Etre Valori, Il veliero dai tre colori, Biblioteca Economica per i Ragazzi Bemporad, 1933, illustrazione interna di F. Fabbi |
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FIORENZO
FAORZI (1911 - 2001)
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| FOSSOMBRONE,
ANDREA (1886 - 1963) Nasce a Zara il 30 novembre 1886 da Nicolò e Caterina Dunatov. Studia a Trieste, specializzandosi in copie dal vero. Viene premiato al concorso per i pannelli decorativi della Cassa di Risparmio di Trieste. Espone alla I Mostra Internazionale d'Arte Sacra nel 1922, alla Biennale di Brera, alla mostra della Famiglia Artistica. Nel secondo decennio collabora alla Rassegna d'Arte della casa editrice Arti Grafiche Alfieri e Lacroix per la quale realizza il monumento ai Caduti (Milano). E' seguace di Andrej Towiansky (1799-1878, iniziatore di un movimento religioso chiamato "opera di Dio" che conobbe una certa diffusione tra la metà del sec. XIX e l'inizio del sec. XX) conosciuto tramite Attilio Begey e Brizio Casciola. Anche Fossombrone dà inizio ad una "milizia spirituale" tendente a portare il fuoco sacro del cristianesimo nella vita di ogni giorno, familiare, professionale e pubblica. Sposa Cornelia Defendi che conosce nell'ambiente salutista e dopo la sua morte nel 1935 si consacra totalmente alla vita spirituale e alla pittura. Abbondante è la sua produzione pittorica di arte sacra. A Milano nella chiesa di San Babila c'è una sua Via Crucis, e nella chiesa di S. Protaso una crocifissione e una pala d'altare; a Zara nella chiesa di San Simeone vi sono alcune opere. E' illustratore per l'editoria, ma limitatamente a soggetti sacri o spirituali, ed anche scultore (suo è e un busto del Tommaseo conservato a Milano). Altre sue opere famose sono: un ritratto di Dante (1921), il ritratto della moglie, il ritratto di Beethoven, e quello di Don Brizio Casciola, suo buon amico; e varie opere a soggetto spirituale, quale il "De Profundis". Muore a Milano il 25 novembre 1963, e nel 1964 a Milano si tiene una personale postuma. l disegni per l'editoria sono in genere solamente siglati da una F maiuscoletta o dalla sigla AF, sempre in angolo e poco visibile. Raramente il nome è per esteso, sempre in maiuscoletto.
Andrea
Fossombrone
Autoritratto (1923)
come appare in antiporta al volume di Brizio Casciola Enimma dantesco, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1950 courtesy Centro Dantesco, Ravenna |
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| GOLIA
(COLMO EUGENIO, 1885 - 1967) Nasce a Torino il 29 ottobre 1885 da Francesco Colmo, notaio alle Ferrovie, e da Teresa Randone, ultimo di cinque fratelli. Al liceo ha per compagni e amici Tancredi Vigliardi Paravia e Guido Gozzano (che inventa per lui lo pseudonimo di Golia). Lascia gli studi universitari per dedicarsi alla carriera artistica, e collabora con i giornali satirici torinesi Due di picche e Torino ride; dirige Pasquino dal 1904 al 1906. Nel 1911 organizza con Giovanni Manca la prima mostra internazionale di umorismo, durante l'Esposizione di Torino per il 50° dell'Unità d'Italia, e collabora, tra il 1912 e il 1914 con diverse testate. Nel 1914 fonda con Caimi (direttore di La donna) e Pitigrilli (direttore di Le grandi firme) il settimanale satirico Numero, che durante l'anno assorbe il napoletano Ma chi è? Nel 1915 sposa Lia Tregnaghi. Dopo la guerra l'attività artistica di Golia come umorista, illustratore, copertinista, cartellonista pubblicitario continua con successo. Scrive libri un albo per fanciulli Abecedario di guerra (Lattes, 1915) e illustra il volume postumo di Gozzano La principessa si sposa (Treves, 1917). Numero chiude per difficoltà economiche nel 1922, e Golia inizia una nuova attività come ceramista. Collabora con Mondadori, UTET e Paravia. Nel 1941 una serie di drammatici rovesci (crisi familiare, suicidio della moglie, bombardamento della casa e distruzione dello studio) si abbattono su di lui. Sfolla ad Alba, senza lavoro, e ritorna a Torino nel 1944. Redattore della Gazzetta del Popolo, conosce e sposa la giovane artista Alda Besso, che si firmerà Giò Golia. Ritorna alla grafica, esordisce come pittore, fa bambole caricaturali insieme a Giò, insegna figurino teatrale. Vasta è la sua produzione di disegni anche negli ultimi anni di vita, nonostante i problemi alla vista e sofferenza ai polmoni. Muore a Torino il 15 settembre 1967.
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GUGU'
(1864 - 1942)
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GUSTAVINO
(ROSSO GUSTAVO, 1881 - 1950)
Nasce a Torino nel 1881. Esordisce a 27 anni illustrando il libro Firenze presa sul serio (1908) di Augusto Novelli. Alla fine dello stesso anno esce il primo numero de Il Corriere dei Piccoli e Gustavino inizia un lungo percorso con questo giornale, creando soprattutto illustrazioni e qualche fumetto. Nel 1921 inizia a collaborare dai primi numeri con l'Illustrazione del popolo, realizzando paginoni sul genere di quelli che Beltrame creava per la Domenica del corriere. Collabora con Paravia e con UTET per la quale disegna le guardie della collana La Scala d'Oro, e di cui illustra anche diversi titoli. Illustra anche per Bemporad, Mondadori e Treves. Crea per L'Enciclopedia dei Ragazzi (Mondadori) il personaggio del cuoco Trol, illustrando una favola in rima di Arrigo Boito. Il suo capolavoro è considerato da tutti i critici Le confessioni di un italiano nella prima ed. critica collazionata sul manoscritto a cura di Fernando Palazzi comprendente 232 illustrazioni e 22 tavole fuori testo (Treves-Treccani-Tumminelli, 1931). Muore a Milano nel 1950.
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![]() Ill. di Gustavino per "Le tre figlie di Ridibene", racconto del Corriere dei Piccoli, Anno VI, 8 febbraio 1914 |
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