Casa Editrice Paravia

Una casa editrice dalle origini antiche:
Giovanni Battista Paravia
(1765 - 1826)


Fin dal secolo XVII la famiglia Zappata esercitava l'arte tipografica e il relativo commercio a Torino. Nel 1623 uno dei Zappata si unì ad altri commercianti per dar vita ad una società denominata "La Concordia" alla quale Carlo Emanuele I concesse l'esenzione dalle tasse doganali. Uno dei suoi figli, Giovanni Battista, nel 1637 entra in società con Giovanni Guglielmo Tisma, già proprietario di una tipografia. Il figlio di Giovanni Battista, Bartolomeo Zappata, nel 1651 si mise in proprio, e così apparvero i primi testi a stampa recanti il solo nome dei Zappata. Nel 1658 Bartolomeo acquista il negozio di Cavalleri nella contrada dei librai (oggi via S. Francesco d'Assisi). In seguito si qualifica come libraio di corte e nel proprio logo reca il motto "renovata juventus". Il figlio di Bartolomeo, Pietro Francesco, apre a sua volta una bottega propria dedita più che altro alla stampa di libercoli religiosi o su ordinazione del committente. Nel 1745 la dicitura legge: "Pietro Giuseppe Zappata e Figlio". Nel 1757 Paolo Giuseppe Zappata si unisce in società con Giacomo Giuseppe Avondo, il quale pochi anni dopo rileva l'intera azienda. Nel 1775 muore Avondo e i suoi eredi si associano a Giovanni Sebastiano Botta, il quale nel 1802 rileva la società e si associa a sua volta a Francesco Prato e Giovanni Battista Paravia.

A seguito dell'occupazione napoleonica, il regno del Piemonte diviene un dipartimento francese, e tra le tante e varie conseguenze vi fu pure quella della limitazione dell'attività libraria e di stampa. Addirittura si limitava a sette il numero dei tipografi in Torino, che peraltro ne contava già 13, e in qualche modo sopravvissero fino alla restaurazione del 1814. Dei tre soci, Giovan Battista Paravia, Giovanni Sebastiano Botta e Francesco Prato, l'unico ad avere la patente imperiale è il Botta, e questi si nomina unico proprietario della stamperia, lasciando al Paravia solo la proprietà della bottega sita sotto i portici del palazzo comunale (il terzo socio, il Prato, era morto subito).
Nel 1815 la vedova di Giovanni Pomba ottiene dal Re di aprire una nuova stamperia, e così viene liquidata una volta per tutte la limitazione napoleonica. Tuttavia, soltanto nel 1829 si ha una regolamentazione che include l'obbligo del brevetto di stampatore per chiunque voglia aprire una tipografia.

Giovan Battista Paravia muore nel 1826, ma già il figlio Giorgio (1796-1850) aveva preso in mano l'azienda. Detenendo solamente la proprietà del negozio, egli sa che deve incrementare l'attività con una stamperia, per cui si associa ad Andrea Alliana, il quale godeva di un'esperienza pregressa alla Stamperia Reale e nel 1824 aveva aperto una sua tipografia nell'angolo delle odierne vie Lagrange e Cavour. La società termina poco dopo, nel 1828, e nel 1833 Giorgio Paravia, volendo a tutti i costi possedere finalmente una tipografia propria, acquista quella di Bernardino Barberis, sita in via Bellezia, e infine ottiene la licenza per l'esercizio dell'arte tipografica. Nasce così la ditta Paravia.

Nei primi anni di attività la ditta si arrangia con le pubblicazioni religiose (quelle scolastiche erano ancora privilegio della Stamperia Reale), e in seguito, nel 1836, diversifica con un settimanale sempre a carattere religioso, ma che cerca di introdursi nel campo dell'informazione divulgativa e popolare. Il primo numero è del 1840 e l'ultimo dell'anno seguente. In realtà la ditta campava con la stampa di opuscoli e manifesti. Nel 1845 ci riprova con un altro giornale, L'educatore primario, giornale d'educazione ed istruzione elementare, evidentemente rifacendosi al Journal d'éducation francese, il quale ha una sua storia e diventa popolare.
Nel 1848 Carlo Alberto proclama la libertà di stampa (regolamentata dall'Editto del 26/3/48) dandone le poche norme: obbligo di apporre sopra ogni stampato luogo, data di stampa, nome del tipografo, ed inoltre ogni prima copia doveva essere consegnata al magistrato. Da questo momento l'editoria torinese si espande in maniera esponenziale. Nel 1849 Giorgio Paravia pubblica La rivista italiana, che vive fino all'anno seguente; sempre nel 1849 nasce la "Società di Istruzione e di Educazione" presieduta da Vincenzo Gioberti.

Giorgio Paravia muore il 26 dicembre del 1850. La vedova chiama in soccorso Lorenzo Roux e il cugino Innocenzo Vigliardi (1822-1896), il quale già dal 1833 lavorava nella ditta Paravia. Il Vigliardi sa come muoversi nell'ambiente colto, e chiama Niccolò Tommaseo a collaborare al rinato giornale della Società d'Istruzione e di Educazione, L'Istitutore, che a partire dal 1852 avrà lunga vita. Non solo: egli è uomo d'azione, e lungimirante. Incrementa la pubblicazione di libri scolastici, che s'intende ora è permessa a chiunque, e nel 1851 dò origine alla "Collezione dei classici latini e greci". Nel 1859 la Lombardia viene annessa al Regno di Sardegna a conclusione della Seconda Guerra di Indipendenza, e il Vigliardi va a Milano, all'epoca centro dell'intellighenzia italiana, per acquistarvi nel 1860 la libreria Branca, sita sotto la galleria De Cristoforis. Quando la capitale nel 1864 viene trasferita a Firenze, il Vigliardi accorre e vi acquista una libreria sita in via Tornabuoni; ed infine ne acquista una anche a Roma, sita in piazza S.S. Apostoli.

Nel 1873, avviato verso un impero, soprattutto di editoria scolastica, il Vigliardi rileva l'antica Stamperia Reale, comprensiva dei macchinari. Nel 1876 il Roux si ritira e il Vigliardi, che ha sempre avuto mano libera, continua nelle innovazioni imprenditoriali; nel 1881 fa uscire a Roma la nuova rivista Il nuovo educatore, settimanale dedicato all'istruzione elementare, che raccoglie l'eredità del vecchio Educatore primario. La nuova libreria Paravia si sposta dal palazzo comunale a via Garibaldi, dove accanto ai testi scolastici si vendono anche carte topografiche, sfere planetarie, pallottolieri, lavagne, etc., che valgono alla Ditta Paravia premi e medaglie alle esposizioni.
All'expo torinese del 1884, tenutosi nel Parco del Valentino, la Ditta Paravia partecipa con un grande padiglione dove sono in mostra i propri prodotti, compresi i 54 volumi della "Biblioteca Scolastica di scrittori latini" e la "Collezione di libri d'Istruzione e di Educazione", ammontante a 212 volumi. Nel 1888 la Paravia partecipa perfino alla grande Esposizione Italiana a Londra. All'epoca la ditta impiega quasi 200 persone.

Innocenzo Vigliardi ha sei figli maschi ai quali passa la mano attorno a quello stesso periodo. I primi cinque sono della prima moglie Anna Casella, l'ultimo nato è della seconda moglie, Carola Rolla. Il primogenito Carlo (1845-1919) prende in mano la direzione generale della Ditta; il secondo figlio Giacinto (1846-1927) gli fa da assistente; il terzo figlio Lorenzo (1855-1919) dirige la filiale di Roma dopo di Carlo, che se ne occupa fino al 1888; il quarto figlio Vincenzo (1856-1908) quella di Napoli; il quinto figlio Giuseppe (1857-1922) dirige la neo acquisita Stamperia Reale; il sesto figlio Innocenzo Junior (detto Cento, 1869-1942) dirige la sede di Milano.

Nel 1891 i Vigliardi aggiungono al loro cognome quello di Paravia, ed ottengono di aggiungere il proprio nome alla Ditta. Dei sei figli di Innocenzo Vigliardi, coloro che maggiormente apportano prosperità alla Ditta sono Carlo e Giuseppe. Questi nel 1900 inizia a pubblicare il giornalino La domenica dei fanciulli, settimanale illustrato, che resisterà per un buon ventennio anche dopo la concorrenza del Giornalino della Domenica e del Corriere dei Piccoli. Inizia così anche per Paravia l'attività rivolta all'editoria per ragazzi. Emilio Salgari collabora come traduttore e correttore di bozze, e per la Ditta scrive tre romanzi: Il continente misterioso (1894), Al polo australe in velocipede e Nel paese dei ghiacci (1896), quest'ultimo un pastiche ricavato da vecchie incisioni e un testo tedesco pubblicato nel 1892 da Guigoni. Nel 1900 Salgari traduce per Paravia un testo francese, Avventure fra le Pellirosse, che firma come G. Landucci.
Giuseppe Vigliardi Paravia nell'anno 1902 fonda, insieme con altre persone, la "Regia Scuola Tipografica e di arti affini" di Torino, che n
el 1921 al Parco del Valentino organizza la mostra del libro illustrato, e che nel 1923 gli verrà intitolata.

La Libreria Paravia a Milano


Nel 1919 muoiono Lorenzo e Carlo, quest'ultimo sostituito alla direzione generale da Giuseppe. Nel 1920 viene costituita la Società Anonima G.B. Paravia & C., nel cui consiglio di amministrazione siedono Giuseppe, Innocenzo Jr. e Tancredi, figlio di Carlo. Nel 1922 muore Giuseppe, e il suo posto a capo della ditta di famiglia viene preso da Innocenzo Jr. che lo detiene fino alla morte nel 1942, l'unico sopravvissuto dei sei fratelli Vigliardi (Giacinto era morto nel 1927).
La nuova generazione consta di una sola persona, Tancredi Vigliardi Paravia (1884-1969).
La riforma Gentile nei primi anni Venti è un disastro per molte case editrici che si fondavano sull'editoria scolastica, aggravata dal decreto sul testo unico nel 1929. Nel 1927 la Ditta Paravia si trasferisce dalla vecchia sede di via Arsenale alla nuova sede in corso Vittorio Emanuele II, abbandonando il campo tipografico per potenziare quello editoriale. Dopo un periodo di ulteriore sviluppo durante gli anni Trenta, la guerra non solo pone un serio freno all'attività, ma il pesante bombardamento su Torino nel 1942 rade a terra i locali. Innocenzo Jr. muore nel 1942 proprio durante i bombardamenti e viene sosituito da Tancredi, coadiuvato dal figlio Carlo (n. 1914), i quali si rimboccano le maniche per ricostruire l'azienda. Dopo lunghe peripezie la Ditta Paravia pian piano si risolleva. Nel dopoguerra, oltre al catalogo delle edizioni scolastiche, esce il catalogo "Fonte Gaia", che raccoglie testi ameni per l'infanzia, dovuti ai maggiori autori del settore sia italiani sia stranieri (i volumi escono dal 1945 al 1956). Infine nel 1950 viene ricostruita la sede in corso Racconigi, accanto alla vecchia sede distrutta. Da allora la Ditta Paravia continua a prosperare ed è tuttora attiva.


Il banco della Ditta GB Paravia alla
Fiera Internazionale del Libro
tenutasi a Firenze nel 1925
e presieduta da Enrico Bemporad
(courtesy Lia Madorsky)

Collane:

Collana d'Istruzione e di Educazione (90 voll.)
Collana di Filosofia e Pedagogia (100 voll.)
Classici della Letteratura Italiana (50 voll.)
Collana di Scienze fisiche, naturali e matematiche
(117 voll.)
Collana di lingue straniere (86 voll.)
Collana di Letteratura latina e greca
Collana di dizionari e vocabolari
(*)



(*) tra i quali il dizionario latino-italiano Campanini-Carboni che ha accompagnato le prove in classe di generazioni intere di studenti.


Giorgio Paravia
(1796-1850)


Innocenzo Vigliardi
(1822-1896)


Carlo Vigliardi Paravia
(1845-1919)



Giuseppe Vigliardi Paravia
(1857-1922)



Tancredi Vigliardi Paravia
(1884-1969)



Il Nuovo Educatore,
Anno XII, N° 33,
18 maggio 1893




Il logo della Ditta Paravia
"Ex Flammis Resurgo"



Il logo della Stamperia Reale
Paravia & Comp.

Fonte Gaia
Le gemme d'oro
Limpido rivo
Racconti d'avventure
I bei libri
Bibliotechina dei fanciulli

Collana Il piccolo italiano
Collana I Condottieri

Testo:
www.letteraturadimenticata.it, dicembre 2010
Fotografie:
Archivio Brandolini-Morgagni

COPERTINE

Silvio Pellico,
Le mie prigioni
1891, ill. di A. Rossi
Maria Stella,
Fratelli e sorelle
1908
Lydia Torretta, Verso la luce, due diverse edizioni, 1917
estratto da La Domenica dei Fanciulli
ill. firmate G.C.

Tito Gironi,
Novelle educative
1902, ill. firmate Attilio
Ferruccio Orsi, Racconti allegri, 1909
Edizione in brossura ed edizione di lusso
ill. G.G. Bruno
O. De Gaspari,
Il racconto del piccolo vetraio
1914

Paola Lombroso Carrara, Le fiabe di Zia Mariù, 1925
ill. int. di Edina Altara
Luisa Sclaverano, Piccoli semi, due diverse edizioni, 1907

E.G. Giordani,
Sottoil velame, 1923
ill. di Attilio Mussino
Ugo Chiron,
I piccoli canti, 1921
ill. Beppe Porcheddu
G.B. Arnaudo,
La Valanga

1917




Per alcune immagini di questa pagina si ringraziano Alina di Collefiorito, Libreria Onofri Roma, Armida C.

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