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Casa
Editrice U.T.E.T.
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ILLUSTRATORI |
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BALDO,
GINO (1884 - 1961)
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La Vispa Teresa, Anno V, n° 22, ill. interna di Gino Baldo
G. Latronico, Novale - Letture per la terza classe, 1946. Ill. int. di Gino Baldo courtesy Lia Madorsky |
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| BISI,
CARLO (1890 - 1982) Nasce Brescello (RE) il 18 dicembre 1890. Studia all'Accademia di Belle Arti di Parma, conseguendo il diploma di abilitazione all'insegnamento del disegno. Nel 1914 si trasferisce a Milano ed inizia l'attività di giornalista; collabora a diversi periodici: Guerin Meschino (1925-1940), Il Corriere dei Piccoli (dal 1916), La Domenica del Corriere e Il Giornale del Soldato (dal 1917 al 1919), La Domenica dei Fanciulli, Il cartoccino dei piccoli di Monza. Illustratore di originale impostazione futurista (non a caso collabora con Umberto Notari), realizza numerosi personaggi di successo per Il Corriere dei Piccoli, come il dottor Piramidone (1927), il Sor Pampurio (1928) e la Famiglia Doggidì (1953). Copertinista per Il romanzo mensile e Il romanzo per tutti, illustra per l'editoria infantile e vince vari concorsi per manifesti murali (tra i quali quello della Biennale di Venezia nel 1934). E' pittore, acquafortista, e incisore a puntasecca. Espone nelle maggiori mostre italiane ed estere, sindacali e no. Tra le tante: la Permanente di Milano (1929), la Quadriennale di Roma, la Biennale di Venezia (1934-1938), la Mostra Universale di Parigi (1937), ed inoltre a Budapest, Varsavia, Praga, e negli Stati Uniti. Vince nel 1934 il Premio Ricci per il paesaggio. Le sue opere sono conservate nelle gallerie d'arte moderna di Milano e Firenze. Muore nel 1984 a Reggio Emilia.
ill. di Carlo Bisi |
Corriere dei Piccoli, Anno XI, 6 agosto 1933, cover di Carlo Bisi
Carlo
Bisi
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| FOSSOMBRONE,
ANDREA (1886 - 1963) Nasce a Zara il 30 novembre 1886 da Nicolò e Caterina Dunatov. Studia a Trieste, specializzandosi in copie dal vero. Viene premiato al concorso per i pannelli decorativi della Cassa di Risparmio di Trieste. Espone alla I Mostra Internazionale d'Arte Sacra nel 1922, alla Biennale di Brera, alla mostra della Famiglia Artistica. Nel secondo decennio collabora alla Rassegna d'Arte della casa editrice Arti Grafiche Alfieri e Lacroix per la quale realizza il monumento ai Caduti (Milano). E' seguace di Andrej Towiansky (1799-1878, iniziatore di un movimento religioso chiamato "opera di Dio" che conobbe una certa diffusione tra la metà del sec. XIX e l'inizio del sec. XX) conosciuto tramite Attilio Begey e Brizio Casciola. Anche Fossombrone dà inizio ad una "milizia spirituale" tendente a portare il fuoco sacro del cristianesimo nella vita di ogni giorno, familiare, professionale e pubblica. Sposa Cornelia Defendi che conosce nell'ambiente salutista e dopo la sua morte nel 1935 si consacra totalmente alla vita spirituale e alla pittura. Abbondante è la sua produzione pittorica di arte sacra. A Milano nella chiesa di San Babila c'è una sua Via Crucis, e nella chiesa di S. Protaso una crocifissione e una pala d'altare; a Zara nella chiesa di San Simeone vi sono alcune opere. E' illustratore per l'editoria, ma limitatamente a soggetti sacri o spirituali, ed anche scultore (suo è e un busto del Tommaseo conservato a Milano). Altre sue opere famose sono: un ritratto di Dante (1921), il ritratto della moglie, il ritratto di Beethoven, e quello di Don Brizio Casciola, suo buon amico; e varie opere a soggetto spirituale, quale il "De Profundis". Muore a Milano il 25 novembre 1963, e nel 1964 a Milano si tiene una personale postuma. l disegni per l'editoria sono in genere solamente siglati da una F maiuscoletta o dalla sigla AF, sempre in angolo e poco visibile. Raramente il nome è per esteso, sempre in maiuscoletto.
Andrea
Fossombrone
Autoritratto (1923)
come appare in antiporta al volume di Brizio Casciola Enimma dantesco, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1950 courtesy Centro Dantesco, Ravenna |
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| GOLIA
(COLMO EUGENIO, 1885 - 1967) Nasce a Torino il 29 ottobre 1885 da Francesco Colmo, notaio alle Ferrovie, e da Teresa Randone, ultimo di cinque fratelli. Al liceo ha per compagni e amici Tancredi Vigliardi Paravia e Guido Gozzano (che inventa per lui lo pseudonimo di Golia). Lascia gli studi universitari per dedicarsi alla carriera artistica, e collabora con i giornali satirici torinesi Due di picche e Torino ride; dirige Pasquino dal 1904 al 1906. Nel 1911 organizza con Giovanni Manca la prima mostra internazionale di umorismo, durante l'Esposizione di Torino per il 50° dell'Unità d'Italia, e collabora, tra il 1912 e il 1914 con diverse testate. Nel 1914 fonda con Caimi (direttore di La donna) e Pitigrilli (direttore di Le grandi firme) il settimanale satirico Numero, che durante l'anno assorbe il napoletano Ma chi è? Nel 1915 sposa Lia Tregnaghi. Dopo la guerra l'attività artistica di Golia come umorista, illustratore, copertinista, cartellonista pubblicitario continua con successo. Scrive libri un albo per fanciulli Abecedario di guerra (Lattes, 1915) e illustra il volume postumo di Gozzano La principessa si sposa (Treves, 1917). Numero chiude per difficoltà economiche nel 1922, e Golia inizia una nuova attività come ceramista. Collabora con Mondadori, UTET e Paravia. Nel 1941 una serie di drammatici rovesci (crisi familiare, suicidio della moglie, bombardamento della casa e distruzione dello studio) si abbattono su di lui. Sfolla ad Alba, senza lavoro, e ritorna a Torino nel 1944. Redattore della Gazzetta del Popolo, conosce e sposa la giovane artista Alda Besso, che si firmerà Giò Golia. Ritorna alla grafica, esordisce come pittore, fa bambole caricaturali insieme a Giò, insegna figurino teatrale. Vasta è la sua produzione di disegni anche negli ultimi anni di vita, nonostante i problemi alla vista e sofferenza ai polmoni. Muore a Torino il 15 settembre 1967.
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| GUSTAVINO
(ROSSO GUSTAVO, 1881 - 1950) Nasce a Torino nel 1881. Esordisce a 27 anni illustrando il libro Firenze presa sul serio (1908) di Augusto Novelli. Alla fine dello stesso anno esce il primo numero de Il Corriere dei Piccoli e Gustavino inizia un lungo percorso con questo giornale, creando soprattutto illustrazioni e qualche fumetto. Nel 1921 inizia a collaborare dai primi numeri con l'Illustrazione del popolo, realizzando paginoni sul genere di quelli che Beltrame creava per la Domenica del corriere. Collabora con Paravia e con UTET per la quale disegna le guardie della collana La Scala d'Oro, e di cui illustra anche diversi titoli. Illustra anche per Bemporad, Mondadori e Treves. Crea per L'Enciclopedia dei Ragazzi (Mondadori) il personaggio del cuoco Trol, illustrando una favola in rima di Arrigo Boito. Il suo capolavoro è considerato da tutti i critici Le confessioni di un italiano nella prima ed. critica collazionata sul manoscritto a cura di Fernando Palazzi comprendente 232 illustrazioni e 22 tavole fuori testo (Treves-Treccani-Tumminelli, 1931). Muore a Milano nel 1950.
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![]() Ill. di Gustavino per "Le tre figlie di Ridibene", racconto del Corriere dei Piccoli, Anno VI, 8 febbraio 1914 |
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| MATELDI,
FILIBERTO (1885 - 1942) Nasce a Roma nel 1885. Dopo qualche esperienza come attore inizia a collaborare come illustratore negli anni Venti con Il giornalino della domenica, Il Balilla, e testate come Il Secolo XX. Collabora con UTET con numerose illustrazioni per la collana La Scala d'Oro. Pittore e scenografo, frequenta gli ambienti teatrali ed è amico di Lucio Ridenti. Diventa una firma importante del disegno di moda, collaborando con Lidel e l'Illustrazione italiana. Sposa la collega Brunetta (Moretti Mateldi Bruna, Ivrea, 1904 - Milano, 1988) di quasi vent'anni più giovane, disegnatrice di moda e redattrice, che nel dopoguerra diverrà assai nota. Insieme illustrano, tra l'altro, Autarchia del profumo, numero unico a cura del sindacato fascista dei commercianti profumieri della provincia di Milano, nel 1939. Colpito da malattia, muore durante la guerra, a Milano, nel 1942.
Una splendida cover di Brunetta per Scena
Illustrata.
La rivista è dell'ottobre 1952, ma sotto la firma si legge 1949
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Il Giornalino della Domenica, A IX, n° XV, 15 settembre 1921 Ill. di Filiberto Mateldi |
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| MELANDRI,
LUIGI Non si hanno notizie biografiche precise. Attivo negli Anni Venti-Cinquanta con le illustrazione per oltre 150 testi di editoria per ragazzi. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale dove viene ferito. Illustra per Paravia, S.E.I., e collabora per molti anni al Corriere dei Piccoli (dal 1921 al 1946). Per la collana I libri divertenti dell'Istituto Editoriale Italiano illustra i tre volumi di Capitan Fracassa. Nel 1923, in b/n Déco, illustra I deserti dell'amore di Arthur Rimbaud.
La Vispa Teresa, Anno I, 28 ottobre 1947, ill. interna di Luigi Melandri
E.
Panagia Gavinelli, Il romanzo dei 15 anni, SEI, 1952.
Cover e ill. int. di Luigi Melandri courtesy Paola Cardi
A. Fiore, La bella aurora, Paravia, 1951, ill. di Luigi Melandri courtesy Lia Madorsky |
cover e ill. int. di Luigi Melandri courtesy Paola Cardi
ill. int. di Luigi Melandri
ill. di Luigi Melandri courtesy Tesori di carta, Bologna |
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| MORONI
CELSI, GUIDO (1888 - 1962) Nasce a Bologna nel 1888 (A. Faeti lo dice nato a Roma nel 1885). Esordisce nel periodico clericale Il Mulo; collabora con il settimanale umoristico Numero (dal 1914); collabora a lungo con Il Corriere dei Piccoli sia con illustrazioni sia con fumetti, creando vari personaggi tra il 1913 e il 1934; crea Bonifazio e Tranquillino (1924-1926) per Novellino, realizzando anche numerose illustrazioni. Collabora nei primi anni Trenta anche con Il cartoccino dei piccoli. Dopo il 1936 illustra in particolare fumetti tratti dai romanzi di Salgari. Muore a Napoli nel 1962.
![]() Il Corriere dei Piccoli, Anno V n° 21, 25 maggio 1913, cover di Guido Moroni Celsi |
Ill. di Moroni Celsi per Il Corriere dei Piccoli, Anno V, 8 giugno 1913 |
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| NARDI,
ANTONIO MARIA (1897 - 1973) Nasce a Ostellato (FE) il 14 maggio 1897. Frequenta l'Accademia di Bologna; è figurinista, ritrattista, xilografo, illustratore per l'editoria e di riviste, dedicato in particolare all'arte sacra, decoratore di chiese con affreschi e vetrate, eseguite anche in Brasile dove soggiorna dal 1948 al 1966. Espone alla Permanente e alla Combattenti di Milano, alla I e III Biennale Romana, e a tutte le mostre bolognesi. Tra i suoi dipinti più noti: Estate, Suonatrice di mandòla, Ninfe, Il paggio, Donna allo specchio, Ebe e Ganimede, Ritratto di mia madre, Florisa (tutti appartenenti a collezioni private). Nella chiesa parrocchiale di Barricella c'è un Battesimo di Gesù, nella chiesa di Scascoli (Bo) c'è una Madonna e Gesù Bambino, nella chiesa di Telve Valsugana ci sono Sant'Antonio e una Presentazione della Madonna al Tempio. Partecipa come soldato semplice alla Prima Guerra Mondiale. Attivo anche come grafico pubblicitario (famosa la serie per l'Eutrofina negli Anni Venti). Collabora al Corriere dei Piccoli, Il Cartoccino e La Festa. Muore a Bologna nel 1973, nella sua abitazione di via Toscana.
![]() A.M. Nardi, frontespizio di Cordelia, ottobre 1930
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courtesy Paola Cardi
Antonio
Maria Nardi
Ninfe |
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| NICCO,
CARLO EMILIO (1883 - 1973) Nasce a Torino nel 1883. Disegnatore, costumista, scenografo, pittore, incisore, cartellonista e illustratore, lavora da giovanissimo presso un intagliaore in legno, poi come apprendista meccanico. L'esperienza presso un litografo lo avvicina al cartellonismo teatrale e cinematografico: sue sono le scenografie dei film muti Nella Regini, Milly, Il fiacre n.13. Per tre anni dirige Cuor d'oro, rivista quindicinale per ragazzi (1921-24). Collabora ai periodici Numero e La Lettura, Il Corriere dei Piccoli e La Festa. La sua vastissima opera di illustratore è concentrata in quasi 150 libri per editori piemontesi come U.T.E.T., Lattes, SEI, Paravia, dove esordisce nel 1924 illustrando Fortunello di Vincenzo Fraschetti. Muore nel 1973.
courtesy
Paola Cardi
G. Brigante Colonna, Luci ed ombre della storia, Scala d'oro Serie VII n° 11, ill. int. di Carlo Nicco |
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| NICOULINE,
VSEVOLOD PETROVIC (1890 - 1968) Nasce a Nikolaev
(Ucraina) il 27 novembre 1890. Tra il 1909 e il 1917 frequenta l'Accademia
d'arte di Odessa e l'Accademia Imperiale di Pietroburgo. A causa della
rivoluzione bolscevica si trasferisce a Odessa e in seguito a Costantinopoli,
dove lavora come "scaricatore di porto e custode di chiatte"
(secondo un biografo). Si trasferisce in Italia nel 1920, stabilendosi
a Nervi. A causa della sua simpatia per il governo russo rivoluzionario
è costantemente vigilato dalla Prefettura di Genova che ne segnala
i frequenti viaggi nelle città di Roma e Milano, e i rapporti che
intrattiene con funzionari e rappresentanti del governo russo in Italia.
Entra nel mondo della pittura italiana inizialmente come modello per gli
studenti dell'Accademia di Belle arti genovese, fino a quando una sua
tela rivela il suo talento. Nel 1921 Nicouline esordisce con una mostra
di xilografie. Nel 1922 partecipa alla LXVIII esposizione della Società
delle Belle Arti di Genova con la tela Ritratto della Signora Aida
Bossalini (sua moglie). Nel l 1923 e 1925 partecipa all'esposizione
internazionale dell'acquerello presso la Permanente di Milano; espone
inoltre alla I e II Mostra Internazionale delle Arti Decorative del Palazzo
Reale di Monza. Inizia a collaborare con giornali e riviste come Il
Secolo XX e La Donna e con diverse case editrici tra cui Hoepli,
Paravia, Mondadori (per l'Enciclipedia dei Ragazzi) e UTET per
la collana La Scala d'Oro.
Crea un mazzo di carte per l'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo.
Nicouline lavora anche come costumista, con figurini per il teatro alla
Scala di Milano e per il Metropolitan di New York. Nel 1941 espone una
personale a Genova, alla quale seguiranno altre esposizioni personali.
Nel 1946 ottiene la cittadinanza italiana e assume il nome di Vittorio.
Muore a Milano nel luglio 1968.
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Una cover di Nicouline per Scena Illustrata, Anno 72, N° 8, Agosto 1957 |
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| PAGOT,
NINO (1908 - 1972) Nasce a Venezia 1908. E' illustratore, fumettista, disegnatore di cartoons. E' tuttavia meno noto del fratello Toni, con il quale collabora al cinema di animazione. Muore a Milano nel 1972. Antonio Pagotto (Toni Pagot) nasce a Milano 1921. Come il fratello Nino si impegna nella sceneggiatura e nella realizzazione di testi e disegni per fumetti ma soprattutto per il cinema d'animazione, la pubblicità e il cinema documentarista. Insieme, nel dopoguerra, firmano I fratelli Dinamite, uno tra i primi lungometraggi animati italiani, a colori, e molte serie televisive (soprattutto per Hanna & Barbera) oltre a famose serie pubblicitarie per Carosello (nel 1963 nasce Calimero il pulcino nero). Negli anni Settanta Toni ritorna al fumetto come sceneggiatore e disegnatore, prima con Il Corriere dei Piccoli e Il Corriere dei Ragazzi, poi (dal 1977) con Il Giornalino, un'attività che continua fino agli anni Novanta. Muore a Roncello (Milano) il 7 luglio 2001.
Renato
Fucini, Tutti gli scritti,
Trevisini, n.d., sovracoperta totale di Nino Pagot |
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| PARMEGGIANI,
CARLO (1881 - 1967) Nasce a Ferrara nel 1881, è acquarellista, acquafortista e xilografo. ottiene di ritrarre S.M. Vittorio Emanuele III per il francobollo giubilare del 1926. Espone alla Biennale di Venezia nel 1907 con l'olio La posa del mattino, nel 1912 con due acqueforti, nel 1922 con l'acquerello Nemo propheta in patria, nel 1924 con un design per carta da lettere e un ex-libris, nel 1930 con disegni a matita, nel 1933 con il carboncino Gesù issato sulla croce. Espone anche alla Biennale di Brera. Muore a Tradate (VA) nel 1967.
ill. int. di Carlo Parmeggiani courtesy Paola Cardi |
Ill. interna di Parmeggiani per la scena "Robinson Crusoe salva il negro", L'Enciclopedia dei Ragazzi, Mondadori, 1949 courtesy Lia Madorsky
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| PINOCHI,
ENRICO MAURO (1900 - 1965) Nasce a Mozzano (Lucca) nel 1900. Studia arte a Roma con Giulio Aristide Sartorio, tra i massimi esponenti del liberty italiano, ed esordisce giovanissimo sulle pagine del quotidiano Il Secolo XIX. Collabora a Il Corriere dei Piccoli e La Lettura, supplemento de Il Corriere della Sera, per illustrazioni pubblicitarie. Illustra numerosi testi scolastici per la Libreria dello Stato durante il periodo fascista. Collabora con diverse case editrici per l'editoria per ragazzi, come Paravia, Mondadori e UTET. Collabora per la collana Bibliotechina de "La lampada" (in attivo tra il 1912 e il 1927): di questa collana esiste una serie speciale di soli sei titoli, tutti illustrati da Pinochi. Nel 1938 è assunto dalla Mondadori come direttore artistico per il settore fumetti: comincia così la collaborazione con Federico Pedrocchi, sui testi del quale realizza alcune storie di Paperino (Paperino chiromante, Paperino fra i Pellirosse, Paperino e il vaso cinese) e Topolino. Negli anni Quaranta emigra in Argentina, dove lavora per la casa editrice Editorial Abril. Muore a Buenos Aires nel 1965.
courtesy
Tesori di carta, Bologna
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| ZAMPINI,
MARIO (1905 - 1963) Nasce a Firenze. E' pittore, illustratore e scenografo. Inizia a lavorare come apprendista presso una casa editrice, ma già a 17 anni espone a Genova e a Firenze. Nel 1922 espone alla "Mostra degli Illustratori" di Firenze le sue creazioni per Orlando Furioso, Cyrano nella luna e Vita di San Benedetto e in seguito illustra una ventina di volumi tra cui Il nipote di Rameau di Diderot (Formiggini, 1929). Nel 1932 i suoi disegni per il progetto di un monumento a Dante gli valgono una segnalazione del Governo e dal 1933 lavora come scenografo del teatro alla Scala di Milano. Nel 1938 realizza una storia a fumetti per Il Corriere dei Piccoli, e nel dopoguerra è attivo anche nella fumettistica. Illustra per Hoepli tre libri-teatro (Cenerentola, Alì Babà, La Bella Addormentata) che sono tra i più famosi libri animati.
courtesy
Lia Madorsky
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Hoepli, 1942. Cover del testo chiuso. courtesy Armida C.
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