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Casa
Editrice Bemporad
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ILLUSTRATORI |
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| ANGOLETTA,
BRUNO (1889-1954)
Nasce a Belluno
il 7 novembre 1889, ma nel 1908 si trasferisce a Roma. Collabora conme
scenografo e costumista per il "Teatro dei piccoli" di Podrecca,
e illustra il settimanale satirico L'Asino. Nel 1914 inizia come
illustratore per l'editoria libraria: suoi sono molti dei volumi de La
bibliotechina de "La lampada" (Mondadori). E' volontario
nella Prima Guerra Mondiale. Al termine del conflitto collabora con Il
Pasquino, La tribuna illustrata, Il Guerin Meschino,
Bertoldo, e realizza numerose copertine per il Giornalino della
domenica nelle edizioni del terzo periodo. Nel
1920 Mondadori gli affida il giornalino Giro giro tondo redatto
da Beltramelli. Nel 1927 sposa Fidelia
Mezzelani e si trasferisce a Milano. Qui inizia la lunga collaborazione
con Il Corriere dei piccoli di Spaventa, creando il celebre Marmittone
(1928) e successivamente altri personaggi: Sor Calogero Sorbara, il dottor
Centerbe, Pampam della Micragna, e i balillini Romolino e Romoletto. Marmittone
è un soldatino italiano di buona volontà ma perseguitato
dalla sfortuna, e finisce sempre in prigione. Marmittone è in contrasto
con il regime fascista, ma resiste fino ai primi Anni Quaranta. Negli
anni della guerra poi Angoletta inventa per il regime il personaggio Mr.
Dollar, una satira sul "nemico americano". Per Mondadori disegna
il famoso marchio della Medusa per la prestigiosa collana. Illustra complessivamente
oltre un'ottantina di volumi, tra i quali anche il famoso Giove
e le bestie di Trilussa nel 1932, ma è anche grafico, cartellonista,
pittore (partecipa per un certo periodo all'avanguardia futurista), ed
espone a due biennali veneziane, nel 1928 e 1936. Muore a Milano il 7
gennaio 1954. Si firma con la sola A o anche ANG.
Le
avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951, cover
courtesy Lia Madorsky
ill.
interna da: Le avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951; ill.
di B. Angoletta
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Il
Giornalino della Domenica, Anno XIII, N° 9, 15 maggio 1925
cover di Bruno Angoletta |
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Cartolina "dal fronte interno ai fratelli della trincea" di Ezio Anichini
Cartolina "dal fronte interno ai fratelli della trincea" di Ezio Anichini
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| BATTIGELLI,
MARINA (1894 - 1979) Nasce al Cairo il 3 luglio 1894 da genitori triestini. Non compie studi regolari, né tantomeno d'arte. Tuttavia, è una delle maggiori illustratrici di libri per bambini, e si afferma fin dalle prime prove. Esordisce nel 1921 con Vangelo raccontato ad un bimbo dalla sua mamma. Acquafortista, le sue opere incise fanno parte delle maggiori raccolte nazionali ed estere: Ai musei Pitti e Uffizi di Firenze, alla Galleria Pisani di Roma, a Tokyo, a Lipsia, a New York. Riceve un encomio speciale alla XXII Biennale di Venezia; la medaglia d'argento alla Mostra Francescana di Assisi nel 1927; il secondo premio Città di Orvieto per l'incisione nel 1941. Bruno da Osimo pubblica su di lei quattro articoli, nel 1938, 39, 40 e 41. Notevoli sono le raccolte a tema (Maternità, Mondadori) e fiabe da lei stessa scritte e illustrate. Novelle, bozzetti e pagine di critica appaiono contrassegnate da una sigla di pseudonimo. Muore a Firenze nel 1979. Si firma in vari modi: con le sole iniziali oppure con il nome per esteso, oppure con l'iniziale puntata e il cognome per esteso; a volte aggiunge "Firenze" sotto la firma. TITOLI: Leggende orientali di Gesù Bambino (1934) Padre Nostro (1937) Fiorita di una notte (1938) Ave Maria (1939)
Sienkewitz,
Quo Vadis?, La scala d'Oro, UTET, 1945
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| BERNARDINI,
PIERO (1891 - 1974) Nasce a Firenze
il 23 giugno 1891. Studia per diventare un tecnico delle Ferrovie, dove
lavora anche il padre, ma frequenta anche una scuola d'arte e nel 1908
esordisce sulle pagine del Passerotto, supplemento mensile de Il
giornalino della domenica riservato agli abbonati, diretto da Omero
Redi. Più tardi collabora anche al Corriere dei Piccoli
e al Giornale dei Balilla. Nel 1914 espone alla 'Mostra del bianco
e nero' di Firenze. Viene assunto alla Biblioteca filosofica di Firenze
e comincia una vasta attività di illustratore, sia per l'editoria
infantile, soprattutto per Bemporad e UTET (Scala d'oro), sia per periodici
(La lettura, Comoedia, L'illustrazione Italiana, Il Secolo Illustrato,
Il dramma, il Romanzo mensile, il Romanzo per tutti, i satirici Pasquino
e Travaso); è anche grafico e pubblicista. Illustra i più
noti titoli dell'editoria per ragazzi (Swift, Kipling, Panzini, e tanti
altri, per circa 200 titoli) e un celebre Pinocchio nel 1924. Per Bemporad
disegna anche alcune copertine degli Almanacchi, e illustra diversi titoli
dell'Istituto Editoriale Italiano. Si sposa nel 1925. L'attività
di fumettista e illustratore continua anche dopo la Seconda guerra mondiale,
nonostante la sua miopia si vada sempre più aggravando; disegna
anche tavole a fumetti per La settimana dei ragazzi. Nel 1971 pubblica
l'autobiografia Fatti miei, memorie di un ottuagenario. Muore
a Firenze il 13 ottobre 1974.
Maupassant,
La signorina Fifì, I.E.I., n.d., ill. int. di Piero Bernardini (tav. 1)
![]() Illustrazione
per la novella La vittima dell'ospitalità
di Benedetto Ciaceri (1902-1965), pubblicata su Il romanzo mensile, illustrata da Piero Bernardini
Bozzetto di Piero Bernardini per l'Autostrada Firenze-Viareggio pubblicata su L'Illustrazione Toscana, 1928 |
di Mario Buzzichini, tratto da Ragazzi d'Italia, 1/9/1923 (un supplemento del Resto del Carlino) La didascalia recita: "Infatti, guardate, laggiù: - c'è un veliero ed è, sissignori, il veliero - del Corsaro Nero"
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| BETTI,
DARIO (1891 - 1987) Nasce a Firenze il 6 ottobre 1891. Consegue la licenza tecnica e lavora come impiegato, in seguito archivista a S. Maria Nuova, pertanto è autodidatta in materie artistiche. Espone alla Biennale di Venezia nel 1924 e all'Internazionale di Arte Sacra di Padova, alle prime tre Quadriennali di Roma (per invito), alla Mostra dell'incisione di Firenze, alla Fiera del Libro di Lipsia e alla I Fiera del Libro di Firenze, dove è anche membro della giuria per le illustrazioni editoriali. Acquafortista, è anche incisore e xilografo. Una sua acquaforte "Capraia sull'Arno" è conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Si dedica all'illustrazione per diversi editori, famose sono le sue copertine di libri per ragazzi (Bemporad, Carabba) e collabora a Scena Illustrata come fotografo. Tra i volumi più noti citiamo Buzzichini, Storielle vecchie o quasi (con xilografie); Marchetti, Vita di S. Francesco (xilografie); nel 1950 pubblica il manuale Tecnica dell'incisione.
Dario
Betti
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BRUNELLESCHI, UMBERTO
(1879 - 1949) Nasce a Montemurlo (Pistoia) il 21 giugno 1879 da Pietro e Benedetta Cappelli. Studia pittura e scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo del Ciaranfi e del Sorbi;ai primi del Novecento è a Parigi, insieme con Ardengo Soffici, dove studia con il Gerome; già nel 1902 espone un Autoritratto al 'Salon des Indépendants'. Lavora firmandosi con lo pseudonimo Aroum-al Rascid per le riviste L'Assiette au Beurre, Le Rire, Frou-Frou. Sperimenta la pittura, dove eccelle nella ritrattistica, ma anche nella scultura, realizzando una serie di maschere che esporrà al 'Salon de la Nationale' nel 1910. E' anche scenografo e costumista, nel 1912 realizza le scenografie per il balletto "Légende du clair de lune" di Rasini al teatro Les bouffes Parisiens dove allestisce nel 1914 l'operetta "La femme en rose". Frequenta Modigliani, Soutine, Picasso, Boldini e altri noti artisti e intellettuali, tra cui Ida Rubinstein; il suo studio in rue Boissonade è frequentatissimo, quando D'Annunzio passa da Parigi vi si reca sempre. Allo scoppio della Grande Guerra parte per il fronte e alla fine del conflitto ritorna a Parigi, dove si occupa prevalentemente di scenografie e lavora con le riviste e i music-hall, e le Folies Bergères, ma non trascura il teatro classico: suoi sono i costumi per una "Turandot", su scenografie di Galileo Chini, e per la Scala di Milano esegue i fondali per "I pescatori di perle" di Bizet. Nel 1925 partecipa alla 'Exposition Internationale des arts décoratifs et industriels', sempre a Parigi. Alla Biennale veneziana espone ininterrottamente dal 1914 al 1938, oltre a varie personali parigine. Esegue anche ritratti di personaggi del tempo. Nel 1929 riceve a Parigi la Legion d'Onore per meriti artistici. Nel 1937 vince la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. Negli anni 1925 e 1937 è anche membro della giuria della stessa Esposizione. Viene nominato Commendatore della Corona d'Italia. Fra i molti ritratti eseguiti, quello di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, del Principe Paolo di Serbia, della contessa Arrivabene Gonzaga, della marchesa Casati e della marchesa Niccolini. Muore il 16 febbraio 1949 a Parigi, nella sua abitazione di Boulevard Raspail. Fonti private raccontano che fumava, beveva, e mangiava smodatamente. Come illustratore lavora per L'illustrazione italiana, La Lettura, e per l'editoria di cui si ricordano in particolare Il Decamerone e I Fioretti di San Francesco. Per l'editoria francese si ricordano un'edizione dei Contes di Perrrault e di La Fontaine, Graziella di Lamartine, Paul et Virginie di Bernardin de Saint Pierre. Insieme con Ezio Anichini, Filiberto Scarpelli, Riccardo Magni firma gran parte delle copertine del Giornalino della Domenica di Vamba. Nel 1910 crea per il Corriere dei Piccoli due personaggi di bambine, Coccoletta e Fifina. Collabora con La Tradotta, giornale della Terza Armata, Fantasio, e altre riviste.
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Ds: Una pubblicità per Il Giornalino della Domenica nell'Almanacco Bemporad 1908
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CORCOS,
VITTORIO (1859 - 1933)
![]() E. Pistelli, Le pistole d'Omero, Bemporad, 1923 cover di V. Corcos, figurine interne di Filiberto Scarpelli
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quella di ds. correda il racconto "Jeannette". Si noti la somiglianza di quest'ultimo con il famoso dipinto "La morfinomane". |
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FABBI,
FABIO (1861 - 1946)
F.
Fabbi, Danzatrici orientali, olio su tela
Molti dei quadri orientali sono visibili nel sito web fabio-fabbi.blogspot.com |
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GUGU'
(1864 - 1942)
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| MUSSINO,
ATTILIO (1878 - 1954) Nasce a Torino
il 25 gennaio 1878. Studia all'Accademia Albertina, allievo del Tavernier
e di Pier Celestino Gilardi. Collabora da studente a giornali satirici
come La Luna e Il fischietto. Esordisce nel 1908 all'Esposizione
della Promotrice torinese con il "Ritratto di Arturo Calleri".
Sempre nel 1908 vince la medaglia d'oro per le illustrazioni del Pinocchio
all'Esposizione Internazionale di Torino (che nel 1911 pubblicherà
con Bemporad). Quando esce il primo numero del Corriere dei Piccoli,
il 27 dicembre 1908 pubblica in quello storico numero il primo "fumetto"
italiano, una tavola con la prima storia del negretto Bilbolbul (nel 2007
viene istituito il Festival Internazionale del Fumetto intitolato a BilBolBul).
Durante la Prima Guerra Mondiale illustra con vignette umoristiche i giornali
destinati ai soldati; si narra che foglietti con le sue illustrazioni
venissero gettati dagli aeroplani nelle terre invase come Vittorio Veneto
per tenere alto il morale delle truppe. Nei primi anni Trenta collabora
anche con Il cartoccino dei piccoli e crea il personaggio di Magrin
della Padella per Il Giornalino. Illustra per l'editoria infantile,
soprattutto per Bemporad. Muore a Cuneo nel 1954.
Si firma Attilio, in corsivo di stampa, con la A prolungata a ds. per
sottolineatura; nelle piccole illustrazioni nel testo solo con la A.
cartolina del Regio Esercito Italiano di Attilio Mussino |
illustrate da Attilio Mussino
ill. di Attilio Mussino courtesy Piccolo Museo delle Bambole e altri Balocchi, Ravenna |
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| POMPEI,
MARIO (1903-1958)
Nasce a Terni
il 3 febbraio 1903; il padre Carlo è giornalista a La Tribuna;
autodidatta, esordisce giovanissimo come scenografo e allestitore del
Teatro dei Piccoli di Vittorio Podrecca. Dal 1924 lavora anche con Pirandello
e con Prandi. Collabora a numerosi periodici come Le Scimmie e lo specchio,
Ragazzi d'Italia, Novella, Comoedia, Noi e il Mondo, Il Dramma, Le Grandi
firme, La Donna, Vita Femminile, Cordelia, Il Balilla, Il Fanciullo
e Il Corriere dei Piccoli e Il giornalino della Domenica. Negli
anni Trenta collabora al Teatro dell'Opera di Roma e al Teatro alla Scala
di Milano con scene e costumi per lirica e balletto; collabora in particolare
per un lungo periodo con Anton Giulio Bragaglia. Disegna giocattoli, tra
cui le famose bambole Lenci, e illustra una quarantina di libri per ragazzi;
scrive anche racconti illustrati e crea personaggi per i giornalini (il
prode Anselmo è uno dei più famosi). Nel 1933 sposa Lucetta
Chierchia dalla quale avrà i figli Stefano (n. 1934) e Rita (n.
1938). Numerosi i premi e riconoscimenti. Muore a Roma il 28 ottobre 1958
di un improvviso attacco cardiaco.
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| RUBINO,
ANTONIO AUGUSTO (1880-1964)
Nasce a Sanremo
il 15 maggio 1880. Laureato in legge all'Università di Torino nel
1903, in materie artistiche è autodidatta; esordisce con disegni
simbolisti in b/n. Nel 1903 espone alla mostra degli Amici dell'Arte e
in seguito alla Promotrice di Torino. Nel 1905 viene premiato con la medaglia
d'argento all'Esposizione di Cuneo, ed abbandona la professione per dedicarsi
alla poesia e all'arte, ed entrare nel giornalismo; diviene popolare con
storielle per ragazzi in serie, e varie illustrazioni per l'editoria infantile.
Nel 1906 sposa Angela Lissoni, dalla quale ha quattro figli, uno dei quali
morirà prematuramente nel 1946. Nel 1907 partecipa alla Biennale
di Venezia con due ex-libris; sempre nel 1907 collabora con il Giornalino
della Domenica e l'anno seguente inizia la collaborazione ben più
duratura con il Corriere dei Piccoli, per il quale disegna la testata,
i fregi, illustra racconti, crea personaggi: da Pierino (il bambino perseguitato
da un ossessivo pupazzo del quale non riesce a disfarsi) a Quadratino,
da Pino e Pina a Lola e Lalla, Caro e Cora, Luca Takko e il Generale Bombarda,
Italino e Kartofel Otto, Tito Tonto e Dinamello, Pandispagna e Liquerizia,
Beniamino e zio Menenio, Polidoro Piripicchi, e tanti altri. Nel 1912
inizia la collaborazione con Mondadori, per il quale cura la grafica della
collana La Bibliotechina de "La Lampada". Durante la
Prima Guerra Mondiale collabora La Tradotta, giornale della Terza
Armata destinato ai soldati, per il quale crea il caporale Piglio, sempre
pronto a elargire consigli non richiesti, e l'eroico Muscolo Mattia. Qui
conosce Brunelleschi, con il quale si lega di amicizia. Dal 1919 dipinge
anche ad olio ed espone a due Biennali veneziane, alla mostra Amatori
e Cultori di Roma, alla Permanente di Milano, alle mostre della Camerata
Combattenti d'Italia (1929 e 1931). Nel 1925-26 espone con due personali
a San Remo. Nel 1927 collabora al Balilla, e nel 1929 fonda e dirige
Mondo Bambino per i grandi magazzini La Rinascente di Milano. E'
anche decoratore di ambienti. Collabora con Il cartoccino dei piccoli
di Monza, mentre nel 1931 inizia la lunga collaborazione con Mondadori,
assumendo la direzione di Topolino dal 1935 al 1940. Realizza
cortometraggi e cartoni animati: Nel paese dei ranocchi viene premiato
alla Mostra Cinematografica di Venezia nel 1942; Crescendo rossiniano
(perduto durante la guerra), I sette colori (alla VII Mostra Internazionale
di Cinematografia per Ragazzi di Venezia nel 1955). Nel 1955 riprende
a collaborare con il Corriere dei Piccoli, ma il suo stile liberty
non incontra più il favore del pubblico e nel 1959 si ritira definitivamente.
Muore a Baiardo (Imperia) il 1° luglio 1964.
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| SCARPELLI,
FILIBERTO (1870 - 1933) Nasce a Napoli il 29 giugno 1870 da una famiglia di antiche tradizioni militari. Ha un fratello, Tancredi (1866-1937) anch'egli illustratore. Rimasto presto orfano, si trasferisce a Roma, dove conduce vita da artista bohémien. Suo maestro è Gabriele Galantara. Insieme con Rubino, Finozzi, Anichini e Brunelleschi è uno degli illustratori di punta per le copertine del Giornalino della Domenica (al quale collabora fin dal primo numero nel 1906). Alto, magro, naso aquilino, baffi e pizzo alla moschettiera, diventa in redazione per i ragazzi il "colonnello Scarpelli", che riunisce gli abbonati in vari corpi militari di sua invenzione. Il tratto del disegno si rifà alle tendenze viste sulle riviste più note dell'epoca come Le rire, La Revue Blanche, L'assiette au beurre e la tedesca Simplicissimus. Nel 1910 pubblica a puntate testo e disegni intitolati Guerra! Guerra!! che ottiene un successo strepitoso, tale che Bemporad poi raccoglierà in volume le storielle. Tiene una rubrica dal titolo "Chiacchiere artistiche con i miei lettori", che raccoglie ampi consensi. Illustra le Pistole di Omero (di p. Ermenegildo Pistelli). Filiberto Scarpelli come pittore espone nel 1918 una personale allestita nel salone dell'Epoca a Roma. Fa parte del gruppo romano insieme con Tofano, Cambellotti, Grassi, Bottazzi, Marcucci. Collabora al Pupazzetto, a L'Asino, e a Il Travaso delle Idee per oltre un quarto di secolo (del quale è anche direttore dal 1925 al 1928). Dalla moglie Maria Marinari, nota come Marietta, avrà due figli, che egli istruisce in casa, non credendo nei metodi rigidi della scuola dell'epoca. Il tipo di educazione impartita doveva esere senz'altro notevole, poiché Furio Scarpelli (nato il 16/12/1919) è il celeberrimo scrittore e sceneggiatore cinematografico, nonchè disegnatore a sua volta. Scarpelli muore in tragiche circostanze l'8 agosto 1933. Leggiamo nel libro di G. Mosca La Signora Teresa che il fattaccio avvenne una sera in un'osteria di via della Lupa (zona Margutta): Scarpelli venne aggredito da un oste che lamentava un vecchio credito e lo uccise con due colpi di rivoltella. La notizia venne ignorata dai giornali, ma pure Il Travaso del 20 agosto 1933 gli dedica il seguente necrologio: "Lavoratore instancabile nelle condizioni avverse, passava lunghe ore a scrivere o a disegnare, per allietar grandi e piccini, mentre lo attanagliava il perpetuo dramma di una esistenza familiare sconnessa e quasi randagia: quel medesimo dramma che, nel pomeriggio dell'8 agosto, si è risolto tragicamente: in un diverbio per motivi d'interesse, due colpi di rivoltella uccidevano Filiberto Scarpelli." Nel 1939 apparve postuma l'amara autobiografia Un uomo in un fosso: vaniloquio senza capo ne' coda che spiega solo parzialmente la contraddizione di una vita operosissima ma economicamente travagliata.
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L. Capuana, Nel paese della zagara, Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1932 ill. int. di F. Scarpelli
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| SGRILLI,
ROBERTO (1897 - 1985) Nasce a Firenze il 23 ottobre 1897 da Enrico e Artura Nardi. Studia all'Accademia di Belle Arti con Galileo Chini e Augusto Bastianini. E' pittore e pubblicista. Tuttavia l'attività principale è l'illustrazione per l'editoria, per la quale esordisce nel 1915 collaborando a Numero e Mondo Umoristico. Illustra anche cartoline, albumini e quaderni. Dal 1923 collabora a Il Balilla, per il quale crea il personaggio di Sognino, e dal 1925 al Corriere dei Piccoli con il personaggio di Formichino. Nel 1942 illustra un Pinocchio. Negli Anni Quaranta sperimenta anche il cinema di animazione (Il Barone di Munchhausen, 1941; Anacleto e la Faina, 1942, per il quale riceve un premio a Venezia). In totale illustra un centinaio di libri per ragazzi. Nella pittura ad olio è quasi esclusivamente paesaggista; partecipa a sei mostre della Società di Belle Arti fiorentina, a tutte le mostre del sindacato di Firenze, alla Mostra Internazionale del Libro di Lipsia (1927). Mostre personali: 1921 e 1932 a Firenze, 1932 a Lucca, 1933 a Bologna e Genova. Alcune sue tele sono nella collezione privata del Prof. Giovanni Spadolini.
![]() Catalogo Bemporad, 1935, cover di Roberto Sgrilli courtesy Tesori di carta, Bologna |
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| TERZI,
ALEARDO (1870
- 1943) Nasce a Palermo il 6 gennaio 1870; il padre Andrea è litografo, tipografo-editore e appartiene alla borghesia colta; i figli Aleardo e Amedeo vengono istruiti con liberalità (la madre è tedesca). Aleardo lavora nella tipografia del padre come disegnatore e impara l'arte della riproduzione litografica; studia all'Istituto di Belle Arti di Palermo ma abbandona il corso di studi prima del termine. Collabora a La Tribuna Illustrata e nel 1998 si trasferisce a Milano, dove inizia ad illustrare cataloghi e libri e si fa un nome come grafico pubblicitario (suo è il famoso cucciolo con il pennello in bocca della Max Meyer). Si sposta a Roma, Milano, Parigi e Londra, lavorando sempre come illustratore per l'editoria infantile (soprattutto per Bemporad, La Scala d'Oro della UTET, La Bibliotechina de 'La Lampada') e per riviste (Il Corriere dei Piccoli, Il Giornalino della Domenica, La Lettura, Ars et Labor, Novissima, Illustrazione Italiana). E' ispirato all'Art Nouveau, che rimarrà il suo tratto caratteristico. Alla redazione di Novissima incontra Dudovich, Cambellotti e Bompard. E' anche un ottimo pittore aderendo alla seccessione romana di Giacomo Balla tra il 1913 e il 1916. Nel 1905 sposa Adele Bonfiglio, che gli darà tre figli. Nel 1925 viene chiamato all'Istituo di Belle Arti di Urbino con l'incarico di trasformarlo in Scuola del Libro (poi Istituto della Decorazione e Illustrazione del Libro). Qui insegna anche disegno dei caratteri, calcografia, xilografia, litografia. Nel 1928 lascia l'incarico perchè non si ottempera alla promessa della sua nomina di ruolo, poi rimane ancora due anni e infine lascia definitivamente Urbino. Si trasferisce a Bologna, poi a Milano, dove assume la direzione dell'ufficio pubblicità della Wander, dando origine ad originalissime vignette. Muore a Castelletto Ticino ((Milano) il 15 luglio 1943. Si firma con le iniziali e un suo logo costituito da un pentagono raggiato.
Aleardo Terzi
disegna la
testata per la rivista La Vita Internazionale
N°10, Anno II, 20 maggio 1899 |
H. Baumgarten, Seconde nozze, Il romanzo mensile, Luglio 1938 ill. interne di Aleardo Terzi
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| TOFANO,
SERGIO (1886 - 1973) Nasce a Roma il 20 agosto 1886. Collabora al Pupazzetto di Yambo, e nel 1908 inizia la lunga collaborazione al Giornalino della Domenica di Vamba, firmandosi con la sigla Sto che manterrà per tutta la vita. Partecipa ad esposizioni di grafica e di pittura, è grafico e pubblicista, e realizza copertine per l'edioria infantile. Collabora a La Lettura e Il Corriere dei Piccoli, per il quale crea nel 1917 il Signor Bonaventura, personaggio di incredibile successo, che continua a essere pubblicato anno dopo anno, anche dopo la scomparsa del suo autore. La produzione teatrale di Sto è varia e complessa, perché Sergio Tofano è anche un grande attore, nonché regista e scenografo, commediografo e costumista. Dopo l'esordio con Ermete Novelli nel 1909, recita nella compagnia di Virgilio Talli. Nel 1923 sposa la milanese Rosetta Cavallari, che diventa attrice e sarà sua compagna anche sulla scena (Tofano partecipa a circa 50 film e collabora con registi del calibro di Nanni Loy, Monicelli, Zampa, Bertolucci, Dino Risi e Pasquale Festa Campanile). Dal 1953 insegna a Roma all'Accademia di arte drammatica Silvio d'Amico. Muore il 28 ottobre 1973.
Sergio Tofano, alias Sto
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| YAMBO
(ENRICO NOVELLI) (1876 - 1945) Enrico Novelli nasce a Pisa il 5 giugno 1876, figlio del grande attore Ermete Novelli e Lina Marazzi. Giornalista, illustratore, scrittore e autore di fumetti, inizia la sua carriera nel 1894 come collaboratore di La Sera di Milano, dove correda ciò che scrive con pupazzetti. Pupazzetto è il nome del mensile illustrato che fonda a Roma nel 1901. Collabora inoltre a Il Novellino e alla Nazione di Firenze, al Corriere della Sera, al Giorno, al Don Chisciotte, alla Tribuna; è direttore del Sancho Panza. Scrive diversi libri per bambini e/o ragazzi, da lui stesso illustrati. Fonda un" Teatro dei Fantocci" che porta in tournée per le città italiane. Muore a Firenze nel 1945. TITOLI: Dalla terra alle stelle (1890), Ugo il nero (1896), Gli eroi del "Gladiator" (1899), Atlantide (1900), Ciuffettino (1902), I fratelli della mano rossa (1903), Capitan Fanfara: il giro del mondo in automobile (1904), Burchiello, l'amico di Ciuffettino (1905), Manoscritto trovato in una bottiglia (1905), Il tesoro degli Incas (1905), Gli esploratori dell'infinito (1906), Il teatro dei burattini (1906), Le avventure del Capitano Bombax (1907), La colonia lunare (1908), La rivincita di Lissa (1909), Lo scimmiottino verde (1909), Fortunato per forza, Il Re dei Mondi, La banda di Carlo Bousset (trilogia: 1908, 1910, 1912), Gomitolino (1913), Ciuffettino alla guerra (1916), Un viaggio al centro dell'universo invisibile (1919), Il libro delle bombe (1922), Mestolino (1923), Fiamma su la balzana (1926), Due anni in velocipede (1926), Tutto di tutto (1928), OPERE TEATRALI: Papà Gennaro (1910), Fiorenza mia! (1911), La novella del calcio (1912); vari testi per il teatro dei burattini.
Il
Novellino
(settimanale),
Casa Editrice G. Scotti & C., Anno IX, N° 16, 18 aprile 1907
illustrazioni di Yambo ![]() Ermete Novelli (Lucca 1851 - Napoli, 19 gennaio 1919) Inizia come caratterista nei teatri di varietà e come generico nei teatri di prosa; dal 1884 è capocomico; nel periodo 1891-1894 è in società con C. Leigheb; nel periodo 1900-1902 fonda un suo teatro stabile al Valle di Roma, chiamato "Casa di Goldoni". E' attore di estrema spontaneità, acclamato in patria e all'estero, con un amplissimo repertorio che va dai monologhi alle farse, alla commedia brillante, al dramma romantico e alla tragedia.
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www.museodellebambole.it
www.museodellebambole.it
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