Istituto Editoriale Italiano

ILLUSTRATORI

CAMBELLOTTI, DUILIO (1876 - 1960)

Nasce a Roma il 10 maggio 1876, il padre è intagliatore e decoratore, e il figlio si esprime come pittore, scultore, architetto, scenografo, arredatore, illustratore, incisore, decoratore, ceramista, a seconda dell'ispirazione del momento. E' sicuramente una delle figure artistiche più eclettiche del periodo. Frequenta il Museo Artistico Industriale con Raffaello Ojetti, poi studia all'Accademia di Belle Arti di Roma (di cui sarà docente di ornato modellato) e inizia come interprete dell'Art Nouveau, designer di oggetti di arredamento che diverranno famosi. Nel 1898 partecipa all'Esposizione di Torino e nel 1899 a quella di Firenze. E' scenografo e costumista per il Teatro Stabile di Roma dal 1905 alla fine degli anni Quaranta, e inizia nel 1914 la sua collaborazione con il teatro greco di Siracusa realizzando i bozzetti di scena per Agamennone di Eschilo, fino al 1948. Sviluppa l'interesse per gli arredi, collaborando al settimanale La Casa tra il 1908 e il 1910. Si dedica a progetti architettonici, innovando l'applicazione della ceramica e delle vetrate (collabora anche all'organizzazione della prima mostra delle vetrate artistiche italiane nel 1912). Per il principe Torlonia realizza la Casina delle Civette (1914-15). Nel 1914 ottiene inoltre la cattedra all'Istituto di belle Arti di Roma. Nel 1919 presenta all'Esposizione di Torino alcune delle sue più importanti sculture ('Il vannino', 'Il toro', 'Il buttero', 'La Pace'). Nel periodo 1923-1927 partecipa a tre edizioni della Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza. Nel 1926 si presenta con il gruppo dei XXV della Campagna Romana ed espone "Bufali", bronzo acquistato dal Comune di Roma. E' in stretto contatto con Giacomo Balla e Umberto Boccioni. Nel 1931 lavora alla decorazione del Palazzo dell'Acquedotto Pugliese a Bari. Nel 1934 esegue gli affreschi nella sala della Prefettura di Latina. A Latina viene i
naugurato nel 2005 il Museo Cambellotti nell'ex Opera Nazionale Balilla di Piazza San Marco. Grazie alle donazioni dei figli la collezione di Latina è diventata la più importante documentazione sull'artista. Il museo espone cartoni originali, disegni, bozzetti, scenografie teatrali e cinematografiche, opere grafiche, medaglie, ceramiche, gessi, tempere, fotografie, che documentano l'intensa attività di Cambellotti e il suo legame con il territorio pontino. Nel 1940 progetta le vetrate per la Cappella di Santa Barbara nel Museo del Genio a Roma. Duilio Cambellotti muore a Roma 31 gennaio 1960.

ILLUSTRAZIONI

Nel 1901 vince il "Concorso Alinari" per l'illustrazione della Divina Commedia e inizia illustrare testi letterari, tra i quali i più famosi sono: le poesie di Filippo Amantea Come le nuvole (1905),
Le mille e una notte
(1912),
I Fioretti di San Francesco (1926), Il Palio di Siena (1930). Collabora con diverse riviste come La Lettura (rivista mensile del Corriere della Sera), Rapiditas (legata al mondo delle corse automobilistiche), La Casa (dedicata all'estetica, al decoro e al governo dell'abitazione), Fantasio, Italia ride, L'Avanti della Domenica. Nel 1916 fonda il giornalino Il piccolissimo. Lavora come illustratore per i più grandi editori come Bemporad, Alinari, Mondadori, De Fonseca, Notari, per il quale disegna le guardie e i fregi delle collane Biblioteca dei Ragazzi, I Classici Italiani, Gli Immortali.
Si firma in genere con la sola sigla e/o una spiga.


Villa Torlonia, Casina delle Civette, Roma


Dopo lunghi restauri, Villa Torlonia è diventata un parco-museo aperto al pubblico.
La Casina delle Civette (a ds.: particolare della Sala VI) è il frutto della totale rivisitazione di un fabbricato originalmente detto Capanna Svizzera che il principe Torlonia volle far eseguire tra il 1917 e il 1920 per adibirlo a sua dimora. L'edificio presenta una profusione di elementi architettonici che gli conferiscono un aspetto eclettico, pur collocandosi nello stile Liberty dell'epoca, soprattutto nelle decorazioni interne comprendenti maioliche, vetrate ed altri oggetti di arredo che portano la firma di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi ed altri. Nel restauro sono state recuperate le vetrate originali e sostituite quelle perdute ricostruendole sulla base dei disegni e cartoni degli autori. In mostra vi sono diversi disegni di Cambellotti, provenienti da collezioni varie, ed anche la famosa vetrata "La Fata", concepita nel 1917 ed esposta alla Prima Biennale di Monza nel 1923 (sin.: in una fotografia originale del 1923).





Vetrata "La Fata"

 


E' di Duilio Cambellotti il design del'Istituto Editoriale Italiano per la Biblioteca dei Ragazzi
di Umberto Notari (guardie, fregi, frontespizio e antiporta).



Da Porto, Giulietta e Romeo, collana I Classici Italiani, Istituto Editoriale Italiano,
Milano, n.d., sovracoperta
Ill. di Duilio Cambellotti



Duilio Cambellotti
in una foto del 1940

Cordelia,
L'ultima fata
,
Bemporad, 1909
Ill. int. di Duilio Cambellotti





SACCHETTI, ENRICO (1877 - 1967)

Enrico Sacchetti nasce a Roma il 28 febbraio 1877. Il padre Giuseppe, pittore, è amico di Signorini, Fattori e Silvestro Lega, e pittori sono anche i figli Giotto, Enrico e Pia. Enrico si diploma all'Istituto Tecnico; in seguito frequenta lo studio del pittore Gelati e collabora con lo scultore Libero Andreotti, ma sono anni di ristrettezze economiche.
Nel 1901 collabora al Bruscolo di Vamba; dal 1903 al 1904 collabora al Verde e Azzurro, settimanale diretto da Umberto Notari, per il quale disegna il manifesto di lancio, ma il giornale chiude in breve. Nel 1905 Notari lancia il quindicinale Teatro Illustrato, per il quale Sacchetti illustra diverse copertine ed una serie di tavole fuori testo con le caricature dei personaggi più in vista del mondo dello spettacolo (in seguito stampate in veste di cartoline). Poichè frequenta Papini e Soffici, illustra Le Roi Bombance di Filippo Tommaso Marinetti; in seguito collabora alla rivista Poesia e illustra insieme a Cesare Tallone ed Ugo Valeri Quelle Signore di Notari, libro che fa scandalo, viene sequestrato, processato e poi assolto. Sacchetti si stabilisce dal 1908 al 1911 a Buenos Ayres come disegnatore a El Diario; rientrato a Milano inizia la collaborazione con La Lettura che non abbandonerà più fino alla fine e con l'Istituto Editoriale Italiano per il quale illustra una serie di libri della Biblioteca dei Ragazzi. Nel 1912 raggiunge Libero Andreotti e Sem Benelli a Parigi e, lasciato il genere caricaturale, diventa ritrattista femminile. Collabora a La Vie Parisienne e sposa una musicista conosciuta a Buenos Ayres anni addietro. Ma la Francia entra in guerra e Sacchetti è costretto nel 1914 a rientrare in Italia. Collabora con la Casa Editrice Nerbini di Firenze, ma a sua volta è richiamato sotto le armi. La sua testimonianza della guerra è nei due album Gli Unni e Gli Altri di Antona Traversi, le copertine de Il Secolo XX, i manifesti e gli opuscoli per i prestiti di guerra, una serie di cartoline di propaganda pubblicata a Londra, due mazzi di carte da gioco nazionali con le caricature dei regnanti coinvolti nel conflitto, i disegni del giornale della Terza Armata La Tradotta a cui collaborano anche Antonio Rubino, Umberto Brunelleschi e Giuseppe Mazzoni. Nel dopoguerra inizia la collaborazione a L'Illustrazione Italiana, e illustra diverse copertine per Mondadori, Zanichelli, Sonzogno. Nel 1920 espone una personale alla Galleria Pesaro di Milano e pubblica venti litografie presentate da Ugo Ojetti. Nel 1922 espone alla XIII Biennale di Venezia e inizia le prime collaborazioni ai periodici come opinionista. Ojetti gli commissiona articoli per Il Corriere della Sera di cui è direttore dal 1926 al 1927; e nel 1935 Enrico Sacchetti pubblica con Treves il suo primo libro, Vita da Artista, che ottiene il premio Bagutta. Si esaurisce quindi la vena illustrativa ed inizia quella pittorica e letteraria. Nel 1933 espone in una personale a Milano (paesaggi ad olio e a guazzo, disegni, caricature e illustrazioni). Nel 1957 viene allestita una sua mostra antologica alla Galleria Cairoli di Milano e gli viene assegnata la Medaglia d'Oro per l'illustrazione dall'editore Garzanti. Espone ancora alla Galleria Spinetti di Firenze nel 1958, presentata da Ardengo Soffici, e nel 1963 alla II Biennale dell'Umorismo nell'Arte di Tolentino. Nel 1967 vince la prima edizione del "Premio Illustrazione" istituito da Epoca. Sue opere sono conservate nelle Gallerie di Modena, Venezia, Parigi, Londra, Buenos Ayres. Fra le opere più note sono i ritratti di Giovanni Papini, Sem Benelli, Arturo Toscanini, Eleonora Duse, ed altre personalità. Muore il 27 dicembre 1967 a Firenze.

TITOLI:

Vita da artista (1935, dedicato a Libero Andreotti)
Due Baci (1936)
Arte Lunga (1942, dedicato al figlio Dino morto volontario in Albania nel 1941)
Capire (1947)
La Bottega della Memoria (1953)
Tempo Rubato (1959)
Che cosa è l'Arte (1961)


Enrico Sacchetti:
Autoritratto (disegno)
Hans Baumgarten,
Piccola, perchè vai a Berlino?,
Il Romanzo Mensile,
Anno XXXI, N° 5, Maggio 1933
cover di
Enrico Sacchetti


Tre illustrazioni-caricature int. di Enrico Sacchetti per
C. Dickens, Le novelle di Natale,
Istituto Editoriale italiano,
Biblioteca dei Ragazzi n° 9


G.C. della Croce, Le astuzie sottilissime di Bertoldo,
Istituto Editoriale italiano, Biblioteca dei Ragazzi n° 6 (ca. 1912)
ill. int. di Enrico Sacchetti



La Lettura,
Anno XXXIV, N° 1,
1° gennaio 1934
cover di
Enrico Sacchetti

La Lettura,
Anno XXXIV, N° 1,
1° gennaio 1934
ill. int. "Gloria in excelsis Deo"
di Enrico Sacchetti

Due illustrazioni di Enrico Sacchetti per il volume di F.T. Marinetti,
Notari scrittore nuovo, 1937, una carrellata critica dei romanzi scritti da Umberto Notari. I disegni si riferiscono ai personaggi notariani: Marina (da Meridiano di Roma) e Delfinea (da Progetti per domani). Le tavole originali sono a colori, riprodotte nel volume citato in b/n.


HOME