Casa Editrice Salani

BREVE STORIA

Un tipografo intraprendente:
Adriano Salani
(1834-1904)

Adriano Salani nasce il 18 ottobre 1834 e riceve un'istruzione sommaria; all'età di 14 anni viene mandato all'apprendistato tipografico presso la Tipografia Niccolai, e lavora presso alcuni tipografi (Le Monnier, Mariani) prima di diventare proto per Spiombi nel 1859. Finalmente, messi da parte pochi scudi, nel 1862 acquista un unico torchio a mano, in legno, una cassetta di caratteri e affitta un locale che nelle prime pubblicazioni viene indicato come "Fondaccio San Niccolò". Inizia così a stampare per conto proprio dei fogli volanti in cui si narravano i fatti del giorno, possibilmente tragici: quei foglietti colorati venduti a pochi centesimi erano molto in voga, letti dal popolo, quello che non leggeva né comprava giornali. In seguito compra un torchio in metallo ed assume alcuni ragazzi, e dai fogli passa a stampare i libretti, dai libretti ai librini, e dai librini ai libri veri e propri, in un percorso duro ma sempre in salita. "In labore dignitas" reca il suo motto, intrecciato al disegno di un torchio, nella creazione del suo logo editoriale. La fatica è tanta, sicché passano anni prima che Salani sia in grado di poter stampare "Adriano Salani Editore" sui frontespizi delle proprie opere, passando da "Stamperia Adriano Salani" a "Tipografia Adriano Salani", e quando ciò avviene è il 1882 ed ha abbandonato quella "specie di stalla", come descrive il "fondaccio", ovvero la prima tipografia, il caustico P. Ermenegildo Pistelli in Eroi, uomini e ragazzi (Sansoni, 1927), e si era trasferito poco lontano, in via S. Niccolò al n° 102; da lì, nel 1887, si trasferisce al n° 24 del Viale Militare, in una zona in espansione all'opposto della città, oltre la ferrovia, verso Fiesole.

L'attuale via S. Niccolò, che si snoda lunga e stretta in Oltrarno,
parallela al Lungarno Serristori, tra la porta S. Niccolò e il prolungamento di Ponte alle Grazie.

E' in Viale Militare che Salani organizza la propria azienda in maniera concreta. Suddivise le pubblicazioni in collane: la prima, quell'immensa "Biblioteca Salani illustrata", contiene infatti testi di ogni genere e per un pubblico indifferenziato, adulti e ragazzi.
Alla sua morte, avvenuta il 29 novembre 1904, l'azienda passa nelle mani del figlio Ettore (30/11/1869-8/5/1937), il quale trasforma la casa editrice da impresa artigianale ad impresa industriale, non solo modernizzando i macchinari ma soprattutto strutturando al meglio le collane, indirizzandole ad un pubblico selezionato, e dà un nuovo impulso vitale alla casa editrice, proiettandola nel panorama editoriale nazionale. Nascono così le varie collezioni di romanzi per adulti e per signorine, e i libri per ragazzi suddivisi in tante serie che andavano dalla prima infanzia alla giovinezza. Tutte le collezioni realizzate mediante la produzione in serie con uno speciale macchinario automatico miravano ad offrire al lettore un libro perfetto sotto ogni riguardo, quando ancora in Italia non si conoscevano (o quasi) le edizioni rilegate con le artistiche sovraccoperte in tricromia. E per questi accorgimenti tecnici, che davano un buon prodotto, le edizioni Salani vengono messe in commercio a prezzi minimi, e per questo diventano estremamente popolari.
Il 9 aprile 1922 Ettore Salani riceve il Cavalierato del Lavoro. Alla sua morte il figlio Mario (7/11/1894-25/9/1964) prosegue lo sviluppo della casa editrice, e lo fa con piena conoscenza di causa, avendo fin da ragazzo seguito le imprese del nonno, che lo conduceva con sé nello stabilimento tipografico insegnandogli i segreti del mestiere. Tranne per i quattro anni della Grande Guerra (1915-1918) durante i quali combatte al fronte, Mario Salani si occupa in prima persona
dell'azienda, intraprendendo lavori di ampliamento e rimodernamento. Ma anche la produzione editoriale viene rinnovata, arricchendosi di nuove collezioni, tutte esteticamente rinnovate e caratterizzate da ottima carta, caratteri originali, legature perfette ed eleganti, e - per le collane specialmente dedicate all'infanzia e all'adolescenza - dotate di illustrazioni a colori. Dopo il padre Ettore, anche Mario Salani ebbe l'abitudine di seguire con precisione le sue pubblicazioni: affida i manoscritti a traduttori e correttori di fiducia, ma l'ultima e definitiva correzione la esegue personalmente. Questo è uno dei motivi per cui i libri sono sempre perfetti, senza alcuna traccia di errori. La casa editrice nelle sue edizioni storiche conserverà sempre questa caratteristica. Mario Salani riceve l'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica nel 1955.

La fine di un'epoca

"Era il 1958, avevo dieci anni.
Andando e tornando da scuola, passavo di fronte alla Tipografia Salani, in via dei Mille, che fino al 1910 si era chiamata Viale Militare e dove Salani aveva costruito il suo grande "Stabilimento Tipografico" nel 1887. Conoscevo bene la Salani: adoravo quei suoi libri coloratissimi e divertenti, ne avevo pochi, ma per quei pochi andavo matto, mi facevano sognare. Un giorno di quel 1958, mentre tornavo a casa, di fronte allo stablimento, vidi un gran trambusto. Mi fermai incuriosito. Un via vai di gente portava fuori tanta roba, mobili, supellettili, macchinari che caricavano su dei camion e libri... tantissimi libri, che buttavano via a bracciate senza riguardo, per terra, sul marciapiede. Stavano sgomberando l'immobile, che doveva venire demolito. Mi chinai a guardare i libri e istintivamente cominciai a raccoglierne quanti più potei, e li ficcai nella cartella, nelle tasche, sotto un braccio; nessuno mi fermò e così, carico di quell'inaspettato tesoro, andai a casa, camminando più in fretta possibile. Depositai i libri sotto le scale dell'atrio e con la cartella vuota tornai di corsa da Salani. Nel frattempo arrivarono altri bambini che fecero come me, ma riuscii a raccoglierne un bel po'. In casa non avevamo molto posto: li sistemai un po' dappertutto nella mia camera, persino sotto al letto. Non dimenticherò mai quel giorno. Il mio babbo mi sgridò perchè feci tardi per pranzo!"
Con queste nostalgiche e commoventi parole, il signor M.P. di Firenze
ci ha raccontato la fine di un'epoca.

Nel 1958 il grande stabilimento tipografico di via dei Mille venne chiuso, e la stampa affidata in conto terzi, in particolare all'officina dei fratelli Stianti a San Casciano in Val di Pesa. Con la chiusura dello Stabilimento Tipografico di via dei Mille, Salani cambia: anche se nel 1962 ritornano in un formato "moderno" e più grande, le ristampe della favolosa Biblioteca dei Miei Ragazzi, e dei popolari Romanzi della Rosa e arrivano nuove collane, i libri li stampano altri. Pochi anni dopo, l'alluvione del 1966 che sommerge Firenze segna la fine della Casa Editrice così come la ricordiamo noi, i vecchi e affezionati lettori, rimasti un po' bambini.

Infatti la chiusura dello stabilimento nel 1958 in qualche modo è l'inizio del declino: la casa venne progressivamente perdendo mercato a fronte di nuovi colossi dell'editoria (uno per tutti: Mondadori); alla sua morte, Mario lasciò numerosi figli nessuno dei quali vocato al proseguimento dell'attività di famiglia. Dopo un periodo oscuro durante il quale la casa fu in mano a Milko Skofic, il marchio e ciò che restava del passato fu acquisito dal Gruppo Longanesi di Mario Spagnol. Attualmente la casa editrice Salani ha riacquistato mercato ed è assai fiorente, ancora dedicata in gran parte all'editoria per ragazzi (e la sua fortuna si deve ad Harry Potter di cui ebbe la felice intuizione di acquistare i diritti prima ancora che il fenomeno esplodesse a livello mondiale). Ciò che resta del vecchio archivio storico è attualmente molto curato, tanto che è in atto un progetto tra il Laboratorio di Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa e la Adriano Salani Editore, curato da Giorgio Bacci, che prevede la digitalizzazione e la schedatura informatizzata dei disegni originali custoditi nell'archivio.
(Ved. www.artivisive.sns.it/archivio_salani.html
)




Il primo logo Salani (una A e una S intrecciate)

Quando inizia a pubblicare romanzi in volume lo fa senza una precisa definizione editoriale.
Il logo è più elaborato.


Il secondo logo Salani
(una A e una S intrecciate entro uno scudo araldico)


Il terzo logo della Casa Editrice appare nel 1904,
anno della morte di Adriano e dell'inizio della
nuova gestione del figlio Ettore:
la pressa a mano e il motto "in labore dignitas".



Il quarto logo Salani con il motto "labor non clamor".


Le prime pubblicazioni

Il più antico esemplare stampato da Salani che la Redazione ha potuto reperire è del 1864, un libro sulla Toscana, con la dicitura
"Tipografia di Adriano Salani, Fondaccio S. Niccolò, num. 26" privo dell'indicazione dell'autore.


I casi della Toscana
, 1864, frontespizio

Adriano Salani, dopo le esperienze "giornalistiche", pubblica un po' di tutto su smilzi foglietti di friabile e leggera carta di non eccelsa qualità, come molti altri editori, o meglio stampatori, dell’epoca. Infatti, titola la propria bottega "stamperia" e non già casa editrice, e senza l'indirizzo.

L'Italia in camicia, lunario satirico per l'anno 1869,
Firenze, Stamperia Adriano Salani, 1868

Il gingillino, raccolta di "frottole, facezie, aneddoti, chiacchiere, scherzi, avventure,
sciocchezze, sentenze, epigrammi", Firenze, Tipografia Adriano Salani,
Via S. Niccolò n° 102, anno di stampa 1875, cover
e frontespizio

La Conversazione
Firenze, Adriano Salani Editore, Via S. Niccolò, 102, anno di stampa 1882
cover e frontespizio, che recita:
"raccolta di burlette per ridere, compilate e ordinate da Adriano Salani"


Adriano Salani

Poichè oltre ad essere l'editore è anche l'autore del volume La Conversazione, Adriano Salani mette la propria fotografia in colofon.
Non è l'unico volume di cui è anche l'autore: pubblica anche una
Raccolta di rebus, indovinelli e sciarade per divertirsi in conversazione
nella Collezione a 25 cent., 1882, e diverse raccolte di fiabe
.

Pochi anni dopo la stamperia diventa "Tipografia Adriano Salani", e l'indirizzo cambia dal fondaccio alla via S. Niccolò, con una nuova numerazione. A cavallo del 1880 finalmente appare la dicitura "Adriano Salani Editore". Il grande salto è fatto.


Lo stabilimento Salani in Viale Militare (poi via dei Mille)
(source file: A. Bonetti, Storia dell'editoria italiana, Roma, 1966)


Sin: Ettore Salani, dx: Mario Salani
(source files: La casa editrice Adriano Salani, pubblicazione per il centenario 1862-1962)
Il ritratto di Ettore Salani è una fotografia presa dal ritratto a olio eseguito da Alberto Zardo.



V. de Fereal, Storia della tremenda inquisizione di Spagna,
1886, frontespizio
(courtesy Gianfrancesco Casalini)

Alessandro Dumas, Il Conte di Montecristo, 1890, cover e front


Al posto del logo in questo volume appare un rapace inscritto in un cerchio.
La Redazione non è in possesso di altri volumi con questo particolare logo.


Nelle varie collezioni di libretti vi sono soprattutto aneddoti e fatti, come ad es.:
Egisto Cipriani ingoiatore di una forchetta.
Fatto vero e strepitoso successo in una trattoria di
Via Nuova in Firenze la sera del 10 Gennaio 1872,
raccontata al popolo da un testimone del fatto
,1872.
Nella Collezione di commedie con Stenterello abbondano
le farse e le commedie, come ad es.
Povero Gigi! Povero Gigi! Ossia l'allargatura di
via Calzajoli con Stenterello presentato da un ipocrita
, 1872;
oppure Gli amori di Stenterello con Beppa fioraja, 1873;
il classico Stenterello servitore di due padroni.
Commedia in tre atti
, 1873;
la famosa maschera fiorentina è anche nella Collezione
Teatrale: Il terribile Gregorio Passaponti con Stenterello spaventato nella camera della morte, 1872.


Si stampano le novità e si ristampano i testi popolari: nel 1875 Salani pubblica Buffonate di Cacasenno, figlio del semplice Bertoldino: operetta onesta e di gradevole trattenimento, copiosa di motti, sentenze, proverbi e argute risposte di Camillo Scaligeri Dalla Fratta, pseudonimo di Adriano Banchieri.




Armando Dominicis (a cura di),
Raccolta di brindisi, sonetti, proverbi e poesie per tutte le occasioni
, 1907

Vi sono naturalmente tutte quelle pubblicazioni di vario genere che non appartengono a collane predefinite. Nel 1907 pubblica la decima edizione riveduta dell'Artusi, che diventa la prima edizione Salani:
L'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi sarà ripubblicato ininterrottamente fino ai giorni nostri.

Pellegrino Artusi, La scienza in cucina - l'arte di mangiar bene, 1923
(terza edizione)
ill. di Cipriano Mannucci

Tra le pubblicazioni di vario genere molti sono i manualetti di galanteria,
e non manca nemmeno il libro della cabala per i numeri del lotto.


Le più belle lettere d'amore
(courtesy L'angolo del collezionista di Pileri, Roma
)

Il Segretario per tutti (1921) e Il nuovo Segretario Galante (1926)


Il vero Libro dei Sogni
,
composto sul sistema rutiliano, 1976

Contemporaneamente alla suddivisione ragionata dei titoli in collane, a partire dal 1912, si continuava a ristampare di tutto, come queste rime di chiara derivazione ottocentesca:


Due libriccini di piccolo formato (14 x 9,5) rispettivamente del 1926 e 1928:
con testo in rima, privi di prezzo: probabilmente piccoli omaggi dell'editore in varie occasioni.
Contengono inoltre la pubblicità delle varie pubblicazioni Salani.

E. Gréville, La tata, cover
1926
R.E. Raspe,
Le Avventure del Barone
di Munchhausen

Ill. di Adolfo Bongini, front
1930

Letteratura

Nel 1891 Salani pubblica La capanna dello zio Tom di Enrichetta Beecher-Stowe. E' negli ultimi due decenni del secolo che la Casa Editrice pubblica autori in voga oppure i classici: Dumas, Grossi, Giusti, Zola, Hugo, Balzac, Maupassant e Feuillet (con Il romanzo d'un giovane povero nel 1894); ma anche Foscolo, Leopardi, Alfieri, Boccaccio, Tasso, Manzoni, Pellico. Nel 1899 stampa una prima edizione della Divina Commedia.


Enrico Sienkiewicz, Amori d'artista - ill. in antiporta e front, 1901

Carolina Invernizio, I disperati, 1904
da sin: cover, front e illustra
zione in antiporta

Pubblicare i romanzi di Carolina Invernizio è stato un buon affare per Salani, infatti la scritrice è popolarissima e viene letta non solo dal popolo, per il quale scrive, ma anche dai ceti più alti, e perfino dalle signorine "perbene", di nascosto. Salani le dedica una collana apposita, pur editando i vari titoli in diverse vesti grafiche, sia in versione lusso sia in versione economica.

I TITOLI DI CAROLINA INVERNIZIO

Carolina Invernizio, Nella rete, 1900, cover e front


Emile Zola,
Il voto d'una morta

1904
Ottavio Feuillet,
Seconde Nozze

1904


Giuseppe Giusti, Poesie,1903, cover e frontespizio
ill. di Enrico Mazzanti


Emile Zola,
Teresa Raquin
,
1907
Edmondo De Amicis,
La vita militare,

1909



Alfonso Daudet, Tartarino sulle Alpi, 1909,
Ill. di Carlo Chiostri, cover e front


E. Marlitt, La principessina,
1910
Enrico Sienkiewicz, La Vedova,
1910

L'elenco delle varie e numerose collane Salani
sono riportate alla pagina web


COLLEZIONI E COLLANE SALANI

L'elenco delle varie e numerosissime collane Salani per ragazzi
è riportato alla pagina web


LE COLLANE SALANI PER RAGAZZI

dalla quale si accede alle pagine dedicate a ciascuna collana per ragazzi.
Le stesse pagine sono accessibili direttamente dalla homepage

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