libri e giornali per ragazzi

ILLUSTRATORI D-L

FABBI, FABIO (1861 - 1946)

Nasce a Bologna il 18 luglio 1861, figlio di quel Dino Fabbi che ...
E' allievo di Augusto Rivalta all'Accademia di Firenze, dove inizia come scultore, in seguito ritiene di esprimersi meglio nella pittura.
Soggiorna a Parigi, Monaco di Baviera, da dove ricava quella maniera decorativa floreale derivata dall'Art Nouveau, Varsavia, e infine in Egitto, ad Alessandria, insieme con il fratello Alberto (Bologna, 20/9/1858 - 21/6/1906) anch'egli pittore e ritrattista (suo è il ritratto del Cardinale Svampa), nonchè figurinista di costumi orientali. L'Egitto ispira molto i due fratelli, ma a causa della prematura scomparsa di Alberto, è Fabio che acquisirà nel tempo la fama per quel gusto orientale (esordendo nel 1888 con "Donna Araba" che partecipa alla Mostra del Circolo degli Artisti; per le opere orientali viene decorato dal Re Umberto I). Nel 1889 viene premiata a Torino l'opera "Testa di Cristo". Fabio Fabbi è attualmente assai quotato sul mercato dell'arte; nel Museo del Risorgimento di Firenze è conservata la tela "La morte di Anita Garibaldi". Alcune tele (di entrambi i fratelli Fabbi) sono conservate nel palazzo comunale di Bologna. Fabio Fabbi è anche grafico e cartellonista, ed illustra per l'editoria fiorentina per ragazzi. Nel 1900 illustra con schizzi e disegni quasi fotografici il libro, sorta di denuncia sociale, Firenze sotterranea di Jarro (Giulio Piccini) edito da Bemporad. Illustra a tempera ed acquerello una pregevole edizione di Eneide, Iliade, Odissea. Collabora a Italia Ride, rivista umoristica a cavallo sel secolo. Muore a Casalecchio di Reno (Bo) il 24 settembre 1946.


F. Fabbi, Danzatrici orientali, olio su tela

Molti dei quadri orientali sono visibili nel sito web
fabio-fabbi.blogspot.com



E. Messina
Storia di buoni zoccoli
e di cattive scarpe

Biblioteca Bemporad
per i Ragazzi, 1926

ill. di F. Fabbi
F. Fabbi,
illustrazione per un racconto dell'Almanacco Bemporad 1914


Etre Valori, Il veliero dai tre colori, Biblioteca Economica per i Ragazzi Bemporad,
1933,
illustrazione interna di F. Fabbi

FIORENZO FAORZI (1911 - 2001)

Appartiene ad una famiglia di artisti. La famiglia si trasferisce nel centro di Firenze negli anni attorno al 1850: Pasquale con i tre figli Ferdinando, Giuseppe e Giovanni. Quest'ultimo ha dalla prima moglie Elisa Bocciolini tre figli, e dalla seconda Giulia Bartoli altri quattro; tra questi Natale (25/12/1881 - 20/1/1935) e Armando (n. 1879). Natale, rimasto celibe, nel 1900 era tra gli allievi della sezione di pittura dell'Istituto d'Arte di Firenze e nel 1904 partecipò al Concorso per il Pensionato Artistico Nazionale presso l'Accademia di Belle Arti. Partecipò inoltre al celebre concorso Alinari per le illustrazioni della Divina Commedia, risultando tra i migliori: dalle sue tavole furono tratte delle cartoline.
Armando, pure versato nella pittura, lavorò principalmente come decoratore di interni e affrescò alcune chiese in Toscana, si sposò con Arduina Venturi ed ebbe a sua volta due figli: Fiorenzo (3/2/1911 - 9/4/2001) e Giovanni (n. 14/6/1919), entrambi pittori e disegnatori. Il più celebre dei due, Fiorenzo, diplomatosi nel 1931 all'Istituto d'Arte, ne divenne poi docente (lo stesso dove attualmente insegna il figlio Gian Marco). Nel
1925 esordisce come illustratore per Vallecchi, ma è con Salani che lavora maggiormente, di cui resta un capolavoro il suo primo Pinocchio (1934). Nel corso della carriera espone anche in galleria, ma è più noto come illustratore per l'editoria che come pittore. Negli Anni Quaranta collabora, insieme con il fratello Giovanni, a La settimana dei Ragazzi, all'epoca diretta da Laura Orvieto. Per la casa editrice Salani Fiorenzo illustra ben 38 copertine della Biblioteca dei Miei Ragazzi, mentre il fratello Giovanni ne illustra due.

Ill. di Fiorenzo Faorzi in antiporta a
I nostri Balilla
,
Piccoli Libri della Patria
,
Salani, 1936
Ill. di Fiorenzo Faorzi in antiporta a
Animaletti astuti
,
Grandi Piccoli Libri
,
Salani, 19
40


Ill. interna di Fiorenzo Faorzi tratta da
Deda Pini, I racconti dei Carolingi, Marzocco, 1955


Ida Baccini,
Le memorie di un pulcino
,
Marzocco, 1947
cover di Fiorenzo Faorzi
Ida Baccini,
Le memorie di un pulcino
,
Marzocco, 1947
ill. interna di Fiorenzo Faorzi

FIORENZO FAORZI
non solo un illustratore per la casa editrice Salani

un articolo di SILVIA SERRELI



L'edizione del Pinocchio Salani di Fiorenzo Faorzi, 1934;
a ds: Mangiafuoco.

FOSSOMBRONE, ANDREA (1886 - 1963)

Nasce a Zara il 30 novembre 1886 da Nicolò e Caterina Dunatov. Studia a Trieste, specializzandosi in copie dal vero. Viene premiato al concorso per i pannelli decorativi della Cassa di Risparmio di Trieste. Espone alla I Mostra Internazionale d'Arte Sacra nel 1922, alla Biennale di Brera, alla mostra della Famiglia Artistica. Nel secondo decennio collabora alla Rassegna d'Arte della casa editrice Arti Grafiche Alfieri e Lacroix per la quale realizza
il monumento ai Caduti (Milano). E' seguace di Andrej Towiansky (1799-1878, iniziatore di un movimento religioso chiamato "opera di Dio" che conobbe una certa diffusione tra la metà del sec. XIX e l'inizio del sec. XX) conosciuto tramite Attilio Begey e Brizio Casciola. Anche Fossombrone dà inizio ad una "milizia spirituale" tendente a portare il fuoco sacro del cristianesimo nella vita di ogni giorno, familiare, professionale e pubblica. Sposa Cornelia Defendi che conosce nell'ambiente salutista e dopo la sua morte nel 1935 si consacra totalmente alla vita spirituale e alla pittura. Abbondante è la sua produzione pittorica di arte sacra. A Milano nella chiesa di San Babila c'è una sua Via Crucis, e nella chiesa di S. Protaso una crocifissione e una pala d'altare; a Zara nella chiesa di San Simeone vi sono alcune opere. E' illustratore per l'editoria, ma limitatamente a soggetti sacri o spirituali, ed anche scultore (suo è e un busto del Tommaseo conservato a Milano). Altre sue opere famose sono: un ritratto di Dante (1921), il ritratto della moglie, il ritratto di Beethoven, e quello di Don Brizio Casciola, suo buon amico; e varie opere a soggetto spirituale, quale il "De Profundis". Muore a Milano il 25 novembre 1963, e nel 1964 a Milano si tiene una personale postuma.
l disegni per l'editoria sono in genere solamente siglati da una F maiuscoletta o dalla sigla AF
, sempre in angolo e poco visibile. Raramente il nome è per esteso, sempre in maiuscoletto.


Andrea Fossombrone
Autoritratto (1923)



Andrea Fossombrone, Ritratto di Dante (1921, acquaforte)
come appare in antiporta al volume di Brizio Casciola Enimma dantesco,
Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1950
courtesy Centro Dantesco, Ravenna

Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra:
C. Angelini,
Il leggendario dei Santi
,
Serie IV n° 12.
E' l'unica ill. di Andrea Fossombrone nella serie
.

Ds: ill. int. di Fossombrone per Il leggendario dei Santi


Maria Pasini, Donne d'Italia, Paravia, 1933.
Cover e tre ill. int. di Andrea Fossombrone


GOLIA (COLMO EUGENIO, 1885 - 1967)

Nasce a Torino il 29 ottobre 1885 da Francesco Colmo, notaio alle Ferrovie, e da Teresa Randone, ultimo di cinque fratelli. Al liceo ha per compagni e amici Tancredi Vigliardi Paravia e Guido Gozzano (che inventa per lui lo pseudonimo di Golia). Lascia gli studi universitari per dedicarsi alla carriera artistica, e collabora con i giornali satirici torinesi Due di picche e Torino ride; dirige Pasquino dal 1904 al 1906. Nel 1911 organizza con Giovanni Manca la prima mostra internazionale di umorismo, durante l'Esposizione di Torino per il 50° dell'Unità d'Italia, e collabora, tra il 1912 e il 1914 con diverse testate. Nel 1914 fonda con Caimi (direttore di La donna) e Pitigrilli (direttore di Le grandi firme) il settimanale satirico Numero, che durante l'anno assorbe il napoletano Ma chi è? Nel 1915 sposa Lia Tregnaghi. Dopo la guerra l'attività artistica di Golia come umorista, illustratore, copertinista, cartellonista pubblicitario continua con successo. Scrive libri un albo per
fanciulli Abecedario di guerra (Lattes, 1915) e illustra il volume postumo di Gozzano La principessa si sposa (Treves, 1917).
Numero chiude per difficoltà economiche nel 1922, e Golia inizia una nuova attività come ceramista. Collabora con Mondadori, UTET e Paravia. Nel 1941 una serie di drammatici rovesci (crisi familiare, suicidio della moglie, bombardamento della casa e distruzione dello studio) si abbattono su di lui. Sfolla ad Alba, senza lavoro, e ritorna a Torino nel 1944. Redattore della Gazzetta del Popolo, conosce e sposa la giovane artista Alda Besso, che si firmerà Giò Golia. Ritorna alla grafica, esordisce come pittore, fa bambole caricaturali insieme a Giò, insegna figurino teatrale. Vasta è la sua produzione di disegni anche negli ultimi anni di vita, nonostante i problemi alla vista e sofferenza ai polmoni. Muore a Torino il 15 settembre 1967.

Térésah, Il romanzo di Pasqualino, Bemporad, 1917
cover e ill. interne di Golia
courtesy Tesori di carta, Bologna

Alfredo Panzini,
Il diavolo nella mia libreria,
Mondadori, n.d.
cover di Golia
Térésah,
Apparizioni del viandante
,
Mondadori, 1950
ill. di Golia
courtesy Tesori di carta, Bologna


Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra:
G. Brigante Colonna,
I grandi viaggiatori
,
Serie
IV n° 9.
E' l'unica ill. di Golia
nella serie
.

GUGU' (1864 - 1942)






Maso Bisi, Il libro delle oche, Bemporad 1910, ill. di Gugù
Il volume fa parte di una collezione di lettura amena "Per i più piccini",
in formato album, elegantemente rilegati in tutta tela.



Lina Schwarz, Ancora!..., Cogliati 1910, ill. interne di Gugù

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GUSTAVINO (ROSSO GUSTAVO, 1881 - 1950)

Nasce a Torino nel 1881. Esordisce a 27 anni illustrando il libro Firenze presa sul serio (1908) di Augusto Novelli. Alla fine dello stesso anno esce il primo numero de Il Corriere dei Piccoli e Gustavino inizia un lungo percorso con questo giornale, creando soprattutto illustrazioni e qualche fumetto. Nel 1921 inizia a collaborare dai primi numeri con l'Illustrazione del popolo, realizzando paginoni sul genere di quelli che Beltrame creava per la Domenica del corriere. Collabora con Paravia e con UTET per la quale disegna le guardie della collana La Scala d'Oro, e di cui illustra anche diversi titoli. Illustra anche per Bemporad, Mondadori e Treves. Crea per L'Enciclopedia dei Ragazzi (Mondadori) il personaggio del cuoco Trol, illustrando una favola in rima di Arrigo Boito.
Il suo capolavoro è considerato da tutti i critici Le confessioni di un italiano nella prima ed. critica collazionata sul manoscritto a cura di Fernando Palazzi comprendente 232 illustrazioni e 22 tavole fuori testo (Treves-Treccani-Tumminelli, 1931). Muore a Milano nel 1950.



Ill. di Gustavino per
"Il piccolo burattinaio", dal
Corriere dei Piccoli,
Anno VI, 6 luglio 1914


Per la collana Scala d'Oro (U.T.E.T.) illustra ben 11 volumi: Serie I n° 3, Serie II n° 3, Serie III n° 5 e 7, Serie IV n° 4, Serie V n° 5 e 12, Serie VI n° 4, Serie VII n° 4 e 10, Serie VIII n° 1.


Elena Viner,
Piccole storie di due bimbe vere
,
Paravia, 1918
ill. di Gustavino
courtesy Lia Madorsky
A. Fabietti,
Italiani alla scoperta della Terra
,
Paravia, 1945
ill. di Gustavino
courtesy E. Samarelli


Ill. di Gustavino per "Le tre figlie di Ridibene", racconto del
Corriere dei Piccoli,
Anno VI, 8 febbraio 1914


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