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Istituto
Editoriale Italiano
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ILLUSTRATORI |
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CAMBELLOTTI,
DUILIO (1876 - 1960)
Dopo lunghi restauri, Villa Torlonia è diventata un parco-museo aperto al pubblico. La Casina delle Civette (a ds.: particolare della Sala VI) è il frutto della totale rivisitazione di un fabbricato originalmente detto Capanna Svizzera che il principe Torlonia volle far eseguire tra il 1917 e il 1920 per adibirlo a sua dimora. L'edificio presenta una profusione di elementi architettonici che gli conferiscono un aspetto eclettico, pur collocandosi nello stile Liberty dell'epoca, soprattutto nelle decorazioni interne comprendenti maioliche, vetrate ed altri oggetti di arredo che portano la firma di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi ed altri. Nel restauro sono state recuperate le vetrate originali e sostituite quelle perdute ricostruendole sulla base dei disegni e cartoni degli autori. In mostra vi sono diversi disegni di Cambellotti, provenienti da collezioni varie, ed anche la famosa vetrata "La Fata", concepita nel 1917 ed esposta alla Prima Biennale di Monza nel 1923 (sin.: in una fotografia originale del 1923).
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![]() E' di Duilio Cambellotti il design del'Istituto Editoriale Italiano per la Biblioteca dei Ragazzi di Umberto Notari (guardie, fregi, frontespizio e antiporta). ![]() Da Porto, Giulietta e Romeo, collana I Classici Italiani, Istituto Editoriale Italiano, Milano, n.d., sovracoperta Ill. di Duilio Cambellotti
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SACCHETTI,
ENRICO (1877 - 1967)
Enrico Sacchetti nasce a Roma il 28 febbraio 1877. Il padre Giuseppe, pittore, è amico di Signorini, Fattori e Silvestro Lega, e pittori sono anche i figli Giotto, Enrico e Pia. Enrico si diploma all'Istituto Tecnico; in seguito frequenta lo studio del pittore Gelati e collabora con lo scultore Libero Andreotti, ma sono anni di ristrettezze economiche. Nel 1901 collabora al Bruscolo di Vamba; dal 1903 al 1904 collabora al Verde e Azzurro, settimanale diretto da Umberto Notari, per il quale disegna il manifesto di lancio, ma il giornale chiude in breve. Nel 1905 Notari lancia il quindicinale Teatro Illustrato, per il quale Sacchetti illustra diverse copertine ed una serie di tavole fuori testo con le caricature dei personaggi più in vista del mondo dello spettacolo (in seguito stampate in veste di cartoline). Poichè frequenta Papini e Soffici, illustra Le Roi Bombance di Filippo Tommaso Marinetti; in seguito collabora alla rivista Poesia e illustra insieme a Cesare Tallone ed Ugo Valeri Quelle Signore di Notari, libro che fa scandalo, viene sequestrato, processato e poi assolto. Sacchetti si stabilisce dal 1908 al 1911 a Buenos Ayres come disegnatore a El Diario; rientrato a Milano inizia la collaborazione con La Lettura che non abbandonerà più fino alla fine e con l'Istituto Editoriale Italiano per il quale illustra una serie di libri della Biblioteca dei Ragazzi. Nel 1912 raggiunge Libero Andreotti e Sem Benelli a Parigi e, lasciato il genere caricaturale, diventa ritrattista femminile. Collabora a La Vie Parisienne e sposa una musicista conosciuta a Buenos Ayres anni addietro. Ma la Francia entra in guerra e Sacchetti è costretto nel 1914 a rientrare in Italia. Collabora con la Casa Editrice Nerbini di Firenze, ma a sua volta è richiamato sotto le armi. La sua testimonianza della guerra è nei due album Gli Unni e Gli Altri di Antona Traversi, le copertine de Il Secolo XX, i manifesti e gli opuscoli per i prestiti di guerra, una serie di cartoline di propaganda pubblicata a Londra, due mazzi di carte da gioco nazionali con le caricature dei regnanti coinvolti nel conflitto, i disegni del giornale della Terza Armata La Tradotta a cui collaborano anche Antonio Rubino, Umberto Brunelleschi e Giuseppe Mazzoni. Nel dopoguerra inizia la collaborazione a L'Illustrazione Italiana, e illustra diverse copertine per Mondadori, Zanichelli, Sonzogno. Nel 1920 espone una personale alla Galleria Pesaro di Milano e pubblica venti litografie presentate da Ugo Ojetti. Nel 1922 espone alla XIII Biennale di Venezia e inizia le prime collaborazioni ai periodici come opinionista. Ojetti gli commissiona articoli per Il Corriere della Sera di cui è direttore dal 1926 al 1927; e nel 1935 Enrico Sacchetti pubblica con Treves il suo primo libro, Vita da Artista, che ottiene il premio Bagutta. Si esaurisce quindi la vena illustrativa ed inizia quella pittorica e letteraria. Nel 1933 espone in una personale a Milano (paesaggi ad olio e a guazzo, disegni, caricature e illustrazioni). Nel 1957 viene allestita una sua mostra antologica alla Galleria Cairoli di Milano e gli viene assegnata la Medaglia d'Oro per l'illustrazione dall'editore Garzanti. Espone ancora alla Galleria Spinetti di Firenze nel 1958, presentata da Ardengo Soffici, e nel 1963 alla II Biennale dell'Umorismo nell'Arte di Tolentino. Nel 1967 vince la prima edizione del "Premio Illustrazione" istituito da Epoca. Sue opere sono conservate nelle Gallerie di Modena, Venezia, Parigi, Londra, Buenos Ayres. Fra le opere più note sono i ritratti di Giovanni Papini, Sem Benelli, Arturo Toscanini, Eleonora Duse, ed altre personalità. Muore il 27 dicembre 1967 a Firenze. TITOLI: Vita da artista (1935, dedicato a Libero Andreotti) Due Baci (1936) Arte Lunga (1942, dedicato al figlio Dino morto volontario in Albania nel 1941) Capire (1947) La Bottega della Memoria (1953) Tempo Rubato (1959) Che cosa è l'Arte (1961)
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![]() G.C. della Croce, Le astuzie sottilissime di Bertoldo, Istituto Editoriale italiano, Biblioteca dei Ragazzi n° 6 (ca. 1912) ill. int. di Enrico Sacchetti
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