Casa Editrice Bemporad

ILLUSTRATORI

ANGOLETTA, BRUNO (1889-1954)

Nasce a Belluno il 7 novembre 1889, ma nel 1908 si trasferisce a Roma. Collabora conme scenografo e costumista per il "Teatro dei piccoli" di Podrecca, e illustra il settimanale satirico L'Asino. Nel 1914 inizia come illustratore per l'editoria libraria: suoi sono molti dei volumi de La bibliotechina de "La lampada" (Mondadori). E' volontario nella Prima Guerra Mondiale. Al termine del conflitto collabora con Il Pasquino, La tribuna illustrata, Il Guerin Meschino, Bertoldo, e realizza numerose copertine per il Giornalino della domenica nelle edizioni del terzo periodo. Nel 1920 Mondadori gli affida il giornalino Giro giro tondo redatto da Beltramelli. Nel 1927 sposa Fidelia Mezzelani e si trasferisce a Milano. Qui inizia la lunga collaborazione con Il Corriere dei piccoli di Spaventa, creando il celebre Marmittone (1928) e successivamente altri personaggi: Sor Calogero Sorbara, il dottor Centerbe, Pampam della Micragna, e i balillini Romolino e Romoletto. Marmittone è un soldatino italiano di buona volontà ma perseguitato dalla sfortuna, e finisce sempre in prigione. Marmittone è in contrasto con il regime fascista, ma resiste fino ai primi Anni Quaranta. Negli anni della guerra poi Angoletta inventa per il regime il personaggio Mr. Dollar, una satira sul "nemico americano". Per Mondadori disegna il famoso marchio della Medusa per la prestigiosa collana. Illustra complessivamente oltre un'ottantina di volumi, tra i quali anche il famoso Giove e le bestie di Trilussa nel 1932, ma è anche grafico, cartellonista, pittore (partecipa per un certo periodo all'avanguardia futurista), ed espone a due biennali veneziane, nel 1928 e 1936. Muore a Milano il 7 gennaio 1954. Si firma con la sola A o anche ANG.
Nel 2007 Little Nemo di Torino presenta una monografia sull'opera di Bruno Angoletta dal titolo "Angoletta alla A. alla Ang."


Le avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951, cover
courtesy Lia Madorsky

ill. interna da: Le avventure di Pinocchio, Garzanti, 1951; ill. di B. Angoletta

Manifesto per la Italstrade,
1932
Libro di lettura,
Libreria dello Stato, Roma



La guardia della collana
Bibliotechina de "La Lampada"
di Mondadori
siglata ANG

Yambo,
Storia di una donnina
col nasino all'insù
,
Mondadori, n.d.
cover di Angoletta


Il Giornalino della Domenica, Anno XIII, N° 9, 15 maggio 1925
cover di Bruno Angoletta


ANICHINI, TIBURZIO EZIO (1886 - 1948)

Pittore fiorentino, Giuseppe Anichini (Siena, 1862 - Firenze 1936) inizia la collaborazione con Bemporad per alcune illustrazioni dell'Almanacco Italiano fin dai suoi esordi, ma è il figlio Ezio che continua il mestiere paterno, superandolo in notorietà.
Tiburzio Ezio nasce il 24 aprile 1886.
Esordisce nel 1903 collaborando a Scena Illustrata (fino al 1936). Non vi sono testimonianze di studi compiuti in qualche Accademia, sicché è lecito pensare che sia autodidatta ed abbia appreso l'arte dal padre. E' anche scultore, lo studio è in via Gino Capponi 8. Nel 1906 partecipa al concorso per le copertine del Giornalino della Domenica, di cui diviene uno dei disegnatori di punta. Collabora anche alle riviste Musica e Musicisti e Juventus. Illustra Il Corriere Musicale dei Piccoli e Peter Pan nei giardini di Kensigton. Il suo tratto caratteristico è senz'altro il segno tardo liberty di ispirazione simbolista, immediatamente riconoscibile, soprattutto negli ornati e nelle testate. Può essere ispirato "dall'immagine littoria della romanità" (ricaviamo queste parole da un noto critico d'arte), ma non è escluso che avesse aderito al partito; di fatto illustra molto per il Regime (cartelloni, cartoline, stampa di propaganda per la gioventù fascista, etc.). Muore il 23 settembre 1948. Per distinguersi dal padre firma sempre per esteso e in maiuscoletto. Non si conosce molto della sua vita privata, ma ricaviamo dall'autobiografia di Laura Orvieto, per la quale disegna le copertine delle "storie" pubblicate da Bemporad e la copertina di Sette Leggende pubblicato da Treves (una splendida illustrazione verde e nera con tocchi d'oro) questa noticina: "aveva gran talento, ma nel resto della vita era così nullo, così sconclusionato, così inetto da parere qualche volta deficiente, e da restare, pur sempre lavorando, povero e come bambino e in miseria sempre".
Ezio e Giuseppe Anichini illustrano pochissimi volumi della Biblioteca delle Signorine Salani, per cui si rimanda alla relativa pagina web.

Le testate delle varie rubriche
dell'Almanacco della Donna Italiana
Bemporad
degli Anni Venti sono tutte di Ezio Anichini.


Cartolina "dal fronte interno ai fratelli della trincea"
di Ezio Anichini


Cartolina "dal fronte interno ai fratelli della trincea"
di Ezio Anichini



La cover del Catalogo Generale
Adriano Salani Editore del 1917:
l'ornato del disegno è
di Giuseppe Anichini



Una cartolina staccabile in testa all'Almanacco Italiano Bemporad
1902, rappresentante Prometeo
(nel testo si fa riferimento al mito),
di Giuseppe Anichini

Almanacco Italiano Bemporad
1920, cover
di Ezio
Anichini
Ezio Anichini predilige lo stile
limpido e lineare ispirato alle decorazioni attiche, come nella
cover per L. Orvieto,
Storie della storia del mondo, Bemporad, 1937

Manifesto per l'Arma
dei Carabinieri Reali di
Ezio Anichini
Cartolina per il Regime Fascista
di Ezio Anichini

BATTIGELLI, MARINA (1894 - 1979)

Nasce al Cairo il 3 luglio 1894 da genitori triestini. Non compie studi regolari, né tantomeno d'arte. Tuttavia, è una delle maggiori illustratrici di libri per bambini, e si afferma fin dalle prime prove. Esordisce nel 1921 con Vangelo raccontato ad un bimbo dalla sua mamma. Acquafortista, le sue opere incise fanno parte delle maggiori raccolte nazionali ed estere: Ai musei Pitti e Uffizi di Firenze, alla Galleria Pisani di Roma, a Tokyo, a Lipsia, a New York. Riceve un encomio speciale alla XXII Biennale di Venezia; la medaglia d'argento alla Mostra Francescana di Assisi nel 1927; il secondo premio Città di Orvieto per l'incisione nel 1941. Bruno da Osimo pubblica su di lei quattro articoli, nel 1938, 39, 40 e 41. Notevoli sono le raccolte a tema (Maternità, Mondadori) e fiabe da lei stessa scritte e illustrate. Novelle, bozzetti e pagine di critica appaiono contrassegnate da una sigla di pseudonimo. Muore a Firenze nel 1979.
Si firma in vari modi: con le sole iniziali oppure con il nome per esteso, oppure con l'iniziale puntata e il cognome per esteso; a volte aggiunge "Firenze" sotto la firma.

TITOLI:

Leggende orientali di Gesù Bambino (1934)
Padre Nostro (1937)
Fiorita di una notte (1938)
Ave Maria (1939)


Sienkewitz, Quo Vadis?, La scala d'Oro, UTET, 1945
ill. int. di
Marina Battigelli

L. Alcott,
Le buone mogli,
Capolavori Stranieri per la Gioventù, Bemporad, 1933
ill. int. di Marina Battigelli
A. Rosselli,
Topinino garzone di bottega
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1921
ill. int. di Marina Battigelli



Sopra:
bozzetti di bimbo (particolare),
matita su bristol,
collezione privata, Roma
(courtesy Alina di Collefiorito)








Sin: Marina Battigelli

Fiducia, Batuffolo
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1923
ill. di M. Battigelli
A. Rosselli
Topinino garzone di bottega

Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1921
ill. di M. Battigelli

 

BERNARDINI, PIERO (1891 - 1974)

Nasce a Firenze il 23 giugno 1891. Studia per diventare un tecnico delle Ferrovie, dove lavora anche il padre, ma frequenta anche una scuola d'arte e nel 1908 esordisce sulle pagine del Passerotto, supplemento mensile de Il giornalino della domenica riservato agli abbonati, diretto da Omero Redi. Più tardi collabora anche al Corriere dei Piccoli e al Giornale dei Balilla. Nel 1914 espone alla 'Mostra del bianco e nero' di Firenze. Viene assunto alla Biblioteca filosofica di Firenze e comincia una vasta attività di illustratore, sia per l'editoria infantile, soprattutto per Bemporad e UTET (Scala d'oro), sia per periodici (La lettura, Comoedia, L'illustrazione Italiana, Il Secolo Illustrato, Il dramma, il Romanzo mensile, il Romanzo per tutti, i satirici Pasquino e Travaso); è anche grafico e pubblicista. Illustra i più noti titoli dell'editoria per ragazzi (Swift, Kipling, Panzini, e tanti altri, per circa 200 titoli) e un celebre Pinocchio nel 1924. Per Bemporad disegna anche alcune copertine degli Almanacchi, e illustra diversi titoli dell'Istituto Editoriale Italiano. Si sposa nel 1925. L'attività di fumettista e illustratore continua anche dopo la Seconda guerra mondiale, nonostante la sua miopia si vada sempre più aggravando; disegna anche tavole a fumetti per La settimana dei ragazzi. Nel 1971 pubblica l'autobiografia Fatti miei, memorie di un ottuagenario. Muore a Firenze il 13 ottobre 1974.
Si firma per esteso oppure con la sola B sormontata da una losanghina piena.

Maupassant,
La signorina Fifì,
I.E.I., n.d.,
ill. int. di Piero Bernardini (tav. 1)


La Lettura,
Anno XXX,
N° 4
1° aprile 1930

cover di Piero Bernardini
Il Giornalino della Domenica,
Anno XII,
N° VI
cover di Piero Bernardini
(courtesy E. Samarelli)


Illustrazione per la novella La vittima dell'ospitalità
di Benedetto Ciaceri (1902-1965), pubblicata su Il romanzo mensile,
illustrata da Piero Bernardini




Bozzetto di Piero Bernardini per l'Autostrada Firenze-Viareggio
pubblicata su L'Illustrazione Toscana, 1928


Una partita di caccia, La settimana dei Ragazzi, 1954
testo e disegni di Piero Bernardini



La testata e l'incipit della novella Il merlo in Paradiso di Ugo Ojetti (1871-1946),
pubblicata su L'Illustrazione Italiana, illustrata da Piero Bernardini

Piero Bernardini, illustrazione per il poemetto Il Corsaro Nero
di Mario Buzzichini, tratto da Ragazzi d'Italia,
1/9/1923 (un supplemento del Resto del Carlino)
La didascalia recita:
"Infatti, guardate, laggiù: - c'è un veliero
ed è, sissignori, il veliero - del Corsaro Nero"




Piero Bernardini (al centro)




BETTI, DARIO (1891 - 1987)

Nasce a Firenze il 6 ottobre 1891. Consegue la licenza tecnica e lavora come impiegato,
in seguito archivista a S. Maria Nuova, pertanto è autodidatta in materie artistiche. Espone alla Biennale di Venezia nel 1924 e all'Internazionale di Arte Sacra di Padova, alle prime tre Quadriennali di Roma (per invito), alla Mostra dell'incisione di Firenze, alla Fiera del Libro di Lipsia e alla I Fiera del Libro di Firenze, dove è anche membro della giuria per le illustrazioni editoriali. Acquafortista, è anche incisore e xilografo. Una sua acquaforte "Capraia sull'Arno" è conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Si dedica all'illustrazione per diversi editori, famose sono le sue copertine di libri per ragazzi (Bemporad, Carabba) e collabora a Scena Illustrata come fotografo. Tra i volumi più noti citiamo Buzzichini, Storielle vecchie o quasi (con xilografie); Marchetti, Vita di S. Francesco (xilografie); nel 1950 pubblica il manuale Tecnica dell'incisione.

Dario Betti

Térésah
Quando il gatto fa le fusa
Biblioteca Bemporad
per i Ragazzi, 1925
ill. di
Dario Betti
L. Capuana, Re Tuono,
Biblioteca Bemporad
per i Ragazzi
,
1932
cover di
Dario Betti
BRUNELLESCHI, UMBERTO (1879 - 1949)

Nasce a Montemurlo (Pistoia) il 21 giugno 1879 da Pietro e Benedetta Cappelli. Studia pittura e scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo del Ciaranfi e del Sorbi;ai primi del Novecento è a Parigi, insieme con Ardengo Soffici, dove studia con il Gerome; già nel 1902 espone un Autoritratto al 'Salon des Indépendants'. Lavora firmandosi con lo pseudonimo Aroum-al Rascid per le riviste L'Assiette au Beurre, Le Rire, Frou-Frou. Sperimenta la pittura, dove eccelle nella ritrattistica, ma anche nella scultura, realizzando una serie di maschere che esporrà al 'Salon de la Nationale' nel 1910. E' anche scenografo e costumista, nel 1912 realizza le scenografie per il balletto "Légende du clair de lune" di Rasini al teatro Les bouffes Parisiens dove allestisce nel 1914 l'operetta "La femme en rose". Frequenta Modigliani, Soutine, Picasso, Boldini e altri noti artisti e intellettuali, tra cui Ida Rubinstein; il suo studio in rue Boissonade è frequentatissimo, quando D'Annunzio passa da Parigi vi si reca sempre. Allo scoppio della Grande Guerra parte per il fronte e alla fine del conflitto ritorna a Parigi, dove si occupa prevalentemente di scenografie e lavora con le riviste e i music-hall, e le Folies Bergères, ma non trascura il teatro classico: suoi sono i costumi per una "Turandot", su scenografie di Galileo Chini, e per la Scala di Milano esegue i fondali per "I pescatori di perle" di Bizet. Nel 1925 partecipa alla 'Exposition Internationale des arts décoratifs et industriels', sempre a Parigi. Alla Biennale veneziana espone ininterrottamente dal 1914 al 1938, oltre a varie personali parigine. Esegue anche ritratti di personaggi del tempo. Nel 1929 riceve a Parigi la Legion d'Onore per meriti artistici. Nel 1937 vince la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. Negli anni 1925 e 1937 è anche membro della giuria della stessa Esposizione. Viene nominato Commendatore della Corona d'Italia. Fra i molti ritratti eseguiti, quello di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, del Principe Paolo di Serbia, della contessa Arrivabene Gonzaga, della marchesa Casati e della marchesa Niccolini. Muore il 16 febbraio 1949 a Parigi, nella sua abitazione di Boulevard Raspail. Fonti private raccontano che fumava, beveva, e mangiava smodatamente.
Come illustratore lavora per L'illustrazione italiana, La Lettura, e per l'editoria di cui si ricordano in particolare Il Decamerone e I Fioretti di San Francesco. Per l'editoria francese si ricordano un'edizione dei Contes di Perrrault e di La Fontaine, Graziella di Lamartine, Paul et Virginie di Bernardin de Saint Pierre. Insieme con
Ezio Anichini, Filiberto Scarpelli, Riccardo Magni firma gran parte delle copertine del Giornalino della Domenica di Vamba. Nel 1910 crea per il Corriere dei Piccoli due personaggi di bambine, Coccoletta e Fifina. Collabora con La Tradotta, giornale della Terza Armata, Fantasio, e altre riviste.



In alto a sin: L' "Autoritratto"
più famoso di Umberto Brunelleschi
;
sopra:
L' "Autoritratto"
conservato alla Galleria degli Uffizi


Sin: l'intensa espressione di
Graziella
secondo U. Brunelleschi

Sin: Il Giornalino della Domenica, Anno II, N°3, 20 gennaio 1907
Ds: Un
a pubblicità per Il Giornalino della Domenica nell'Almanacco Bemporad 1908


U. Brunelleschi
ill. per il Carnevale a tutta pagina per l'Illustrazione Italiana, 1919
U. Brunelleschi
cartolina "la tramviera", 1918: fa parte della serie "le coraggiose", ragazze che sostituirono gli uomini al lavoro, realizzata per La Tradotta



CORCOS, VITTORIO (1859 - 1933)





E. Pistelli, Le pistole d'Omero, Bemporad, 1923
cover di V. Corcos, figurine interne di Filiberto Scarpelli


Vittorio Corcos in una foto del 1900

L. Capuana,
Il Raccontafiabe,
Bemporad, 1
894
cover di V. Corcos,
ill. interne di Enrico Mazzanti
ed Eugenio Cecconi
V. Corcos,
M.lle Leprince
Belforte, 1901
Collezione "Elena" con
prefazione di Guido Biagi


V. Corcos,
M.lle Leprince

ill. interne
L'illustrazione a sin. rappresenta M.lle Leprince,
quella di ds. correda il racconto "Jeannette".
Si noti la somiglianza di quest'ultimo con il famoso dipinto "La morfinomane".

FABBI, FABIO (1861 - 1946)

Nasce a Bologna il 18 luglio 1861, figlio di quel Dino Fabbi che ...
E' allievo di Augusto Rivalta all'Accademia di Firenze, dove inizia come scultore, in seguito ritiene di esprimersi meglio nella pittura.
Soggiorna a Parigi, Monaco di Baviera, da dove ricava quella maniera decorativa floreale derivata dall'Art Nouveau, Varsavia, e infine in Egitto, ad Alessandria, insieme con il fratello Alberto (Bologna, 20/9/1858 - 21/6/1906) anch'egli pittore e ritrattista (suo è il ritratto del Cardinale Svampa), nonchè figurinista di costumi orientali. L'Egitto ispira molto i due fratelli, ma a causa della prematura scomparsa di Alberto, è Fabio che acquisirà nel tempo la fama per quel gusto orientale (esordendo nel 1888 con "Donna Araba" che partecipa alla Mostra del Circolo degli Artisti; per le opere orientali viene decorato dal Re Umberto I). Nel 1889 viene premiata a Torino l'opera "Testa di Cristo". Fabio Fabbi è attualmente assai quotato sul mercato dell'arte; nel Museo del Risorgimento di Firenze è conservata la tela "La morte di Anita Garibaldi". Alcune tele (di entrambi i fratelli Fabbi) sono conservate nel palazzo comunale di Bologna. Fabio Fabbi è anche grafico e cartellonista, ed illustra per l'editoria fiorentina per ragazzi. Nel 1900 illustra con schizzi e disegni quasi fotografici il libro, sorta di denuncia sociale, Firenze sotterranea di Jarro (Giulio Piccini) edito da Bemporad. Illustra a tempera ed acquerello una pregevole edizione di Eneide, Iliade, Odissea. Collabora a Italia Ride, rivista umoristica a cavallo sel secolo. Muore a Casalecchio di Reno (Bo) il 24 settembre 1946.


F. Fabbi, Danzatrici orientali, olio su tela

Molti dei quadri orientali sono visibili nel sito web
fabio-fabbi.blogspot.com


E. Messina
Storia di buoni zoccoli
e di cattive scarpe

Biblioteca Bemporad
per i Ragazzi, 1926

ill. di F. Fabbi
F. Fabbi,
illustrazione per un racconto dell'Almanacco Bemporad 1914




GUGU' (1864 - 1942)






Maso Bisi, Il libro delle oche, Bemporad 1910, ill. di Gugù
Il volume fa parte di una collezione di lettura amena "Per i più piccini",
in formato album, elegantemente rilegati in tutta tela.


Lina Schwarz, Ancora!..., Cogliati 1910, ill. interne di Gugù

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MUSSINO, ATTILIO (1878 - 1954)

Nasce a Torino il 25 gennaio 1878. Studia all'Accademia Albertina, allievo del Tavernier e di Pier Celestino Gilardi. Collabora da studente a giornali satirici come La Luna e Il fischietto. Esordisce nel 1908 all'Esposizione della Promotrice torinese con il "Ritratto di Arturo Calleri". Sempre nel 1908 vince la medaglia d'oro per le illustrazioni del Pinocchio all'Esposizione Internazionale di Torino (che nel 1911 pubblicherà con Bemporad). Quando esce il primo numero del Corriere dei Piccoli, il 27 dicembre 1908 pubblica in quello storico numero il primo "fumetto" italiano, una tavola con la prima storia del negretto Bilbolbul (nel 2007 viene istituito il Festival Internazionale del Fumetto intitolato a BilBolBul). Durante la Prima Guerra Mondiale illustra con vignette umoristiche i giornali destinati ai soldati; si narra che foglietti con le sue illustrazioni venissero gettati dagli aeroplani nelle terre invase come Vittorio Veneto per tenere alto il morale delle truppe. Nei primi anni Trenta collabora anche con Il cartoccino dei piccoli e crea il personaggio di Magrin della Padella per Il Giornalino. Illustra per l'editoria infantile, soprattutto per Bemporad. Muore a Cuneo nel 1954. Si firma Attilio, in corsivo di stampa, con la A prolungata a ds. per sottolineatura; nelle piccole illustrazioni nel testo solo con la A.

Fogli pubblicitari staccabili a colori (totale 4 pagg) per l'edizione di Pinocchio
illustrata da Mussino in vendita a dispense, in
seriti nell'Almanacco Bemporad 1910.
Attilio Mussino


Ardens,
Il furto dei documenti

Pia Società San Paolo, 1941
ill. di Attilio Mussino




Ill. int. per Saltapicchio e Lumachino
di A. Piccioni, Paravia, 1925.
La firma è alquanto diversa dalla solita,
in corsivo con la o finale prolungata all'indietro per sottolineatura.


cartolina del Regio Esercito Italiano
di Attilio Mussino

Due delle tante pubblicità del Proton su L'Illustrazione Italiana,
illustrate da Attilio Mussino


C. Collodi,
Le avventure di Pinocchio

Bemporad, n.d.
ill. di Attilio Mussino
M. Twain
Il biglietto di 25.000.000
Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù, 1935
In copertina il ritratto di Mark Twain eseguito da Attilio Mussino
Swift,
I viaggi di Gulliver
,
Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù, 1931
ill. int. di Attilio Mussino



Il Corriere dei Piccoli, Anno V, n° 20, 18 maggio 1913,
ill. di Attilio Mussino
courtesy Piccolo Museo delle Bambole e altri Balocchi, Ravenna
POMPEI, MARIO (1903-1958)

Nasce a Terni il 3 febbraio 1903; il padre Carlo è giornalista a La Tribuna; autodidatta, esordisce giovanissimo come scenografo e allestitore del Teatro dei Piccoli di Vittorio Podrecca. Dal 1924 lavora anche con Pirandello e con Prandi. Collabora a numerosi periodici come Le Scimmie e lo specchio, Ragazzi d'Italia, Novella, Comoedia, Noi e il Mondo, Il Dramma, Le Grandi firme, La Donna, Vita Femminile, Cordelia, Il Balilla, Il Fanciullo e Il Corriere dei Piccoli e Il giornalino della Domenica. Negli anni Trenta collabora al Teatro dell'Opera di Roma e al Teatro alla Scala di Milano con scene e costumi per lirica e balletto; collabora in particolare per un lungo periodo con Anton Giulio Bragaglia. Disegna giocattoli, tra cui le famose bambole Lenci, e illustra una quarantina di libri per ragazzi; scrive anche racconti illustrati e crea personaggi per i giornalini (il prode Anselmo è uno dei più famosi). Nel 1933 sposa Lucetta Chierchia dalla quale avrà i figli Stefano (n. 1934) e Rita (n. 1938). Numerosi i premi e riconoscimenti. Muore a Roma il 28 ottobre 1958 di un improvviso attacco cardiaco.

TITOLI:

Giovannino Ciabattino: fiaba in un atto (1930)
La sentinella del re (1929, rist. con altre commedie 1931)
Vento spavento e altre fiabe sceneggiate (1955)
La piroga di kivo: racconti per ragazzi (1956)
Un aquilone sui tetti: racconto per ragazzi (1957)
Il tamburino che andava in congedo e altre commedie per grandi e per bambini (1958)
La guerra delle ciambelline (1959)
Margheritina, dolcezza dei Mari, sopra una nave con cinque corsari: radiofiaba (RAI, 1954)

Luigi Barzini, Fiammiferino,
Bemporad, 1935
cover di Mario Pompei
(courtesy Lia Madorsky)
Mario Pompei,
Vento Spavento
,
S.E.I., 1955

(courtesy Giovanni Trengia)


V. Podrecca, Fratello,
Berlutti, n.d. (1922)
cover e ill. int. in b/n
di Mario Pompei

Il Giornalino della Domenica,
Anno IX, N° 22, 18 dicembre 1922
cover di
Mario Pompei
Aurelia Nutini,
I piccoli diverranno grandi,
Bemporad, 1935
ill. int. di Mario Pompei

RUBINO, ANTONIO AUGUSTO (1880-1964)

Nasce a Sanremo il 15 maggio 1880. Laureato in legge all'Università di Torino nel 1903, in materie artistiche è autodidatta; esordisce con disegni simbolisti in b/n. Nel 1903 espone alla mostra degli Amici dell'Arte e in seguito alla Promotrice di Torino. Nel 1905 viene premiato con la medaglia d'argento all'Esposizione di Cuneo, ed abbandona la professione per dedicarsi alla poesia e all'arte, ed entrare nel giornalismo; diviene popolare con storielle per ragazzi in serie, e varie illustrazioni per l'editoria infantile. Nel 1906 sposa Angela Lissoni, dalla quale ha quattro figli, uno dei quali morirà prematuramente nel 1946. Nel 1907 partecipa alla Biennale di Venezia con due ex-libris; sempre nel 1907 collabora con il Giornalino della Domenica e l'anno seguente inizia la collaborazione ben più duratura con il Corriere dei Piccoli, per il quale disegna la testata, i fregi, illustra racconti, crea personaggi: da Pierino (il bambino perseguitato da un ossessivo pupazzo del quale non riesce a disfarsi) a Quadratino, da Pino e Pina a Lola e Lalla, Caro e Cora, Luca Takko e il Generale Bombarda, Italino e Kartofel Otto, Tito Tonto e Dinamello, Pandispagna e Liquerizia, Beniamino e zio Menenio, Polidoro Piripicchi, e tanti altri. Nel 1912 inizia la collaborazione con Mondadori, per il quale cura la grafica della collana La Bibliotechina de "La Lampada". Durante la Prima Guerra Mondiale collabora La Tradotta, giornale della Terza Armata destinato ai soldati, per il quale crea il caporale Piglio, sempre pronto a elargire consigli non richiesti, e l'eroico Muscolo Mattia. Qui conosce Brunelleschi, con il quale si lega di amicizia. Dal 1919 dipinge anche ad olio ed espone a due Biennali veneziane, alla mostra Amatori e Cultori di Roma, alla Permanente di Milano, alle mostre della Camerata Combattenti d'Italia (1929 e 1931). Nel 1925-26 espone con due personali a San Remo. Nel 1927 collabora al Balilla, e nel 1929 fonda e dirige Mondo Bambino per i grandi magazzini La Rinascente di Milano. E' anche decoratore di ambienti. Collabora con Il cartoccino dei piccoli di Monza, mentre nel 1931 inizia la lunga collaborazione con Mondadori, assumendo la direzione di Topolino dal 1935 al 1940. Realizza cortometraggi e cartoni animati: Nel paese dei ranocchi viene premiato alla Mostra Cinematografica di Venezia nel 1942; Crescendo rossiniano (perduto durante la guerra), I sette colori (alla VII Mostra Internazionale di Cinematografia per Ragazzi di Venezia nel 1955). Nel 1955 riprende a collaborare con il Corriere dei Piccoli, ma il suo stile liberty non incontra più il favore del pubblico e nel 1959 si ritira definitivamente. Muore a Baiardo (Imperia) il 1° luglio 1964.

TITOLI:
Vezzi e disegni (1911)
I balocchi di Titina (1912)
Viperetta (1920)
Tic e Tac (1920)
Lillo e Lalla (1920)
Il frottoliere (1930)
Finestra aperta (1937)
Pupi (1938)
Fiabe quasi vere (1944)
Pippo Frottola (1944)
Il libro del belvedere (1947)
Rimane inedito il titolo "Il mistero del tempo" (1945).


Il Giornalino della Domenica,
Anno II, N° 28, 14 luglio 1907
cover di
Antonio Rubino

Il Corriere dei Piccoli,
Anno V, N° 26, 29 giugno 1913

cover di
Antonio Rubino

A. Beltramelli
La Signorina Zesi

Bibliotechina de "La Lampada",
Mondadori, n.d.
ill. di A. Rubino
Hedda,
Rime piccoline

Bibliotechina de "La Lampada",
Mondadori, n.d.
ill. di A. Rubino


Antonio Rubino
Lillo e Lalla

Mondadori, 1920

Antonio Rubino
Viperetta
,
Vitagliano, 1919


Antonio Rubino
La città di Abaco
,
Cartoccino, 1928

Antonio Rubino, Autoritratto
courtesy La Stampa - Tuttolibri,
13/12/2008

SCARPELLI, FILIBERTO (1870 - 1933)

Nasce a Napoli il 29 giugno 1870 da una famiglia di antiche tradizioni militari.
Ha un fratello, Tancredi (1866-1937) anch'egli illustratore. Rimasto presto orfano, si trasferisce a Roma, dove conduce vita da artista bohémien. Suo maestro è Gabriele Galantara. Insieme con Rubino, Finozzi, Anichini e Brunelleschi è uno degli illustratori di punta per le copertine del Giornalino della Domenica (al quale collabora fin dal primo numero nel 1906). Alto, magro, naso aquilino, baffi e pizzo alla moschettiera, diventa in redazione per i ragazzi il "colonnello Scarpelli", che riunisce gli abbonati in vari corpi militari di sua invenzione. Il tratto del disegno si rifà alle tendenze viste sulle riviste più note dell'epoca come Le rire, La Revue Blanche, L'assiette au beurre e la tedesca Simplicissimus. Nel 1910 pubblica a puntate testo e disegni intitolati Guerra! Guerra!! che ottiene un successo strepitoso, tale che Bemporad poi raccoglierà in volume le storielle. Tiene una rubrica dal titolo "Chiacchiere artistiche con i miei lettori", che raccoglie ampi consensi. Illustra le Pistole di Omero (di p. Ermenegildo Pistelli). Filiberto Scarpelli come pittore espone nel 1918 una personale allestita nel salone dell'Epoca a Roma. Fa parte del gruppo romano insieme con Tofano, Cambellotti, Grassi, Bottazzi, Marcucci. Collabora al Pupazzetto, a L'Asino, e a Il Travaso delle Idee per oltre un quarto di secolo (del quale è anche direttore dal 1925 al 1928).
Dalla moglie Maria Marinari, nota come Marietta, avrà due figli, che egli istruisce in casa, non credendo nei metodi rigidi della scuola dell'epoca.
Il tipo di educazione impartita doveva esere senz'altro notevole, poiché Furio Scarpelli (nato il 16/12/1919) è il celeberrimo scrittore e sceneggiatore cinematografico, nonchè disegnatore a sua volta. Scarpelli muore in tragiche circostanze l'8 agosto 1933. Leggiamo nel libro di G. Mosca La Signora Teresa
che il fattaccio avvenne una sera in un'osteria di via della Lupa (zona Margutta): Scarpelli venne aggredito da un oste che lamentava un vecchio credito e lo uccise con due colpi di rivoltella. La notizia venne ignorata dai giornali, ma pure Il Travaso del 20 agosto 1933 gli dedica il seguente necrologio: "Lavoratore instancabile nelle condizioni avverse, passava lunghe ore a scrivere o a disegnare, per allietar grandi e piccini, mentre lo attanagliava il perpetuo dramma di una esistenza familiare sconnessa e quasi randagia: quel medesimo dramma che, nel pomeriggio dell'8 agosto, si è risolto tragicamente: in un diverbio per motivi d'interesse, due colpi di rivoltella uccidevano Filiberto Scarpelli."
Nel 1939 apparve postuma l'amara autobiografia Un uomo in un fosso: vaniloquio senza capo ne' coda che spiega solo parzialmente la contraddizione di una vita operosissima ma economicamente travagliata.


Filiberto Scarpelli
Pupi di carta

Biblioteca dei Fanciulli Sonzogno, n.d.
ill. dell'Autore
Il Giornalino della Domenica
Anno II, N°12, 24 marzo 1907
cover di Filiberto Scarpelli




F. Rabelais
Gargantua e Pantagruel

Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù, 1936
cover di F. Scarpelli
FratelliGrimm
Novelle
Bemporad, Capolavori Stranieri per la Gioventù, 1936

cover di F. Scarpelli


L. Capuana,
Nel paese della zagara,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1932
ill. int. di F. Scarpelli



SGRILLI, ROBERTO (1897 - 1985)

Nasce a Firenze il 23 ottobre 1897 da Enrico e Artura Nardi. Studia all'Accademia di Belle Arti con Galileo Chini e Augusto Bastianini. E' pittore e pubblicista. Tuttavia l'attività principale è l'illustrazione per l'editoria, per la quale esordisce nel 1915 collaborando a Numero e Mondo Umoristico. Illustra anche cartoline, albumini e quaderni. Dal 1923 collabora a Il Balilla, per il quale crea il personaggio di Sognino, e dal 1925 al Corriere dei Piccoli con il personaggio di Formichino. Nel 1942 illustra un Pinocchio. Negli Anni Quaranta sperimenta anche il cinema di animazione (Il Barone di Munchhausen, 1941; Anacleto e la Faina, 1942, per il quale riceve un premio a Venezia). In totale illustra un centinaio di libri per ragazzi. Nella pittura ad olio è quasi esclusivamente paesaggista; partecipa a sei mostre della Società di Belle Arti fiorentina, a tutte le mostre del sindacato di Firenze, alla Mostra Internazionale del Libro di Lipsia (1927). Mostre personali: 1921 e 1932 a Firenze, 1932 a Lucca, 1933 a Bologna e Genova. Alcune sue tele sono nella collezione privata del Prof. Giovanni Spadolini.



Gemma R. Mongiardini,
Il segreto di Pinocchio
,
Biblioteca Bemporad
per i Ragazzi,
1930
cover di Roberto Sgrilli
C. Collodi,
Le avventure di Pinocchio,
Bietti, 1946
ill. int. di Roberto Sgrilli
courtesy Lia Madorsky



Catalogo Bemporad, 1935,
cover di Roberto Sgrilli
courtesy Tesori di carta, Bologna




Serie di albumini FILA (Firenze) illustrati da Roberto Sgrilli, n.d.

Il Fascio - Nuovissimo Sussidiario Bemporad - Parte Prima
1934
ill. di Roberto Sgrilli
courtesy Lia Madorsky
Luigi Capuana,
Altre fiabe,
Marzocco, 1947
Cover di Roberto Sgrilli


Andrea Lavezzolo,
Al rifugio di Red Ringo
,
su: Il Balilla, Anno XII n° 19,
10 maggio 1934.
Ill. di Roberto Sgrilli


TERZI, ALEARDO (1870 - 1943)

Nasce a Palermo il 6 gennaio 1870; il padre Andrea è litografo, tipografo-editore e appartiene alla borghesia colta; i figli Aleardo e Amedeo vengono istruiti con liberalità (la madre è tedesca). Aleardo lavora nella tipografia del padre come disegnatore e impara l'arte della riproduzione litografica; studia all'Istituto di Belle Arti di Palermo ma abbandona il corso di studi prima del termine. Collabora a La Tribuna Illustrata e nel 1998 si trasferisce a Milano, dove inizia ad illustrare cataloghi e libri e si fa un nome come grafico pubblicitario (suo è il famoso cucciolo con il pennello in bocca della Max Meyer). Si sposta a Roma, Milano, Parigi e Londra, lavorando sempre come illustratore per l'editoria infantile (soprattutto per Bemporad, La Scala d'Oro della UTET, La Bibliotechina de 'La Lampada') e per riviste (Il Corriere dei Piccoli, Il Giornalino della Domenica, La Lettura, Ars et Labor, Novissima, Illustrazione Italiana). E' ispirato all'Art Nouveau, che rimarrà il suo tratto caratteristico. Alla redazione di Novissima incontra Dudovich, Cambellotti e Bompard. E' anche un ottimo pittore aderendo alla seccessione romana di Giacomo Balla tra il 1913 e il 1916. Nel 1905 sposa Adele Bonfiglio, che gli darà tre figli. Nel 1925 viene chiamato all'Istituo di Belle Arti di Urbino con l'incarico di trasformarlo in Scuola del Libro (poi Istituto della Decorazione e Illustrazione del Libro). Qui insegna anche disegno dei caratteri, calcografia, xilografia, litografia. Nel 1928 lascia l'incarico perchè non si ottempera alla promessa della sua nomina di ruolo, poi rimane ancora due anni e infine lascia definitivamente Urbino.
Si trasferisce a Bologna, poi a Milano, dove assume la direzione dell'ufficio pubblicità della Wander, dando origine ad originalissime vignette. Muore a Castelletto Ticino ((Milano) il 15 luglio 1943.
Si firma con le iniziali e un suo logo costituito da un pentagono raggiato.



Térésah,
La Regina degli Usignoli
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, n.d.,
disegni interni di Aleardo Terzi



Aleardo Terzi disegna la testata per la rivista La Vita Internazionale
N°10, Anno II, 20 maggio 1899


H. Baumgarten, Seconde nozze, Il romanzo mensile, Luglio 1938
ill. interne di Aleardo Terzi

A. Magni, Pepito,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1921
cover di Aleardo Terzi (sigla)
B. Gerin, Lucciole,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1921
cover di Aleardo Terzi (sigla)

Cartoline di Aleardo Terzi
courtesy Ulisse Collezioni (la quarta domenica del mese
al mercato dell'antiquariato di viale Carlo Felice, Roma)

TOFANO, SERGIO (1886 - 1973)

Nasce a Roma il 20 agosto 1886. Collabora al Pupazzetto di Yambo, e nel 1908 inizia la lunga collaborazione al Giornalino della Domenica di Vamba, firmandosi con la sigla Sto che manterrà per tutta la vita. Partecipa ad esposizioni di grafica e di pittura, è grafico e pubblicista, e realizza copertine per l'edioria infantile. Collabora a La Lettura e Il Corriere dei Piccoli, per il quale crea nel 1917 il Signor Bonaventura, personaggio di incredibile successo, che continua a essere pubblicato anno dopo anno, anche dopo la scomparsa del suo autore. La produzione teatrale di Sto è varia e complessa, perché Sergio Tofano è anche un grande attore, nonché regista e scenografo, commediografo e costumista. Dopo l'esordio con Ermete Novelli nel 1909, recita nella compagnia di Virgilio Talli. Nel 1923 sposa la milanese Rosetta Cavallari, che diventa attrice e sarà sua compagna anche sulla scena (Tofano partecipa a circa 50 film e collabora con
registi del calibro di Nanni Loy, Monicelli, Zampa, Bertolucci, Dino Risi e Pasquale Festa Campanile). Dal 1953 insegna a Roma all'Accademia di arte drammatica Silvio d'Amico. Muore il 28 ottobre 1973.


Sergio Tofano, alias Sto


Il personaggio più famoso di Sto,
il Signor Bonaventura


Il Giornalino della Domenica
Anno VIII, N° 3, 5 gennaio 1919
cover di Sto
courtesy www.peterpubliantiqua.it
Massimo Bontempelli,
La scacchiera davanti allo specchio
,
Biblioteca Bemporad per i Ragazzi, 1922
cover di Sto



Il Dramma
Anno XXIV, N° 60,
1° maggio 1948
cover di Sto

Sto, I cavoli a merenda,
una raccolta di raccontini surreali
,
Vitagliano, 1920
YAMBO (ENRICO NOVELLI) (1876 - 1945)

Enrico Novelli nasce a Pisa il 5 giugno 1876, figlio del grande attore Ermete Novelli e Lina Marazzi. Giornalista, illustratore, scrittore e autore di fumetti, inizia la sua carriera nel 1894 come collaboratore di La Sera di Milano, dove correda ciò che scrive con pupazzetti. Pupazzetto è il nome del mensile illustrato che fonda a Roma nel 1901. Collabora inoltre a Il Novellino e alla Nazione di Firenze, al Corriere della Sera, al Giorno, al Don Chisciotte, alla Tribuna; è direttore del Sancho Panza. Scrive diversi libri per bambini e/o ragazzi, da lui stesso illustrati. Fonda un" Teatro dei Fantocci" che porta in tournée per le città italiane.
Muore a Firenze nel 1945.

TITOLI:
Dalla terra alle stelle (1890), Ugo il nero (1896),
Gli eroi del "Gladiator" (1899), Atlantide (1900), Ciuffettino (1902), I fratelli della mano rossa (1903), Capitan Fanfara: il giro del mondo in automobile (1904), Burchiello, l'amico di Ciuffettino (1905), Manoscritto trovato in una bottiglia (1905), Il tesoro degli Incas (1905), Gli esploratori dell'infinito (1906), Il teatro dei burattini (1906), Le avventure del Capitano Bombax (1907), La colonia lunare (1908), La rivincita di Lissa (1909), Lo scimmiottino verde (1909), Fortunato per forza, Il Re dei Mondi, La banda di Carlo Bousset (trilogia: 1908, 1910, 1912), Gomitolino (1913), Ciuffettino alla guerra (1916), Un viaggio al centro dell'universo invisibile (1919), Il libro delle bombe (1922), Mestolino (1923), Fiamma su la balzana (1926), Due anni in velocipede (1926), Tutto di tutto (1928),

OPERE TEATRALI:
Papà Gennaro (1910), Fiorenza mia! (1911),
La novella del calcio (1912);
vari testi per il teatro dei burattini.


sopra: Enrico Novelli nel 1906






ds.: Enrico Novelli nel 1926


Il Novellino (settimanale), Casa Editrice G. Scotti & C., Anno IX, N° 16, 18 aprile 1907
illustrazioni di Yambo



Ermete Novelli (Lucca 1851 - Napoli, 19 gennaio 1919)

Inizia come caratterista nei teatri di varietà e come generico nei teatri di prosa;
dal 1884 è capocomico; nel periodo 1891-1894 è in società con C. Leigheb;
nel periodo 1900-1902 fonda un suo teatro stabile al Valle di Roma, chiamato
"Casa di Goldoni". E' attore di estrema spontaneità, acclamato in patria e all'estero,
con un amplissimo repertorio che va dai monologhi alle farse, alla commedia brillante,
al dramma romantico e alla tragedia.


Maso Salvini,
Pinocchio, bizzarria in 4 atti
Bemporad, 1919
cover e ill. interne di Yambo
courtesy Lia Madorsky
Yambo, Il Re dei Mondi
G. Scotti & C., 1910
cover
courtesy Roberto P.

Yambo, Ciuffettino
G. Scotti & C., 1908
cover
Yambo, Ciuffettino
G. Scotti & C., 1908
ill dell'incipit
courtesy Piccolo Museo di Bambole e altri Balocchi, Ravenna
www.museodellebambole.it

Yambo,
Il libro delle bombe
Vallecchi, ca. 1922
cover
Yambo,
Burchiello, l'amico di Ciuffettino

G. Scotti & C., 1905
cover
courtesy Piccolo Museo di Bambole e altri Balocchi, Ravenna
www.museodellebambole.it

Yambo, Atlantide, Calzone-Villa, 1901
cover e front
courtesy Sofia Desii


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